Legnago Democratica condanna il pestaggio di un militante di Forza Italia e le strumentalizzazioni della vicenda.

Legnago

Condanniamo senza riserve e senza ipocrisia il vile atto teppistico accaduto ieri a Legnago a danno di un giovane militante di Forza Italia : La forza delle idee deve affermarsi con il confronto civile e democratico, e la violenza fa parte di un passato che vorremmo vedere definitivamente sepolto: con la stessa forza dobbiamo contestare le volgari strumentalizzazioni che vengono da alcune parti (Leggi Galan), che vorrebbero imputare questo clima di risorgente violenza “al veleno profuso da ambienti vicini alla sinistra” si tratta di affermazioni prive di ogni fondamento che servono solo ad alimentare quel clima di veleni che poi ipocritamente si vorrebbe condannare : e dispiace rilevare che esse provengono dalla più alta carica regionale, che dovrebbe saper esprimere quel senso civico e democratico che appartiene a tutti, senza distinzioni di parte o partito o fazione. Sinceramente Legnago Democratica ____________________________ * l'articolo de l'Arena del 11/06/04 sulla vicenda (da www.larena.it) cui fa riferimento il comunicato stampa di Legnago Democratica Alla vigilia del voto, il clima diventa rovente. E anche il viceministro Urso presenta una denuncia per turbativa. Domani urne aperte dalle 15 e fino a domenica sera Campagna elettorale, un finale di tensioni Atto teppistico in città (distrutta un’auto), aggredito a Legnago un giovane al gazebo di Forza Italia La campagna elettorale si avvia alla chiusura tra le tensioni e qualche veleno di troppo. In un clima già arroventato per il caso nomadi di Boscomantico, ieri si sono registrati due episodi teppistici in città e a Legnago, dove è stato aggredito e picchiato da tre sconosciuti un ragazzo, Marco Nigro, 25 anni, simpatizzante di An che stava presidiando un gazebo di Forza Italia. Nigro è dovuto ricorrere alle cure dell’ospedale. Nella notte, invece, in città, nel quartiere Navigatori, ignoti hanno distrutto l’auto della vicepresidente della Terza circoscrizione, Elena Traverso di An, particolarmente impegnata contro il campo nomadi di Boscomantico. Ma forse, secondo le prime indagini, anche l’aggressione a Nigro potrebbe essere collegata a questo clima di tensione. Il centrodestra ha già chiesto un Consiglio comunale straordinario. Moltissime le reazioni politiche e le testimonianze di solidarietà a livello cittadino e regionale. In serata il viceministro Urso (An) ha denunciato ai carabinieri di Padova che in provincia di Verona e Bologna ignoti stanno telefonando agli elettori distorcendo il suo messaggio elettorale e creando turbativa invitando, a nome suo, gli elettori a dare i voti più strani. Ce l’avevano con Forza Italia oppure erano tre teppisti con la smania di menare? Oppure è stata una «vendetta» da parte di alcuni nomadi - l’auto sui quali viaggiavano gli aggressori è intestata ad una nomade di Torino - nata sulla scia della tensione scaturita dall’episodio di violenza sessuale commesso su una ragazza a Boscomantico? È ancora da chiarire l’origine del pestaggio, da parte di tre sconosciuti, di un 25enne, Marco Nigro, avvenuto a Legnago alle 13.30 mentre stava presidiando il gazebo di Forza Italia, allestito per promuovere la lista che sostiene il candidato sindaco Alberto Disperati. Nigro era seduto a fianco del tendone, in via Mantova, in una piazzola poco distante dall’ex zuccherificio, quando una Golf di colore grigio metallizzato ha accostato alla tenda: il conducente ha allungato il braccio fuori dal finestrino per prendersi una bandiera del partito di Berlusconi. Marco Nigro ha cercato di impedire che venisse rubato il vessillo. «A quel punto è sceso il passeggero che ha cominciato a picchiarmi, con sberle e pugni», racconta Marco, «finché eravamo io e lui sono riuscito a fronteggiarlo. Ma subito dopo è sceso anche l’uomo che era seduto dietro e mi ha colpito dietro la testa». Mezzo tramortito il giovane, simpatizzante di Azione giovani ma impiegato a tenere aperto il gazebo dalla locale sezione di Forza Italia durante la campagna elettorale, è caduto a terra. In quella posizione, e già ferito - il colpo alla nuca gli ha procurato un taglio dietro all’orecchio - è stata cosa facile ai tre, dall’apparente età di 25 anni, accanirsi su di lui. «Mi hanno preso a calci e pugni, dappertutto», ricorda, scosso, nella sala d’aspetto delle stanze di radiologia dov’è stato portato per radiografie di controllo. La ferita più importante Nigro l’ha riportata all’occhio sinistro, alla palpebra: un taglio che ha richiesto alcuni punti di sutura e la visita oculistica per scongiurare che pezzi delle lenti degli occhiali che indossava non si fossero conficcate nell’occhio. Già nel pomeriggio i carabinieri di Legnago, grazie al fatto che Nigro era riuscito a leggere la targa dell’auto dei tre, erano sulle tracce dei picchiatori: a quanto sembra si tratterebbe di tre nomadi; l’auto è certamente intestata ad una nomade che risulta residente a Torino, di cui sono state rese note le generalità. Le indagini sono continuate anche in serata. «Un’aggressione squadrista» l’ha definita il presidente della regione Giancarlo Galan che ha ricordato in una nota «le violenze, aggressioni e atti intimidatori di ogni genere contro uomini e sedi delle forze del centro-destra: evidentemente il veleno di continuo profuso a mani piene da certi ambienti vicini alla sinistra induce individui molto pericolosi ad azioni che dal teppismo si estendono a veri e propri atti terroristici». Per il coordinatore veneto di Forza Italia, Giorgio Carollo, si è trattato di «un vile attacco. Episodi di violenza gratuita che pensavamo appartenessero al passato». Solidarietà e auguri a giovane sono arrivati da tutta la Casa della libertà che ieri pomeriggio si è ritrovata sulla scalinata della Gran Guardia con candidati e parlamentari per dire no a queste violenze. Il candidato presidente della Provincia Elio Mosele ha parlato per tutti: «Siamo molto amareggiati per l’imbarbarimento di questo finale di campagna elettorale, non richiesto e non voluto. Vorremmo che il clima restasse sereno e il confronto si mantenesse su toni civili così come è stato finora; nessuno di noi vuole tornare indietro alle violenze di piazza». E ieri mattina il risveglio è stato amaro per Elena Traverso, vicepresidente della Terza circoscrizione, di An. «Sono stata svegliata alle sette da una vicina di casa che mi avvisava che la mia auto era stata distrutta». Durante la notte qualcuno ha sfondato un finestrino, divelto il sedile posteriore e sparso all’interno della macchina e sulla strada il materiale elettorale di An che teneva nel bagagliaio. «È un atto chiaramente intimidatorio», afferma la Traverso. «La mia è una vecchia Citroen Ax, tra l’altro senza autoradio, quindi non c’era nulla da rubare. E poi io vivo nel quartiere Catena, una zona tranquilla. Chi ha fatto questo sapeva che nel bagagliaio custodivo il materiale. Purtroppo in questi giorni stiamo assistendo a un’escalation di atti intimidatori contro An. O forse questa vendetta dipende dal fatto che mi sono sempre opposta al campo nomadi di Boscomantico. Preoccupato Luca Bajona: «Vedo parecchia intolleranza in tutta Italia nei nostri confronti», ha sottolineato. «Il problema è che sono state sottovalutate le aggregazioni di estrema sinistra, presenti anche nella nostra città. A Verona esiste un centro sociale occupato da due anni e nessuno si è mosso per far finire questa illegalità. La sottovalutazione dei problemi non porta buoni frutti, perché passa il messaggio che tutto è lecito». (hanno collaborato Daniela Andreis

 

ID 217, ut 1, pubblicato il 11/06/2004