La festa per i quindici anni della casa della
nonviolenza a Verona

Mao Valpiana

Sabato 4 ottobre a Verona si e' fatto festa per i quindici anni di vita
della Casa per la nonviolenza, che apri' i suoi battenti il 4 ottobre 1988,
dando vita a quello che mi piace definire un piccolo miracolo. Il miracolo
cioe' di esser riusciti a realizzare il sogno e il progetto del "padre" del
pensiero nonviolento in Italia, Aldo Capitini, secondo il quale la
nonviolenza, per crescere, non poteva basarsi solo su buona volonta' o buone
idee, ma anche su strutture e lavoro costante, proprio come aveva insegnato
l'esperienza di Gandhi in India.
Negli ultimi tre decenni Verona e' stata un crocevia importante del
Movimento Nonviolento. Un crocevia che ha visto fiorire le scelte dei primi
obiettori di coscienza al servizio militare, quando obiettare era ancora un
reato pagato con il carcere, e poi nascere in Arena quel movimento
conosciuto come "Beati i costruttori di pace", la cui prima assemblea si
tenne il 4 ottobre 1986 nell'anfiteatro. E ancora l'esperienza del Verona
forum che nei primi anni Novanta, nel pieno della crisi dei Balcani, provo'
a tessere - con un coordinamento ospitato proprio nella Casa per la
nonviolenza - i fili di un possibile dialogo tra popoli in conflitto, per
individuare una soluzione pacifica e nuove modalita' di convivenza.
In quest'arco di tempo la Casa per la nonviolenza, nel popolare quartiere di
San Zeno, ha rappresentato un punto di riferimento non solo in citta', ma
anche in Italia e all'estero. Lo testimonia un fatto: e' qui che ha la sede
nazionale il Movimento Nonviolento e viene edito il mensile "Azione
nonviolenta", la testata storica del Movimento fondata nel 1961 da Capitini.
La Casa e' sorta con il contributo generoso e gratuito di molte persone, che
hanno donato tempo, denaro, lavoro. Non ci sono padroni ne' riceviamo
finanziamenti pubblici: la Casa, che nel frattempo si e' ampliata, vive
esclusivamente con i proventi della vendita di libri e riviste, dei servizi
offerti e con il contributo di simpatizzanti.
*
La festa e' stata molto partecipata.
E' stata insieme una festa di quartiere (le vivande sono state preparate con
cura e maestria dalle signore Lucia, Adriana, Margherita) con la pesca dei
tappi, il commercio equo e solidale, la lotteria nonviolenta (tutti
vincevano qualcosa e chi voleva poteva scegliersi il premio che preferiva) e
una festa politica con la riflessione affidata al segretario nazionale del
Movimento Nonviolento, Daniele Lugli, che ci ha parlato dell'influenza della
figura di Francesco d'Assisi nel pensiero di Aldo Capitini, e di Paola
Forasacco dell'Associazione antroposofica, che ha approfondito la biografia
di Francesco.
Un bel momento della festa e' stato quello musicale, con il pianoforte di
Paolo ed il violino di Cesare che ci hanno emozionati suonando musiche
polacche, zigane, ebraiche, russe.
Gli intervenuti hanno potuto visitare la mostra, curata da Marco Brandini,
"Quarant'anni di storia in copertina" che riproduce, una per anno, le
copertine storiche di "Azione nonviolenta", dal 1964 al 2003. Un bel momento
e' stato il laboratorio per bambini "Quando siamo a casa" condotto da
Loretta Viscuso, che si e' concluso con un coloratissimo cartellone dove
ogni bambini ha espresso la propria idea di casa.
Prima e dopo cena abbiamo cantato insieme, accompagnati da Paolo Predieri,
le canzoni di Rodari-Endrigo e il bell'inno "Il varco della storia",
un'opera collettiva, ispirata dallo stesso Predieri, che fa cosi':
*

Il varco della storia

Nelle periferie della memoria
Negli angoli piu' fertili della storia
Uomini e donne scoprono che
La forza piu' forte nelle armi non e'

Eserciti interi si sono fermati
Folli assassini i coltelli han gettato
Tiranni feroci hanno abdicato
Quando con questa si son misurati

(Ritornello)
Nonviolenza e' il varco della storia
Senz'armi combatti con molta piu' gloria
Nonviolenza e' sempre piu' da organizzare
Il male col male non si puo' cancellare
Nonviolenza e' il varco della storia
Senz'armi combatti con molta piu' gloria
Nonviolenza e' sempre piu' da organizzare
Il male in bene si puo' trasformare

Dove c'e' l'odio l'amore portiamo
Amiamo il nemico a lui la mano tendiamo
Ma se con noi si scontra il suo fare
Possiamo e dobbiamo non collaborare

(Rit.)

Nonviolenza non e' stare ad aspettare
Che qualcuno cattivo del male stia a fare
Nonviolenza sara' o non esistenza
Nel futuro dell'uomo c'e' questa esigenza

Bandiere di pace su tutti i balconi
Figli di schiavi e figli di padroni
Come fratelli insieme abbracciati a cantare
Campane in festa l'aria san colorare

(Rit.)

Nonviolenza e' antica come le montagne
Nasce in citta' nasce nelle campagne
Nonviolenza e' la forza dell'amore
Diamogli vita con le mani e col cuore.

 

ID 176, ut 1, pubblicato il 10/10/2003