dopo Genova
"..niente è più uguale a prima.."
Lunedì 30 luglio, il circolo comunista di Legnago si è ritrovato, nonostante l’afa estiva, per discutere, raccontare (6 di noi sono stati a Genova), per valutare e pensare al futuro.
Una riunione fruttuosa, eravamo una ventina, anche per la qualità del confronto. Abbiamo pensato di raccogliere le idee comuni, cercando di mantenere anche i punti "aperti" nella discussione.
- che 200/300.000 persone, "diverse" tra loro per esperienze politiche e percorso personale, riescano a "non rompersi" in una giornata come quella del 21 luglio è un fatto certamente straordinario che fa ben sperare.
- anche perché alle spalle il popolo di Porto Alegre ( e non di Seattle, per sottolineare il fatto che questo movimento non si limita a contestare ma ha già iniziato ad elaborare proposte sui diversi terreni della globalizzazione) ha un lavoro sotterraneo di relazione "a rete" : gruppi del mondo cattolico solidaristico si intrecciano con collettivi giovanili e centri sociali, con rifondazione e i verdi, con associazioni culturali e pezzi significativi di sindacato ( non solo i Cobas, ma anche la Fiom e la Cgil di Brescia, e molti altri) e tantissimi altri movimenti. E’ un fatto "prezioso", anche per la capacità di trovare strade comuni tra gruppi "diversi", senza forzature e senza colpi di maggioranza.
- è assente –forse è meglio dire "distante" - il partito dei DS, inteso come gruppo dirigente, perché molti militanti sono mescolati a questa grande massa, ma la linea politica dei DS è assolutamente contraddittoria, come si vede in più occasioni, anche in questi giorni di discussione parlamentare, tutta spesa nella "tattica" precongressuale, con una grande distanza sul terreno dei contenuti.
- non vogliamo enfatizzare la "forza" di questo movimento, perché conosciamo bene –soprattutto nella nostra realtà del nord-est- l’egemonia della cultura berlusconiana; molti hanno anche plaudito alla "vendetta" nei confronti di un movimento che ha rubato la scena al grande "statista" (sic!); qualcuno, anche qui da noi, pensa che la democrazia di manifestare contro qualcosa, per altri valori, sia un lusso. I pestaggi indiscriminati, il vero e proprio rastrellamento "alla cilena" alla scuola Diaz, hanno anche dei sostenitori. Un "varco" però si è aperto : nella magistratura, nel mondo dell’informazione, tra avvocati e medici, anche quando non sono di sinistra. Anche questo è un fatto prezioso.
- ma soprattutto è importantissimo che nelle manifestazioni del luglio a Genova (non limitiamoci a quella del 20 o del 21) ci fossero tantissimi giovani, a volte giovanissimi : dopo anni di "deserto" politico questo è un dato eccezionale, perché forse è finita o sta finendo la stagione del disimpegno giovanile. Qualcosa di simile lo si era visto anche negli scioperi operai per il contratto metalmeccanico. In questo senso possiamo proprio dire che "niente è più uguale a prima". Senza illusioni od enfasi, ma con consapevolezza.
- é anche vero che a Genova la scena –almeno quella massmediatica- è stata dominata dalla violenza dei "black bloc" : su questo aspetto vanno fatte alcune precisazioni e restano aperte alcune questioni. Non c’è alcun dubbio che una parte di questi gruppi è stata usata per "rompere" il movimento di Genova. Anche nella nostra discussione sono emerse –come nei mass media- molte prove di connivenza, non solo di disimpegno, da parte della polizia nei confronti dei "neri"; così come era costante il tentativo di questi gruppi di coinvolgere negli scontri un corteo nella stragrande maggioranza pacifico.
- non dobbiamo però alimentare la teoria di un "complotto" organizzato, della pura e semplice provocazione poliziesca –che c’è stata- o dei nazi di forza nuova. Anche questa è una semplificazione, perché piccoli spezzoni del movimento di Genova erano composti semplicemente da giovani, anche italiani, disponibili a questa pratica devastatrice assurda. I "black bloc" ci sono, sono un soggetto autonomo, anche quando sono sistematicamente utilizzati dalle provocazioni di polizia. E’ utile esserne consapevoli, anche perché ce li ritroveremo in futuro nelle prossime manifestazioni di piazza, un altro ingrediente –ben utile a Berlusconi e Fini- per mettere in discussione la democrazia nel nostro paese.
- qualcuno –tra questi la famosa Naomi Klein del libro "No Logo"- si è augurata che il prossimo G8 -se mai ce ne saranno ancora!- si svolga in qualche località semidesertica, per evitare che il "popolo di Porto Alegre" disperda tutte le sue energie nell’inseguire l’immaginario dei mass media, attenti a quello che racconta la TV, invece che dediti a costruire quella "rete" sotterranea, quel fiume di energie e di iniziative sul territorio che gli danno forza, come si è visto proprio nelle vicende di Genova.
- è un augurio importante che condividiamo in pieno : ci auguriamo che anche a Legnago sia possibile, a partire dalla esperienza di Genova, costruire un Social Forum, una rete di esperienze e di associazioni che condividono almeno alcuni dei principi generali della lotta a questa globalizzazione, sapendosi mantenere uniti nel confronto e nella "diversità".
- rifondazione non ha nulla da temere in questo confronto e in questo rapporto : ha partecipato numerosa alle iniziative di Genova e nelle altre scadenze, senza cercare di imporsi, come un "cappello" politico alla molteplicità delle realtà sociali; ha saputo –unica forse in questo ruolo- esprimerne i contenuti in Parlamento; rifondazione continuerà a costruirsi come partito autonomo, con le proprie gambe, ma senza perdere le occasioni di incontro con queste scadenze, dando il proprio contributo, di elaborazione e di idee, di uomini e donne e di energie.
- in un articolo su "Repubblica" di questi giorni Giorgio Bocca parla di "regime", dopo i fatti vergognosi di Genova. Non crediamo sia una forzatura, tantomeno se proviene da un vecchio democratico come lui. Alcuni fatti, alcuni gesti, alcune scelte, alcune leggi cambiano nei fatti la costituzione materiale del nostro paese. Il governo Berlusconi ne è l’espressione piena, dobbiamo averne la consapevolezza. Più impegnativo diventa allora il compito di "scavare" tra la gente, nel mondo del lavoro, tra i giovani per scuotere la egemonia culturale e politica di questa destra pericolosa.
circolo comunista di legnago
agosto 2001 - sip via disciplina 10
