Sullo sciopero generale del 20/3 contro la guerra a Legnago

Roberto Marchiori

Contro la guerra in Iraq i sindacati confederali, CGIL, CISL ed UIL, si sono riuniti indicendo uno sciopero generale unitario, che a livello provinciale si è concretizzato, giovedì 20 marzo, con scioperi dalle 15 alle 17 e con presidi e manifestazioni davanti ai municipi di Verona, San Bonifacio e Legnago.

I sindacati hanno ritenuto illegittima la decisione di scatenare la guerra decisa fuori dal mandato Onu, non motivata politicamente e tale da compromettere un ordine mondiale fondato sul rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali; non solo hanno chiesto di non mettere a disposizione uomini, strutture militari ed infrastrutture logistiche.

È stato richiesto a tutti i Comuni ed alla Provincia di indire consigli straordinari, votando ordini del giorni che esprimano un secco NO alla guerra.

A Legnago si sono ritrovati i rappresentanti delle confederazioni sindacali, quelli delle RSU delle industrie del Basso Veronese, lavoratori e cittadini, supportati dal sostegno del Comitato della Pace del Basso Veronese: per la CGIL è intervenuto il vicesegretario provinciale Gianni Nalin, che ha rimarcato come se "è indubbio che l'attacco alle Torri gemelle ha rivoluzionato gli equilibri mondiali, portare un attacco di questa natura significa fare il gioco dei terroristi, uccidendo persone inermi", e criticato il governo "che non ha preso posizione perché non ha avuto il coraggio di essere d'accordo con gli USA", ed invitato "cittadini, lavoratori e studenti a schierarsi contro la guerra e manifestare nei luoghi di lavoro nelle scuole e nelle piazze", per la CISL, Paolo Negri, segretario della sezione di Legnago e per la UIL, Lucia Perina.

Il sindaco di Legnago, Silvio Gandini, per l'occasione ha rinviato una riunione di lavoro, e parlando ai manifestanti ha condannato "la volontà di non cercare la pace ma di seguire una logica di prepotenza", unendosi al movimento sindacale "che nei momenti importanti riesce a superare le divisioni gridando in maniera ferma contro la guerra per la pace", ribadendo che "l'amministrazione comunale ha scelto di stare contro la guerra in un momento in cui non è possibile stare con i piedi su due staffe" ed esortando "a moltiplicare gli sforzi per sentire la nostra voce".

 

ID 2, ut 1, pubblicato il 20/03/2003