Campagna per la decrescita

I primi 10 consigli per entrare nella resistenza con la decrescita
Dal sito di uno dei gruppi che organizza la Giornata del Non Acquisto in
Francia "Casseurs de pub" le indicazioni per la "decrescita" sostenibile.
[fonte: www.bilancidigiustizia.it/ Article78.phtml]

1. Liberarsi dalla televisione
Per entrare nella decrescita, la prima tappa è prendere coscienza dei propri
condizionamenti. Il primo portatore di condizionamenti è la televisione.
La nostra prima scelta sarà di liberarsene. Così come la società dei consumi
riduce l'uomo alla sua dimensione economica - consumatore -, la televisione
riduce l'informazione alla superficie, l'immagine. Media della passività,
quindi della sottomissione, non smette di far regredire gli individui. Per
sua natura, la televisione richiede la rapidità, non tollera i discorsi
approfonditi. La televisione inquina al momento della sua produzione, durante
l'utilizzo e poi come rifiuto. Noi le preferiamo la nostra vita interiore,
la creatività, imparare a fare musica, fare ed assistere a spettacoli viventi.Per
tenerci informati abbiamo delle scelte: la radio, la lettura, il teatro,
il cinema, incontrare gente, ecc.

2. Liberarsi dall'automobile
Più che un oggetto, l'automobile è il simbolo della società dei consumi.
Riservata al 20% degli abitanti della terra, i più ricchi, porta inesorabilmente
al suicidio ecologico per la distruzione delle risorse naturali (necessarie
per la sua produzione) o per i diversi tipi di inquinamento tra cui l'aumento
dell'effetto serra. L'automobile provoca guerre per il petrolio di cui l'ultima
per data è il conflitto irakeno. L'automobile porta anche come conseguenza
una guerra sociale che provoca un morto ogni ora solamente in Francia. L'automobile
è uno dei flagelli ecologici e sociali del nostro tempo. Noi le preferiamo:
il rifiuto dell'ipermobilità. La volontà di abitare vicino al luogo di lavoro.
Camminare a piedi, andare in bicicletta, prendere il treno, utilizzare i
trasporti collettivi.

3. Liberarsi dal telefonino
Il sistema genera dei bisogni che diventano delle dipendenze. Ciò che è
artificiale diventa naturale. Come numero di oggetti della società dei consumi,
il telefonino è un falso bisogno creato apposta dalla pubblicità. "Con la
telefonia mobile, siete mobilitabili in un istante". Assieme al telefonino
butteremo via i forni a micro-onde, le falciatrici a motore, e tutti gli
oggetti inutili della società dei consumi. Noi preferiamo al telefonino
la posta, la parola, ma soprattutto cercheremo di vivere per noi stessi
invece di cercare di riempire il vuoto esistenziale con degli oggetti.

4. Rifiutare l'aereo
Rifiutare di prendere l'aereo, è prima di tutto rompere con l'ideologia
dominante che considera un diritto inalienabile l'utilizzo di questo mezzo
di trasporto. Però, meno del 10% degli esseri umani hanno già preso l'aereo.
Meno dell'1% lo utilizza tutti gli anni. Questo 1%, la classe dominante,
sono i ricchi dei paesi ricchi. Sono loro che detengono i media e fissano
le regole della società. L'aereo è il mezzo di trasporto più inquinante
per passeggero trasportato. A causa dell'alta velocità, sballa la nostra
percezione delle distanze. Noi preferiamo andare meno lontano, ma meglio,
a piedi, sul carretto a cavallo, in bicicletta o in treno, in barca a vela,
con ogni veicolo senza motore.

5. Boicottare la grande distribuzione
La grande distribuzione è inscindibile dall'automobile. Disumanizza il lavoro,
inquina e sfigura le periferie, uccide i centri delle città, favorisce l'agricoltura
intensiva, centralizza il capitale, ecc. La lista dei flagelli che rappresenta
è troppo lunga per essere elencata qui. Noi le preferiamo: prima di tutto
consumare meno, l'autoproduzione alimentare (l'orto), poi le botteghe di
quartiere, le cooperative, l'artigianato. Questo ci porterà anche a consumare
meno e a rifiutare i prodotti industriali.

6. Mangiare poca carne
O meglio, mangiare vegetariano. Le condizioni di vita riservate agli animali
di allevamento rivela la barbarie tecnoscientifica della nostra civiltà.
L'alimentazione carnea è anche un grosso problema ecologico. E meglio nutrirsi
direttamente dei cereali che utilizzare il terreno agricolo per nutrire
animali destinati al macello. Mangiare vegetariano, o comunque mangiare
meno carne ci porta anche una miglior igiene alimentare, meno ricca in calorie.

7. Consumare prodotti locali
Quando si compra una banana delle Antille, si consuma anche il petrolio
necessario al suo trasporto verso i nostri paesi ricchi. Produrre e consumare
localmente è una delle condizioni migliori per entrare nel movimento di
decrescita, non in senso egoistico, chiaramente, ma al contrario perché
ogni popolazione ritrovi la sua capacità di autosufficienza. Per esempio,
quando un contadino africano coltiva delle noci di cacao per arricchire
qualche dirigente corrotto, non coltiva di che nutrirsi e nutrire la sua
comunità (vedere il testo "Dieci forti obiezioni al commercio equo" http://ecolo.asso.fr/textes/20020314equiit.htm).

8. Politicizzarsi
La società dei consumi ci lascia la scelta: tra Pepsi-Cola e Coca-Cola o
tra caffè Lavazza e caffè "equo" di Max Havelaar. Ci lascia delle scelte
da consumatori. Il mercato non è né di destra, né di centro né di sinistra:
lui impone la sua dittatura finanziaria avendo come obiettivo di rifiutare
qualunque contraddittorio o conflitto di idee. La realtà sarà l'economia:
gli umani si sottomettano. Questo totalitarismo è paradossalmente imposto
in nome della libertà, di consumare. Lo status di consumatore è addirittura
superiore a quello di essere umano..
Noi preferiamo politicizzarci, come persone, nelle associazioni, nei partiti,
per combattere la dittatura delle fabbriche. La democrazia esige una conquista
permanente. Muore quando viene abbandonata dai cittadini. E' ora di propagare
l'idea della decrescita.

9. Sviluppo della persona
La società dei consumi ha bisogno di consumatori servili e sottomessi che
non desiderino più essere degli umani a tutto tondo. Questi non possono
più esistere che grazie all'abbrutimento, per esempio davanti alla televisione,
ai "divertimenti" o al consumo di psicofarmaci (Prozac.) Al contrario, la
decrescita economica ha come condizione uno sviluppo sociale ed umano. Arricchirsi
sviluppando la propria vita interiore. Privilegiare la qualità della relazione
con se stessi e con gli altri a detrimento della volontà di possedere degli
oggetti che a loro volta vi possiederanno. Cercare di vivere in pace, in
armonia con la natura, non cedere alla propria violenza, ecco la vera forza.

10. Coerenza
Le idee sono fatte per essere vissute. Se non siamo capaci di metterle in
pratica, serviranno solo a far vibrare il nostro ego. Siamo tutti a bagno
nel compromesso, ma cercheremo di tendere alla maggior coerenza. E' la scommessa
della credibilità dei nostri discorsi. Cambiamo ed il mondo cambierà. Questa
lista sicuramente non è esaustiva. A voi completarla. Ma se non ci impegniamo
a tendere verso la ricerca della coerenza, ci ridurremo a lamentarci ipocritamente
sulle conseguenze del nostro stile di vita. Evidentemente non c'è un modo
per vivere "immacolati" sulla Terra. Siamo tutti a bagno nel compromesso,
e va bene così.

 

ID 257, ut 1, pubblicato il 26/11/2004