OGM, Legnago non ne vuole sapere.

Legnago
Dopo l’incontro sugli OGM organizzato il 19 marzo da Legambiente e la raccolta di firme a favore della proposta di legge regionale per la messa al bando degli OGM dal Veneto, il Consiglio Comunale di Legnago approva una mozione che impegna il Sindaco ad impedirne la diffusione ed il consumo alimentare nel territorio.

Lino Pironato

Che cosa sono gli OGM?

OGM sta, com’è noto, per organismi geneticamente modificati ma è erroneo assimilarli a quegli organismi che mutano naturalmente per effetto di trasformazioni naturali bensì si intendono gli organismi transgenici, quegli organismi cioè che vengono modificati in laboratorio trasponendo porzioni di Dna da organismi che non hanno nulla a che vedere fra loro e che non avrebbero alcuna possibilità in natura di scambiare i propri geni (p.es. che ci azzecca il pomodoro con lo scorpione?).

Coloro che sono favorevoli dicono che gli OGM potrebbero rappresentare un progresso per l’alimentazione, per esempio integrando certi prodotti base con vitamine di cui potrebbero carenti?

Con conoscenze acquisite nel corso della sua storia, l’uomo ha imparato quali sono gli alimenti a lui adatti e quali d’altro canto a lui dannosi. E’ per questo motivo che lascia molto perplessi la fretta e la sicumera di quanti – aziende produttrici e i loro scienziati – vogliono bypassare il principio di precauzione al fine di poter immettere da subito sul mercato organismi ottenuti con tecniche di manipolazione genetica, senza conoscerne appieno le implicazioni sulla salute umana e sull’ecosistema (che è il vero serbatoio della vita da cui dipende anche la nostra e la futura esistenza). Molti studiosi indipendenti affermano invece che l’introduzione di un gene estraneo in una cellula spesso ha effetti imprevedibili nell’intero organismo come per es. la produzione di proteine non previste e ci spiegano, infatti, di come la genetica – scienza giovane – e ancor meno l’ingegneria genetica, siano ben lungi dall’avere sotto controllo tutte le variabili in gioco. E allora? E allora perché dovremmo diventare noi uomini e l’intero ecosistema le cavie di questo immenso esperimento? Per dare vantaggi commerciali a poche multinazionali?! Per quale valido motivo dovremmo abbandonare un modello di agricoltura sul quale si è basata l’alimentazione di migliaia di generazioni a favore di un’agricoltura standardizzata su tutto il pianeta, a discapito della gran varietà esistente di prodotti base - vera ricchezza culturale e sicurezza di adattabilità climatica e geografica – per andarsi a legare mani e piedi (sementi e fitofarmaci) a qualche redditizio (per pochi) brevetto?

Eppure viene anche affermato che le colture OGM hanno una più alta resa e potrebbero risolvere il problema della fame nel mondo.

Chi sostiene questo dimentica che l’attuale produzione alimentare mondiale è più che sufficiente a sfamare tutti. Casomai c’è un problema di redistribuzione, di quale uso si fa dei terreni fertili nei paesi poveri [magari utilizzati per produrre fiori o alimenti poi dirottati verso i paesi più ricchi], di sprechi e di sovvenzioni governative. E poi stanno emergendo dati che cominciano a dimostrare come invece i terreni coltivati a OGM, a causa dell’uso intensivo di fitofarmaci, tendono ad insterilire il terreno. Quindi il problema è solo rimandato ed aggravato. Una “bella” eredità consegnata alle future generazioni.

Lo scorso anno c’è stato molto clamore per la scoperta un po’ dappertutto di coltivazioni OGM. Com’è la situazione a Legnago che è zona a forte vocazione agricola?

Anche a Legnago e in vari comuni della bassa sono stati sequestrati diversi ettari di campi coltivati illegalmente con sementi OGM. Memore ciò la popolazione, gli agricoltori e le istituzioni, per la maggior parte hanno dimostrato che non ne vogliono sapere di OGM. Queste le conclusioni si possono ricavare da un fine Marzo all’insegna del “NO OGM”. Il 19 si è prima svolto a Legnago l’incontro organizzato da Legambiente, con Gianni Tamino e Diego Marani, che ha visto la partecipazione di numerosi agricoltori e rappresentanti di partiti nel corso del quale, fra le altre cose, è stato messo in evidenza il pericolo mortale costituito dagli OGM per l’agricoltura biologica. Un prodotto biologico deve, infatti, certificare l’assenza di OGM, diversamente dagli altri prodotti per i quali non è neppure necessaria l’etichettatura se non si supera la contaminazione dello 0,9%. Il 27 Marzo poi “LEGNAGO DEMOCRATICA” [la lista civica, che riunisce Verdi, Rifondazione, Italia dei Valori e Comunisti Italiani, e che si presenterà alle prossime elezioni comunali] in poche ore ha raccolto 130 firme a sostegno della proposta di legge regionale promossa dai Verdi per la messa al bando degli OGM dal territorio del Veneto e comunque per la loro etichettatura a garanzia del consumatore. Successivamente il 30 e 31 il Consiglio Comunale di Legnago ha fatto propri tre documenti presentati da Rifondazione, dai Verdi e dalla Coldiretti, sintetizzati in una delibera, votata all’unanimità, che impegna la giunta a mettere in campo qualsiasi iniziativa possibile per impedire la coltivazione, la lavorazione ed il commercio di OGM nel territorio comunale; a favorire l’organizzazione di incontri informativi sull’argomento; a obbligare le ditte fornitrici di derrate alle mense comunali a non utilizzare cibi OGM e a adoprarsi verso il Governo, la Regione e i Comuni della bassa affinché adottino dei comportamenti in linea con l’orientamento assunto dal Consiglio e con le preoccupazioni espresse dalla popolazione su tale argomento.

Tutto bene allora!

Non proprio, come il solito ci si trova a dover fronteggiare degli interessi che sono fortissimi, e noi dobbiamo difendere invece gli interessi dei consumatori e degli agricoltori di casa nostra il cui unico obiettivo non può essere altro che una produzione di qualità. Dobbiamo riuscire a catalizzare la sensibilità sull’argomento che mostrano i cittadini, in particolare le donne e le madri di famiglia, in consenso politico verso una visione della società che metta al primo posto i valori prima che gli interessi, la qualità e la salute prima che il profitto, la responsabilità verso un mondo che abbiamo solo ricevuto in prestito piuttosto che l’individualismo che guarda solo pro domo propria.

 

Per maggiori informazioni:

www.greenpeace.it, www.vronline.it, www.rfb.it/comuni.liberi.ogm/default.htm

Intervista a Lino PIRONATO rappresentante dei Verdi a Legnago

 

ID 215, ut 1, pubblicato il 29/04/2004