Lucina Lanzara: "Il canto del sole"

Due recensioni di Padre Cosimo Scordatoe e di Marco Betta sul disco di Lucina Lanzara



“Il Canto del Sole – un Concerto per la Pace” di Lucina Lanzara è un poema musicale alla ricerca dei valori dell’esistenza e della vita.
La sua musica riesce a schiudere nuovi orizzonti in una dimensione senza tempo, con straordinaria eleganza ci conduce verso mete inaspettate,
e ci lascia sperare che si possa intravedere nascosto dentro il linguaggio della musica il profilo di un mondo migliore.

Marco Betta

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Recensione di Padre Cosimo Scordato sul disco di Lucina Lanzara
“Il canto del sole”


Salutiamo con compiacimento il Canto del sole prodotto con tanta passione e voglia di esserci, frutto di una profonda collaborazione tra un’autrice (Lucina Lanzara), spiazzante per la sua spontanea primordialità e gli accompagnatori /arrangiatori che hanno saputo costruire un’atmosfera sognante e sospesa.
Ciò che colpisce di primo acchito è che, pur su una base strumentale-ritmica sapientemente costruita, la voce si fa strumento essa stessa, non perché gli strumenti non abbiano il loro timbro (ce l’hanno e come ce l’hanno i tamburi e le imprimiture elettroniche che fanno da contrappunto in una sorta di “basso continuo”!); né perché la parola diventi secondaria (tutt’altro, essa ricerca l’essenzialità della percezione originaria); piuttosto perché quello che si vuole dire è in qualche modo indicibile e allora la voce viene piegata per dire e per non dire, per evocare tutto ciò di cui è impastata l’esistenza umana: eventi gaudiosi ed eventi dolorosi; gli uni e gli altri per quanto possano essere raccontati mantengono qualcosa che supera la denotazione e la connotazione del linguaggio verbale.
Così, da un lato la voce si fa canto, ma non meno modulazione pura e avvolgente che si lascia sorprendere dalla gioia della maternità nella Ninna nanna, dall’innocenza del bimbo nell’Invocazione degli angeli, dal dono dell’acqua e della vita alla luce del sole; dall’altro lato la voce si fa lamento viscerale o grido straziante dinanzi alla tragedia della guerra in Bomba e in La fuga, dinanzi alla disarmante esperienza della morte in Dolore di una vedova; o ancora, modulazione di speranza ne Le chant de l’Eau, in Principe Leggero, Dune; ed infine, ricerca ed invocazione di purificazione.
L’opera, al di là della sua apparente frammentarietà, compone bene ritmica strumentale, arrangiamento e vibrazioni sonore in un ideale continuum nel quale vengono tessuti
insieme percezione personale e dramma cosmico; e l’una e l’altro risuonano a vicenda in una estensione vocale che tira le corde al limite della spasmodica acutezza o al registro basso vellutato della nostalgia delle origini: nell’attesa che amore abiti la terra e la riplasmi nuova.




 

ID 291, ut 1, pubblicato il 16/02/2005