Patie

Riflessione su simpatia e antipatia. Riscoprire gli opposti complementari per uscire dal dualismo.

a cura di Filippo Zaccaria

Simpatia e antipatia sono due modi di sentire, che derivano da ataviche capacità umane, oggi quasi dimenticate; in realtà il complesso sentimento di simpatia o di antipatia, sono pre razionali, precedono la capacità di elaborare concetti. Istintivamente si potrebbe considerare, con mentalità moderna, che la simpatia è cosa positiva e al contrario l’antipatia negativa. Se i nostri antenati avessero agito solo per simpatia probabilmente sarebbero rimasti dei perfetti animali, senza uscire dalle leggi dell’istinto primordiale. Certamente oggi non avremmo problemi di inquinamento o altri problemi oltremodo antipatici quali: guerre, sfruttamento, ingiustizie. Con altrettanta certezza non saremmo qui a discuterne, perché non avremmo elaborato concetti razionali e quindi non saremmo stati in grado di sviluppare quel lungo e difficile percorso che ha portato l’uomo a sviluppare una coscienza individuale. Dobbiamo ammettere che se qualcuno, molto tempo fa, non avesse cominciato a guardare le cose della natura con antipatia, guardandole con distacco, freddamente, in modo antagonista, non saremmo mai arrivati a quelle astrazioni così utili all’uomo come i “concetti generali” che permettono ad ogni uomo di riconoscere, quando incontra un oggetto, l’idea da cui deriva. Riconosciamo una sfera in una palla da calcio o in una biglia oppure in un pianeta e poi, ogni cosa che circonda sia semplice che complicata, alla prima percezione, la riconosciamo per l’idea che abbiamo di essa.Viva l’antipatia, dunque?
Oggi dobbiamo riscoprire gli opposti complementari, comprendere che senza equilibrio non andiamo da nessuna parte, la vitalità rappresentata dalla simpatia deve essere controbilanciata dall’antipatia che all’estremo opposto è sinonimo di morte. E’ curioso come in quest’epoca così individualista, così proiettata al dominio del più forte, così antipatica, ci sia per contro una tendenza che difende il più debole, l’indifeso, l’affamato. Da una parte il W.T.O. e dall’altra i New Global. Un sentire antico che torna ad affermarsi a scontrarsi. Forse senza speranza. Perché se predomina l’antipatia reciproca è guerra, distruzione degli uni antipatici agli altri, se predomina la simpatia si sviluppa una sostanziale chiusura in uno o più bozzoli sociali incomunicanti tra loro. La vera speranza è che si sviluppi dal contrasto, una nuova concezione del mondo, una vera coscienza dell’uomo per l’umanità intera. Realizzando concretamente quel simbolo che le prime comunità cristiane ponevano sul Golgota: il Cristo tra due ladroni, uno simpatico e l’altro antipatico. Purtroppo c’è una difficoltà, dovremmo smettere di pensare in modo dualistico, positivo negativo o parteggiare per uno o l’altro dei due ladroni, e abituarci alla posizione del Cristo, un pò in croce, ma pronti a risorgere dalle “patie”.

 

ID 177, ut 1, pubblicato il 10/10/2003