ELENA FONTANA: una legnaghese a Siviglia

Elena Fontana ha fondato nella capitale dell'Andalusia "espacioMeteora": un rinomato luogo di espressione artistica dove hanno la possibilità di esibirsi artisti interpreti di diversi generi come pittura, scultura, danza, teatro, musica e altro.



Elena Fontana arrivo' in Spagna dall'Italia durante le feste di Natale del 1987. Nativa di Legnago (Verona ) aveva gia' alle spalle un paio d'anni di lavoro come aiuto produzione nei leggendari studi di Cinecitta' quando l'attrice Angela Molina la invito' a passare S. Silvestro a Madrid quello stesso anno.
"Non conoscevo ne' la lingua ne' il paese -dice- ma restai affascinata dalla "movida".
A Cinecitta' si facevano film; a Madrid si vivevano sulla pelle".
Dodici anni dopo quell'ultimo dell'anno, nel Marzo del 2000, Fontana -con il suo compagno Damien Christea Parigi)- apriva a Siviglia le porte di Espacio Meteora, "un cantiere pluriartistico" come definisce lei stessa il locale sito in calle Duque Cornejo 16a, dove gia' sono passati numerosi artisti nazionali ed internazionali delle piu' diverse discipline creative per realizzare esposizioni, proiezioni, corsi, spettacoli e performances.
 
Madrid. Un salto indietro nel tempo. "Gli ultimi anni 80 furono anni di autentica follia in Madrid e non restava molto tempo per lavorare" ricorda Elena Fontana divertita. Volle restare in contatto con il mondo del cinema ma la non padronanza del castigliano non le facilitava il compito: riusci' a lavorare come comparsa. "Nell''88
feci la comparsa in tutti i film che potei, a volte persino due al giorno" ricorda.
Quando inizio' ad addentrarsi nell'ambiente artistico della citta' -esploro' il terreno della videodanza e lavoro' in un festival del genere suddetto nella sala Olimpia- gia' da tempo della movida non restava altro che la risacca. "L'entusiasmo si spense e Madrid si converti' in una citta' isterica e stressata, cosi' decisi di scendere al sud, in cerca di un posto piu' rilassato e stimolante" spiega. Calo' a Siviglia il 21 Marzo del '96, "il primo giorno di primavera e il profumo che c'era nell'aria mi ha pervaso e da allora sempre mi accompagna. Dopo due mesi stavo gia' vivendo qui: come una persona innamorata che non pensa troppo e decide all'istante il da farsi, cosi' feci io che mi innamorai della citta'". Installata nella casa annessa a quello che oggi e' Espacio Meteora, in pieno barrio San Luis, scopri' giusto affianco l'edificio che ospitava l'Instituto del Teatro. "Chiesi di cosa si trattava e mi risposero che si poteva studiare direzione di scena, scenografia e quant'altro...Avevo 33 anni e non sapevo se c'eranolimiti d'eta'. Mi dissero di no e cosi' iniziai a studiare regia teatrale attorniata da ventenni"-commenta Elena Fontana, alunna dell'ultimo corso dell' Istituto del teatro prima della sua scomparsa.
 
Opzioni. Dopo aver terminato gli studi formo' la compagnia Meteora e allesti' diversi spettacoli, tra cui La rosa de papel di Valle-Inclan Premio Instituto della Gioventu' al miglior gruppo andaluso nel 1999. "Vincemmo vari premi e ottenemmo critiche stupende ma le mie opere non riscossero il consenso degli impresari teatrali
perche' troppo moderne ed innovative".
Fu allora che nacque l'idea di Espacio Meteora. "O me ne andavo dalla citta' o montavo di mia iniziativa qualcosa,
queste erano le due possibilita' -dice Elena Fontana- che con il parigino Christea si rese conto della mancanza di spazi non burocratici a Siviglia, luoghi dove gli artisti possano creare senza preoccuparsi di impressioni o commenti che possano suscitare". L'idea consisteva nel porre in piedi un posto di incontro per gli artisti, dedicato alla ricerca che non dipendesse dal denaro pubblico. "Non vogliamo denaro pubbico perche' questo non e' il modo di aiutare ma solamente di controllare e di appropriarsi delle cose"- afferma la direttrice del centro. Ne' denaro pubblico ne' privato. "Non sono ricca: sono un'equilibrista" scherza Elena Fontana. A seguito di sforzi e tentativi, dopo la prima esposizione e corso inaugurale, nel Marzo 2000, impartito dalla fotografa francese Claude Alexandre, Meteora -al cui staff si aggiunse nel 2001 Claire Deguernel- ha lasciato pochi spazi senza attivita' nell'arco degli ultimi tre anni: corsi di danza (orientale, flamenco, africana, contemporanea), teatro (butho, ossia teatro-danza giapponese, costumi di scena, espressione corporea per bambini), fotografia, poesia: cicli di audiovisivi, rappresentazioni teatrali e danza, sessioni di dj, spazi dedicati alla musica, presentazioni di pubblicazioni, recite di poesie, esposizioni di pittura e scultura...
"I sivigliani erano all'inizio i piu' restii ad entrare nell'Espacio -racconta Elena-. Per i primi due anni la maggior parte degli artisti erano stranieri, gente che veniva dall' Algeria, dalla Germania, dalla Svezia o dalla Francia per presentare i loro lavori. Non c'e' burocrazia, solamente si tratta di venire qui e dire voglio fare questo e noi ci facciamo carico dell'organizzazione e della promozione. Fortunatamente in questi ultimi tempi qualcosa sta cambiando, e si stanno presentando artisti locali che fanno proposte molto interessanti. E non e' piu' la casa dell'italiana stravagante, entrano le signore, i bambini e perfino i muratori.
 
Siviglia. "Questa citta' ha delle caratteristiche che mi piacciono molto. Ritengo sia una citta' in procinto di
germogliare: i suoi tempi sono lenti pero' vedo il progresso ed i miglioramenti. Senza presunzione credo di aver contribuito e star contribuendo a questa trasformazione". Continua dicendo: " ci sono molti semi che non riescono a mettere radici perche' non hanno lo spazio dove crescere: quello di cui ha piu' bisogno la citta' sono spazi dove le arti possano essere coltivate". Quando Elena Fontana parla di spazi non si riferisce a grandi teatri ne' a investimenti corposi ma va col pensiero semplicemente alle case e ai palazzi abbandonati che potrebbero essere valorizzati.
Davanti al panorama culturale andaluso dove predominano le attivita' organizzate dall'amministrazione pubblica e dove l'iniziativa privata scarseggia, a Siviglia si sono formati alcuni gruppi che con i loro sforzi ed il loro lavoro contribuiscono gia' da alcuni anni a creare nella citta' una programmazione artistica alternativa. Si tratta di piccole imprese indipendenti che si autofinanziano, che hanno mosso i primi passi avendo a disposizione mezzi ridotti e che continuano a mantenersi senza sovvenzioni regionali o statali.
Questa e' la realta' di Espacio Meteora, un locale di 200 m2: una grande porta di legno consente l'accesso al patio dove risalta alla vista un mosaico di azulejos, un murale e la scultura di un artista sivigliano mentre all'interno a disposizione del pubblico ci sono due sale. E' un ambiente che sfugge a qualsiasi tentativo di etichettatura e che non puo' essere rinchiuso in una categoria definita. "Non e' una galleria d'arte ne' la sede di una compagnia di teatro indipendente ne' lo studio di un artista d'avanguardia, ne' una scuola dove iniziarsi al flamenco o una semplice sala d'esposizione per tendenze pittoriche che precorrono i tempi"- dice Elena Fontana al giornale Mundo in data 5 Ottobre 2003-: vuole essere tutto questo insieme e molto altro ancora. Vi si svolgono serate all'insegna della musica, concerti, spettacoli di vario tipo, si impartono lezioni di danza e di teatro, declamazioni di poesia tra le numerose attivita': ma si puo' anche semplicemente leggere una rivista in un ambiente confortevole o prendere un caffe'.
 
La direttrice Elena Fontana, italiana di nascita ed andalusa per vocazione, e' categorica alla volta di analizzare il
panorama d'arte andaluso: "a Siviglia -dice- la cultura gira sempre attorno alle stesse espressioni: con Espacio
vogliamo offrire un'altra immagine dell'Andalusia. C'e' molta gente che fa cose interessanti e che per mancanza di spazi appropriati non puo' farsi conocere. Chiunque lo richieda puo' disporre della sala per trenta minuti, per
mostrare il suo lavoro ad amici o a chi passi casualmente di qua. Non importa se le opere sono compiute o "in
progress": nessuno si erge a giudice e fa delle selezioni, solamente si tratta di accordarsi per il giorno e l'ora"-dice Elena Fontana nel El Pais in data 25 Gennaio 2003.
A priori non si esclude nessun genere, pittura, scultura, danza, teatro, musica: qualsiasi tipo di attivita' che implichi creazione e' ben accetta, perche' l'arte e' una forma di comunicare, di esprimere, di dialogare con l'esterno e con quanti sono disposti a sintonizzarsi su frequenze poco usuali.



Tratto dal Diario de Sevilla, 7 Maggio 2003 (di Blas Fernandez).

 
contact: espacioMETEORA.com - Calle Duque Cornejo 16acc., 41003 - Sevilla - Spain (+34) 954 904 183 - info@espacioMETEORA.com

 

ID 190, ut 1, pubblicato il 27/11/2003