Documento finale del
vertice ufficiale del G8.
Segue commento al documento G8 a cura
di Alberto Castagnola ( rete Lilliput )
Traduzione informale
dall'originale in lingua inglese
COMUNICATO G8
Genova, 22 luglio
2001
(Le note in neretto incolonnate a destra
sono di Alberto
Castagnola)
1. Noi, i Capi di Stato e di Governo di otto delle
principali democrazie industrializzate ed i rappresentanti dell'Unione Europea,
ci siamo riuniti a Genova per il primo Vertice del nuovo millennio. In uno
spirito di collaborazione abbiamo affrontato i problemi più pressanti
dell'agenda internazionale.
2. Come Leader democratici, responsabili verso i
nostri cittadini, crediamo nell'importanza fondamentale di un dibattito pubblico
ed aperto sulle principali sfide che le nostre società devono affrontare.
Promuoveremo soluzioni innovative basate su di un'ampia partnership con la
società civile ed il settore privato.
La proposta di collaborazione con la
società civile, in linea di principio si può giudicare positivamente, salvo poi
verificare in concreto chi viene considerato rappresentare questa società civile
e quali poteri gli vengono effettivamente riconosciuti.
La collaborazione con
il settore privato finora ha significato tentare di coinvolgere le imprese
multinazionali ( il "Global Compact" teorizzato da Kofi Annan) giustificandolo
con la carenza di fondi.
Ricercheremo, inoltre, una cooperazione e
solidarietà più accentuate con i paesi in via di sviluppo, basate su una
reciproca responsabilità per combattere la povertà e promuovere lo sviluppo
sostenibile.
Viene attribuita una responsabilità della condizione di
povertà agli stessi Stati del sottosviluppo, ma non si accenna minimamente alla
cause. La formula dello sviluppo "sostenibile" viene utilizzata ancora una volta
senza precisare che cosa si intende per sostenibilità. Ad esempio vengono
qualificati come sostenibili i recenti compromessi sulla compensazione degli
inquinamenti nel Nord con la ricostituzione di "foreste" di alberi per usi
industriali nel Sud.
3. Siamo decisi a far sì che la globalizzazione
lavori a favore di tutti i nostri cittadini e specialmente per i poveri del
mondo. Includere i paesi più poveri nell'economia globale è il modo più sicuro
per rispondere alle loro aspirazioni fondamentali. Abbiamo concentrato le nostre
discussioni sulla strategia per riuscire in questo intento.
Viene ancora
una volta ribadito il valore tutto positivo dell'inserimento nei processi di
globalizzazione dei paesi più poveri, senza nemmeno un accenno all'aumento della
divaricazione verificatosi negli ultimi 50 anni e alla mancanza di alcuna
garanzia che la attuale economia in via di globalizzazione possa una volta o
l'altra in un futuro del tutto indefinito inglobare anche i paesi del
sottosviluppo.
Un approccio strategico alla Riduzione della Povertà
4. La situazione in molti paesi in via di sviluppo - specialmente in
Africa - richiede una decisiva azione globale. La strategia più efficace per
ridurre la povertà è quella di mantenere un'economia globale forte, dinamica,
aperta ed in crescita. Questo è l'impegno che ci assumiamo.
Anche se
proprio in Africa si constatano da tempo le maggiori
divaricazioni con le
zone industrializzate del Nord, nulla viene detto su eventuali modifiche di
strategie necessarie o su interventi specifici e urgenti per questo
Continente.
5. Continueremo anche ad offrire un'assistenza efficace allo
sviluppo per aiutare gli sforzi dei paesi in via di sviluppo volti a realizzare
una prosperità di lungo periodo.
"Continueremo" è una parola terribile
perché cancella tutte le crescenti riduzioni verificatesi ormai da parecchi anni
nel flusso degli aiuti allo sviluppo. Men che meno dice qualcosa sulla
inefficacia di molti tipi di aiuto e sui danni causati da molti
interventi.
In linea con le conclusioni della "Terza Conferenza dei Paesi
Meno Avanzati" (LDC III) e con la "Dichiarazione del Millennio", appoggiamo un
approccio strategico centrato sui principi di gestione autonoma delle
problematiche (ownership) e di partnership.
Purtroppo la "gestione
autonoma" più che ad una effettiva indipendenza nell'uso delle risorse una volta
messe a disposizione, sembra alludere ad una specie di corresponsabilità, che se
legata a obiettivi e criteri operativi imposti dai paesi o dagli organismi che
concedono delle risorse non modifica in nulla lo stretto controllo esercitato
dai donatori sulle scelte di uso dei finanziamenti e delle altre risorse messe a
disposizione.
Nell' interesse comune dei donatori e dei beneficiari degli
aiuti, assicureremo un uso efficiente delle risorse limitate .
Si sperava
in un qualche impegno del G8 per garantire un finanziamento straordinario,
diretto a segnalare un cambiamento di strategie e uno sforzo molto maggiore che
in passato volto a modificare in modo se non risolutivo almeno radicale i
tremendi problemi che tormentano oltre la metà dell'umanità. E invece si
promette solo una maggiore efficienza nell'interesse anche dei paesi
donatori.
6. Sistemi di "governance" aperti, democratici e responsabili,
basati sul rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, sono
precondizioni per uno sviluppo sostenibile ed una solida crescita. Pertanto,
aiuteremo i paesi in via di sviluppo a promuovere:
* responsabilizzazione e
trasparenza nel settore pubblico
* quadri di riferimento giuridici e regimi
di gestione dell'impresa per combattere la corruzione
* salvaguardie contro
la malversazione e l'uso di fondi pubblici in impieghi non produttivi
*
accesso al sistema giuridico per tutti i cittadini, indipendenza del potere
giudiziario e
* disposizioni di legge che consentano l'attività del settore
privato
* coinvolgimento attivo della società civile e delle Organizzazioni
Non Governative (ONG)
* libertà delle attività economiche.
Dal canto
nostro:
* daremo piena applicazione alla Convenzione OCSE contro la
corruzione
* sosterremo gli sforzi delle Nazioni Unite volti a creare uno
strumento efficace contro la corruzione
* incoraggeremo le Banche
Multilaterali di Sviluppo (MDB) ad aiutare i paesi beneficiari nel rafforzare il
controllo della spesa pubblica e la gestione del bilancio.
Sarebbe
interessante sapere perché proprio in questa fase storica, dopo oltre 50 anni di
politiche di sviluppo, si è deciso di sottolineare l'importanza di avere nel Sud
sistemi statuali e di governo funzionanti e rispettati.
Leggendo attentamente
si nota che l'accento viene posto sul fenomeno della corruzione ma non una
parola viene spesa sul fatto che buona parte dei meccanismi di corruzione ha
avuto origine nel nostro sistema economico e politico, ad esempio per quel che
riguarda le tangenti sulle vendite di armi e la concessione dei prestiti o i
finanziamenti fatti pervenire in varie forme ai regimi militari o
dittatoriali.
Numerosi sono invece i riferimenti alla liberalizzazione del
settore privato e in genere delle attività economiche. Ciò significa, come è
noto, che continueranno le privatizzazioni delle poche industrie pubbliche
create negli scorsi decenni e la importazione e riesportazione di capitali e di
profitti
Infine, è da notare che nelle Banche Multilaterali di Sviluppo è in
genere inclusa anche la Banca Mondiale.
Alleggerimento del debito, ed
oltre
7. L'alleggerimento del debito - specialmente l'Iniziativa
Rafforzata a favore dei paesi poveri maggiormente indebitati (HIPC) - è un
valido contributo alla lotta contro la povertà, ma non è che uno dei passi
necessari per stimolare una crescita più rapida nei paesi molto poveri. Siamo
lieti che ventitré paesi si siano qualificati per beneficiare dell'Iniziativa,
per un ammontare totale di riduzione del debito pari ad oltre 53 miliardi di
dollari, a fronte di un debito iniziale pari a 74 miliardi di dollari. Dobbiamo
continuare a fare progressi in questa direzione.
8. In particolare, la nostra
attenzione è rivolta ai paesi in conflitto, affinché rinuncino alla violenza.
Quando ciò si verificherà, confermiamo che intensificheremo i nostri sforzi per
aiutarli ad adottare le misure necessarie per beneficiare della riduzione del
debito. Ribadiamo che l'iniziativa HIPC, in congiunzione con le riforme interne
volte ad assicurare solide politiche nazionali ed un comportamento responsabile
da parte dei donatori, è finalizzata a risolvere in maniera duratura il problema
dell'indebitamento insostenibile.
Gli impegni assunti in merito al debito
estero dei paesi sottosviluppati sono lontanissimi da quanto ci si poteva
attendere da un vertice la cui importanza per lo sviluppo dei paesi poveri è
stata così pubblicizzata e non aggiungono nulla a quanto non fosse stato già
deciso ormai da molti anni.
L'iniziativa per i paesi più poveri e più
fortemente indebitati risale infatti al 1996. Ha per oggetto in principio solo
41 paesi, dei quali 11 sono stati subito esclusi dall'alleggerimento in quanto
giudicati capaci di continuare a pagare rate di restituzione del capitale
scadute e interessi che maturano ogni anno.
Dei 30 paesi rimasti solo 23 sono
stati ammessi alla procedura di riduzione parziale, poiché per gli altri si
attende che risolvano i conflitti in cui sono implicati o vittime. L'ammontare
complessivo della riduzione sarà di 53 miliardi di dollari su un totale di oltre
2550!
Il testo poi non dice che la riduzione sarà effettuata dopo sei anni: i
paesi devono per tre anni rispettare le politiche di aggiustamento strutturale
imposte dal Fondo Monetario Internazionale e nei successivi tre anni devono
ottenere risultati economici positivi! (per ulteriori dettagli, cfr. in allegato
il comunicato della Campagna "Sdebitarsi").
In ogni caso viene sostenuto a
chiare lettere che l'alleggerimento ha come scopo la risoluzione dei problemi
dell'indebitamento insostenibile, cioè della pratica impossibilità di pagare,
mentre non si preoccupa minimamente di creare le condizioni per uno sviluppo
significativo.
9. Al di là dell'alleggerimento del debito, abbiamo
concentrato la nostra discussione su tre elementi che si rafforzano a
vicenda:
* maggiore partecipazione da parte dei paesi in via di sviluppo al
sistema commerciale globale
* maggiori investimenti privati
* iniziative
per promuovere salute, istruzione e sicurezza alimentare.
10. Libero
commercio e investimenti alimentano la crescita globale e la riduzione della
povertà. Per questo motivo abbiamo oggi convenuto di dare il nostro appoggio al
lancio di un nuovo e ambizioso Round di negoziati globali in materia
commerciale, con un'agenda bilanciata.
Il vertice ha ribadito il
suosostegno al rilancio dei negoziati globali sul commercio internazionale,
senza però chiedersi come mai periodicamente sia necessario cercare di rimuovere
gli ostacoli agli scambi che i paesi ricreano senza interruzioni, per proteggere
le proprie produzioni o per evitare l'invasione di prodotti commercializzati
dalle imprese multinazionali.
Le ultime parole vogliono forse dire che
vantaggi e danni saranno equamente ripartiti? Però l'uguaglianza tra gruppi di
paesi in condizioni molto diverse non comporta certo un trattamento giusto per i
più poveri.
11. Mentre aprire i mercati attraverso negoziati globali
offre il beneficio economico maggiore per paesi in via di sviluppo,
Il
testo non perde occasione per ribadire che il massimo dei vantaggi sarà
garantito solo attraverso politiche concepite in una prospettiva di
globalizzazione.
approviamo pienamente le misure già adottate per
migliorare l'accesso ai mercati per i paesi meno avanzati (LDC), quali
l'Iniziativa comunitaria "Everything but Arms",
Si tratta della politica
adottata dall'Unione Europea che prevede l'apertura del mercato unificato
europeo alle merci dei paesi più poveri, ad esclusione delle armi. Si può notare
che in genere le armi provengono dai paesi industriali e che nel corso del
dibattito per l'approvazione di questa politica si è più volte sottolineato che
vi sono scarsissimi rischi di vedere i mercati dei paesi europei invasi dalle
merci realizzate nei paesi più poveri, che finora sono riusciti ad esportare per
cifre assolutamente irrisorie.
Ovviamente l'idea dell'apertura dei mercati
non può essere considerata in sé negativa; dovrebbe però essere garantito che le
multinazionali non aprano immediatamente delle filiali per l'esportazione in
questi paesi e che quindi le libere esportazioni verso l'Unione Europea siano
riservate ai produttori locali.
Si può inoltre notare che l'idea, più volte
presentata come una svolta del tutto originale dagli ultimi governi italiani,
era in realtà ripresa dalle attività preparatorie in corso presso
l'Unione.
le preferenze generalizzate e tutte le altre iniziative
finalizzate allo stesso obiettivo. Confermiamo l'impegno annunciato alla Terza
Conferenza sui Paesi meno Avanzati (LDC III) di lavorare per un accesso privo di
dazi e di quote per tutti i prodotti provenienti dai paesi meno avanzati.
Preoccupa che non si parli della eliminazione delle barriere non
tariffarie ( ad esempio delle specifiche tecnologiche o sanitarie richieste per
le merci che devono circolare in Europa) e che i paesi più poveri potrebbero non
essere in grado di garantire, svuotando quindi gli aspetti positivi della nuova
politica.
Nulla si dice sui tempi di entrata in vigore della normativa di
favore e soprattutto della necessità di sostenere con adeguate politiche
commerciali e pubblicitarie i tentativi di inserimento sui mercati degli
esigenti consumatori europei.
Appoggiamo gli sforzi compiuti dai paesi
LDC per accedere al sistema commerciale globale e per approfittare delle
opportunità offerte da una crescita basata sul commercio.
In realtà
nell'intero paragrafo non si dice nulla di nuovo rispetto a quanto è già in fase
decisionale in altre sedi, diverse dal G8.
12. Un accresciuto accesso al
mercato deve essere accompagnato dalla capacità di trarne profitto. Pertanto,
per aiutare i paesi in via di sviluppo a beneficiare dei mercati aperti,
coordineremo meglio la nostra assistenza nel settore del commercio, in modo tale
da:
* fornire assistenza bilaterale sugli standard tecnici; sui sistemi
doganali; sulle legislazioni necessarie per accedere all'Organizzazione Mondiale
per il Commercio (WTO);
In realtà l'assistenza tecnica è prevista ma
solo sul piano bilaterale e comprende anche le coscenze necessarie per accedere
alle trattative e ai controlli del WTO, in sostanza per entrare a far parte dei
meccanismi della globalizzazione
* per la protezione dei diritti di
proprietà intellettuale;
Queste misure sembrano essere a vantaggio dei
paesi sottosviluppati, cioè come se essi producessero tanti brevetti da
proteggere dall'avidità dei paesi del Nord e delle multinazionali. In realtà si
intende introdurre legislazioni e organismi di controllo per garantire
all'interno del paese povero il pieno rispetto dei diritti connessi ai brevetti
detenuti dalle multinazionali (regolare pagamento delle royalties, rispetto
dell'integrita delle conoscenze coperte dai brevetti, protezione da attacchi
provenienti da paesi terzi, ecc.)
* per lo sviluppo delle risorse
umane
* sostenere il lavoro del "Quadro Integrato per l'Assistenza Tecnica
in Materia Commerciale"
* incoraggiare le istituzioni finanziarie
internazionali a dare il loro aiuto nella rimozione degli ostacoli al commercio
ed agli investimenti, ed a stabilire le istituzioni e le politiche necessarie
affinché il commercio prosperi
Anche in questo caso si tratta di
sostegno alle misure di liberalizzazione, in particolare per favorire i
movimenti di capitale e la libertà di investire e disinvestire senza
controlli.
* incitare i paesi a dare importanza centrale all'espansione
commerciale, integrandola nelle strategie per la riduzione della
povertà.
Questa frase, che potrebbe anche essere una affermazione
solamente formale, sembra celare una problematica ancora non sufficientemente
approfondita, cioè quella dei reali contenuti delle strategie contro la povertà,
che in ultima analisi potrebbero anche ridursi ad una semplice riproposizione
delle politiche finora seguite, ad eccezione di una maggiore concentrazione
degli interventi nelle fasce più povere delle popolazioni. L'accento qui posto
sui legami tra lotta alla povertà e espansione del commercio con l'estero
suscita forti perplessità, sia perché ci si domanda come si possano mettere in
correlazioni le popolazioni più misere ed emarginate, tormentate da bisogni
essenziali e urgenti, con delle politiche di inserimento su mercati lontani e
complessi, quando la poverta di massa richiederebbe per prima cosa una forte
priorità attribuita alla soddisfazione dei bisogni essenziali, sia per garantire
la sopravvivenza, sia per valorizzare le capacità umane su larga
scala.
13. L'incremento degli investimenti privati è essenziale per
generare la crescita economica, per accrescere la produttività e per elevare il
tenore di vita. Per aiutare i paesi in via di sviluppo a migliorare l'ambiente
per gli investimenti privati, sollecitiamo le MDBs e le altre istituzioni
internazionali competenti a sostenere i loro sforzi per le riforme interne,
compreso il ricorso a partnership pubblico-private e alle "best practices" nel
campo degli investimenti, come pure a codici di condotta e standard per i regimi
di gestione delle imprese, a standard di contabilità, a regole per la
concorrenza ed a regimi fiscali trasparenti.
Non vi è nulla di nuovo in
queste raccomandazioni rispetto alle politiche finora adottate a livello
internazionale (eche hanno avuto risultati non certo brillanti), mentre tutte le
indicazioni sembrano concorrere solo a creare un ambiente più favorevole agli
investimenti esteri, ivi inclusi quelli delle multinazionali (che pure dipendono
meno delle altre imprese dalle condizioni esterne). Fa poi sorridere vedere la
preoccupazione per i codici di condotta e per la trasparenza dei regimi fiscali,
quando sono proprio le imprese estere a non rispettare le poche norme
esistenti.
Facciamo appello alla Banca Mondiale affinché fornisca un
sostegno addizionale ai programmi che promuovano lo sviluppo del settore privato
nei paesi più poveri.
Non viene fornita alcuna indicazione sulla misura
di questo intervento addizionale e si parla di appello alla Banca Mondiale,
quando nella loro posizione di controllori della maggior parte del capitale
della Banca sarebbero nella condizione di decidere dimensioni, caratteristiche e
tempi di questo maggior impegno.
Per promuovere ulteriori investimenti
nell'economia basata sulla conoscenza ("knowledge-based"), chiediamo al WTO ed
alla Organizzazione Mondiale per i Diritti di Proprietà Intellettuale (WIPO), in
collaborazione con la Banca Mondiale, di aiutare i paesi più poveri a
conformarsi alle regole internazionali in materia di diritti di proprietà
intellettuale.
Qui viene detto con chiarezza quanto sopra affermato nel
commento. Il problema reale sarebbe invece di come e in che misura ridurre la
validità dei brevetti per tutti quei prodotti che vengono venduti a prezzi
inaccessibili per le fasce più povere (il caso dei medicinali contro l'Aids, la
malaria, la tubercolosi, ecc.) è solo uno dei tanti esempi (dai fertilizzanti ai
pesticidi, dai derivati del petrolio alle bevande). Inoltre non si dice
chiaramente chi dovrebbe essere il destinatario del sostegno per realizzare
"maggiori investimenti nell'economia della conoscenza": dove, in Somalia o in
Mali, oppure ancora nei centri di ricerca delle multinazionali?
14. Gli
aiuti pubblici allo sviluppo (ODA) restano essenziali. iche nel Sud che causano
vittime e danni alle persone della stessa dimensione delle tre indicate dal
G8.
Siamo decisi a rendere operativo questo Fondo entro la fine
dell'anno. Abbiamo stanziato 1,3 miliardi di dollari. Il Fondo sarà una
partnership pubblico-privata e rivolgiamo un appello agli altri paesi, al
settore privato, alle fondazioni ed alle istituzioni accademiche affinché
contribuiscano a loro volta - con finanziamenti, in natura e con esperienza
operativa. Accogliamo con favore gli ulteriori impegni già presi, pari a circa
500 milioni di dollari.
Le cifre promesse sembrano ancora molto lontane
dalle stime dei fabbisogni indicate dall'Onu. Inoltre sembra che gli impegni
assunti durante il vertice siano di fatto gli stessi presi in sede ONU dai paesi
partecipanti all'incontro di Genova.
Sembra poi esserci una divergenza non da
poco tra la struttura burocratica descritta da Kofi Annan prima dell'avvio del
vertice e l'organizzazione leggera indicata dal comunicato. Quale prevarrà? Non
è stata ripetuta la richiesta tanto sbandierata dai governi italiani rivolte
alle multinazionali (spesso all'origine della diffusione o dei mancati
interventi specie nel settore delle medicine e dei vaccini), però viene molto
sottolineato il ruolo del settore privato.
16. Il Fondo si farà promotore
di un approccio integrato che privilegia la prevenzione in un insieme continuo
di trattamento e cura. Opererà secondo principi di comprovata efficacia
scientifica e medica, con rapido trasferimento di risorse, bassi costi di
transazione, amministrazione agile ed intensa concentrazione sui risultati. Ci
auguriamo che l'esistenza del Fondo promuova un migliore coordinamento tra i
donatori ed offra ulteriori incentivi per l'attività di ricerca e di sviluppo
del settore privato.
Questa frase desta notevoli preoccupazioni in
quanto sembra delineare la possibilità di finanziare con il Fondo la ricerca
proprio di quelle multinazionali farmaceutiche che tanti profitti raccolgono con
le loro spregiudicate strategie dei prezzi dei medicinali. Non vi è invece
traccia di interventi di sostegno della produzione, nei paesi vittime delle
epidemie, dei medicinali essenziali senza dover rispettare i brevetti (come già
avviene in Sudafrica,India, Cuba, ecc.)
Metterà a disposizione
finanziamenti addizionali in raccordo con i programmi già esistenti, che
verranno integrati nei piani sanitari nazionali dei paesi partner. L'impegno dei
paesi in via di sviluppo nella definizione delle finalità e nella gestione del
Fondo sarà essenziale per garantire loro la gestione autonoma ("ownership") del
programma e per assicurare il loro impegno ad ottenere risultati. I partner
locali, comprese le ONG e le agenzie internazionali, saranno di grande aiuto per
l'operatività del Fondo.
Questa è la parte essenziale della proposta, in
quanto solo se sarà rispettata con precise attribuzioni di cariche e di poteri
decisionali potranno essere avviati dei programmi di responsabilità locale (e
diventare eventualmente un modello per altri tipi di interventi).
Ci si può
tuttavia chiedere perché nessuno ha parlato dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità, l'agenzia dell'ONU che malgrado i suoi legami con le multinazionali
forse ha già le competenze per interventi in questo settore.
17.
L'affidabilità dei sistemi sanitari nazionali continuerà ad essere un parametro
chiave per un'efficace erogazione di prevenzione, trattamento e cura, e per
migliorare l'accesso ai servizi sanitari ed al materiale sanitario essenziale,
senza alcuna discriminazione. Una risposta efficace all' HIV/AIDS e alle altre
malattie richiede un'azione a tutto campo nella società, al di là del settore
sanitario. Esprimiamo apprezzamento per le misure prese dall'industria
farmaceutica al fine di rendere economicamente più accessibili i farmaci. Nel
contesto del nuovo Fondo Globale, lavoreremo d'intesa con l'industria
farmaceutica e con i paesi colpiti per favorire l'offerta più ampia possibile di
farmaci in forma accessibile ed efficace sotto il profilo medico. Esprimiamo
apprezzamento per il dibattito che si sta svolgendo nel WTO sul ricorso alle
eccezioni previste dall'Accordo sui diritti di proprietà intellettuale nel
settore commerciale (TRIPs).
Riconosciamo come appropriato il fatto che
i paesi colpiti usino le flessibilità permesse dall'Accordo sui diritti di
proprietà intellettuale nel settore commerciale per assicurare la disponibilità
dei farmaci ai cittadini che ne abbiano bisogno, in particolare a coloro che non
possono permettersi l'assistenza medica di base. Al tempo stesso, riaffermiamo
il nostro impegno alla protezione forte ed efficace dei diritti di proprietà
intellettuale, come necessario incentivo per la ricerca e lo sviluppo di farmaci
salvavita.
Sembra un colpo al cerchio ed uno alla botte ma comunque è la
prima volta che viene riconosciuto un diritto di questa portata, così osteggiato
finora dalle multinazionali. Cè solo da sperare che la gravità della situazione
sanitaria esistente non abbia permesso di nascondere dei compromessi
particolarmente pericolosi tra Stati e imprese direttamente
interessate.
18. L'istruzione è un fattore centrale per la crescita e
l'occupazione. Confermiamo il nostro impegno ad assistere altri paesi a
raggiungere gli obiettivi prefissati dal documento di Dakar per la diffusione
universale dell'istruzione elementare entro il 2015.
Sull'obiettivo in
se si può notare che era già stato indicato come assolutamente prioritario nel
rapporto della Banca Mondiale del 1990 e che come al solito non vi è alcuna
garanzia che saranno realizzati tutti gli interventi necessari per conseguirlo
entro la scadenza.
Concordiamo sulla necessità di migliorare l'efficacia
della nostra assistenza allo sviluppo a sostegno delle strategie locali.
L'istruzione - specialmente l'istruzione elementare universale e l'accesso
indiscriminato ad ogni livello per la popolazione femminile - deve ricevere alta
priorità nelle strategie nazionali di riduzione della povertà e nei nostri
programmi di sviluppo. Le risorse rese disponibili dal programma HIPC possono
offrire un contribuito a questi obiettivi.
Quest'ultima frase cela un
pericoloso equivoco, purtroppo contenuto anche nell'ultima legge sul debito,
quella italiana dell'agosto 2000. Nei testi sembra sempre che concedere delle
riduzione dei debiti comporta la possibilità di destinare le risorse così
risparmiate a interventi nel sociale. Si dimentica che i paesi più poveri hanno
visto aumentare paurosamente il loro debito perché non erano stati in grado di
pagare, e quindi in realtà dalla riduzione non deriva alcuna disponibilità di
risorse, anzi c'è perfino il rischio che per ottenere la misura di favore
distolgano risorse da altri usi essenziali. Diversa sarebbe ovviamente la
situazione per i paesi che continuano in qualche modo a pagare (sia pure solo in
parte)come il Brasile.
Daremo il nostro sostegno per mettere a punto di
sistemi di valutazione dei progressi effettuati, per identificare le "best
practices" ed assicurare la responsabilità dei risultati. Ci concentreremo anche
sulla formazione degli insegnanti. Sviluppando le indicazioni della Task Force
G8 sulle opportunità digitali (dot.force), cercheremo di estendere l'utilizzo
delle tecnologie informatiche e della comunicazione (ICT) per la formazione
degli insegnanti e per rafforzare le strategie educative.
Perfino nei
paesi ricchi la formazione tramite le nuove tecnologie incontra dei limiti non
facilmente superabili e quindi c'è il rischio che tali interventi fortemente
innovativi (si parla di istruzione elementare!) potranno essere avviati solo nei
pochi paesi in grado di ospitare un uso diffuso di tecnologie informatiche,
mentre continueranno a mancare le risorse per le fasce di popolazione più
povere.
Incoraggiamo in modo particolare il settore privato ad esaminare
nuove opportunità di investimenti nelle infrastrutture, nelle tecnologie
informatiche e della comunicazione (ICT) e nei sussidi didattici. Incoraggiamo
le Banche Multilaterali di Sviluppo (MDBs) ad accentuare il loro interesse per
il settore dell'istruzione e concentrare in futuro il loro lavoro sui paesi che
dispongono di strategie solide pur mancando di sufficienti risorse, nonché a
fare rapporto il prossimo anno al G8.
Sarebbe interessante avere un
quadro dei risultati ottenuti in diecine di anni dal gruppo della Banca Mondiale
con i suoi prestiti di lunga durata nel campo dell'istruzione.
Sosteniamo
il ruolo guida dell'UNESCO nella diffusione universale dell'istruzione.
Lavoreremo inoltre con l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) per
sostenere la battaglia contro lo sfruttamento del lavoro minorile e svilupperemo
incentivi per accrescere la frequenza scolastica.
19. Costituiremo una
Task Force composta da funzionari G8 di alto livello che ci consiglino sul modo
migliore per raggiungere gli obiettivi di Dakar in collaborazione con I paesi in
via di sviluppo, le organizzazioni internazionali competenti e gli altri
soggetti coinvolti. La Task Force ci sottoporrà le sue raccomandazioni prima del
nostro prossimo incontro.
C'è da augurarsi che questo gruppo di lavoro
ottenga l'anno prossimo una maggiore attenzione di quello costituito l'anno
scorso sulle energie rinnovabili, che ha dovuto pubblicare un annuncio sul
Corriere della Sera (18 luglio 2001, pag.18) per chiedere che i risultati del
suo lavoro fossero discussi.
20. Con l'avvicinarsi del "Vertice Mondiale
sull' Alimentazione: Cinque Anni Dopo" nel Novembre 2001, la sicurezza
alimentare rimane un obiettivo sfuggente. Oltre 800 milioni di persone sono
seriamente denutrite, e di esse circa 250 milioni sono bambini.
L'obiettivo indicato dalla FAO (dimezzare gli 840 milioni di affamati in
20 anni) sembra allontanarsi nel tempo.
Un obiettivo centrale della
nostra strategia per la riduzione della povertà rimane dunque l'accesso a
risorse alimentari adeguate, insieme con lo sviluppo rurale. Il sostegno
all'agricoltura è uno strumento cruciale del nostro aiuto pubblico allo sviluppo
(ODA). Ci impegneremo a sviluppare la capacità di produzione e distribuzione nei
paesi poveri, integrando i programmi di aiuto nelle strategie nazionali ed
aumentando la formazione nelle scienze agrarie. E' necessario fare ogni sforzo
per aumentare la produttività agricola. Tra l'altro, l'introduzione di nuove
tecnologie comprovate e sperimentate, comprese le biotecnologie, applicate in
modo sicuro ed adattate alle realtà locali, ha un potenziale significativo per
accrescere sensibilmente i rendimenti agricoli nei paesi in via di sviluppo, e
per ridurre al tempo stesso, rispetto ai metodi tradizionali, l'uso di pesticidi
e di risorse idriche. Siamo impegnati a studiare, condividere e facilitare l'uso
responsabile delle biotecnologie per far fronte alle necessità dello
sviluppo.
Si potrebbe condividere quanto detto nel testo se in realtà non
continuasse a riproporre soluzioni solo tecnologiche (come avvenne con la
Rivoluzione Verde all'inizio degli anni '50 con i tragici effetti di diffusione
dell'omogeneità genetica e dei prodotti chimici e soprattutto di esodo
dall'agricoltura) e non si riferisse all'uso di piante geneticamente modificate,
ancora esposte a rischi che potrebbero danneggiare gravemente le popolazioni,
non solo nel Sud.
21. Avremo come obiettivo le regioni più carenti sotto
il profilo dell'alimentazione, specialmente quelle dell'Africa Sub-Sahariana e
dell'Asia del Sud, e continueremo ad incoraggiare la cooperazione Sud-Sud.
Sosterremo il ruolo fondamentale svolto dalle organizzazioni internazionali e
dalle ONG nelle operazioni di soccorso umanitario. Riteniamo che le strategie
nazionali per la riduzione della povertà e le strategie settoriali debbano
tenere particolarmente conto delle necessità nutrizionali dei gruppi
vulnerabili, includendovi i neonati e le madri.
Le opportunità della
tecnologia digitale
22. Le tecnologie informatiche e delle comunicazioni
rappresentano un enorme potenziale per aiutare i paesi in via di sviluppo ad
accelerare la crescita, elevare il tenore di vita e soddisfare altre priorità
dello sviluppo. Esprimiamo apprezzamento per il rapporto della Task Force G8
sulle opportunità digitali (dot.force) ed il suo "Piano d'Azione di Genova" che
ha portato a compimento con successo il mandato di Okinawa.
Questo
rapporto dovrà essere studiato in modo approfondito.
La diretta
partecipazione di rappresentanti dei settori pubblico, privato e non profit,
così come quella dei governi dei paesi in via di sviluppo costituisce una
formula unica per assicurare l'applicazione delle tecnologie digitali ai bisogni
dello sviluppo. Continueremo a sostenere questo processo ed a incoraggiare tutti
i partecipanti ad assumersi le proprie responsabilità, a mobilitare risorse ed
esperienza professionale e a sviluppare questo tipo di cooperazione.
Riesamineremo la messa in atto del Piano d'Azione di Genova al nostro prossimo
Vertice, sulla base di un rapporto predisposto dalla Presidenza G8.
Incoraggeremo altresì la messa a punto di un Piano d'Azione sull'e-Government
come strumento di rafforzamento della democrazia e dello stato di diritto, che
conferisce potere ai cittadini, rende più efficiente l'offerta di servizi
pubblici essenziali.
Questo aspetto può avere delle conseguenze di
estrema gravità. Da come è stato presentato sulla stampa sembra quasi che per i
paesi sottosviluppati si stia studiando un modellino informatico di
comportamento per lo Stato e per tutte le attività istituzionali aventi
rilevanza economica e sociale, che oltre a garantire uniformità di politiche
permetterebbe l'automatico collegamento con i processi di globalizzazione in
corso per la comunicazione e l'informazione!
Un'eredità per il
futuro
Ambiente
23. Confermiamo la nostra determinazione a trovare
soluzioni globali alle minacce che mettono in pericolo il pianeta. Riconosciamo
che i cambiamenti climatici sono un problema pressante che richiede una
soluzione globale. Ci impegniamo a fornire una leadership forte. E' necessaria
un'azione pronta, efficace e sostenibile, coerente con l'obiettivo ultimo della
Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per
stabilizzare le concentrazioni dei gas serra inui nelle tecnologie delle energie
rinnovabili, in tutto il mondo. Le energie rinnovabili possono contribuire alla
riduzione della povertà. Aiuteremo i paesi in via di sviluppo a rafforzare la
loro capacità istituzionale e le strategie nazionali basate sul mercato che
possono attrarre investimenti del settore privato nelle energie rinnovabili ed
in altre tecnologie pulite. Chiediamo alle Banche Multilaterali di Sviluppo ed
alle agenzie nazionali di sviluppo di adottare un approccio innovativo e di
sviluppare meccanismi di mercato per il finanziamento delle energie rinnovabili.
Chiediamo alla Facility per l'Ambiente (GEF) di continuare a sostenere la
protezione ambientale su scala globale e ad incoraggiare le "good practices" nel
promuovere l'uso efficiente dell'energia e lo sviluppo di fonti di energia
rinnovabile nei paesi in via di sviluppo, e sottolineiamo la necessità di
assegnare risorse adeguate al suo terzo rifinanziamento. Ringraziamo tutti
coloro che hanno partecipato ai lavori della Task Force sulle energie
rinnovabili, costituita ad Okinawa. I Ministri dell'Energia dei paesi G8
terranno una riunione l'anno prossimo per discutere di questi e di altri aspetti
connessi all' energia.
L'esame di questo rapporto è stato di fatto
rinviato, anche perché proponeva con misure concrete di soddisfare con le
energie rinnovabili (e quindi a scapito del petrolio) i fabbisogni di un
miliardo di persone abitanti nelle zone più povere.
28. Ci prepariamo per
il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD), a Johannesburg nel 2002,
una pietra miliare nel processo di Rio. Le tre dimensioni dello sviluppo
sostenibile -aumento della crescita economica, promozione dello sviluppo umano e
sociale, e protezione dell'ambiente - sono obiettivi interdipendenti che
richiedono la nostra azione concertata. Noi lavoreremo in partnership con i
paesi in via di sviluppo nel corso di un processo preparatorio che includa anche
la società civile per un'agenda, sostanziale e lungimirante, orientata
all'azione. Accogliamo con favore la recente adozione della Convenzione di
Stoccolma sulle Sostanze Organiche Inquinanti Persistenti (POPs) e promuoveremo
la sua rapida entrata in vigore.
Pochi si sono resi conto che si è
finalmente deciso di eliminare la "sporca dozzina", cioè i prodotti chimici per
usi agricoli più dannosi. Ad essi facevano riferimento le campagne avviate oltre
dieci anni fa che vedono ora riconosciuta la correttezza delle loro analisi. Ma
chi paga i danni arrecati da questi prodotti negli anni in cui tutti ne
conoscevano la drammatica pericolosità e nessuno aveva il coraggio di
cancellarli?
29. Ci impegniamo a garantire che le nostre Agenzie di
credito all'esportazione (ECAs) si attengano ad elevati standard ambientali.
Pertanto, abbiamo concordato ad Okinawa di elaborare direttive ambientali comuni
per le agenzie di credito all'esportazione, attingendo dall'esperienza delle
MDBs in materia. Costruendo sui progressi fatti sin dallo scorso anno, ci
impegniamo a pervenire ad un accordo in sede OCSE entro la fine dell'anno, per
concordare una Raccomandazione che ottemperi al mandato di
Okinawa.
Sicurezza alimentare
30. Pienamente consapevoli della
grande importanza della sicurezza alimentare per la nostra popolazione,
continueremo a sostenere un approccio trasparente, scientifico e basato sulle
regole e intensificheremo i nostri sforzi per ottenere un consenso più
generalizzato su come debba applicarsi la precauzione alla sicurezza alimentare
quando l'informazione scientifica disponibile è incompleta o contraddittoria.
E' qui che ci si preoccupa degli organismi geneticamente modificati (ma
forse anche della "mucca pazza" e della clonazione degli
animali)
Attribuiamo grande importanza al dialogo in corso tra governi,
scienziati, consumatori, enti regolatori e attori della società civile. Ciò deve
essere basato sul principio di apertura e di trasparenza. Riconosciamo le nostre
responsabilità nel promuovere una comprensione chiara da parte dell'opinione
pubblica dei benefici e dei rischi connessi con la sicurezza alimentare. Faremo
il possibile per dare ai consumatori le informazioni pertinenti sulla sicurezza
dei prodotti alimentari, basandoci su pareri scientifici indipendenti, su una
solida analisi dei rischi e sugli sviluppi più aggiornati della ricerca.
Crediamo che una solida struttura di gestione del rischio in linea con la
ricerca scientifica sia una componente essenziale per mantenere la fiducia dei
consumatori e per favorire l'accettazione da parte dell'opinione
pubblica.
31. Esprimiamo apprezzamento per gli esiti della Conferenza
dell'OCSE su "Nuove Biotecnologie, Cibi e Prodotti: Scienza, Sicurezza e
Società", tenutasi a Bangkok, e per la Riunione ad-hoc degli enti regolatori dei
paesi OCSE e della Russia. Incoraggiamo le organizzazioni internazionali
competenti a dar seguito alla conferenza, nelle forme più appropriate,
nell'ambito dei rispettivi mandati. Inoltre, auspichiamo che si giunga alla
formazione del Foro Globale FAO-OMS degli enti regolatori per la sicurezza
alimentare. Apprezziamo anche il lavoro del Consiglio Inter-Accademico per la
divulgazione di opinioni professionali equilibrate in materia di scienza
dell'alimentazione e sicurezza alimentare. Tutte queste scadenze internazionali
dimostrano il nostro impegno per un processo di dialogo mirato a rafforzare la
fiducia dell'opinione pubblica nella sicurezza alimentare.
Maggiore
prosperità in una società inclusiva
Occupazione
32. Fermamente
convinti che "performance" economica e inclusione sociale sono interdipendenti,
ci impegniamo a mettere in atto linee politiche che seguano le raccomandazioni
emerse dalla Conferenza dei Ministri del Lavoro del G8, svoltasi a Torino lo
scorso anno. Siamo favorevoli ad una maggiore attività delle persone anziane,
che rappresentano, come si afferma nella "Carta G8 di Torino: Verso un
Invecchiamento Attivo (Towards Active Ageing)", un importante serbatoio di
risorse per le nostre economie e le nostre società.
Lotta contro la
criminalità transnazionale organizzata e la droga
33. Riconfermiamo
l'impegno a combattere la criminalità transnazionale organizzata. A tal fine,
approviamo i risultati della Conferenza dei Ministri della Giustizia e
dell'Interno del G8, tenutasi a Milano quest'anno. Incoraggiamo ulteriori
progressi nel campo della cooperazione giudiziaria e di pubblica sicurezza, e
nella lotta contro la corruzione, il crimine informatico, la pornografia
infantile on-line ed il traffico di esseri umani.
34. A seguito della
riunione ad-hoc degli esperti di droga del G8, tenutasi a Miyazaki lo scorso
anno, e della recente Conferenza di Londra sull'economia globale delle sostanze
stupefacenti illegali, intensificheremo gli sforzi per contrastare il traffico e
l'uso di tali sostanze.
Agli abitanti di Genova
35. Ringrazionamo
i cittadini di Genova per l'ospitalità offertaci e condanniamo la violenza, la
perdita di vita umana e l'iragionevole vandalismo che hanno dovuto subire.
Continueremo un dialogo attivo e fruttuoso con i Paesi in via di sviluppo e
tutte le altre parti interessate. Difenderemo il diritto di color che protestano
con mezzi pacifici a far sentire la propria voce. Tuttavia, come leader
democratici non possiamo accettare che ad una minoranza violenta possa essere
consentito di sconvolgere il nostro dibattito sulle questioni più rilevanti che
riguardano il mondo intero. Il nostro lavoro continuerà.
Prossimo
Vertice
36. Accettiamo l'invito del Primo Ministro del Canada ad
incontrarci nuovamente l'anno prossimo nella provincia di Alberta in Canada, dal
26 al 28 giugno.
Alcune considerazioni a carattere generale.
* Il
Comunicato contiene molte più indicazioni di quanto si poteva attendere sulla
base dei contatti del G8 con la stampa e del poco tempo dedicato al dibattito
dai partecipanti.
* Con i suoi riconoscimenti alle decisioni prese da una
pluralità di altri organismi ha cercato di collocarsi al centro di una
costellazione di poteri e organizzazioni della quale, senza dirlo, si sente il
nucleo centrale, in termini politici e di potere.
* Il vertice ha ormai
avviato il tipico meccanismo internazionale di creazione di commissioni e di
fissazione di scadenze che proiettano nel tempo l'esistenza del G8, che quindi
si sente destinato a durare, poiché la formula funziona, specie sul piano
mediatico.
* A ben vedere, il documento in tutti i suoi paragrafi mette lo
spolverino sulle decisioni e i risultati di altri enti, mentre i paesi
partecipanti al vertice prendono solo degli impegni i cui contenuti dovranno
essere realizzati da altri organismi responsabili. Gli otto capi di Stato e di
Governo non assumono mai impegni in prima persona che non siano la stimolazione
di attività di altre organizzazioni.
* La decisione di far partecipare la
società civile è presente ben nove volte, senza peraltro mai precisare
destinatari, modalità e tempi della collaborazione.
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