NUCLEARE A LEGNAGO? LA LEGA: No, Sì, Ni, boh!, che devo fa? me astengo? ma sì dai!

Legnago

COMITATO ANTINUCLEARE DI LEGNAGO E BASSO VERONESE

Con il voto contrario dell’amministrazione comunale all’intervento del Comitato Antinucleare di Legnago e Basso Veronese e alla mozione presentata dall’opposizione, la giunta che amministra Legnago vuole che i cittadini che amministra NON siano informati dei pericoli per la gente e il nostro territorio insiti nella costruzione di una centrale nucleare in località Torretta.

Il sindaco, responsabile per legge della salute pubblica, e tutti gli assessori e consiglieri di maggioranza, non hanno capito – votando per schieramenti - quello che invece la gente ha già capito da tempo: che la salute non è né di destra né di sinistra.

Mentre il Comitato Antinucleare di Chioggia ha avuto spazio durante il locale consiglio comunale svoltosi una settimana fa (con amministrazione di centrodestra), la nostra amministrazione non ascolta le centinaia persone che a vario titolo hanno aderito alla campagna del Comitato Antinucleare di Legnago e Basso Veronese.

E’ evidente che il sindaco Rettondini e la sua maggioranza sono succubi delle direttive che vengono dai loro partiti in Regione e da Roma, alla faccia di quel federalismo buono solo per gli slogan da campagna elettorale.

Noi pensiamo che chi propone la strada del nucleare sia disinformato o in malafede: i nostri politici locali - forti della loro accurata disinformazione su questi temi, impegnati come sono ad aumentarsi lo stipendio ed a svendere la discarica di Torretta – aspettano solo l’imbeccata dei politici da Roma.

Osserviamo le profonde contraddizioni della Lega Nord: mentre il candidato presidente della regione veneto Luca Zaia ed il capogruppo della Lega in consiglio comunale Michele Menini a parole respingono l’ipotesi del nucleare nel nostro territorio, essi nei fatti non assumono precisi impegni amministrativi e contrastano qualsiasi mozione anti nucleare.

Ma ad un risultato positivo non ha certamente contribuito nemmeno l’intervento provocatorio di Damiano Ambrosiani che si è differenziato dai suoi colleghi di minoranza i quali si sono sforzati di lanciare ponti per una condivisione dell’ordine del giorno.

Ci aspettiamo la creazione del marchio LQN (Legnago Qualità Nucleare) per vendere meglio i prodotti della nostra agricoltura e per gli ospiti delle aziende agrituristiche, mentre in tempi di crisi i nostri installatori, tecnici e artigiani saranno privati della possibilità di lavorare e guadagnare con pannelli solari e fotovoltaici per migliaia di famiglie che si aspettano di risparmiare con l’energia pulita.

 

ID 1072, ut 1, pubblicato il 06/03/2010