RIFLESSIONE A MARGINE DEGLI AIUTI PER IL MAREMOTO

Legnago

Lino Pironato, Giorgio Fabris, Giovanna Montagnani

Abbiamo partecipato a questo momento di grande solidarietà internazionale, nell’emergenza umanitaria di questa catastrofe naturale, con la consapevolezza che le responsabilità della parte ricca del mondo non si possono esaurire con questo gesto. Molti sono gli “tsunami” che quotidianamente colpiscono un’umanità meno fortunata con guerre, fame, abusi, spesso per procurare a noi occidentali vantaggi e benessere. Ci riferiamo in particolare ai rapporti economici e commerciali coi paesi sottosviluppati, rapporti spesso predatóri e causa di procurati gravi guasti ambientali, culturali e alle economie tradizionali. Questi “tsunami” quotidiani non godono purtroppo dello stesso spazio mediatico ottenuto dal maremoto in Asia. Forse a causa della sua repentinità, o per la spettacolarità e ricchezza di immagini, o forse sopratutto per l’ampio coinvolgimento di turisti occidentali, questa tragedia ha creato clamore e fatto scattare meccanismi di solidarietà molto più ampi di quanti non ne creino tragedie simili per dimensione ma spesso dimenticate dai media “perché non vendono” e quindi semi-sconosciute all’opinione pubblica.

Lo stesso apparentemente innocente turismo in quei luoghi ha tali caratteristiche, e secondo alcuni osservatori ha aggravato le dimensioni della tragedia in questione. La distruzione delle foreste costiere di mangrovie per ricavarne spiagge e centri turistici, il ritrarsi delle barriere coralline, dovuto al riscaldamento globale causato dallo sviluppo umano, hanno impedito l’attenuazione delle onde anomale. Pure suona stridente il differenziale di reddito fra i vacanzieri occidentali, in quei luoghi di divertimento e relax ma avulsi dalla realtà sociale locale, e i residenti (reddito medio dai 700 ai 1000 euro/anno) che vivono con le briciole lasciate da un’industria turistica opulenta. Vogliamo ricordare in questa riflessione anche la fiorente industria del turismo sessuale (Thailandia) particolarmente apprezzato anche dagli italiani.

Recentemente la scienziata Vandana Shiva ha detto: “Essere veramente preparati ai disastri significa ridurre la vulnerabilità ambientale e aumentare la resistenza ecologica, invece che aumentare la vulnerabilità ambientale e i rischi esternalizzando i costi ambientali dal calcolo della crescita economica”.

La solidarietà spontanea non deve allora essere avulsa dalla consapevolezza della responsabilità politica. Dobbiamo quindi incalzare i governi affinché si indirizzino verso politiche di sviluppo più giusto e più sostenibile e non solo per ricavare degli interessi economici a breve termine.

E’ pure nostra personale responsabilità quotidiana di consumatori indirizzare il mercato, fuori da condizionamenti mediatici, adottando stili di vita (anche sul lato turistico) più consapevoli delle ricadute globali delle nostre scelte.



Legnago 12/01/05

Lino Pironato, Giorgio Fabris, Giovanna Montagnani (Il Germoglio)

 

ID 279, ut 1, pubblicato il 12/01/2005