9 ottobre 2001
dopo alcune riunioni preparatorie, mercoledì 9 ottobre si costituisce il Legnago Social Forum, durante una assemblea pubblica nella Sala Civica "Bezzecca", presenti circa 70 persone, alcune a nome di alcune associazioni e gruppi, altre a titolo individuale, forte presenza di giovani.
la discussione del legnago social forum è aperta da quattro interventi dei promotori dell'iniziativa Simone Pernechele, a nome dell'ARCI, presenta il percorso attraverso il quale si è arrivati a questo incontro decisivo: ricorda le iniziative collegate al "Festival dei Popoli" che hanno promosso una riflessione sul disordine economico e sociale che si registra con il procedere della globalizzazione; sottolinea il fatto che tali iniziative hanno permesso un proficuo confronto tra associazioni giovanili, cattoliche e della sinistra; un confronto tra diverse associazioni che riescono a discutere salvaguardando la propria differenza, ma cercando i punti di incontro. Legge poi un testo internet della associazione afgana RAWA, in cui le donne denunciano il carattere strumentale dell'intervento statunitense che difficilmente colpirà il terrorismo mentre causerà drammi pesanti alla popolazione.
Maria Grazia Rossignoli, della LAB (Libera Associazione di Base), presenta i contenuti della marcia Perugia Assisi, contro le politiche di guerra, alla quale parteciperanno circa 50 persone della zona di Legnago per due giorni, quindi non solo alla manifestazione, ma anche ai lavori della Tavola della Pace. Viene letto il documento che propone i contenuti della iniziativa pacifista della Perugia Assisi: la definizione della guerra in Afganistan come "illegittima, ingiusta e pericolosa" viene assunta come riferimento del Forum di Legnago. Un unico intervento si propone di considerare possibile l'uso della forza in Afganistan.
Corrado Bares, a nome di Rifondazione Comunista di Legnago, ritiene fondamentale il confronto tra "diversi", la nuova forma di democrazia partecipata che l'esperienza di Genova ha proposto alle associazioni ed ai movimenti. Ritorna brevemente alla esperienza di Genova perchè ritiene che in questa occasione si siano determinate nuove condizioni straordinarie per una azione politica e sociale di solidarietà: una nuova generazione di giovani dimostra interesse per il disordine mondiale; nel mondo del lavoro la FIOM rivendica nuovi diritti di contrattazione. Ci sono le condizioni per una nuova stagione di iniziativa politica, iniziativa nonviolenta di massa contro le politiche di rapina delle multinazionali e contro il degrado sociale, ambientale, nei diritti del lavoro.
Luca Del Vecchio, della cooperativa di giovani "La locomotiva" sottolinea l'esigenza di assumere iniziative concrete sul nostro territorio e di dialogare con le istituzioni locali e con la Consulta delle associazioni di volontariato di Legnago. Luca pone l'esigenza di studiare le nuove forme del "modello partecipativo" che sono state discusse all'incontro internazionale di Porto Alegre e che sono allo studio di alcune amministrazioni comunali italiane (come Venezia, Roma, o Napoli e molte altre città): Sottolinea la esigenza che il forum di Legnago abbia una capacità di muoversi concretamente e non solo su un piano ideale, costruendo opportunità di collaborazione e confronto con tutti gli interessati.
Il dibattito è stato ricco di interventi, difficili da sintetizzare, ma sostanzialmente favorevoli alla costituzione del Forum e omogenei rispetto alle proposte di lavoro iniziali. Spesso si è trattato di interventi tesi a dare indicazioni di lavoro al nuovo organismo. Michele, a titolo individuale, ha parlato dell'esperienza del "progetto Samuele" che si propone di costituire un punto di aggregazione giovanile fondamentale per il territorio; Andrea ha posto l'esigenza di discutere molto più a fondo dei temi della globalizzazione e degli effetti che hanno nel mondo; Gianni della Associazione degli Agricoltori Biologici conferma questa esigenza, e ritiene che anche le politiche di guerra attuali siano collegate al disordine economico mondiale e ad un modello di sviluppo economico basato sul profitto, sulla devastazione dell'ambiente: si parla di terrorismo in questa occasione ma vengono passate sotto silenzio situazioni drammatiche in aree non rilevanti dal punto di vista economico. Denincia anche il controllo ideologico che si stà imponendo. Luigi, di Bovolone, pone l'esigenza di scuotere le coscienze del mondo giovanile, che ha avuto un importante sussulto di interesse e partecipazionew; legge una propria poesia. MariaPia porta l'adesione di "Cambiare Rotta", mozione congressuale della CGIL, e riporta i contenuti della discussionedel mondo del lavoro evidenziando come i temi della globalizzazione abbiano una incidenza molto profonda sugli stessi diritti del mondo del lavoro; ritiene che sia prioritario sviluppare una autonoma capacità di iniziativa nel nostro ambito sociale, prima di pensare al terreno deitavoli istituzionali; Gabriele dei DS, a titolo individuale, sottolinea l'importanza di creare un rapporto con le istituzioni e sottolinea l'esigenza di discutere, informare, fare iniziativa, sopratutto sul territorio legnaghese. Silvano dellla "associazione Incontro" di Castagnaro porta la propria adesione, ritiene utile il ruolo del forum, sopratutto per stabilire un punto di incontro di tutte quelle associazioni, quelle forze e quei gruppi che svolgono una azione di solidarietà nel nostro territorio: ritiene utile di fare un "censimento" di queste realtà, considerando fondamentale per il forum restare una struttura aperta all'apporto di tutte le realtà che ne condiviodono gli indirizzi dell'attività. Avanza la proposta di fare una iniziativa rivolta alle comunità di stranieri presenti nel nostro territorio, per rompere la cappa di isolamento in cui sono gettati. Paolo di Legnago ritiene assai difficile trovare punti di incontro con l'amministrazione comunale, e ritiene che la discriminante del rifiuto della guerra debba essere l'elemento costitutivo del Forum di Legnago. Flavia di Cerea invita a costituire un ambito del Forum nel quale sia possibile passare dalla riflessione alle azioni positive concrete dei singoli, come nel caso della Banca Etica che serve a finanziare iniziative di solidarietà nel quarto mondo; oppure attività come quella del commercio equosolidale. Azioni che quindi coinvolgano direttamente le persone e che posono modificare concretamente la realtà, uscendo dal solo terreno della riflessione. Alessandro, in finale di serata, chiede che l'assemblea passi da una riflessione generale sui principi alla definizione di precise proposte organizzative che definiscano le modalità della azione del Forum. Simone riprende la parola per dire che la prossima assemblea del Forum partirà proprio da quì: definire alcuni gruppi di lavoro, individuare alcune figure di riferimento, cominciare ad agire personalmente, costruire una piattaforma del nostro territorio sui temi generali ma anche e sopratutto locali.
Alla prossima puntata, al prossimo incontro. Ciao.
a cura di Corrado Bares
BOZZA