Il nucleare noi non lo vogliamo

Legnago

Il ritorno al nucleare previsto dalla Legge sviluppo "le grandi riforme per rilanciare l'economia del paese" approvato in luglio 2009 dal Governo rappresenta un anacronismo privo di fondamento scientifico ed economico che non risolve il problema energetico e non contribuisce a diminuire la quantità di CO2 in atmosfera.
Dopo più di 20 anni dal disastro di Chernobyl si ripropone una soluzione vecchia e pericolosa, da parte di un gruppo politico-imprenditoriale, che con arroganza ignora la volontà popolare già espressa in sede referendaria.
La costruzione di una centrale nucleare in località Torretta, rappresenterebbe una catastrofe non solo per il territorio legnaghese ma anche per le province vicine.
Il territorio delle Valli grandi veronesi rimane uno degli ultimi ambienti a vocazione agricola, luogo di rifugio di numerose specie animali,e dove persistono caratteristiche vegetazionali tipiche degli antichi boschi di pianura.
L'installazione di un impianto nucleare significherebbe la probabile contaminazione delle matrici ambientali acqua-aria-suolo, in caso di fuoriuscita di materiale radioattivo, con il conseguente ingresso degli elementi radioattivi nella biosfera e i pericoli connessi per la salute umana.
In Francia nel 2008 sono fuoriusciti 30 mila litri di acqua contaminata con uranio dall'impianto di Tricastin e questo dimostra che gli standard di sicurezza, seppur elevati, non scongiurano il pericolo di incidenti.
Come evidenziato in diversi autorevoli studi le probabilità di ammalarsi di cancro aumentano con la vicinanza ad un impianto nucleare 1.
Vi è poi il problema dell'approvvigionamento delle materie prime e del trasporto delle scorie che implicherebbe la costruzione di nuove opere infrastrutturali connesse, che potrebbero consistere nel potenziamento della ferrovia e dell'idrovia Fissero - Tartaro - Canalbianco per il transito di “treni e chiatte della morte”.
Si ricordi che le "scorie" nucleari intese come residui di combustibile sono costituite mediamente da 94% Uranio 238, 1% Uranio 235, 1% Plutonio, 0.1% attinidi minori,e da 3-4% prodotti di fissione minori quali Tecnezio, Cesio 137 e stronzio 90 questi ultimi molto pericolosi per la loro mobilità nella biosfera e affinità biologica (quindi anche per l'uomo)2.
Chi potrà accettare che tale attività venga messa in atto nel proprio territorio?Come spiegheremo ai nostri figli che non abbiamo fatto nulla per la proteggere la loro salute?
Impediamo che questo possa succedere, facendo sentire la nostra voce e costituendoci in un comitato di persone di buona volontà che sia pronto a contrastare tale eventuale scempio con accuratezza scientifica e proposte concrete



Fonti:

1 ricerca condotta in Germania dall'Ufficio federale tedesco di radioprotezione e numerosi altri studi riassunti in: Peter J. Baker, Meta-analysis of standardized incidence and mortality rates of childhood leukaemia in proximity to nuclear facilities, European Journal of Cancer Care, 2007, 16 (4), 355-363).

2 www.world-nuclear.org

 

ID 1059, ut 1, pubblicato il 19/11/2009