"... una sola caramella in quattro! Che si fa?"

L'interessante esperienza educativa in una scuola materna, sperimentale, di Bovolone, dalla quale ormai quattro generazioni di bambini si sono formate. Quì l'enfasi viene posta sulla formazione della persona più che sulle nozioni da apprendere.
Dare spazio alle esperienze dei bambini per renderli protagonisti in "gruppi cooperativi" piuttosto che soggetti passivi.

r.m.

E' da dieci anni che i bambini che frequentano la scuola materna Arcobaleno di via f.lli Bandiera di Bovolone tornano a casa sorprendendo mamma e papa con i racconti delle originali esperienze fatte a scuola. Hanno raccontato ad esempio che per i corridoi c'è un giornale murale che parla proprio di loro e che li fa sentire importanti, uno spazio per raccontarsi dove si dà importanza ai successi e alle conquiste, insomma dove si è degni di nota, importanti per il gruppo e per le insegnanti, tanto da essere ascoltati e scritti. Oppure sono tornati con richieste insolite, come quella di portare a scuola ciò che più gli piace per farlo assaggiare a tutti gli amichetti. Una cosa che hanno fatto a turno, per settimane, scoprendo quanto si è diversi anche nei gusti: “Non hanno portato a scuola solo nutella e patatine”, assicurano le maestre. Un'altra mattina hanno raccontato di essere stati bendati a scuola e hanno provato l'esperienza di chi deve affidarsi agli altri. Una mattina hanno trovato una sola caramella sul tavolo dove sedevano in quattro. Tutte situazioni dalle quali sono partiti per imparare qualcosa di nuovo.

In questa scuola vengono offerte opportunità formative basate sulla identità, sul riconoscimento dell'altro, sulla gestione dei conflitti, sull'apprendimento cooperativo, si lavora in prevalenza a piccoli gruppi così i bambini imparano attraverso la discussione tra loro. In questa scuola le insegnanti hanno puntato tutto su strategie del pensiero, sull'esprimere emozioni, sul costruire conoscenze, sul far assaporare il piacere della scoperta, tenere le menti aperte al nuovo. Hanno fatto anche animazione teatrale per identificarsi con i personaggi e proiettarvi le proprie problematiche: paure, ansie, tristezze, emozioni, solitudini.

Tutta l'iniziativa rientra in una più vasta esperienza portata avanti in altre scuole delle provincia, materne elementari e medie. Adesso, dopo una lunga sperimentazione vissuta un po' in sordina, nella quale niente però era improvvisato, il lavoro è stato presentato in una mostra fotografica che era visitabile prima di natale nella sala appena ampliata e ristrutturata della biblioteca civica. Le maestre sono chiamate in convegni, a illustrare la loro esperienza. L'ultimo al quale hanno partecipato era a Padova invitate dall'Irsae.

Dalla scuola Arcobaleno sono già uscite quattro generazioni di bambini che si sono formati a questa scuola “Noi puntiamo alla formazione globale della persona dal punto vista dei valori, - dice Cristina Prandi una delle insegnanti responsabili della scuola Arcoabaleno - la scuola non si deve fermare a insegnare le materie ma deve essere formativa dei bambini, è questa la cosa che conta. Noi insegniamo a stare con gli altri, in fondo le materie potrebbero essere apprese anche singolarmente a casa, le cose che imparano qui le possono apprendere solo in un contesto di pluralità. Per noi le cose partono dal bambino, spesso la loro realtà è ignorata, noi cerchiamo sensibilità particolari e dal li partiamo a fare un progetto. Vogliamo che crescano persone con capacita critica, non che assorbano passivamente. puntiamo sull'apprendimento cooperativo. Cerchiamo di dare un senso altro alle cose che si fanno, non è facile.”

 

ID 20, ut 1, pubblicato il 20/01/2002