RELAZIONE SUL FORUM SOCIALE EUROPEO DI FIRENZE

ASSEMBLEA PUBBLICA LSF: Legnago, 3/12/2002

di Lino Pironato

Introduzione

Ho seguito il percorso del LSF fin dal suo inizio che possiamo collocare nella grande manifestazione di Genova del 21 luglio 2001 contro il G8. L'esperienza di Genova è storica non solo per il LSF e per me che da vent'anni non partecipavo ad una manifestazione ma lo è anche per il FSE. Genova è stato il centro catalizzatore per una infinità di gruppi, reti, associazioni, persone dalle storie diverse ma che sono riuscite ad unire la loro voglia di costruire un mondo diverso ritenendo non più sopportabile il degrado sociale, economico e ambientale del mondo attuale indotto dalle politiche neoliberiste della globalizzazione. Genova è stata il punto di partenza del movimento in Italia e un punto di svolta del movimento mondiale. Il movimento italiano sia per capacità di mobilitazione che per la sua grande eterogeneità è un punto di riferimento per tutto il movimento. Questo, in parte, spiega perché l'Italia è stata scelta per la nascita del FSE, ma penso che si sia anche voluto dare un segnale di forza dopo la brutale repressione e criminalizzazione mediatica di Genova. A Firenze abbiamo dimostrato una volta di più di che pasta è fatto questo movimento: ricco di diversità ma compatto, forte ma non-violento, determinato nei suoi obbiettivi ma estremamente democratico nelle decisioni.

IL FSE

I numeri del forum parlano da soli: 35000 delegati da 105 paesi del mondo, 60000 accreditati a vario titolo, 400 assemblee, 426 associazioni e 1 milione di partecipanti alla manifestazione contro la guerra.

Di fronte a numeri di questo genere è evidente che noi abbiamo potuto partecipare solo a una minima parte dei lavori. Le mie scelte sono andate per il tema della Nonviolenza (per un interesse personale) e a quello relativo alle esperienze territoriali di auto-organizzazione del movimento (perché poteva interessare maggiormente il LSF).

NONVIOLENZA

Del primo seminario cui ho partecipato posso solo dare alcuni spunti non avendolo seguito tutto, è stato organizzato da Lilliput, Cgil e altri l'8/11/02 dal titolo:

"Partecipazione, Rappresentanza, Non-violenza: alternative per un'altra Europa"

Si parte dalla constatazione che nel mondo globalizzato più merci e più produzione non equivalgono a più progresso e a più posti di lavoro anzi se da un lato producono povertà e sfruttamento, dall'altro il consumismo crea bisogni fittizi e degrado ambientale. Il mondo del lavoro deve rendersi responsabile di ciò che produce al fine di dare un contributo sociale globale che sia etico-compatibile ed eco-compatibile.

L'alternativa nonviolenta non è una formula ma una ricerca. E' una proposta articolata che si esprime in una serie di scelte e di pratiche quotidiane. Dobbiamo diventare consumatori consapevoli. Le alternative che abbiamo a disposizione sono il Consumo critico, il consumo Equo e solidale e il Microcredito.

Se la Disobbedienza è una pratica di resistenza e di rottura dell'illegalità praticata, la NV è una pratica di trasformazione della società.

Sempre sul tema non-violenza ho partecipato poi a una assemblea plenaria con Alex Zanotelli, Luca Casarini l'8/11/02 e altri

"Non-violenza, Disobbedienza, Conflitto Sociale"

di cui citerò vari passaggi per cercare di rendere un po' anche il phatos.

Cannavò: ha introdotto dicendo che siamo nati a Genova dove abbiamo sperimentato un metodo di stare assieme mescolando pratiche e culture diverse. Le pratiche di lotta hanno a che fare con la democrazia e influenzano ciò che si va a costruire.

Guitton di Attac F: Siamo all'inizio di un ciclo storico, questo non è solo un movimento di resistenza ma un movimento che mira al cuore di un sistema in crisi. E' importante qui che il mov. proponga nuove soluzioni. In questo senso è decisivo per il futuro che il mov. antiliberista abbia incorporato il mov. pacifista. Attac è per la NV non perché la violenza non sia in grado di cambiare le cose ma perché in questo momento storico la NV è un fatto obbligato. Inoltre il prezzo della violenza è troppo alto e la forza armata che esce da una guerra produce uno stato di cose che è influenzato da una lotta così pesante.

Cremaschi FIOM: [questa parte non è stata letta] La parola disobbedienza mi piace molto. Contro la guerra dobbiamo costruire la ns. più ferma, dura delle risposte non-violente. Questa guerra è il punto estremo di un modello di potere che vediamo tutti i giorni nella sua incapacità di discutere e di mediare.. Bisogna disobbedire.

Il parlamento ha approvato leggi vergognose: "L. sul Falso in bilancio", "L. Cirami sul legittimo sospetto", la legge più vergognosa è la "L. Bossi-Fini". Bisogna disobbedire. La Bossi-Fini stabilisce che non sono più gli atti ma le persone che diventano illegali. Disobbedire.

Chi ha il potere non è più disposto a mediare. A questo punto la disobbedienza è l'unica forma di lotta.

Dobbiamo unire le antiche forme di lotta sindacale con le nuove forme di disobbedienza sociale.

Anche l'informazione che ti cancella e non parla di te è un atto di violenza, per non parlare di quel vomito letto sul Corriere della Sera.

Nelle ns. disobbedienze dobbiamo avere un proposito. Non dobbiamo diventare mai come coloro contro cui lottiamo.

In passato quando la controparte ci offrì delle scorciatoie in esse ci siamo persi ma domani menifesteranno Cobas e Cgil insieme.

p. Alex Zanotelli è un missionario comboniano di 64 anni già direttore di Nigrizia negli anni '80 quando denunciò i traffici di armi in cui erano coinvolti esponenti del governo italiano e fu fatto dimettere. E' stato per 12aa nella baraccopoli di KoroKocho a Nairobi in Kenia dove 2mln di persone, il 15% della popolazione della città, vive ammassata nell'1,5% del territorio e dove nemmeno le baracche, fatte di lamiera, cellofan e fango, in cui vivono sono di loro proprietà ma loro ma vi pagano l'affitto. Questo posto confina, separato da un muro che viene alzato sempre più, con un bellissimo quartiere residenziale. Zanotelli ha parlato della sua esperienza personale e religiosa per poi legarla agli aspetti politici. Devo dire che è molto difficile rimanere indifferenti ai suoi racconti, è una personalità carismatica che ha vissuto l'inferno di cui parla, il senso di impotenza, la voglia di sbattere la testa contro i muri ma con la convinzione di essere al posto giusto perché lì lui dice di aver trovato Dio.

In questo dramma, il dramma delle donne è ancora maggiore e la violenza che qui subiscono è enorme.

Per Zanotelli queste persone sono dei "Crocefissi viventi": "i romani usavano le croci, gli americani usano le bombe ma il meccanismo è lo stesso". "Il sistema in cui viviamo infligge croci a non finire". E ancora cito "…mi fa un male enorme sentire un senato della repubblica fare una legge per mettere i crocefissi nelle scuole e schiaffeggia i crocefissi viventi con la legge Bossi-Fini."

"Il sistema è violento perché il 20% [1,2mld] della popolazione mondiale consuma l'83% delle risorse, 3,5mld [55%] di persone consumano il 16% e i rimanenti 1,5mld [25%]consumano l'1,4% delle risorse.

L'11 settembre è stato usato per rilanciare l'economia mondiale con investimenti in armi: per quest'anno spenderanno 500mld di $ gli USA e 250mld di $ l'Europa, questo quando la Banca Mondiale dice che con 13mld di $ all'anno potremmo risolvere il problema della fame per il mondo intero. E' follia collettiva."

"Sono stati stanziati 70mld di $ per lo scudo spaziale e 100mld di $ per la guerra contro l'Iraq che diventeranno 200 e questo quando l'80% della popolazione vive con meno di 1€ al giorno. Tutto ciò per mantenere i nostri interessi con una guerra infinita."

"Siamo di fronte a una crisi antropologica dell'umanità come non era mai accaduto prima in questa forma. Violenze, distruzione ambientale e l'introduzione di nuove specie viventi prodotte in laboratorio potrebbero travolgerci tutti. E' arrivato il momento in cui dobbiamo rendere tabù la violenza e la guerra."

La Non-violenza attiva, che non è il pacifismo, è la pratica da opporre alla violenza del sistema. La non-violenza è il recupero della ns. dignità umana, e non recuperiamo la ns. dignità se non recuperiamo la dignità di tutti i poveri. Ma il fine non giustifica i mezzi.

Zanotelli conclude facendo un appello: "dovete avere il coraggio di fare una scelta radicale per la non-violenza per una civiltà della tenerezza".

Rif. per la non-violenza: don Milani, Gandhi, M.L. King, Capitini, Mazzolari, Gesù

Casarini dei Disobbedienti. Cito ancora: " Dobbiamo fare qualcosa per non avere più ne Korokocho ne guerre, non possiamo dire queste cose in modo rituale perché ci si può abituare alla disperazione e all'illegalità. Se l'ONU non sanziona più chi fa le guerre lo dobiamo fare noi, Dobbiamo fermare questi pazzi criminali che ci governano, hanno già previsto che ci saranno ribellioni e noi dobbiamo fare in modo che si possano fare. La lotta del Chiapas è un modello, Seattle e il blocco del WTO è nel ns. dna.

Dobbiamo dare un'intelligenza alla rivolta, voglio discutere di non-violenza con Zanotelli non col governo, perché noi ci facciamo cambiare dai movimenti, non abbiamo la verità in tasca."

Le mie conclusioni sul tema NV sono che il dibattito è aperto e mi piace vederlo come una ricerca verso il perseguimento di un mondo che, come era stato detto a Bologna in occasione del FSI, bandisca la violenza come strumento di lotta politica. L'adesione a questa pratica deve essere il nostro faro nella trasformazione della società, ma non può però essere massimalista perché richiede a mio parere adatte condizioni storiche e politiche come lo è in effetti la democrazia attuale. Ma sarebbe di improbabile efficacia in situazioni dittatoriali con assenza delle libertà democratiche minime, come il Fascismo, Nazismo, come i regimi dittatoriali sudamericani degli anni 70 che scaricavano gli oppositori politici nell'oceano ma anche con il Comunismo sovietico e ricordiamo la Cecoslovacchia del 68). Secondo me riuscire a creare una civiltà della non-violenza fra gli esseri umani aprirebbe nuovi orizzonti anche nel rapporto fra uomo e natura, fra l'uomo e gli animali, fra l'uomo e la terra, fra l'uomo e l'universo. Sarebbe un salto evolutivo enorme.

MOVIMENTO

Seminario organizzato da vari Forum Sociali territoriali italiani dal titolo

"Movimenti, Democrazia e Auto-Organizzazione, Territorio"

ORGANIZZAZIONE E PROBLEMATICHE INTERNE

FS Firenze.

SF Abruzzo.

Globalize Resistance En. Sono organizzati diversamente che da noi

Campagna Contro l'Europa del Capitale Spagna.

CONSIDERAZIONI GENERALI E RAPPORTI CON IL MOVIMENTO GLOBALE

FS Firenze. Non esiste un soggetto nazionale perché i FS sono radicati nel territorio ed il rischio sarebbe l'immobilismo decisionale

FS Abruzzo. Manca una rete nazionale; per tentare di cambiare i rapporti di forza dobbiamo darci una organizzazione. Se noi falliamo il rinculo a destra sarebbe pericolosissimo.

SF Brescia. I SF non sono l'unica esperienza possibile, devono perciò cercare radicamento sociale e sul territorio ed il rapporto con altri movimenti come la Cgil e i Girotondi.

E' stato osservato o è stata rilevata la necessità di:

Conclusioni

Come si vede molti problemi espressi da altri FS li rileviamo anche nella ns. esperienza col LSF.

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