No alla vendita delle terre della Grola

Sant'Ambrogio Valpolicella
La cooperativa "Le Terre della Grola Onlus", alla luce della decisione della Provincia di Verona di mettere all'asta pubblica in questi giorni i fabbricati (l'ex ospedale, la villa, la cappella) e i parchi ad essi adiacenti siti in loc. Grola di S.Ambrogio di Valpolicella (VR), esprime tutto il suo dissenso e rammarico.

Cooperativa "Le Terre della Grola Onlus",

A seguito della pubblicazione dell'avviso di asta pubblica in data 17
ottobre 2004 e di alcuni recenti articoli pubblicati sul quotidiano "L'
Arena", da cui emerge la volontà da parte della Provincia di vendere
tramite asta i fabbricati (l'ex ospedale, la villa, la cappella) e i
parchi ad essi adiacenti siti in loc. Grola di S.Ambrogio di Valpolicella
(VR), la cooperativa "Le Terre della Grola Onlus" riunitasi in assemblea
in data 3 novembre 2004 esprime tutto il suo dissenso e rammarico.
In una società sempre più frammentata ed individualista, il progetto della
cooperativa "Le Terre della Grola Onlus" ha saputo raccogliere in questi
anni il consenso e la partecipazione di cittadini, associazioni,
cooperative, imprese ed Enti Locali rappresentati da tutti i sindaci della
Valpolicella, nella volontà comune di tutelare, progettare e valorizzare
il proprio territorio in un cammino di crescita, confronto e
responsabilità comuni. Dal sogno e desiderio di molti, è nato quindi un
progetto nuovo, condiviso e partecipato con l'obiettivo di recuperare,
attraverso l'azionariato popolare, le terre e gli edifici pubblici in
stato di abbandono per un loro uso sociale, con spazi restituiti alle
comunità e al servizio di tutta la collettività, opponendosi così alle
manifestate intenzioni di una loro vendita e privatizzazione, con
possibili rischi speculativi, da parte della Provincia che ne è
proprietaria. Proprio 25 anni fa infatti, nel lontano 1978, con l'
occupazione e il successivo affitto dei terreni della collina della Grola,
allora incolti e abbandonati, nasceva in queste stesse terre, da un gruppo
di contadini, la Cooperativa Agricola "Ottomarzo", esperienza innovativa
di agricoltura biologica che nel tempo ha saputo coniugare creativamente e
con successo rispetto dell'ambiente, recupero alla produzione di terreni
marginali, sviluppo dell'occupazione e conservazione delle tradizionali
colture della vallata, ponendosi spesso anche come luogo di iniziative
sociali, culturali e di solidarietà con paesi del sud del mondo.
Oggi quindi, alla luce di quanto ricordato, la decisione da parte dell'
Amministrazione Provinciale di procedere alla vendita all'asta di parte di
questi beni, rappresenta un preciso atto politico di scarsa sensibilità e
attenzione al territorio, alla sua storia, e alle nuove esperienze di
progettualità che cittadini e rappresentati di istituzioni locali hanno
saputo costruire insieme, in un comune impegno nella salvaguardia e
gestione di un territorio, in un nuovo modo di intendere e far politica.
La stessa esigenza manifestata più volte già in passato dell'ente
provinciale, di vendere parte dei beni in questione di sua proprietà, per
procurarsi fondi per altre opere pubbliche di primaria importanza, non
trova oggi motivo di urgenza considerato che è da vari anni che la
Provincia registra residui attivi per incapacità di spesa.
Oggi, pur nel rammarico di una decisione che non condividiamo, rinnoviamo
come più volte abbiamo fatto in questi anni, all'Amministrazione
Provinciale l'invito nel farsi compartecipe dei progetti di uso sociale e
partecipato dei beni in suo possesso, cooperando attivamente insieme con
tutti i soggetti istituzionali e del territorio disponibili. Da parte
nostra, continueremo nel cammino intrapreso, forti della nuova
sensibilità, dell'entusiasmo e delle aspettative che il progetto "Le Terre
della Grola" ha saputo raccogliere, promuovendo una cultura e un processo
di partecipazione attivo e responsabile della cittadinanza, indicando
anche un nuovo possibile modello di relazioni tra Enti Pubblici e Società
Civile.

Cooperativa "Le Terre della Grola Onlus"

S.Ambrogio di Valpolicella, 4 Novembre 2004

 

ID 253, ut 1, pubblicato il 08/11/2004