L'elefante in cristalleria.

Anche da Legnago e dalla Bassa Veronese una delegazione ha partecipato al primo Forum Sociale Europeo.

Lino Pironato

Il nostro gruppoLe Foto del Forum Sociale Europeo e della Manifestazione

L'elefante nonostante la sua mole è un animale molto delicato e sensibile. Il paragone, intenzionalmente negativo, fatto sulla stampa nei giorni precedenti il convegno tra questo animale ed il FSE si è rivelato alla fine azzeccato ma ribaltato nel significato.

Il movimento di opposizione alla globalizzazione esclusivamente economico-finanziaria del pianeta, responsabile di così tanti disastri umani, sociali ed ambientali, ha ormai dimensioni effettivamente elefantiache per la sua capacità di agglomerare sempre più forze sociali tradizionalmente poco in relazione le une con le altre. Giusto per fare qualche esempio della sua trasversalità sociale, in Italia vi troviamo organizzazioni come WWF, Legambiente, Comboniani, Valdesi, ACLI, COBAS, CGIL (al debutto), Comunisti, Verdi, Anarchici, ARCI, Centri sociali, Agricoltori biologici, gente di spettacolo, consumatori, studenti, singoli cittadini non meglio allocati e moltissimo altro ancora. Entità che hanno storie molto diverse, anche contraddittorie se non conflittuali fra loro ma che hanno trovato la voglia di provare a costruire assieme una nuova Europa con al centro i temi del lavoro, dei diritti dei migranti, dell'ambiente devastato e della pace in pericolo. Tutti temi intersecati dalla questione del consumismo: quell'immensa fornace che divora le risorse del pianeta, le mette a disposizione di pochi "eletti" lasciando la maggioranza nella miseria più nera e mette a rischio perfino il futuro delle generazioni a venire.

Il convegno ha visto la partecipazione di 35.000 delegati da tutta Europa, una ventina anche dalla nostra Bassa veronese.

L'evento si è concluso con la manifestazione "contro tutte le guerre": hanno sfilato 500.000-1.000.000 di persone (una sessantina dalla Bassa) pacifiche e festanti in una Firenze in parte partecipe ma in parte anche spaventata dalla campagna terrorizzante dei media nei giorni precedenti. A che pro' era stato annunciato l'arrivo di 1000 black block, il ritrovamento delle molotov in città e di sacchi di bulloni alle frontiere (in Italia non ne vendono…)? Questo "elefante" ha dimostrato, invece, di essere fedele ai propri ideali di pace e giustizia. Quanto accaduto mette in una nuova luce i fatti di Genova, i fiorentini come già i genovesi allora, hanno di che riflettere. Una frase su tutte voglio citare fra quelle scritte sui pannelli messi a protezione delle vetrine barricate: "36 anni fa (1966)1) sono venuto nel tuo negozio a spalare fango, ma vedo che ne è rimasto ancora un pochino, Vergognati".

1) 1966, l'anno dell'alluvione di Firenze

 

ID 102, ut 1, pubblicato il 12/11/2002