MUSICA DELLE RADICI 2002

Nogara
Dal 18 al 23 Luglio. Festival musicale organizzato dal Comune di Nogara

Comune di Nogara

Provincia di Verona

Assessorato alla Cultura

"MUSICA DELLE RADICI 2002"

 

Musica delle radici 2002"Nelle "radici" ribollono da tempo immemorabile frammenti di immagini legate all’origine dell’universo e dell’uomo, alle ragioni stesse del vivere, del morire e del rinascere. Quest’anno, abbiamo voluto affidare alla rassegna "Musica delle Radici" l’universalità del linguaggio musicale, come ponte fra le nazioni, come abbraccio fra i popoli, come viaggio per rivivere atmosfere e luoghi dimenticati.

Anche la musica è opportunità per riappropriarsi della generosa, primitiva istintualità e naturalità umana che nessuna insensatezza, nemmeno la guerra, ha mai definitivamente cancellato.

E noi, con questa rassegna, vogliamo offrire un umile contributo a questa necessaria utopia."


dott.ssa Vittoria Di Biase Vicesindaco e Assessore alla Cultura

 

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Musica delle Radici

la forza della musica per dire:

NO all’indifferenza

NO all’intolleranza

NO alla violenza

NO alla guerra

NO alla globalizzazione che sancisce

l’ineguaglianza tra i popoli

NO al mercato che schiavizza l’uomo

NO al consumismo che impoverisce

 

Musica delle radici

l’energia della musica per cantare:

SI alla pace

SI alla solidarieta’ tra i popoli

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IL PROGRAMMA

GIOVEDI’ 18 LUGLIO 2002 – ore 21.30 – Parco di villa Raimondi (via Roma)

HOTEL RIF & EMILIO FRANZINA

in Veneto Trasformer

Hotel Rif nasce nell’Aprile 99 dalla passione che accomuna alcuni musicisti per la ricerca, la riproposta e la divulgazione di quel vastissimo repertorio di musica popolare e tradizionale che è patrimonio comune delle culture dei popoli del mediterraneo e del nord Europa. Le musiche degli Hotel Rif divengono dal loro approccio "viaggiante" alla musica popolare, e questo ne spiega meglio il nome, in quanto il loro stile è sempre attento alle assonanze culturali dei vari popoli che hanno una tradizione musicale popolare viva, come l’Irlanda, la Spagna, i Balcani, il Medio Oriente e l’Italia ed è inoltre loro abitudine andare proprio nei posti dove la musica popolare è ancora molto viva e vissuta ad imparare a conoscere meglio musicisti e tradizioni culturali di quei paesi. Il repertorio è un'antologia di musiche popolari mediterranee, spaziando dalle musiche balcaniche rese famose da Goran Bregovic ed Esma Radzepova, alle ballate klezmer, dai canti sefarditi riveduti in chiave moderna, ad alcuni canti popolari veneti riarrangiati fino al repertorio mediorientale ( Rabih Abou-Khalil, Natacha Atlas). Inoltre stiamo allargando l’orizzonte verso la Galizia ed il loro enorme patrimonio di musiche tradizionali, affascinati da loro mix culturale celtico-latino, realizzando brani propri e riarrangiando altri tradizionali. Hotel Rif collabora infine con l’Istituto di Cultura Cimbra di Roana (VI) ha realizzato un CD di canzoni popolari cantate in lingua cimbra dall'amico Pierangelo Tamiozzo, rivedute in chiave moderna, che verrà a breve distribuito dalla Comunità Montana dell’Altopiano di Asiago con il patrocinio della Comunità Europea. Se digitate "Hotel Rif" in un qualunque motore di ricerca, di sicuro troverete dei collegamenti a qualche albergo marocchino – sembra che quello di Tangeri fosse l’albergo preferito da W.Churchill quand’era in Marocco - o magari a qualche cronaca di Paul Bowles da quei luoghi, riportata in internet da qualche suo emulo. La decisione di chiamare la "banda" Hotel Rif venne proprio a Paolo e Mirco in viaggio attraverso i monti del Rif marocchino, durante un soggiorno a Chefchaouen in uno dei vari Hotel Rif in cui alloggiarono nella primavera del 1999. Dare il nome di un albergo ad un gruppo musicale sta appunto ad indicare la massima "ricettività" possibile in termini di spazio culturale, di interscambio possibile tra culture apparentemente diverse ma che sicuramente hanno diversi elementi comuni. E cercare di riportarne all’attualità i caratteri comuni risulta particolarmente significativo in tempi come quelli che stiamo vivendo dove ognuno ha sempre più diffidenza del "diverso", più per ignoranza, insicurezza e mancanza di curiosità che altro. Il nome Hotel Rif, rimandandoci ad atmosfere maghrebine, non vuole attirare l’attenzione solo sul versante arabo/marocchino: l’esserci chiamati con il nome di un Hotel sta innanzitutto ad indicare l’apertura, la ricettività per tutti i generi musicali cosiddetti "popolari"; inoltre il gruppo ama recarsi direttamente nei luoghi dove queste musiche sono ancora attuali e praticate, proprio per imparare direttamente dai musicisti locali le loro tradizioni. Hotel Rif per noi sta quindi ad indicare un viaggiare musicale attraverso le musiche dei vari popoli dove più radicata è la tradizione musicale popolare, siano essi mediterranei o atlantici, con un orecchio attento alla storia ed alla tradizione, senza fossilizzarci nell’etnomusicologia accademica, attualizzando e riarrangiando questi elementi in un ottica di multiculturalità, dove la curiosità per le differenze e le comunanze culturali esalta l’approccio alla musica. Una nostra "fan" - se così la possiamo definire - ci ha scritto un email dopo un nostro concerto dicendo che la nostra è una "… musica che unisce i popoli senza omologarli! " Non poteva farci un complimento migliore.

Emilio Franzina è professore di storia presso l'Università di Verona ed è uno dei massimi esperti di storia dell'emigrazione italiana, con decine di pubblicazioni sul tema, ultima delle quali "La Storia dell'Emigrazione Italiana", recentemente presentata al Presidente della Repubblica Ciampi. Vanta inoltre collaborazioni artistiche prima con il Canzoniere Vicentino e Pino Costalunga ed ultimamente anche con David Riondino e Antonio Catania, nel loro spettacolo musicato da Enrico Rava e Stefano Bollani sulle avventure del trombettiere Giovanni Martini, emigrante italiano in USA, unico scampato al massacro del 7° Cavalleggeri del Generale Custer nella battaglia di Little Big Horn. Tra i suoi studi figurano: "La grande emigrazione. L'esodo dei rurali dal Veneto durante il secolo XIX", "Merica! Merica! emigrazione e colonizzazione nelle lettere dei contadini veneti in America Latina", "La transizione dolce, storie del Veneto tra '800 e '900" "Stroria dell'emigrazione veneta dall'unita' al fascismo".

Per contatti: Enrico Bognolo - Via Bgt. Monte Spluga, 30 - 36100 Vicenza. Tel: 0444/282766 - Cell: 347/7059001. Email: chicco@hotelrif.com 

Gli artisti:

Voce/Voice: Patrizia Laquidara cantante diplomata al C.E.T. di Mogol, ha collaborato con vari artisti italiani tra i quali Califano e Dalla. Innamorata del Brasile dove ha anche partecipato a varie registrazioni televisive, Patrizia crea un’atmosfera particolare con la sua voce affascinante.

Fisarmonica/Accordion: Mirco Maistro fisarmonicista inizia giovanissimo vincendo il VII concorso internazionale Citta’ di Stradella. Ha suonato e inciso con vari artisti, ama viaggiare e scoprire nuovi universi musicali popolari.

Contrabbasso/Acoustic Bass: Lorenzo Pignattari (Lorenzino) contrabbassista, dopo gli studi classici comincia a collaborare con vari artisti. Da alcuni anni accompagna l’attore Marco Paolini nei suoi spettacoli in Italia e all’estero. Musicista versatile che sa inserirsi in qualsiasi situazione musicale.

Oboe+Low Whistle+Flute+Gaita (Galician Bagpipe): Paolo Bressan diplomato in oboe abbandona gli studi classici per dedicarsi a varie esperienze. Collabora con Veneto Teatro a due progetti teatrali, realizza due cd con il gruppo Folk Studio A. Nel ’97 suona con De André nel tour "Anime Salve".Da sempre Paolo approfondisce l’uso di strumenti a fiato diversi quali il low whistle, shanai, launeddas, gaita, bombarda. Ha recentemente avviato una scuola di Cornamuse con relativo laboratorio tecnico www.lecornamuse.org 

Batteria e percussioni/Drums & Percussions: Massimo Tuzza percussionista con esperienza ultraventennale. Musicista completo ha suonato con vari artisti (Lara Saint Paul, Fiordaliso, Marcella, Aranza, M. Gutierrez, Shajazz, D. Memoli, E. Martin, Bern-H band, E. Armstrong, Umberto Smaila); è fondatore di una band di soli tamburi chiamata Tum Tum Tuz con la quale da alcuni anni ha ricevuto consensi meritati; lavora con U.Smaila ormai da sette anni, e, suonando nei più grossi locali della penisola, ha avuto l'opportunità di collaborare coi più importanti nomi della musica italiana. Svolge inoltre un'attività di ricerca che lo ha portato ad esibirsi in perfomance solistiche con ottimi riscontri di pubblico e critica.

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SABATO 20 LUGLIO 2002 – ore 21.30 – Parco di villa Raimondi (via Roma)

ORCHESTRA BAOBAB

in Musica Etnica Senegalese

Formatasi all'inizio degli anni '70, l'Orchestra Baobab rivoluzionò la musica africana unendo quello che allora si chiamava "varieté" (ritmi cubani, pop, bolero, morna, melodie occidentali in generale) alla vasta musica popolare del suo paese. Il tutto suonato con strumenti moderni, elettronici. Famosa in Francia (della quale fino al 1960 il Senegal è stata una colonia), l'orchestra si sciolse alla metà degli anni '80. Nel 1989 Nick Gold, boss dell'etichetta inglese World Circuit, volle riproporre l'esperienza della Baobab e ristampò Pirates Choice, l'album più famoso e piratato del gruppo, uno dei classici della musica pop africana del ventesimo secolo. Poi Gold si impegnò su Cuba, creò con Ry Cooder il progetto Buena Vista e vi fu totalmente risucchiato. Ma il produttore non aveva fatto i conti con la tenacia di una donna, la scrittrice inglese Jenny Cathcart, la quale aveva lavorato per un periodo nell'ufficio di Youssou N'Dour a Dakar e avendo conosciuto alcuni degli ex musicisti della Baobab, aveva deciso che i tempi erano maturi per una riunione della band. Gold seguì il suggerimento della Cathcart e pubblicato una nuova ristampa di Pirates Choice, ma questa volta doppia, con 6 brani in più. Una meraviglia. L'operazione Orchestra Baobab ricorda per certi versi quella di Buena Vista. Gold e la Cathcart si sono messi alla ricerca dei musicisti (che oggi hanno in media 55 anni) e li convincono a tornare in scena dopo più di tre lustri. Durante il primo concerto, nel maggio scorso al Barbican Centre di Londra, Nick Gold decide che l'Orchestra Baobab vada rivelata al mondo intero. E guidato dalla stessa energia usata con gli anziano cubani, trascina i (molto meno anziani) senegalesi in una sala d'incisione. Che è lo studio Xippi di Dakar, di proprietà di Youssou N'Dour, dove la Baobab ha appena terminato di registrare il nuovo disco: vecchi successi suonati con lo spirito di oggi e anche qualche canzone inedita. Tra i nuovi brani c'è Sidi Anta Ndiaye, cantata e prodotta da Youssou N'Dour, proposta in prima assoluta giorni fa, nel club parigino New Morning. A sorpresa N'Dour è salito sul palco ed ha cantato in mezzo ai compassati signori Baobab vestiti in grigio, in giacca e cravatta, come una vecchia orchestra da night club.

Gli artisti:

Montaga Koite (batteria), Thierno Koite (sax – flauto), Charley Ndiaye (basso), Balla Sidibe (percussioni), Assand Mboup (voce), Issa Cissokho (sax tenore), Ndiouga Dieng (voce), Rudolphe Gomis (voce), Barthelemy Attiso (chitarra lead), Lafti Bengelone (chitarra).

 

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DOMENICA 21 LUGLIO 2002 –ore 21.30– Parco di villa Raimondi (via Roma)

NICOLA PIOVANI

Concerto Fotogramma

Nicola Piovani è nato a Roma - dove vive e lavora - il 26 maggio 1946. Pianista, compositore e direttore d'orchestra, allievo del compositore greco Manos Hadjidakis, inizia la sua carriera di autore di musica da film con la composizione delle colonne sonore dei film N.P. il segreto di Silvano Agosti (1969) e Nel nome del padre di Marco Bellocchio (1970). Collabora poi con numerosi registi italiani: oltre a Bellocchio (tra i loro film Marcia Trionfale e Salto nel vuoto), Mario Monicelli (Il marchese del grillo, Speriamo che sia femmina, Il male oscuro); Nanni Moretti (La messa è finita, Palombella rossa, Caro diario); Gianfranco Mingozzi (La vita in gioco); Giuseppe Tornatore (Il camorrista); Sergio Citti (Il minestrone, Vipera); Giuseppe Bertolucci (Segreti segreti, I cammelli); Luigi Magni ('O re, In nome del popolo sovrano); Lello Arena (Chiari di luna); Daniele Luchetti (Domani accadrà); Wilma Labate (La mia generazione); Antonio Albanese (Uomo d'acqua dolce, La fame e la sete). Dall'incontro con i fratelli Taviani nascono le colonne sonore di La notte di San Lorenzo, Kaos, Good morning, Babilonia, Il sole anche di notte, Fiorile, Tu ridi. Tra il 1985 e il 1990 compone le colonne sonore degli ultimi tre film di Federico Fellini: Ginger e Fred, Intervista e La voce della luna. Realizza anche le colonne sonore di numerosi sceneggiati televisivi italiani di grande successo. Tra gli altri Amico mio 1 e 2 di Paolo Poeti; Linda e il brigadiere di Gianfrancesco Lazotti; Il giovane Mussolini di Gianluigi Calderone; Il Generale di Luigi Magni. Compone le musiche di film diretti da registri stranieri: La ragazza dai capelli rossi e Lo scorpione dell'olandese Ben Von Verbong, La trace del francese Bernard Favre, La sposa era bellissima dell'ungherese Pal Gabor, Manifesto di Dusan Makavejes, Utz di George Sluizer, Prosciutto prosciutto, Le uova d'oro e La teta y la luna di Bigas Luna, L'olandese volante di Jos Stelling e A month by the lake di John Irvin. Parallelamente all'attività di autore di musiche da film, Nicola Piovani si dedica da molti anni al teatro. Ha scritto musiche di scena per Carlo Cecchi (Il bagno, La cimice, Anfitrione), per il Gruppo della Rocca (Il mandato, Aspettando Godot, Lazzarino da Tormes), per la Cooperativa Pupi e Fresedde (Il convitato di pietra, L'amore delle tre melarance), per Luca De Filippo (Uomo e galantuomo, Don Giovanni, 'O scarfalietto, Non ti pago, La casa al mare), per Maurizio Scaparro (Liolà), per Vittorio Gassman (Ulisse e la balena bianca), per Marco Sciaccaluga (La bisbetica domata). È autore della musica della commedia musicale I Sette re di Roma di Luigi Magni, in scena nel febbraio 1989 al Teatro Sistina di Roma. La sua passione per il teatro lo porta a interrompere per qualche mese l'anno la sua attività di compositore per girare, in Italia e fuori, suonando il pianoforte e dirigendo l'orchestra, con la Compagnia della Luna, compagnia che ha fondato con Vincenzo Cerami, e per la quale insieme a lui ha scritto La cantata del fiore (1988), La cantata del buffo (1990), Il Signor Novecento (1992), Canti di scena (1993) e Romanzo musicale (1998) per due cantanti, due attori ed un orchestra di 13 solisti (la sua Orchestra Aracoeli). Ha composto numerose canzoni (ricordiamo fra le altre quelle scritte per Fabrizio De André e Roberto Benigni). Nel Novembre del 1998 ha debuttato nel teatro Mancinelli di Orvieto La Pietà uno Stabat Mater (musica di Piovani, versi di Cerami) per un attore, due cantanti e 23 solisti dell'orchestra Aracoeli. Piovani è anche attivo compositore di musica da camera; ha composto l'ottetto in quattro parti Quattro canti senza parole, il trio Il demone meschino per violino, violoncello e pianoforte, La ballata epica per flauto e pianoforte, il preludio concertante per dieci strumenti Il volo di mare e il quartetto per quattro sassofoni in tre movimenti L'assassino. Ha composto la musica per il Balletto Fellini, andato in scena il 20 agosto 1995 a Roma nell'ambito del Festival della Lirica e del Balletto organizzato dal Teatro dell'Opera di Roma. Ha vinto il David di Donatello nel 1986 e nel 1994 per i film Ginger e Fred e Caro Diario, il Nastro d'argento alla carriera nel 1992, il Ciak d'oro nel 1986, quattro edizioni del premio Colonna Sonora, il Premio SIAE alla carriera e il Premio Rota 1997. Nel 1987 è stato membro della giuria del Festival di Cannes, e nel 1996 presidente della giuria del Filmfestival di Ghent. Con le musiche scritte per il film "La vita è bella" di Roberto Benigni ha vinto il Premio Oscar nel 1999, e nel 2000 ha ottenuto a Los Angeles la nomination per il Grammy Award. Gli è stato assegnato il Ciak d'Oro 2001 per la colonna sonora del film La stanza del figlio. Nel 2001 tiene un seminario di una settimana all'Accademia Chigiana di Siena, sulla composizione di musica per film, a cui ha dato il titolo Comporre per immagini. 

Per contatti: www.nicolapiovani.it

 

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LUNEDI’ 22 LUGLIO 2002 – ore 21.30 – Parco di villa Raimondi (via Roma)

ORCHESTRA ARABO-ANDALUSA DI TANGERI

A partire dal 711, anno in cui inizia l'occupazione degli arabi della Spagna meridionale allora facente parte del regno visigoto, si dà inizio a una nuova era che riguarda tutti i campi della scienza e della cultura e, per la prima volta nella storia, la regione meridionale della penisola iberica chiamata Andalusia (la parola al andalus pare significhi in arabo "terra dei Vandali") divenne esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra le culture musulmana, ebraica e cristiana, originando una cultura di fusione che ancora oggi è riconoscibile in moltissimi ambiti, da quello architettonico, scientifico e medico a quello artistico e quindi anche musicale. Questo progetto artistico prende spunto e energia dall'esperienza di questo periodo storico fondando le proprie radici negli elementi comuni che cultura musicale araba, cristiana e ebraica hanno mantenuto in questo millennio, come augurio e speranza che anche il millennio che si sta per aprire possa prendere energia da questa esperienza.

Il concerto

Il nodo centrale di questo concerto è la musica andalusa. Oggi nei paesi arabi, quando si parla di musica andalusa, non si fa riferimento alla musica spagnola praticata in Andalusia (e cioè il flamenco che pur risente di influenze della tradizione musicale araba), ma piuttosto al patrimonio musicale sviluppato nel periodo citato in quel luogo e trasmesso fino al giorni nostri in forma orale. Paradossalmente la musica andalusa, quindi, non è assolutamente suonata in Spagna, ma piuttosto fa capo alle scuole di Fes, Meknes, Tetuan e Tangeri nate dopo il ritiro degli arabi dalla penisola iberica. 
L'orchestra esegue brani dalla nouba Raml El Maya, la nouba caratteristica dell'Orchestra di Tangeri. Raml El Maya è una nouba che per il maqam (modo arabo) utilizzato, la costruzione formale e linguistica si presta all'inserimento di altre esperienze musicali non arabe quali in questo caso, il repertorio sefardita di Esti Kenan Ofri il repertorio medievale cristiano di Stefano Albarello. La nouba è un insieme di parti, cantate, solistiche o corali, e strumentali che si alternano secondo un preciso ordine. Una nouba può durare più di sei ore, in questo caso vengono utilizzati solo alcuni frammenti scelti di modo che la voce di Younes Chadigan si possa alternare a quella di Stefano Albarello e a quella di Esti Kenan Ofri.
L'arrangiarnento, curato da Jarnal Ouassini, lascia, quindi, momenti liberi che permettono ai tre cantanti di evidenziare l'incontro delle tre culture e la loro radice comune. Il tutto è sostenuto dall'accompagnamento orchestrale, nel quale intervengono improvvisazioni di strumenti solisti. Il concerto risulta quindi come un collage di brani di diversa provenienza dal repertorio sefardita alle Cantigas de Sancta Maria. Nonostante ciò quello che stupisce è invece l'emergere di una profondo effetto di continuità. L'Orchestra Andalusa di Tangeri è considerata tra le orchestre più prestigiose e note per quanto riguarda il repertorio delle Nouba Andalusa. 
Fanno parte dell'orchestra musicisti - tra cui citiamo il violinista Mohammed El Berrai - noti in diversi paesi del mondo quali il Giappone, la Russia, gli Stati Uniti, la Francia e la Spagna. Da ricordare il grande successo discografico in collaborazione con il cantaor andaluso Lebríjano. Per il progetto Incontro a Tangeri sono stati invitati tre cantanti di origini e culture diverse: 

Stefano Albarello

Stefano Albarello dal 1985 si occupa di musica antica approfondendo oltre il campo musicologico, la prassi del canto (con particolare riguardo ai repertori sacri) e degli strumenti a pizzico medievali, rinascimentali ed arabi. Opera da anni nel concertismo come solista e direttore di insiemi ha lavorato con Sergio Vartolo, Renè Clemencic, Nigel Rogers, collaborando con la Cappella Musicale di S. Petronio ed il Clemencic Consort. Ha partecipato come solista ad oratori ed opere barocche tra cui: La Rappresentazione di Anima et di Corpo di E. Cavalieri e L'Assalone di G. P. Colonna diretti da Sergio Vartolo. Ha eseguito incisioni discografiche per RCA, Opus 111, Symphonia, Tactus, Dynamic e Bongiovanni. Dal 1988 è direttore dell'Ensemble Cantilena Antiqua con la quale svolge attività di ricerca, incisioni discografiche e concerti su repertori medievali in prima esecuzione. Vincitore del Premio Carducci 1991 per l'attività artistica, ha collaborato alla realizzazione di colonne sonore per il teatro e il cinema tra queste il film I Picari diretto da Mario Monicelli.

Esti Kenan Ofri

Nata in Italia, Esti Kenan Ofri vive e lavora a Gerusalemme. Ha studiato danza e musica in Israele e coreografia a New York Nel 1988 Luciano Berio ha scritto appositamente per lei la parte principale di Ofanim. Nel 1990 ha cantato a Bologna come protagonista nell'opera di Fabio Vacchi Il Viaggio. Nel 1992, con il patrocinio del Museum of Jewish Diaspora di Tel Aviv, ha collaborato con i compositori Betty Olivero e Oded Zehavi nella registrazione del CD Juego de siempre, una antologia di canti ebraico-spagnoli. Nello stesso anno canta con Placido Domingo e l'Orchestra Filarmonica d'Israele Passion Sephardi di Noam Sheriff, per il 500° anniversario dell'espulsione degli ebrei spagnoli. Nel 1993 scrive la coreografia e la musica di A la Nana y a la Buba per l'Imabal Ethnic Dance Theatre, una rappresentazione basata su ninne nanne Sefardite. Dal 1994 fa parte con il percussionista Oren Fried del Duo Kol-Tof.

Younes Chadigan

Younes cresce musicalmente a Tangeri. Sin da tenerissima età frequenta il Centro Culturale dell'Orchestra di Tangeri. E' qui che viene in contatto con la tradizione della musica Arabo-Andalusa: grandi maestri ed interpreti come chekh Ahmed Zaitouni - noto in Europa per aver pubblicato una raccolta sulla musica Arabo-andalusa - e il violinista Mohammed el Berrak gli insegnano il repertorio delle Noube Andaluse. All'età di dodici anni è già un noto cantante che si distingue soprattutto per l'esecuzione del repertorio sacro musulmano partecipando ai concerti dell'Orchestra Nazionale della Televisione di Stato Marocchina. Inizia negli stessi anni lo studio del pianoforte e del canto presso il Conservatorio Statale di Tangeri. Successivamente entra a far parte come cantante solista della celebre Orchestra Arabo-Andalusa di Tangeri Con quest'ultima gira tutto il mondo: Spagna, Francia, Egitto, Giappone e per ultimo Italia.  In Italia si è esibito per la prima volta nello scorso anno durante la prima tournèe italiana dell'Orchestra di Tangeri a Firenze, Verona e Reggio Emilia. 

Per informazioni: Associazione Shéhérazade - Altri&venti. (Luciano Bertrand). Via del Guazzatoio 13 - 42100 Reggio Emilia (Italy). Phone +39 0522 438042, fax +39 0522 401791. E-mail: altrieventi@sheherazade.it 

 

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MARTEDI’ 23 LUGLIO 2002 – ore 21.30 – Piazzale del Municipio (via Roma)

BARABAN

in Canti di Terra, Suoni di Festa (musica popolare del nord Italia)

Una piccola orchestra che affianca gli strumenti della tradizione popolare del nord Italia a quelli moderni e allo stesso tempo un quintetto di voci che interpreta canti arcaici e liriche contemporanee con lo stile vocale padano: questo è Barabàn, uno dei più qualificati gruppi italiani di musica etnica. Sorto a Milano nel 1983 il gruppo persegue l'obiettivo di restituire voce e spessore culturale alla musica popolare del nord Italia. All'attivo più di mille concerti, tournée in Europa e in America, cinque album, numerose partecipazioni a compilation. Storico gruppo della scena folk, unanimemente considerato una delle più qualificate band di musica popolare italiana, Barabàn persegue l'obiettivo di restituire voce e spessore alla tradizione musicale dell'Italia settentrionale. Negli oltre diciotto anni di attività il gruppo ha realizzato più di mille concerti, si è esibito nei più importanti festival internazionali di musica etnica e ha tenuto tournée in Europa e America. Fondato a Milano nel 1983, da alcuni dei più attivi ricercatori dell'Italia settentrionale, Barabàn ha via via sviluppato un'originale sintesi musicale in cui le radici della musica popolare dell'Italia del nord si incontrano con il gusto di oggi. Il gruppo interpreta il repertorio tradizionale in modo innovativo e accattivante proponendo un "sound" che fonde le timbriche degli strumenti del nord Italia (piffero, musa, ghironda, organetto diatonico, violino, flauti, cetre) a quelle degli strumenti extra-europei e alle sonorità digitali. Negli ultimi anni il gruppo si è dedicato alla creazione di una nuova musica avvalendosi della produzione letteraria di scrittori contemporanei ed elaborando nuove composizioni in cui gli stili e le sonorità della musica popolare del nord Italia si aprono alla contaminazione multietnica. Nel 1995 Barabàn ha partecipato al progetto Canti randagi. Canzoni di Fabrizio De Andrè riproponendo Canzone del maggio. Barabàn ha tenuto concerti in Italia, Gran Bretagna, Canada, Russia, Francia, Finlandia, Spagna, Germania, Portogallo, Austria, Slovenia, Belgio e Svizzera; ha partecipato a festival, meeting internazionali e rassegne, e ha realizzato numerosi spettacoli per comuni, centri culturali, pro loco, associazioni, scuole e biblioteche. Il gruppo è stato ospite a trasmissioni radiotelevisive in Europa e in America per RAI, BBC, RTO Radiotelevidenie Ostankino, Goestele Radio, RTSI, ORF, RSR, Radio Canada, DRS, BRTN - De Nederlandése Radio, Antenne 2, Radio Popolare Milano, Tele Koper, Televisione Slovena.   

Gli artisti:

Vincenzo Cagliotti, Aurelio Citelli, Giuliano Grasso, Diego Ronzio, Paolo Ronzio.

Tournées, festival e rassegne:

Folkest '84, Folkest '85, Switzerland Tour '85, 4 Barnbacher Folkfestival (A), United Kingdom Tour '89, Sidmouth International Festival (GB), Manchester European Week (GB), Russian Tour '90 (Urss), Bridport Folk Festival (GB), Canada Tour '90 (CAN), United Kingdom Tour '90, Belgium Tour '92, 4° Festival Interceltico di Porto (P), Faenza Folk Festival (I), Hallein Folk Festival (A), Folkest '94 (A e SLO), Germany Tour 1994, Musica nei Castelli di Liguria (I), France Tour 1995, Mediterranea '95 (I), Canti randagi (I), Tradicionàrius - 9è Cicle de Musica Tradicional i Popular (E), Villa Arconati Festival 1996 (I), 13° Folkermesse (I), Reincontres Internationales de luthiers et maitres-sonneurs de Saint-Chartier 1996 (F), Romaeuropa Festival '96 (I), Sete Sòis, Sete Luas 1996 (P), Santarcangelo dei Teatri '98, Isola Folk 1998 (I), Canti di Terra e Mare (I), Il Giardino della Musica (I), Etnosoi ! - Festival '98 (FIN), GardaDanza 1999 (I), Dolcenera - Concerto per Fabrizio De André (I), Folkest '99, Suoni nel mondo (I) 

Per contatti: Barabàn management: tel. 3387189841 - 3392658341 - fax 023535239. Email: baraban@tiscali.it 

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Ingresso a pagamento (15 euro) per il solo concerto di Nicola Piovani (domenica 21 luglio). Gli altri spettacoli sono ad ingresso libero.

Per informazioni:

http://digilander.iol.it/biblionogara
e-mail: biblionogara@libero.it .

 

 

ID 12, ut 1, pubblicato il 01/07/2002