Porto Alegre e musica: due modi di dire Brasile e di parlare di alternativa.

Resoconto della tavola rotonda

Maria Mannarino

Legnago: 25 Agosto 2001

 

Venerdì sera al parco di Legnago, ancora occupato dal festival Etnico "Terra e Libertà" iniziato giovedì e che si è concluso domenica sera, si è svolto un incontro dedicato alla realtà di Porto Alegre, una città del sud del Brasile in cui da dodici anni a questa parte si sta realizzando una nuova forma di amministrazione della cosa pubblica fondata sulla partecipazione popolare. Ma l’esperienza, raccontata con passione da Giovanni Allegretti, ricercatore universitario che si è laureato con una tesi su Porto Alegre, è stata un’ulteriore occasione per portare sulla scena la questione della globalizzazione, con particolare riferimento ai recenti fatti di Genova e ai movimenti che hanno sostenuto la protesta. A puntare il dito su questo tema, ancora prima dei relatori, c’erano gli stand preparati dagli organizzatori in un’ala del parco, che con supporti fotografici e ritagli di giornale mettevano in evidenza, accanto ai gravi episodi accaduti , anche i momenti di pacifico dissenso che hanno caratterizzato il meeting internazionale . In questo quadro il contesto di Porto Alegre si è inserito come un momento di riflessione, come un invito a guardare oltre la protesta e a trasformarla in proposta di ricerca per nuovi modelli di sviluppo. Nella grande città brasiliana si è riusciti a realizzare un’ampia partecipazione nell’amministrazione della cosa pubblica, che si regge su affollate assemblee popolari capaci, come testimoniato da Allegretti a titolo di esempio, di costruire un piano regolatore, far edificare scuole, secondo le esigenze dei quartieri , ampliare l’acquedotto. E non è un caso che proprio a Porto Alegre l’anno scorso vi sia stato un primo forum mondiale in cui si è discusso sul tema di un "altro mondo possibile" e che già un altro appuntamento sia stato messo in calendario per il prossimo 30 gennaio. Il titolo assegnato al prossimo meeting, che si concluderà il 5 febbraio, è "Un altro mondo in costruzione".

Guardare avanti dunque e costruire per , come detto da Allegretti, "far veicolare i contenuti della protesta" sottraendola al linguaggio dei media che rischia di appiattirla. "Genova – ha detto – deve essere vista come un’esperienza e non come modello".

Un ‘esperienza che comunque ha lasciato il suo segno. Mentre una ragazza, alla fine della serata ha letto una toccante lettera di un amico che ha partecipato alla manifestazione contro i G8 finendo picchiato e in carcere a chiedersi il perché di questo, un giovane ascoltatore ha preso il microfono e si è rivolto polemicamente ai relatori domandando un parere sulle cosiddette frange violente del movimento e chiedendo come collocare questi comportamenti nell’ambito del discorso più volte ribadito durante la serata, della "liberazione dei popoli oppressi".

Alla tavola rotonda era presente anche Francesca Bragaja, esponente del coordinamento laico antirazzista veronese CesarK, di cui fanno parte associazioni che pur provenendo da diverse esperienze, da anni lavorano per contrastare gli effetti negativi di questo modello di sviluppo attraverso, tra l’altro, interventi a favore degli immigrati, la sensibilizzazione verso il commercio equo solidale, la promozione della finanza etica. Ed è per questo che la risposta è toccata a lei: la Bragaja, nel ribadire il rifiuto di ogni forma non pacifica di protesta ha affermato che la violenza viene da gruppi esterni non controllati, partoriti dall’emarginazione di cui sono produttrici le nostre città.

Alla serata ha partecipato anche l’assessore alla cultura del Comune di Legnago Clara Scapin, che durante la sua breve introduzione ha presentato l’iniziativa del Festival, che è stato organizzato dai giovani de "La Locomotiva" "Giochi Puliti 2" a "Arci". "Si tratta- ha detto la Scapin – di un momento di incontro per proporre la cultura di altri popoli e per far conoscere realtà e tradizioni dei continenti in via di sviluppo".

Al termine della tavola rotonda, la festa ha ripreso a danzare al ritmo di musica brasiliana, con il gruppo "Capoeira Angola Vadiacao".

Maria Mannarino

Per approfondire l’argomento:

Genoa Social Forum www.genoa-g8.org/

Rete Lilliput - www.retelilliput.org/

Forum Sociale Mondiale - www.forumsocialmundial.org.br/

Attac - www.attac.org/

verso il Legnago Social Forum - www.vronline.it/LSF/

 

ID 25, ut 1, pubblicato il 24/07/2001