La Strategia per la sicurezza nazionale
degli Stati uniti d’America

La Casa bianca

Washington

La grande battaglia del XX secolo fra la libertà e il totalitarismo si è conclusa con una vittoria decisiva delle forze per la libertà – e un unico modello possibile per il successo di una nazione: libertà, democrazia e libera impresa. Nel XXI secolo solo le nazioni che condividono l’impegno per la difesa dei diritti umani fondamentali e per garantire le libertà politiche ed economiche saranno in grado di sviluppare le potenzialità dei loro popoli e assicurare loro un futuro prospero. Ovunque le persone vogliono poter parlare liberamente, scegliere da chi vogliono essere governati, avere una propria fede, educare i propri ragazzi – uomini e donne -, possedere beni e godere dei benefici del proprio lavoro. Questi valori di libertà sono giusti e veri per ogni persona, in ogni società – e il dovere di difendere questi valori contro i loro nemici è il comune appello da parte tutti i popoli amanti della libertà in ogni parte del mondo e in ogni età.

Oggi gli Stati uniti godono di una posizione di forza militare senza pari, di una grande economia e di una influenza politica. Nel rispetto della nostra storia e dei nostri principi non useremo la forza per fare pressioni per trarne un vantaggio unilaterale. Noi cerchiamo invece di creare un equilibrio di potere che favorisca la libertà degli esseri umani: le condizioni nelle quali tutte le nazioni e tutte le società possono avere vantaggi e affrontare le sfide della libertà politica ed economica. In un mondo sicuro, le persone potranno avere una vita migliore. Difenderemo la pace combattendo terroristi e tiranni. Salvaguarderemo la pace costruendo buone relazioni fra le grandi potenze. Estenderemo la pace incoraggiando le società aperte e libere in tutti i continenti.

La difesa della nostra Nazione dai suoi nemici è il primo e fondamentale impegno dell’Amministrazione federale. Oggi, questo compito è cambiato drammaticamente. I nemici nel passato avevano bisogno di grandi armi e grandi capacità industriali per colpire l’America. Ora, reti segrete di individui possono arrecare un grande disordine e grandi sofferenze al nostro suolo con un costo inferiore a quello di un carro armato. I terroristi sono organizzati per penetrare nelle società aperte e per usare contro di noi la potenza delle moderne tecnologie.

Per sconfiggere tali minacce noi dobbiamo usare ogni strumento a disposizione – potenza militare, migliore difesa della nostra patria, sistema legale, spionaggio e forti impegno per tagliare i finanziamenti ai terroristi. La guerra contro i terroristi su scala mondiale è una impresa mondiale la cui durata è indefinibile. L’America aiuterà le nazioni che avranno bisogno del nostro sostegno per combattere il terrorismo. E l’America riterrà responsabili nazioni che sono compromesse con il terrorismo, comprese quelle che ospitano terroristi – perché gli alleati dei terroristi sono nemici della civiltà. Gli Stati uniti e i paesi che cooperano con noi non devono consentire ai terroristi di creare nuove basi nei loro paesi. Insieme, noi cercheremo di fare in modo che non godano di alcun santuario.

I più gravi pericoli per la nostra nazione possono derivare dall’intreccio fra radicalismo e tecnologia. I nostri nemici hanno dichiarato apertamente di voler entrare in possesso di armi di distruzioni di massa e le prove dimostrano che ci stanno provando con determinazione. Gli Stati uniti non permetteranno che questi sforzi possano avere successo. Ci difenderemo di fronte ai missili balistici e alle altre armi. Coopereremo con altre nazioni per frustrare, contenere e ridurre l’impegno dei nostri nemici per entrare in possesso di tecnologie che possono essere distruttive. E, come suggerisce il senso comune e l’auto-difesa, l’America agirà contro minacce emergenti prima che si possano realizzare pienamente. Non possiamo difendere l’America e i nostri amici sperando solamente che tutto vada per il meglio. Dobbiamo essere preparati a sconfiggere i piani dei nostri nemici, usando la massima capacità di investigazione e procedendo con determinazione. La storia giudicherà severamente che vide avvicinarsi questo pericolo ma non agì. Nel nuovo mondo nel quale stiamo entrando, la sola via per la pace e la sicurezza è quella dell’azione.

Dal momento che difendiamo la pace, trarremo vantaggio della opportunità storica di preservare la pace. Oggi, la comunità internazionale ha la migliore opportunità, dalla nascita degli stati-nazione nel XVII secolo, di costruire un mondo nel quale le grandi potenze competono in pace invece di armarsi per la guerra. Oggi, le grandi potenze del mondo stanno dalla stessa parte – unite di fronte il comune pericolo della violenza, del terrorismo e del disordine. Gli Stati uniti opereranno su questo comune interesse per promuovere la sicurezza globale. Siamo inoltre uniti sempre di più da comuni valori. La Russia è nel mezzo di una positiva transizione, per costruire un futuro democratico e partecipare alla guerra al terrore. I leader cinesi stanno scoprendo che la libertà economica è la sola fonte della ricchezza nazionale. Scopriranno, a un certo punto, che la libertà sociale e politica è la sola fonte della grandezza nazionale. L’America incoraggerà l’avanzamento della democrazia e l’apertura economica in ambedue queste nazioni, perché sono le condizioni migliori per la stabilità nazionale e l’ordine internazionale. Resisteremo con determinazione a una aggressione di qualunque grande potenza – mentre guardiamo con soddisfazione il perseguire pacificamente la prosperità, il commercio e la crescita culturale.

Infine gli Stati uniti useranno questa opportunità per estendere i benefici della libertà in tutto il mondo. Lavoreremo intensamente per portare la speranza della democrazia, dello sviluppo, del libero mercato e la libertà degli scambi commerciali in ogni angolo del mondo. Gli eventi dell’11 settembre 2001, ci convincono che gli stati deboli, come l’Afghanistan, possono arrecare un grave danno ai nostri interessi nazionali, come se fosse un grande stato. La miseria non trasforma un popolo in terroristi e assassini. Ma la povertà, istituzioni fragili e corruzione possono rendere gli stati deboli vulnerabili alle reti terroristiche e ai trafficanti di droga.

Gli Stati uniti sosterranno ogni nazione determinata a costruire un futuro migliore grazie ai vantaggi offerti dalla libertà del proprio popolo. Liberi scambi e liberi mercati hanno dimostrato la capacità di condurre intere società fuori dalla miseria – così gli Stati uniti lavoreranno con singole nazioni, intere regioni e l’intera comunità internazionale per costruire un mondo che commercia in libertà e quindi cresce in prosperità. Gli Stati uniti forniranno una maggiore assistenza allo sviluppo tramite il New Millennium Challenge Account (Conto per la sfida del nuovo millennio) alle nazioni che governeranno con giustizia, investiranno a vantaggio del loro popolo, e incoraggeranno la libertà economica. Inoltre continueremo a essere alla testa negli sforzi mondiali per ridurre la terribile piaga dell’HIV/AIDS e di altre epidemie.

Nel costruire un equilibrio di poteri che favorisca la libertà, gli Stati uniti sono guidati dalla convinzione che tutte le nazioni hanno importanti responsabilità. Le nazioni che godono della libertà devono attivamente combattere il terrore. Le nazioni responsabili della stabilità internazionale devono aiutare a prevenire la diffusione delle armi di distruzione di massa. Le nazioni che cercano gli aiuti internazionali devono governare saggiamente, così che i finanziamenti siano usati con oculatezza. In cambio della libertà di prosperare, deve essere attesa e pretesa la responsabilità.

Noi siamo inoltre guidati dalla convinzione che nessuna nazione può costruire un mondo sicuro e migliore da sola. Le alleanze e le istituzioni internazionali possono moltiplicare la forza delle nazioni che amano la libertà. Gli Stati uniti sono impegnati nel sostegno di istituzioni quali le Nazioni unite, l’Organizzazione internazionale del commercio, l’Organizzazione degli Stati americani e l’Alleanza atlantica così come le altre alleanze a largo raggio. Le coalizioni volontarie possono accrescere queste istituzioni permanenti. In ogni caso gli impegni internazionali devono essere assunti seriamente. Non possono essere solo impegni simbolici per affermare ideali senza conseguenze effettive.

La libertà è una richiesta di dignità umana non negoziabile; il diritto naturale di ogni persona in ogni civiltà. Nel corso della storia la libertà è stata minacciata dalla guerra e dal terrore; è stata sfidata dalla volontà di grandi potenze e da disegni malefici di tiranni; e ciò ha comportato la diffusione della povertà e del malessere. Oggi l’umanità ha nelle proprie mani l’opportunità di un ulteriore trionfo della libertà su questi nemici. Gli Stati uniti accettano le proprie responsabilità nel porsi alla testa di questa grande missione.

LA CASA BIANCA

17 settembre 2002

 

Indice

I. Quadro generale della Strategia internazionale dell’America *

II. Sostegno delle aspirazioni alla dignità umana *

III. Rafforzare le alleanze per sconfiggere il terrorismo globale e lavorare per prevenire gli attacchi contro di noi e contro i nostri amici *

IV. Lavorare insieme agli altri per disinnescare i conflitti locali *

V. Impedire ai nostri nemici di minacciare noi, i nostri alleati e i nostri amici con armi di distruzioni di massa. *

VI. Dar vita a una nuova era di crescita economica globale attraverso liberi mercati e liberi scambi *

VII. Espandere il cerchio dello sviluppo aprendo le società e costruendo le infrastrutture della democrazia *

VIII. Sviluppare l’Agenda per un’azione cooperativa con gli altri principali centri del potere globale *

IX. Trasformare le istituzioni della sicurezza nazionale americana per affrontare le sfide e le opportunità del ventunesimo secolo *

 

I. Quadro generale della Strategia internazionale dell’America

"La cusa della nostra nazione è sempre stata più grande della difesa della nostra nazione.

Noi combattiamo, noi sempre combattiamo, per una pace giusta – una pace che favorisca la libertà.

Noi difenderemo la pace contro le minacce di terroristi e tiranni.

Noi difenderemo la pace costruendo buone relazioni fra le grandi potenze.

E noi estenderemo la pace incoraggiando le società aperte e libere in ogni continente."

Presidente Bush

West Point, New York

1 giugno 2002

Gli Stati uniti hanno una forza e una influenza senza precedenti e senza uguali al mondo. Sostenuti da una fede nei principi di libertà, e nei valori di una società libera, questa condizione comporta responsabilità, obblighi e opportunità senza paragoni. La grande forza di questa nazione deve essere usata per promuovere un equilibrio di potenze che favorisca la libertà.

Per gran parte del ventesimo secolo il mondo è stato diviso da una grande battaglia fra valori: ideologie totalitarie e distruttive di fronte alla libertà e all’uguaglianza.

Questa grande battaglia si è conclusa. Le ideologie classiste, nazionaliste e razziste che promettevano mondi utopici e producevano miseria sono state sconfitte e screditate. L’America ora non è minacciata da stati che possano occuparla ma solo dai nostri fallimenti. Più che da armate e flotte siamo minacciati da catastrofi causate da tecnologie in mano a pochi estremisti. Dobbiamo difendere la nostra nazione, gli alleati e gli amici da queste minacce.

Questo è anche il tempo delle opportunità per l’America. Opereremo per trasformare questa nostra influenza in decenni di pace, prosperità e libertà. La strategia della sicurezza nazionale degli Usa sarà fondata su un preciso internazionalismo americano che riflette l’insieme dei nostri valori e dei nostri interessi nazionali.. Lo scopo di questa strategia è di contribuire perché questo mondo sia non solo più sicuro ma anche più giusto. I nostri obiettivi sulla via del progresso sono chiari: libertà politica ed economica, relazioni pacifiche con gli altri stati e rispetto della dignità umana.

E questa possibilità non è solo per l’America. Ma per tutti.

Per raggiungere questi obiettivi gli Stati uniti:

II. Sostegno delle aspirazioni alla dignità umana

"Alcuni temono che si tratta di qualcosa di non diplomatico o non politico parlare il linguaggio di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Io non sono d’accordo. Circostanze differenti richiedono metodi diversi, ma non principi morali diversi"

Presidente Bush

West Point, New York

1 giugno 2002

Nel perseguire i nostri scopi, il nostro primo imperativo è di chiarire cosa rappresentiamo: gli Stati uniti devono difendere la libertà e la giustizia perché questi principi sono giusti e veri per tutte le persone, ovunque. Nessuna nazione detiene l’aspirazione a questi principi e nessuna nazione ne è esente. Padri e madri in tutte le società vogliono che i loro ragazzi siano educati e vivano liberi dalla povertà e dalla violenza. Nessuna persona al mondo desidera di essere oppresso, aspira all’asservimento o aspetta con piacere il tocco alla porta della polizia segreta nel cuore della notte.

L’America deve rappresentare con fermezza le domande irrinunciabili di dignità umana: lo stato di diritto, i limiti sul potere assoluto dello stato, la libertà di parola, la libertà di credo, una giustizia uguale per tutti, il rispetto delle donne, per le religioni, la tolleranza etnica e il rispetto per la proprietà privata.

Queste domande possono essere soddisfatte in vari modi. La costituzione dell’America lo ha fatto per noi. Molte altre nazioni, con differenti storie e culture, in circostanze differenti, hanno con successo incorporato questi principi nei loro sistemi di governo. La storia non ha premiato quelle nazioni che hanno ignorato o hanno irriso ai diritti e alle aspirazioni dei loro popoli.

L’esperienza dell’America come una grande democrazia multi-etnica conferma la nostra convinzione che le persone di diverse culture e fedi possono vivere e prosperare in pace. La nostra stessa storia è una lunga battaglia per tener fede ai nostri ideali. Ma anche nei momenti per noi peggiori ci hanno guidato i principi contenuti nella Dichiarazione di indipendenza. Per questo, l’America non è solo una società più forte, ma anche più libera e più giusta.

Oggi questi ideali sono l’ancora di salvezza per ogni difensore della libertà. E quando le aperture arrivano, noi possiamo incoraggiare i cambiamenti – così come abbiamo fatto nell’Europa centrale e dell’Est fra il 1989 e il 1991 o a Belgrado nel 2000. Quando vediamo avanzare i processi democratici fra i nostri amici a Taiwan come nella Repubblica di Corea, e vediamo leader eletti democraticamente rimpiazzare i generali in America latina e in Africa, vediamo gli esempi di come i sistemi autoritari possano evolversi, coniugando la storia locale e le tradizioni con i principi che noi tutti propugniamo.

Facendo tesoro delle lezioni del nostro passato e sfruttando le opportunità dell’oggi, la strategia di sicurezza nazionale degli Stati uniti deve partire da questi principi fondamentali e guardare al di là dei suoi confini per le possibilità di espandere la libertà.

I nostri principi guideranno le decisioni del nostro governo sulla cooperazione internazionale, sul carattere della nostra assistenza all’estero e sulla destinazione delle risorse. Essi guideranno le nostre azioni e le nostre parole nelle istituzioni internazionali.

Noi:

Noi sosterremo la causa della dignità umana e combatteremo chi si oppone ad essa.

III. Rafforzare le alleanze per sconfiggere il terrorismo globale e lavorare per prevenire gli attacchi contro di noi e contro i nostri amici

"Giusto tre giorni dopo questi eventi, gli americani non hanno ancora il distacco dei fatti storici. Ma la nostra responsabilità verso la storia è già chiara: rispondere a questi attacchi e liberare il mondo dal male. La guerra è stata portata contro di noi segretamente, vigliaccamente e con l’omicidio. Questa nazione è pacifica ma implacabile quando provocata. Il conflitto ha avuto inizio nei tempi e nei termini definit da altri. Esso finirà nel modo e al tempo che decideremo noi."

Presidente Bush

Washington, D. C. (Cattedrale nazionale)

14 settembre 2001

Gli Stati uniti d’America stanno combattendo una guerra contro i terroristi di tutto il mondo. Il nemico non è un singolo regime politico o una singola persona o una singola ideologia. Il nemico è il terrorismo premeditato, la violenza politicamente motivata verso degli innocenti.

In molte regioni, legittime proteste impediscono l’emergere di una pace duratura. Queste proteste meritano, e devono, trovare soddisfazione tramite un processo politico. Ma nessuna ragione giustifica il terrorismo. Gli Stati uniti non faranno concessioni alle richieste dei terroristi e combatteranno indefessamente contro di essi. Non faremo distinzione fra i terroristi e coloro che consapevolmente daranno loro ospitalità o li aiuteranno.

La battaglia contro il terrorismo globale è diversa da ogni altra guerra combattuta nella nostra storia. Dovrà essere affrontata su molti fronti contro un nemico particolare, sfuggente, su un lungo arco di tempo. Il progresso si avrà attraverso una continua accumulazione di successi – qualcuno visibile, qualche altro invisibile.

Oggi i nostri nemici hanno visto i risultati di ciò che le nazioni civili possono, e vogliono, raggiungere contro i regimi che ospitano, sostengono e usano il terrorismo per raggiungere i loro obiettivi politici. L’Afghanistan è stato liberato, le forze della coalizione continuano a dare la caccia ai Talebani e ad al-Qaida. Ma non è solo questa battaglia con la quale vogliamo affrontare il terrorismo. Migliaia di cellule di terroristi addestrati rimangono nel Nord America, in Sud America, in Europa, in Africa, in Medio oriente e in tutta l’Asia.

La nostra priorità sarà smembrare e distruggere le organizzazioni terroristiche in tutto il mondo e attaccare la loro leadership, il loro comando, il loro sistema di controllo e comunicazione, il loro supporto materiale e i loro finanziamenti. Così sarà mutilata la capacità dei terroristi di preparare e realizzare i loro atti.

Continueremo a incoraggiare i nostri partner regionali perché migliorino il coordinamento degli sforzi per isolare i terroristi. Una volta che in una data area venga localizzata la minaccia a uno stato, dovremo garantire il nostro aiuto perché quello stato abbia gli strumenti militari, legali, politici e finanziari per assolvere al proprio compito.

Gli Stati uniti continueranno a lavorare con tutti gli alleati per disarticolare i finanziamenti del terrorismo. Identificheremo e bloccheremo le fonti di finanziamento, congeleremo i conti dei terroristi e di chi li sostiene, negheremo ai terroristi l’accesso al sistema finanziario internazionale, vigileremo perché le associazioni caritatevoli non siano usate dai terroristi e impediremo che i movimenti finanziari dei terroristi possano trovare canali alternativi.

Questa campagna non dovrà essere condotta in modo sequenziale per avere effetto, agendo contemporaneamente gli effetti cumulativi in tutte le regioni, contribuiranno a raggiungere i risultati che ci proponiamo.

Disarticoleremo e distruggeremo le organizzazioni terroristiche attraverso:

Inoltre ingaggeremo una guerra di idee per vincere la battaglia contro il terrorismo internazionale. Questa comprende:

Mentre riconosciamo che la nostra migliore difesa è una attacco adeguato, siamo impegnati anche a rafforzare la sicurezza interna dell’America per proteggerci e sventare gli attacchi.

Questa Amministrazione ha proposto la più vasta riorganizzazione delle strutture pubbliche da quando l’Amministrazione Truman diede vita al Consiglio di sicurezza nazionale e al Dipartimento della difesa. Centrato su un nuovo Dipartimento per la difesa della sicurezza nazionale essa comprende un nuovo comando militare unificato e una radicale riorganizzazione della FBI, il nostro piano complessivo per la sicurezza nazionale riguarda ogni livello di governo e la cooperazione del settore pubblico e privato.

Questa strategia volgerà una avversità in una opportunità. Per esempio, la gestione del sistema di emergenza sarà in grado di far fronte non solo al terrorismo ma a qualunque rischio. Il nostro sistema sanitario sarà rafforzato non solo per far fronte al bio-terrorismo ma a tutte le emergenze sanitarie e calamità. I controlli alle nostre frontiere non fermeranno certo i terroristi, ma miglioreranno l’efficienza del traffico legale.

La nostra attenzione è posta sulla protezione dell’America, ma sappiamo che la sconfitta del terrorismo in questo mondo globalizzato necessita del sostegno dei nostri alleati e dei nostri amici. Ove possibile gli Stati uniti faranno assegnamento sulle organizzazioni regionali e i poteri degli stati per assolvere al loro impegno di combattere il terrorismo. Quando i governi non hanno i mezzi sufficienti per far fronte al terrorismo noi sosterremo la loro volontà e le loro risorse fornendo, noi e i nostri alleati, ogni aiuto possibile.

Dal momento che perseguiamo i terroristi in Afghanistan, continueremo a operare con le organizzazioni internazionali quali le Nazioni unite, così come con le organizzazioni non governative, e altri paesi per garantire l’assistenza umanitaria, politica, economica e di sicurezza necessaria per la ricostruzione dell’Afghanistan così che nessuno potrà più abusare di questo popolo, minacciare i suoi vicini e fornire un asilo per i terroristi.

Nella guerra contro il terrorismo globale non dimenticheremo mai che stiamo in definitiva combattendo per i nostri valori democratici e per il nostro stile di vita. Libertà e paura sono in guerra e non vi sarà mai tregua in questo conflitto. Nel condurre la battaglia contro il terrorismo, stiamo formando nuove, efficaci relazioni internazionali e ridefinendo quelle già esistenti in modo da far fronte alle sfide del ventunesimo secolo.

IV. Lavorare insieme agli altri per disinnescare i conflitti locali

"Noi dobbiamo costruire un mondo fondato sulla giustizia, se non vorremo vivere in un mondo fondato sulla coercizione. La grandezza delle nostre comuni responsabilità rende i nostri disaccordi trascurabili"

Presidente Bush

Berlino, Germania

23 marzo, 2002

Le nazioni interessate devono essere attivamente coinvolte nelle principali dispute regionali per evitare escalation esplosive e ridurre al minimo le sofferenze per le popolazioni. In un mondo sempre più interconnesso, le crisi regionali sottopongono a tensione le nostre alleanze, riaccendono rivalità fra le maggiori potenze, e creano terribili offese alla dignità umana. Quando la violenza erompe e gli stati esitano, gli Stati uniti lavoreranno con gli amici e i partner per alleviare le sofferenze e riportare la stabilità.

Nessuna dottrina può prevedere ogni situazione nella quale dovrà dispiegarsi l’azione degli Stati uniti – diretta o indiretta. Le nostre risorse politiche, economiche e militari per far fronte alle nostre priorità globali sono finite.

Gli Stati uniti affronteranno ogni caso guidati da questi principi strategici:

Il conflitto israelo-palestinese è critico per il costo di sofferenze umane, per le strette relazioni degli Stati uniti con lo stato di Israele e con gli stati arabi strategici e per l’importanza della regione rispetto alle altre priorità degli Stati uniti. Non vi può essere pace per entrambi i contendenti senza la libertà da entrambe le parti. L’America afferma l’impegno per una Palestina democratica e indipendente, che viva a fianco di Israele in pace e in sicurezza. Come gli altri popoli, i palestinesi meritano un governo che serva ai loro interessi e ascolti la loro voce. Gli Stati uniti continueranno a incoraggiare tutte le parti perché si assumano le proprie responsabilità e per cercare una giusta e generale sistemazione del conflitto.

Gli Stati uniti, la comunità internazionale dei donatori, e la Banca mondiale sono pronti a lavorare con un governo palestinese riformato per lo sviluppo economico, per aumentare l’assistenza umanitaria, e per un programma per stabilizzare, finanziare e monitorare una sistema giudiziario veramente autonomo. Se i palestinesi abbracceranno la democrazia, e la legalità, la lotta alla corruzione e rigetteranno con fermezza il terrorismo, potranno contare sull’aiuto americano per la creazione di uno stato palestinese.

Israele ha inoltre una grande opportunità dal successo della democrazia in Palestina. L’occupazione permanente minaccia l’identità e la democrazia israeliana. Per questo gli Stati uniti continuano a invitare i leader israeliani a compiere passi concreti per sostenere la nascita di un vivibile, credibile stato palestinese. Quando siano migliorate le condizioni di sicurezza, le forze armate israeliane dovranno ritirarsi completamente ritornando alle posizioni precedenti al 20 settembre del 2000. E d’accordo con le raccomandazioni della Commissione Mitchell, gli insediamenti israeliani nei territori occupati devono terminare. Quando cesseranno le violenze, dovrà essere ripristinata la libertà di movimento e consentito ai palestinesi innocenti di riprendere la loro vita normale e il lavoro. Gli Stati uniti possono svolgere un ruolo cruciale ma, in fin dei conti, una pace duratura può solo venire quando israeliani e palestinesi avranno risolto i problemi e porranno fine al conflitto.

Nell’Asia del Sud, gli Stati uniti hanno insistito sulla necessità che l’India e il Pakistan risolvano le loro dispute. Questa amministrazione investe tempo e risorse per costruire strette relazioni bilaterali tanto con l’India che con il Pakistan. Queste strette relazioni costituiscono lo strumento per svolgere un ruolo costruttivo quando le tensioni nella regione diventano acute. Con il Pakistan le nostre relazioni bilaterali sono state rafforzate a seguito della scelta del Pakistan di unirsi alla guerra contro il terrore e impegnarsi per la costruzione di una società più aperta e più tollerante. L’Amministrazione si rende conto delle potenzialità dell’India quale grande potenza democratica del ventunesimo secolo e ha lavorato con determinazione per migliorare i rapporti reciproci. Il nostro coinvolgimento nelle dispute regionali, investendo prima di tutto nelle relazioni bilaterali, si propone passi concreti da parte dell’India e del Pakistan che possano ridurre il rischio di un conflitto armato.

L’Indonesia ha compiuto passi coraggiosi per creare una democrazia effettiva e per garantire uno stato di diritto. L’Indonesia con scelte che vanno dalla tolleranza delle minoranze etniche nel rispetto della legalità, all’accettazione del libero mercato, può adoperare quei meccanismi che hanno permesso ad alcuni stati dell’area di uscire dalla povertà e dalla disperazione. Sta all’Indonesia fare in modo che l’assistenza degli Usa consenta di far questo.

Nell’emisfero occidentale noi abbiamo dato vita a coalizioni flessibili con paesi che condividono le nostre priorità, particolarmente il Messico, il Brasile, il Canada, il Cile e la Colombia. Insieme promuoveremo un emisfero veramente democratico nel quale la nostra integrazione farà progredire la sicurezza, la prosperità, l’opportunità e le speranze. Lavoreremo con le istituzioni regionali, quali il Summit del processo americano (Summit of American process), l’Organizzazione degli stati americani (OSA) e i ministri della difesa dei paesi americani a beneficio dell’intero emisfero.

Parte dell’America latina è alle prese con conflitti regionali, derivanti soprattutto dalla violenza dei cartelli della droga e delle complicità di cui godono. Questo conflitto e il traffico illegale di stupefacenti può mettere a rischio la salute e la sicurezza degli Stati uniti. E’ per questo che abbiamo sviluppato una attiva strategia per aiutare le nazioni andine a rimettere a posto le loro economie, rafforzare la legalità, sconfiggere le organizzazioni terroristiche e a impedire il traffico di stupefacenti mentre – ugualmente importante – lavoreremo a ridurre la domanda di stupefacenti nel nostro paese.

In Colombia sappiamo del legame fra gruppi terroristici ed estremisti che sfidano la sicurezza dello stato e il traffico di stupefacenti che contribuisce al finanziamento di questi gruppi. Stiamo aiutando la Colombia nella difesa delle sue istituzioni democratiche e per la sconfitta dei gruppi armati illegali, tanto di sinistra che di destra allargando l’effettiva autorità dello stato su tutto il territorio nazionale e provvedendo a una condizione fondamentale di sicurezza per la popolazione colombiana.

In Africa, promesse e opportunità vanno insieme con i disastri, la guerra, e una disperata povertà. Queste minacce feriscono tanto i valori su cui si fondano gli Stati uniti – che vuole difendere la dignità umana – che le nostre priorità strategiche – per la lotta al terrore globale. Gli interessi americani e i principi americani, vanno nella stessa direzione: noi lavoreremo con altri per un continente africano che viva nella libertà, nella pace e in una sempre maggiore prosperità. Insieme con i nostri alleati europei, noi dovremo rafforzare l’aiuto ai fragili stati africani, per costruire capacità indigene di controllo delle porose frontiere, e per garantire la legalità e l’attività di intelligence per impedire che possano trovare rifugio i terroristi.

Una drammatica situazione ambientale affligge l’ Africa con la guerra civile che si diffonde attraverso le frontiere creando zone di conflitto regionali. La formazione di coalizioni volontarie di cooperazione per definire accordi di sicurezza è cruciale per far fronte a queste minacce transnazionali emergenti.

Le dimensioni dell’Africa e la diversità delle situazioni richiedono una strategia per la sicurezza incentrata su coinvolgimenti bilaterali e la costruzione di coalizioni. Questa amministrazione focalizzerà il suo impegno nella regione lungo tre linee strategiche interconnesse nella regione:

Infine è incoraggiante il processo di libertà politiche ed economiche avviato nell’Africa sub-sahariana, dove la maggior parte delle guerre è per il controllo delle risorse e l’accesso alla politica spesso tragicamente è fondato su basi etniche e religiose. La transizione all’Unione africana con i suoi impegni fissati per adeguate strutture di governo e una comune responsabilità per sistemi politici democratici offre le opportunità per rafforzare la democrazia nel continente.

V. Impedire ai nostri nemici di minacciare noi, i nostri alleati e i nostri amici con armi di distruzioni di massa.

"Il maggior pericolo per la libertà sta nell’intreccio fra radicalismo e tecnologia. Quando la diffusione di armi chimiche, biologiche e nucleari, con la tecnologia dei missili balistici – quando questo avviene, anche stati deboli e piccoli gruppi possono detenere un potere catastrofico in grado di colpire le grandi nazioni. I nostri nemici hanno dichiarato le loro vere intenzioni e sono stati colti mentre cercavano di procurarsi queste terribili armi. Essi vogliono conquistare la capacità di ricattarci, o di colpirci, o di colpire i nostri amici – e noi opporremo a loro la nostra forza."

Presidente Bush

West Point, New York

1 giugno, 2002-10-01

La natura della minaccia della guerra fredda richiedeva che gli Stati uniti – con i suoi alleati e amici – insistessero sulla deterrenza nei confronti del nemico, perseguendo una spietata strategia di mutua distruzione. Con il collasso dell’Unione sovietica e la fine della guerra fredda, la nostra concezione della sicurezza ha subito profonde trasformazioni.

Essendo passati dal confronto alla cooperazione nelle nostre relazioni con la Russia, i vantaggi sono evidenti: la fine dell’equilibrio del terrore che ci divideva; una riduzione storica degli arsenali nucleari da ambedue le parti e la cooperazione in settori quali il contrasto al terrorismo e la difesa missilistica che fino a poco tempo fa sarebbe stato inconcepibile.

Ma nuove sfide mortali stanno emergendo dagli stati canaglia e dai terroristi. Nessuna di queste minacce contemporanee può reggere al confronto con la potenza distruttiva che era schierata contro di noi dall’Unione sovietica. Tuttavia, la natura e le motivazioni di questi nuovi nemici, la loro determinazione a provocare catastrofi finora possibili solo alle grandi potenze e l’altissima probabilità che useranno le armi di distruzione di massa contro di noi, rende oggi il tema della sicurezza più complesso e pericoloso.

Negli anni ’90 abbiamo assistito all’emergere di un limitato numero di stati canaglia che, seppure con differenze importanti, condividono alcune caratteristiche.

Questi stati:

Al tempo della Guerra del Golfo, abbiamo acquisito le prove inconfutabili che i disegni dell’Iraq non erano limitati solo alle armi chimiche che sono state usate contro l’Iran e lo stesso popolo iracheno, ma inoltre puntavano all’acquisizione di armi nucleari e agenti biologici. Nel decennio trascorso la Corea del Nord è diventata il principale fornitore di missili balistici, e ha testato missili di maggiore potenza mentre sta sviluppando il proprio arsenale di armi di distruzione di massa. Altri stati canaglia sono alla caccia di armi nucleari, biologiche e chimiche. La ricerca di queste armi sui mercati internazionali da parte di questi stati è diventata una minaccia incombente per tutte le nazioni.

Dobbiamo essere preparati a fermare gli stati canaglia e i loro amici terroristi prima che siano in grado di minacciare o usare i mezzi di distruzione di massa contro gli Stati uniti e i nostri alleati e amici. La nostra reazione deve fondarsi su tutti i vantaggi derivanti da alleanze consolidate, la costruzione di nuove alleanze con quelli che erano prima avversari, le innovazioni nell’uso della forza militare, le moderne tecnologie, compreso lo sviluppo di un efficace sistema missilistico e maggiore attenzione sui dati e le analisi forniti dai sistemi di intelligence.

La nostra strategia complessiva per combattere le armi di distruzione di massa prevede:

E’ stato necessario quasi un decennio per comprendere la vera natura di questa nuova minaccia. Dati gli obiettivi degli stati canaglia e dei terroristi, gli Stati uniti non possono più a lungo contare solamente sulla reazione come è stato in passato. L’incapacità di individuare un potenziale attaccante, l’immediatezza oggi della minaccia, e la dimensione potenziale del danno che ci potrebbe essere causato dalla scelta delle armi da parte dei nostri avversari, non permette questa opzione. Non possiamo permettere ai nostri nemici di colpire per primi.

Per secoli, la legge internazionale ha riconosciuto che le nazioni non devono subire un attacco per avere il diritto di difendersi da forze che rappresentano una minaccia di attacco imminente. Studiosi e giuristi internazionali spesso hanno condizionato la legittimità della prevenzione all’esistenza di una minaccia imminente – molto spesso una evidente mobilitazione di forze armate, navi e aerei per preparare l’attacco.

Noi dobbiamo adeguare il concetto di minaccia imminente alle capacità e agli obiettivi degli attuali avversari. Gli stati canaglia e i terroristi non cercano di attaccarci usando le armi tradizionali. Essi sanno che un simile attacco è destinato alla sconfitta. Invece, essi contano su atti di terrore e, potenzialmente, l’uso di armi di distruzione di massa – armi che possono essere facilmente eliminate, convertite in altre sostanze e usate senza precauzione.

Gli obiettivi di tali attacchi sono le nostre forze armate e le nostre popolazioni civili, in diretta violazione di una delle fondamentali norme che regolano le leggi di guerra. Come dimostrato dalle perdite dell’11 settembre 2001 lo specifico obiettivo dei terroristi è il numero più alto possibile di civili; queste perdite potrebbero essere esponenzialmente più gravi se i terroristi entrassero in possesso e usassero armi di distruzione di massa.

Gli Stati uniti hanno mantenuto a lungo l’opzione dell’azione preventiva per far fronte a una evidente minaccia alla nostra sicurezza nazionale. La più grande delle minacce, il rischio maggiore è l’inazione – e il più impellente obbligo è di una azione anticipata per difenderci, anche se rimane incerto il tempo e il luogo dell’attacco del nemico. Per anticipare o prevenire simili azioni ostili, gli Stati uniti dovranno, se è necessario, agire preventivamente.

Gli Stati uniti non useranno sempre la forza per prevenire minacce emergenti, e le nazioni non possono usare l’azione preventiva come pretesto per una aggressione. Ma in una età in cui i nemici della civilizzazione apertamente e attivamente cercano le più distruttive tecnologie del mondo, gli Stati uniti non possono rimanere immobili mentre aumentano i rischi.

Noi procederemo sempre meditatamente, valutando le conseguenze delle nostre azioni. Per sostenere l’azione preventiva noi:

Lo scopo delle nostre azioni sarà sempre quello di eliminare una specifica minaccia agli Stati uniti o ai nostri alleati e amici. Le ragioni delle nostre azioni saranno chiare, la forza misurata, e la causa giusta.

VI. Dar vita a una nuova era di crescita economica globale attraverso liberi mercati e liberi scambi

"Quando le nazioni chiudono i loro mercati e le opportunità sono in mano a pochi privilegiati, nessuna somma – nessuna somma – di aiuti per lo sviluppo sarà mai sufficiente. Quando le nazioni rispettano i loro popoli, i mercati sono aperti, si realizzano investimenti per una migliore sanità ed educazione, ogni dollaro di aiuto, ogni dollaro derivante dagli scambi internazionali e dei capitali nazionale avrà maggiore efficacia."

Presidente Bush

Monterrey, Messico

22 marzo 2002

Una forte economia mondiale rafforza la nostra sicurezza aumentando la prosperità e la libertà nel resto del mondo. La crescita economica sostenuta dalla libertà degli scambi e dal libero mercato crea nuovi lavori e più alti redditi. Ciò consente alle persone di uscire dalla povertà, di sostenere riforme economiche e legali, e combattere contro la corruzione e ciò rafforza l’abitudine alla libertà.

Noi promuoveremo la crescita economica e la libertà economica oltre i nostri confini. Tutti i governi sono responsabili delle proprie politiche economiche e delle risposte alle sfide che devono affrontare. Noi useremo i nostri accordi economici con altre nazioni per sottolineare i benefici delle politiche che generano una più alta produttività e una sostenuta crescita economica, compreso:

La lezione della storia è chiara: le economie di mercato, non le economie governate e controllate con la mano pesante dello stato, sono la migliore via per promuovere la prosperità e ridurre la povertà. Le politiche che incentivino quanto più possibile il mercato e le istituzioni di mercato sono importanti per tutte le economie – paesi industrializzati, paesi emergenti e paesi in via di sviluppo.

Una ripresa di una forte crescita economica nell’Europa e in Giappone è vitale per gli interessi nazionali americani. Noi vogliamo che i nostri alleati abbiano forti economie per il proprio benessere, per il benessere dell’economia globale e per il benessere della sicurezza globale. Gli sforzi europei per rimuovere le barriere strutturali nelle loro economie sono particolarmente importanti a questo proposito, come lo sono quelli del Giappone per por fine alla deflazione e affrontare i problemi della inefficienza del sistema bancario giapponese. Noi continueremo a usare le nostre periodiche consultazioni con il Giappone e i nostri partner europei – anche attraverso il Gruppo dei 7 (G-7) – per discutere le politiche che adottano per promuovere la crescita delle loro economie e sostenere la più alta crescita economica mondiale.

Migliorare la stabilità nei mercati emergenti è inoltre cruciale alla crescita dell’economia globale. I flussi internazionali di investimenti di capitali devono espandere le potenzialità produttive delle loro economie. Questi flussi consentono ai mercati emergenti e ai paesi in via di sviluppo che gli investimenti determinino il miglioramento dei livelli di vita e riducano la povertà. Il nostro obiettivo a lungo termine dovrebbe essere un mondo nel quale tutti i paesi sono affidabili per gli investimenti e che ciò consenta loro l’accesso al mercato internazionale dei capitali investendo nel il loro futuro.

Noi siamo impegnati in politiche che consentiranno ai mercati emergenti l’accesso a più larghi flussi di capitali a minor costo. A questo scopo, continueremo a perseguire riforme tese a ridurre le incertezze sui mercati finanziari. Lavoreremo attivamente con gli altri paesi, il Fondo monetario internazionale (Fmi) e il settore privato a mettere in pratica il Piano di azione del G-7 negoziato all’inizio di quest’anno per prevenire le crisi finanziarie e per risolverle più efficacemente quando si presentano.

La via migliore per governare le crisi finanziarie è prevenire il loro verificarsi; e noi abbiamo incoraggiato il Fmi ad aumentare gli sforzi in questo senso. Continueremo a lavorare con il Fmi per rendere efficace le condizioni politiche per le operazioni di credito per focalizzare le strategie sul perseguimento della crescita economica attraverso adeguate politiche fiscali e monetarie, politiche di tassi di cambio, e politiche finanziarie.

Il concetto di "libero scambio" sorse come principio morale prima di divenire un pilastro dell’economia. Se voi potete fare qualcosa che gli altri apprezzano, voi potete venderla a loro. Se altri fanno qualcosa che voi apprezzate, voi potreste comprarla. Questa è una vera libertà, la libertà per una persona – o un nazione – di guadagnarsi da vivere. Per promuovere la libertà di commercio, gli Stati uniti hanno sviluppato una strategia generale fondata sui seguenti punti:

La crescita economica potrebbe essere accompagnata da sforzi globali per stabilizzare la concentrazione di gas serra associati con questa crescita, contenendoli a livelli tali da prevenire dannosi interferenze umane sul clima globale. Il nostro principale obiettivo è di ridurre l’emissione di gas serra rispetto alla nostra economia, riducendo questi gas del 18% per unità di attività economica per i prossimi 10 anni, fino al 2012. La nostre strategie per ottenere questi risultati sono:

VII. Espandere il cerchio dello sviluppo aprendo le società e costruendo le infrastrutture della democrazia

"Nella seconda guerra mondiale combattemmo per rendere il mondo più sicuro, e quindi lavorammo alla sua ricostruzione.

Mentre oggi intraprendiamo la guerra per rendere il mondo sicuro dal terrore, dobbiamo anche lavorare a fare del mondo un posto migliore per tutti i suoi cittadini."

Presidente Bush

Washington, D. C. (Banca di sviluppo interamericana di sviluppo)

14 marzo 2002-10-02

Un mondo nel quale alcuni vivono in modo confortevole e completo, mentre la metà del genere umano vive con meno di due dollari al giorno, non è giusto né stabile. Comprendere tutti i poveri del mondo in un processo espansivo di sviluppo – e di opportunità – è un imperativo morale e una delle principali priorità della politica internazionale degli Stati uniti.

Decenni di massiccia assistenza allo sviluppo hanno fallito nello stimolare la crescita economica nei paesi più poveri. Peggio, gli aiuti allo sviluppo spesso sono serviti per sostenere politiche fallimentari e per eludere l’esigenza di perseguire le riforme, perpetuando così la miseria. Gli aiuti allo sviluppo sono in genere misurati in dollari spesi dai donatori, non dai tassi di crescita e dalla riduzione della povertà ottenuta dai beneficiari. Questi sono gli indicatori di una strategia fallimentare.

Di concerto con le altre nazioni, gli Stati uniti stanno affrontando questo fallimento. Noi abbiamo creato un nuovo consenso alla Conferenza per il finanziamento dello sviluppo delle Nazioni unite a Monterrey sul fatto che l’obiettivo dell’assistenza – e la strategia per ottenere questi obiettivi – deve cambiare.

L’obiettivo dell’Amministrazione è di contribuire a liberare il potenziale produttivo degli individui in tutte le nazioni. Una crescita sostenuta e la riduzione della povertà è impossibile senza corrette politiche nazionali. Ove i governi hanno messo in atto effettivi cambiamenti politici, incrementeremo in modo consistente l’assistenza. Gli Stati uniti e gli altri paesi sviluppati potrebbero definire un ambizioso e specifico obiettivo: raddoppiare la dimensione delle più povere economie del mondo entro 10 anni.

Il Governo degli Stati uniti perseguirà queste principali linee strategiche per ottenere questi obiettivi:

VIII. Sviluppare l’Agenda per un’azione cooperativa con gli altri principali centri del potere globale

"Noi abbiamo le migliori opportunità, dalla nascita degli stati-nazione nel XVII secolo, per costruire un mondo nel quale le grandi potenze competono in pace invece di preparare la guerra."

Presidente Bush

West Point, New York

1 giugno 2002

L’America implementerà le sue strategie organizzando coalizioni – le più larghe possibili – di stati in grado e desiderosi di promuovere un equilibrio di potere che favorisca la libertà. Una efficace leadership della coalizione richiede chiare priorità, una comprensione degli interessi degli altri, e continue consultazioni fra i partner con spirito di umiltà.

E’ difficile che gli Stati uniti possono operare nel mondo senza il sostegno dei suoi alleati e amici in Canada e in Europa. L’Europa è inoltre la sede di due delle più forti e capaci istituzioni internazionali nel mondo: l’Alleanza atlantica (NATO) che è stato dalla sua fondazione il fulcro della sicurezza transatlantica e inter-Europea, e l’Unione europea, nostro partner nello sviluppo del commercio internazionale.

Gli attacchi dell’11 settembre sono stati anche attacchi alla Nato, come la stessa Nato ha riconosciuto quando, per la prima volta, ha invocato l’articolo 5 del suo statuto, la clausola di auto-difesa. La fondamentale missione della Nato – la difesa collettiva delle alleanze delle democrazie transatlantiche – rimane, ma la Nato deve sviluppare nuove strutture e capacità per adempiere alla sua missione nelle nuove circostanze. La Nato deve costruire la capacità sul campo, in tempi brevi: alta mobilità, forze particolarmente addestrate per rispondere all’attacco a un membro dell’alleanza. L’alleanza deve essere in grado di agire ogni qualvolta i nostri interessi siano minacciati, creando coalizioni sotto il diretto mandato della Nato, così come contribuire a missioni delle coalizioni che si sono formate. Per ottenere questo, dobbiamo:

Se la Nato avrà successo nel realizzare tali cambiamenti, il premio sarà la partnership nel compito decisivo di garanzia della sicurezza e degli interessi degli stati membri come è stato nel corso della Guerra fredda. Sosterremo una comune prospettiva su come affrontare le minacce alla nostra società e miglioreremo la nostra capacità di intraprendere azioni comuni in difesa delle nostre nazioni e dei nostri interessi. Allo stesso tempo, vediamo con piacere gli sforzi dei nostri alleati europei per definire, nell’ambito dell’Unione europea, una più larga politica di identità estera e di difesa, e l’impegno a più strette consultazioni per fare in modo che questi sviluppi si integrino con la Nato. Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità per migliorare la preparazione delle famiglie delle democrazie transatlantiche di fronte alle sfide che ci attendono.

Gli attacchi dell’11 settembre hanno rafforzato le alleanze asiatiche dell’America. L’Australia ha invocato il Trattato Anzus per dichiarare che l’11 settembre è stato un attacco alla stessa Australia, dando seguito a questa storica dichiarazione con l’invio di alcune delle migliori forze di combattimento del mondo per l’operazione Enduring Freedom. Il Giappone e la Repubblica di Corea hanno garantito un sostegno logistico senza precedenti nelle settimane dell’attacco terroristico. Noi abbiamo approfondito la cooperazione sul contro-terrorismo con i nostri alleati in Tailandia e nelle Filippine e ricevuto una inestimabile assistenza da stretti amici come Singapore e Nuova Zelanda.

La guerra contro il terrorismo ha provato che le alleanze dell’America nell’Asia non solo sostengono la pace e la stabilità della regione, ma sono anche flessibili e pronte per far fronte alle nuove sfide. Per rafforzare le nostre alleanze e i nostri rapporti di amicizia in Asia:

Siamo attenti al possibile rinnovamento delle caratteristiche della competizione fra grandi potenze. Alcuni paesi che potranno essere presto grandi potenze sono nel mezzo di un processo di transizione – le più importanti la Russia, l’India e la Cina. In tutti e tre questi paesi, recenti sviluppi hanno incoraggiato le nostre speranze che un vero consenso globale sui principi fondamentali stia lentamente prendendo piede.

Con la Russia stiamo già costruendo una nuova relazione strategica basata sulla realtà centrale del ventunesimo secolo: gli Stati uniti e la Russia non sono più avversari strategici. Il Trattato sulle riduzioni strategiche di Mosca è emblematico di questa nuova realtà e riflette un cambiamento critico del pensiero russo che promette di portare a relazioni positive e a lungo termine con la comunità Euro-atlantica e gli Stati uniti. I principali leader della Russia hanno un atteggiamento realistico sulla attuale debolezza del loro paese e le politiche – interna ed estera – deve confrontarsi queste difficoltà. Essi comprendono, sempre di più, che l’approccio della Guerra fredda non serve ai loro interessi naturali e che gli interessi strategici della Russia e dell’America coincidono in molte aree.

La politica degli Stati uniti cerca di usare questo cambiamento nel pensiero russo per ridefinire le relazioni su nuovi o potenziali comuni interessi e sfide. Stiamo estendendo la nostra già vasta cooperazione nella guerra globale al terrorismo. Stiamo facilitando l’ingresso della Russia nell’Organizzazione mondiale del commercio, senza abbassare gli standard richiesti, per promuovere commerci bilaterali e investimenti di comune interesse. Abbiamo dato vita al Consiglio Nato-Russia con l’obiettivo di approfondire la cooperazione per la sicurezza con la Russia, i nostri alleati europei e noi. Continueremo a sostenere l’indipendenza e la stabilità degli stati dell’ex-Unione sovietica nella certezza che la prosperità e la stabilità dei paesi confinanti rafforzerà la crescita dell’impegno russo per una integrazione nella comunità euro-atlantico.

Nello stesso tempo siamo realisti circa ciò che ancora ci divide dalla Russia e sul tempo e gli sforzi che necessari per costruire una partnership strategica durevole. La diffidenza lenta a essere superata sui nostri intenti e politiche da parte della elite russa determina un lento miglioramento delle nostre relazioni. L’impegno, ancora non soddisfacente, sui valori fondamentali della democrazia, del libero mercato e la dubbia determinazione nel combattere le armi di distruzione di massa rimangono materie di grande preoccupazione. L’estrema debolezza della Russia limita le possibilità di cooperazione. Non di meno queste opportunità sono di gran lunga maggiori che negli anni recenti – e anche decenni recenti.

Gli Stati uniti hanno intrapreso trasformazioni nelle relazioni bilaterali con l’India basati sulla convinzione che gli interessi degli Usa richiedono una forte relazione con l’India. Siamo le due più grandi democrazie, impegnati a proteggere le libertà politiche garantite da governi rappresentativi.

L’India si sta muovendo per incrementare le libertà economiche. Abbiamo un interesse comune per liberi scambi commerciali, compresi quelli che si svolgono lungo le rotte dell’Oceano indiano. Infine, condividiamo l’interesse nel combattere il terrorismo e nel creare una Asia strategicamente stabile.

Rimangono differenze, compresa quella riguardante lo sviluppo dei programmi nucleari e missilistici, e il ritmo delle riforme economiche in India. Ma mentre nel passato queste preoccupazioni potevano aver dominato i nostri giudizi sull’India, oggi noi partiamo dal punto di vista sull’India come di una potenza in crescita con la quale abbiamo comuni interessi strategici. Attraverso una forte partnership con l’India possiamo meglio mettere a frutto le nostre differenze e definire un futuro dinamico.

Le relazioni degli Stati uniti con la Cina è parte importante della nostra strategia per promuovere una stabile, pacifica e prospera regione Asia-Pacifico. Vediamo con piacere l’emergere di una forte, pacifica e prospera Cina. Lo sviluppo democratico della Cina è cruciale per il futuro. Ancora un quarto di secolo dopo l’inizio del processo di mutamento dei peggiori aspetti del sistema comunista, i leader della Cina non hanno compiuto una serie di scelte fondamentali sul carattere del loro stato. Nel perseguire capacità militari avanzate, la Cina può rappresentare una minaccia per i paesi dell’area dell’Asia-Pacifico, la Cina sta seguendo una strada superata che, alla fine, può impedire il perseguimento della grandezza nazionale. Col tempo, la Cina si convincerà che la libertà sociale e politica è la sola risorsa per la sua grandezza.

Gli Stati uniti cercano una relazione costruttiva con una Cina in via di trasformazione. Noi cooperiamo già bene dove i nostri interessi coincidono, compresa l’attuale guerra al terrorismo e la promozione della stabilità nella penisola coreana: così, ci siamo coordinati sul futuro dell’Afghanistan e abbiamo iniziato un vasto dialogo sul contro-terrorismo e sui problemi della transizione. Condividiamo le minacce alla salute e all’ambiente, così come la diffusione dell’HIV/AIDS, e la sfida per promuovere insieme il benessere dei nostri cittadini.

Le minacce transnazionali sfideranno la Cina a divenire più aperta aumentando la libertà di informazione, promuovendo lo sviluppo della società civile e migliorando il rispetto dei diritti umani. La Cina ha intrapreso la via all’apertura politica, consentendo molte libertà personali e realizzando elezioni a livello di villaggio, ma ancora rimane fortemente ancorata al sistema statuale monopartitico del Partito comunista. Perché questa nazione sia veramente all’altezza delle aspirazioni e dei bisogni dei suoi cittadini, tuttavia, molto rimane ancora da fare. Solo permettendo al popolo cinese di pensare, riunirsi e pregare liberamente la Cina realizza tutte le sue potenzialità.

Le nostre importanti relazioni commerciali trarranno benefici dall’ingresso della Cina nella Organizzazione mondiale del commercio che creerà più opportunità per l’esportazione e quindi più lavoro per gli agricoltori, gli operai e le società americana. La Cina è il nostro quarto maggior partner, con oltre 100 miliardi nell’interscambio annuale. La potenza dei valore del mercato e le richieste dell’Omc per la trasparenza e la responsabilità miglioreranno l’apertura e la legalità della Cina facendo sperare che si definiscano protezioni fondamentali per il commercio e i cittadini. Vi sono tuttavia alcune aree nelle quali siamo in profondo disaccordo. Il nostro impegno per l’auto-difesa di Taiwan secondo il Trattato per le relazioni con Taiwan è uno. I diritti umani un altro. Noi attendiamo che la Cina si impegni nella non proliferazione delle armi nucleari. Lavoreremo a ridurre le differenze là dove esistono, ma queste non impediranno la cooperazione ove possibile.

Gli eventi dell’11 settembre 2001 hanno cambiato fondamentalmente il contesto delle relazioni fra gli Stati uniti e gli altri principali centri del potere globale e aperto vaste nuove opportunità. Con le nostre alleanze a lungo termine in Europa e in Asia e con i dirigenti in Russia, India e Cina noi dobbiamo sviluppare agende efficaci di cooperazione perché queste relazioni non diventino inutili e di routine.

Ogni Agenzia del Governo degli Stati uniti condivide la sfida. Noi possiamo costruire un fruttuoso ambiente di consultazioni, di pacata discussione, di sobria analisi, e di comune azione. A lungo termine, queste sono le pratiche che sostengono la supremazia dei nostri comuni principi e mantengono aperta la via al progresso.

IX. Trasformare le istituzioni della sicurezza nazionale americana per affrontare le sfide e le opportunità del ventunesimo secolo

"I terroristi hanno attaccato un simbolo della prosperità americana. Ma non hanno toccato la sua fonte. Il successo dell’America è dovuto al duro lavoro, alla creatività e all’intrapresa del nostro popolo"

Presidente Bush

Washington, D. C. (Sessione congiunta del Congresso)

20 settembre 2001

In un altro periodo le maggiori istituzioni della sicurezza nazionale americana erano adeguate a rispondere ad altre sfide. Oggi tutto deve essere trasformato.

E’ ora di riaffermare il ruolo essenziale della potenza militare americana. Noi dobbiamo costruire e mantenere le nostre difese oltre la sfida attuale. La nostra più alta priorità militare è la difesa degli Stati uniti. Per far questo con efficacia, le nostre forze armate devono:

La forza senza paragoni dell’esercito americano, e la sua presenza nel mondo, ha garantito la pace in alcune delle più strategiche regioni del mondo. Tuttavia, le minacce e i nemici con i quali dobbiamo confrontarci sono cambiati, e così devono fare le nostre forze. Una struttura militare che durante la Guerra freddadoveva far fronte a eventuali minacce di imponenti armate deve essere trasformata per concentrarsi su come un avversario può combattere più che dove e quando una la guerra può verificarsi. Noi convoglieremo le nostre energie per vincere un gran numero di sfide operative.

La presenza delle forze americane all’estero è uno dei più profondi simboli dell’impegno degli Usa verso alleati e amici. Attraverso la nostra determinazione a garantire la nostra difesa e quella degli altri, gli Stati uniti dimostrano la loro risoluzione per mantenere un equilibrio di potenze che favorisce la libertà. Per vincere le incertezze e affrontare le molte sfide alla sicurezza che ci troviamo di fronte, gli Stati uniti richiedono basi e scali dentro e fuori l’Europa occidentale e il nord Asia, così come accordi per l’accesso temporaneo per il dispiegamento delle forze a lunga distanza.

Prima della guerra in Afghanistan, quest’esigenza aveva una bassa priorità nella lista delle principali attività pianificate. Ma, in un tempo molto breve, abbiamo dovuto operare in lungo e in largo in quella remota nazione, usando ogni settore delle forze armate. Dobbiamo essere preparati per altri dispiegamenti simili sviluppando le risorse così come i sistemi remoti di rilevazioni, le capacità di colpire con precisione a lunga distanza, e adeguati mezzi di manovra e di spedizione per le forze.

Un largo spettro di capacità militari devono andare dalla capacità di difendere il suolo americano, alla capacità di condurre operazioni di informazione, dall’assicurare l’accesso degli Usa a teatri distanti alla protezione di infrastrutture fondamentali e di risorse degli Usa all’estero.

L’innovazione dentro le forze armate dovranno fondarsi sulla sperimentazione dei nuovi approcci alla guerra, rafforzando le operazioni congiunte, sfruttando i vantaggi dell’intelligence degli Usa, e usufruendo a pieno dei vantaggi derivanti dalla scienza e tecnologia. Dobbiamo inoltre trasformare il funzionamento del Dipartimento per la difesa, specialmente nella gestione finanziaria e nel reclutamento e nel mantenimento. Infine, mentre conserviamo la capacità di intervento rapido rapidità, e la capacità di combattere la guerra al terrorismo, l’obiettivo deve essere quello di fornire al Presidente un più largo spettro di opzioni militari per scoraggiare le aggressioni o ogni altra forma di coercizione contro gli Stati uniti, i nostri alleati e i nostri amici.

Noi sappiamo dalla storia che la deterrenza può fallire; e noi sappiamo dall’esperienza che qualche nemico non può essere bloccato. Gli Stati uniti devono e manterranno la capacità di fermare ogni attacco da parte dei loro nemici – che sia uno stato o che sia un non-stato – che vogliano imporre la loro volontà agli Stati uniti, ai suoi cittadini, ai suoi alleati, ai suoi amici. Noi manterremo le forze sufficienti per far fronte ai nostri impegni e per difendere la libertà. Il nostro dispositivo militare sarà forte abbastanza da dissuadere potenziali nemici dal perseguire un accumulazione di armi nella speranza di sorpassare o eguagliare la potenza degli Stati uniti.

L’intelligence – e come la usiamo – è la nostra prima linea di difesa contro il terrorismo e la minaccia posta da stati ostili. Impegnata in passato nella priorità di raccogliere una gran quantità di dati su un grande preciso obiettivo – il blocco sovietico – l’intelligence sta facendo i conti con la sfida di perseguire una serie di obiettivi molto più complessa ed elusiva.

Dobbiamo trasformare la nostra capacità di intelligence e costruirne nuove per mantenere la pace di fronte alla nuova natura di queste minacce. L’intelligence deve essere appropriatamente integrata con i nostri sistemi di difesa e giuridici e coordinata con i nostri alleati e amici. Dobbiamo proteggere le nostre capacità in modo da non fornire ai nostri nemici il vantaggio di conoscere come meglio sorprenderci. Quelli che potrebbero colpirci inoltre cercano benefici della sorpresa per limitare le nostre opzioni di prevenzione e risposta e massimizzare i danni.

Dobbiamo rafforzare il sistema di allarme e analisi per offrire adeguate previsioni per la sicurezza nazionale e del territorio. Dal momento che la minaccia ispirata da governi e gruppi può essere portata negli Stati uniti, noi dobbiamo anche assicurare uno stretto rapporto fra la intelligence e il sistema legale.

Le iniziative in questa area includeranno:

Il Governo degli Stati uniti come conta sulle forze armate per difendere gli interessi dell’America, così deve poter contare sulla sua diplomazia per interagire con le altre nazioni. Noi assicuriamo che il Dipartimento di stato riceverà fondi a sufficienza per garantire il successo della diplomazia americana. Il Dipartimento di stato ha la responsabilità di gestire le nostre relazioni bilaterali con gli altri governi. In questa nuova realtà, i suoi funzionari e le sue strutture devono essere in grado di interagire con uguale abilità con le organizzazioni non governative e le istituzioni internazionali. I funzionari formati principalmente alla politica internazionale devono estendere i loro interessi per comprendere complessi problemi di governance interna ai vari paesi del mondo, inclusa la sanità pubblica, l’educazione, la legalità, il sistema giudiziario e la diplomazia.

I nostri diplomatici operano sul fronte di complesse negoziazioni, guerre civili, e altre catastrofi umanitarie. L’aiuto umanitario deve essere meglio compreso e dobbiamo anche essere in grado di sostenere la costruzione delle forze di polizia, il sistema penale, e i codici, le amministrazioni locali e i sistemi elettorali. Una efficace cooperazione internazionale deve realizzare questi obiettivi, con la capacità degli Stati uniti di assolvere ai propri impegni.

Giusto come le istituzioni diplomatiche si devono adeguare agli altri impegni che abbiamo assunto, abbiamo bisogno di un differente e generale approccio agli sforzi della informazione pubblica che possano aiutare le persone nel mondo a imparare e capire l’America. La guerra al terrorismo non è uno scontro fra civiltà. Essa tuttavia rileva lo scontro all’interno di una civiltà, una battaglia per il futuro del mondo musulmano. Questa è una battaglia di idee e questa è un’area nella quale l’America deve eccellere.

Condurremo le azioni necessarie per assicurare che i nostri sforzi per far fronte agli impegni e alla protezione della sicurezza americana non siano indebolite dalle possibilità di investigazione, inchiesta e messa sotto accusa del Tribunale penale internazionale (Tpi), la cui giurisdizione non si estende agli americani e che noi non accettiamo. Lavoreremo insieme con le altre nazioni per evitare complicazioni nelle nostre operazioni e cooperazioni militari, attraverso meccanismi quali gli accordi multilaterali e bilaterali che proteggono i cittadini americani dal Tpi. Realizzeremo pienamente la legge per la protezione dei membri dei Servizi americani, le cui clausole sono intese ad assicurare e migliorare la protezione del personale e degli funzionari degli Usa.

Compiremo dure scelte nei prossimi anni e oltre, per assicurare il giusto livello e allocazione del bilancio pubblico sulla sicurezza nazionale. Il Governo degli Stati uniti rafforzerà le sue difese per vincere questa guerra. In patria, la nostra principale priorità è di proteggere il suolo americano. Oggi la distinzione fra affari interni ed esteri è meno netta. In un mondo globalizzato eventi lontani dai confini americani hanno un grande impatto dentro di essi. La nostra società deve essere aperta alle persone, alle idee e ai beni di tutto il mondo. Le caratteristiche che più preserviamo – la nostra libertà, le nostre città, il nostro sistema di mobilità e la stile di vita moderno – sono vulnerabili al terrorismo. Questa vulnerabilità persisterà a lungo anche dopo che avremo assicurato alla giustizia i responsabili dell’attacco dell’11 settembre. Col passar del tempo, individui possono avere accesso ai mezzi di distruzione di massa che fino ad oggi potevano essere controllati solo da eserciti e flotte, aeree e navali. Questa è una nuova condizione di vita. Noi ci adegueremo e saremo prosperi nonostante questo.

Nell’esercitare la nostra leadership, noi rispetteremo i valori, i giudizi e gli interessi dei nostri amici e partner. Pure, saremo preparati ad agire da soli quando i nostri interessi e le nostre sole responsabilità lo richiedano. Quando non saremo d’accordo sui particolari, spiegheremo schiettamente la sostanza delle nostre obiezioni e ci sforzeremo di trovare alternative accettabili. Non permetteremo che simili incomprensioni oscurino la nostra determinazione ad assicurare insieme, con i nostri alleati e i nostri amici, i nostri comuni e fondamentali interessi e valori.

Infine, il fondamento della forza americana sul suo suolo. Essa sta nelle caratteristiche del nostro popolo, nel dinamismo della nostra economia e nella forza delle nostre istituzioni. Una varia, moderna società possiede in sé, ambiziose energie imprenditoriali. La nostra forza viene da ciò che facciamo con questa energia. Da qui comincia la nostra sicurezza.

(traduzione Luisa Maria Di Grazia)

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