CONTI DELL’ENEL E CONTI DEGLI ITALIANI

COMITATO ANTINUCLEARE DI LEGNAGO E BASSO VERONESE

Gentile Direttore,
non so se la dichiarazione di Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel (‘Lo Stato ci aiuti nel piano nucleare contro una minoranza di antinuclearisti snob violenti’) sia più offensiva che ridicola.

Considerando il luogo dove è stata raccolta (Cortina d’Ampezzo) e la stragrande maggioranza degli italiani che con un referendum hanno detto chiaramente no al nucleare, si potrebbe pensare che Conti parlasse allo specchio, visto che lui stesso fa parte di quel pugno di avventurieri che vuole far pagare a milioni di italiani qualcosa come 14 miliardi di euro per 4 centrali nucleari.

L’appello di Conti diventa inquietante quando fa appello allo Stato (quale Stato, quello degli altri suoi amici snob avventurieri?), lasciando intendere che le privatizzazioni in atto e quelle future sono un bell’argomento specialmente se pagate con i soldi nostri.

Quanto all’opportunità di un programma nucleare, le cifre degli analisti seri (quindi escludiamo l’Enel) parlano da sole: la Germania è ridiventata la locomotiva d’Europa anche grazie allo sviluppo delle energie alternative, con la creazione di 350.000 nuovi posti di lavoro da un anno a questa parte, mentre il nucleare qui da noi ne creerebbe 2500. Senza contare che già da oggi qui in Italia il fotovoltaico e il solare è di gran lunga più conveniente e si sta diffondendo a macchia d’olio.

E’ evidente che i Conti dell’Enel sono tutta un’altra cosa rispetto ai conti che vorrebbero pagare le famiglie italiane.

Distinti saluti,

Lino Pironato
Comitato Antinucleare di Legnago e Basso Veronese


 

ID 1101, ut 1, pubblicato il 02/09/2010