''C'era una volta ... un uomo sicuro domani''

La funzione delle Fiabe nello sviluppo della personalità dei bambini.

Lino Pironato

Lunedì 27 Maggio si è tenuto presso la Sala Civica di Legnago-Porto e promosso dalla Biblioteca Comunale "Bellinato", un incontro con la dott.ssa Michela Tria sulla funzione delle Fiabe nello sviluppo della personalità dei bambini.
 
Michela Tria, 25 anni, si laureata in Scienze dell'Educazione presso l'Università di Padova nel dicembre 2001 con una tesi sullo stesso tema.
 
 

 
 
 
La dott.ssa Tria esordisce dicendo che è necessario fare una distinzione fra Favole e Fiabe. Mentre le prime sono dei brevi racconti dalla trama semplice e con una morale ben esplicita, cita le favole di Fedro ed Esopo, le Fiabe sono invece racconti più lunghi e complessi, contengono elementi magici, non sono didascaliche e si rifanno ad elementi di base antichissimi.
 
Le fiabe, continua, si possono ulteriormente distinguere in fiabe d'autore (quelle di Perrault, di Andersen ...) e fiabe popolari. Le fiabe popolari sono quelle trasmesse nei racconti di generazione in generazione. Le fiabe hanno perso nel tempo tutti quegli elementi non più validi dal punto di vista collettivo e che sono elementi accessori casuali. Esse hanno anche una costruzione uguale in tutto il mondo. Originariamente, le fiabe, non erano destinate specificatamente ai bambini, ma potevano essere raccontate indistintamente sia a grandi che piccini.
 
 
Utilità.
Dopo i cinque anni le fiabe diventano importantissime. L'utilità per il bambino nell'ascoltare fiabe coinvolge vari aspetti: intellettivo, relazionale e morale. Il bambino prova piacere ad ascoltare la voce dell'adulto ed inoltre facendo parlare i sentimenti viene rotta la rigidità generazionale. Per ciò che concerne la morale, la dott.ssa Tria osserva che a 6-7 anni si inizia a strutturare il Super-Io. Il bambino ragiona in termini strettamente utilitaristici perciò il male viene rifiutato non in quanto tale ma perché non porta a risultati utili. La sua morale è la morale del taglione. Il portatore della morale è il protagonista della fiaba con il quale il bambino si identifica. Le fiabe rispecchiano l'immagine interiore che il bambino ha di se stesso, cosi ora emerge l'ansia dell'abbandono (Hansel e Gretel) o il complesso edipico (Biancaneve) o la rivalità fraterna (Cenerentola).
 
 
La magia, la terapia.
Mentre la fiaba distrae la coscienza con la sua trama, le sue immagini simboliche vanno a toccare le corde più sottili del nostro inconscio. Le fiabe possono essere utilizzate anche a scopo terapeutico. Infatti come la psicoterapia anche la fiaba crea un filo nella storia della vita di una persona e non solo dei bambini. Qui si inserisce l'efficacia delle immagini mentali. Infatti il modo in cui vediamo la nostra vita è il modo in cui ci apprestiamo a viverla. Con quanta più forza ci immaginiamo raggiungibile un obiettivo, tanto più facile sarà la sua realizzazione.
 
Le fiabe parlano il linguaggio simbolico e come tali parlano all'emisfero destro del nostro cervello, deputato alla decodifica dei simboli ed all'elaborazione fantastica.
 
 
Come raccontarle.
Dobbiamo sempre tener presente che il bambino si identifica con il protagonista. E' necessario adattare il tono emotivo al bambino che si ha davanti. Il tono emotivo: la voce, la mimica, condividere con lui lo stato d'animo - empatia - è molto importante, per questo è preferibile la narrazione diretta rispetto al libro letto o agli audiovisivi. Con gli audiovisivi in particolare, oggi molto in voga, manca la presenza dell'adulto, manca il "dono d'amore" fra l'adulto e il bambino (L. Carrol), manca il rapporto emozionale. Gli audiovisivi, ma anche i libri illustrati, tolgono, inoltre, al bambino la possibilità di crearsi delle immagini mentali soggettive; gli danno dei messaggi molto diversi rispetto al suo immaginativo.
Altro aspetto importante è che non deve mai essere rivelato al bambino il motivo per cui gli piace la fiaba. Il significato dei simboli della fiaba nella realtà della sua vita deve rimanere segreto.
 
 
La scissione.
La scissione è una strategia difensiva che il bambino utilizza soprattutto in età edipica, per sostituire l'ordine al caos emozionale interiore. Il bimbo, come tutti noi, vive delle emozioni contrastanti, ma a differenza dell'adulto, non è in grado di integrarle: la sua è una realtà interiore manichea, priva di zone grigie, per lui le cose sono o bianche o nere. La fiaba gli permette di sfogare la sua aggressività verso alcuni personaggi (strega, orco, matrigna ...), piuttosto che verso i naturali destinatari delle sue pulsioni negative (i genitori).
 
 
Ancora, ancora ...
Il bambino richiede spesso che la stessa fiaba gli venga raccontata più volte. Il significato della ripetizione plurima sta nel suo identificarsi col protagonista e così poter superare positivamente il conflitto. Il condizionamento psicologico della ripetizione porta a considerare migliore ciò che è più familiare. Verso i 3 anni sono molto adatte le fiabe a struttura cumulativa dove l'evento si ripete più volte ("Il gallo cristallo"). Con la ripetizione, il bimbo apprende la struttura narrativa dell'evento e ciò gli dà fiducia nelle sue capacità intellettive.
 
 
Riscrivere le trame?
Spesso l'adulto di fronte a immagini paurose o addirittura raccapriccianti contenute nelle fiabe o per la scala di valori che apparentemente presentano o perché giudicate eccessivamente fantastiche, è tentato di riadattarne la trama per il timore che queste possano influire negativamente sul bimbo. Non è così. L'importante è che le fiabe abbiano sempre un lieto fine. Il processo di identificazione col protagonista funziona in modo tale per cui le fiabe danno l'idea che i mostri possono essere vinti. I finali punitivi per l'antagonista (anche nelle forme più crudeli), fanno più paura a noi che non ai bambini, nella loro visione manichea il bene deve trionfare ed il male soccombere senza vie di mezzo.
 
 
E così, per concludere una serata intensa, con numerosi e partecipati interventi di un pubblico fatto sia di genitori che di educatori, la dott.ssa Tria saluta i presenti augurando loro, come nell'epilogo delle migliori fiabe, di "...vivere felici e contenti".
 
 
Lino Pironato - redazione di VRonline.it
 
 
Raccolte di Fiabe consigliate:
- "Fiabe Italiane" di Italo Calvino, Mondadori ( 3 vol., pagg.1145, 18.20 euro)
- "Fiabe del focolare" dei f.lli Grimm

 

ID 14, ut 1, pubblicato il 07/06/2002