IL VENETO E LA CRISI ECONOMICA, COME USCIRNE: LE PROPOSTE DI IDEA

Verona

FABIO SALVIATO e ANDREA TRONCHIN

Interverranno:
dott. FABIO SALVIATO, PRESIDENTE DI BANCA POPOLARE ETICA
dott. ANDREA TRONCHIN CANDIDATO IN LISTA IDEA
I candidadati veronesi della lista IDEA.
Linee guida dell'intervento di Fabio Salviato

Per la prima volta ci troviamo di fronte ad una crisi globale di tipo economico – finanziario – sociale – ambientale – etica.
Questa crisi mette in discussione il nostro modello di vita. Se non saremo in gradfo di modificarlo, potremmo trovarci di fronte a problematiche ancora maggiori, ad una crisi strisciante e continua che potrebbe addirittura arrivare a compromettere l'esistenza dell'essere umano sul nostro pianeta.

Come si esce da questa situazione?
Si potrà uscire cercando d'immaginare un nuovo pensiero economico, basato sulle esperienze già oramai collaudate, delle reti sociali e solidali, deòl commercio equo e solidale, finanza etica, gas, DES , MDF, agricoltura biologica, imprese socialmente orientate, un sistema economico leggero.

E' arrivato il momento di concretizzare molte proposte, di rimettere al centro il parametro etico/ambientale, oramai imprescindibile nella realizzazione di qualsiasi scelta:

Fare economia leggera, agricoltura biologica, energie rinnovabili, bioarchitettura.

Fare società civile

Fare rete, mettere assiemel'immenso patrimonio di reti sociali e solidali

Fare regole nuove nel campo della finanza e dell'economia, dell'agricoltura biologica e della società in gnerale

Fortunatamnte esempi di imprese e organizzazioni ce ne sono. Possiamo prendere coscienza che il cambiamento oggi è già possibile, immaginandoci come attori e non come consumatori, capaci di organizzare attraverso piccole scelte personali, il modello e lo stile di vita personale della nostra famiglia, della nostra comunità.

E' un popolo in cammino che conta oramai ciraca il 30% dei cosidetti creatici culturali, che sta lentamente, ma inesorabilmente, cambiando la nostra società.

FABIO SALVIATO, PRESIDENTE DI BANCA POPOLARE ETICA, FONDATORE DI IDEA VENETO
Linee guida dell'intervento di Andrea Tronchin

L'IDEA sulle politiche finanziarie e il debito pubblico

Nel 2007 ogni famiglia italiana era, mediamente, indebitata per un importo pari a 21.000 euro,
riferendoci solamente ai debiti al “credito al consumo” ed ai mutui per l’acquisto dell’abitazione; se consideriamo anche il “debito pubblico“, questa cifra è destinata almeno a triplicarsi. La corretta definizione di “debito pubblico”, è: “debito della collettività nei confronti delle banche private”; ciò è direttamente collegato all’applicazione dell’interesse-usura alla capitalizzazione e nel prestito della moneta. La creazione del debito pubblico non è cosa nuova, secoli fa la rinuncia della collettività alla propria Sovranità sull’emissione della moneta ha dato vita a tutto cio, da allora un gruppetto di “banchieri” sono diventati gli unici a poterla emettere, in esclusiva, sancita per legge. Sarebbe come dire che i righelli e le bilance li può costruire solo una azienda e le altre no, perché la moneta è solo un mezzo per la misurazione del valore e, in sé, non ha nessun valore, è carta e inchiostro senza nessuna copertura aurea o di altra natura da molto tempo. L’esclusiva sull’emissione della moneta e l’interesse-usura, hanno portato tutti gli stati del mondo ad indebitarsi con banche private, in proporzione ormai insopportabile rispetto alla propria capacità di produrre
ricchezza reale. Senza andare a cercare in altri continenti fra i paesi poveri finiti nella “trappola del debito”, si citano gli eclatanti casi di Islanda, Dubai e Grecia. In realtà il debito non dovrebbe esistere (come il cancro ha una curva di svluppo ad andamento esponenziale), in quanto non esiste una vera ragione sull’esclusiva nell’emissione di moneta, ma, al contrario, l’emissione di moneta dovrebbe essere competenza dell’intera comunità, e non di un ristrettissimo gruppo di individui votati al “profitto a tutti i costi”. Infatti, il valore degli euro non è dato da una copertura concreta
di egual valore (oro o quant’altro) ma dal semplice fatto che vi è un “patto sociale” che fa sì che tutti accettino gli euro in pagamento. Gli euro valgono per quanto sono accettatti ed usati, ma sono anche “imposti” per legge cioé a “circolazione forzosa”. Per IDEA quindi, nell'affrontare le politiche finanziarie e monetarie, assumono particolare valore, esperienze virtuose come ad esempio Banca Etica (tp://www.bancaetica.com/>www.bancaetica.com) che cerca di direzionare le masse monetarie forzose verso investimenti a misura d'uomo, per il bene comune e l'ecocompatibilità; o realtà come Jak Bank Italia (tp://www.jakbankitalia.it/>www.jakbankitalia.it) un’associazione che ha lo scopo di creare una banca che NON APPLICA interessi sui depositi e sui prestiti, sull’esempio della Jak Bank svedese. Queste realtà dimostrano che non c’è nessuna necessità di indebitarsi per poter avere moneta che la stessa comunità può mettere a disposizione in misura adeguata a tutti coloro che ne fanno parte. A tale riguardo, nell'idea della Sovranità monetaria, ove le monete non possono essere un bene privato ma un bene comune, IDEA sostiene la diffusione di esperienze come quelle di Arcipelago SCEC
(<
http://www.arcipelagoscec.net/>www.arcipelagoscec.net) che a titolo gratuito (senza interesse e senza debito di restituzione) distribuiscono i Buoni Locali Solidali SCEC. Tutti quei miliardi di euro
che sono stati stampati in carta moneta reale dalla Banca Centrale Europea per far fornte al tracollo finanziario collegato alle “bolle fianziarie” del sistema bancario, sono miliardi che dovremo ripagare noi cittadini eurpei, con il nostro lavoro. C’è chi si gode i guadagni, fa buchi finanziari impressionanti e poi siamo noi che dobbiamo risanare il tutto per avere la possibilità di andare ancora alla nostra banca “di fiducia”, trovarla aperta e funzionante e ritirare il contante necessario per le spese quotidiane. La nostra IDEA è che per rispolvere la crisi è necessario riconquistare la nostra Sovranità economica, finanziaria e monetaria, affinché sia l'economia al servizio dell'uomo e
non l'uomo al servizio dell'economia e di coloro che ne hanno il monopolio.

 

ID 1074, ut 1, pubblicato il 16/03/2010