CBM in Asia per lo tsunami: quali interventi sono stai fatti

Intervista al responsabile progetti per l'Asia Rolf Mueggenburg.



Rolf Mueggenburg, Responsabile dei progetti CBM - Missioni Cristiane per i Ciechi nel mondo Onlus per l'Asia, ci racconta come l'associazione, presente da molti anni nei paesi colpiti dallo tsunami (India, Tailandia, Myanmar, Sri lanka e Indonesia), si sia subito mobilitata con i propri cooperanti, coordinatori e partner locali per assistere la popolazione e, in particolare, i disabili e gli anziani, la cui capacità di lottare e sopravvivere dipende, purtroppo, completamente dagli altri.

Nella prima fase di intervento in Sri Lanka, CBM International ha inviato 160.000 euro per le prime operazioni di soccorso; attivato un progetto di sostegno a favore di 1600 famiglie per un periodo di 18 mesi nella zona di Tangalle e allestito un centro attrezzato per persone disabili.

Il compito di CBM ora è quello di riprendere tutte le attività che al momento della catastrofe si sono interrotte,tornando alla sua missione originaria: la prevenzione e la cura della cecità e il sostegno e la reintegrazione dei disabili nella comunità.
Quello che, però, Rolf sottolinea è come nessuna ricostruzione e attività di CBM e dei propri partners possa avvenire senza tenere conto del "terremoto che si è prodotto, oltre che nei luoghi anche nell'anima e nella psiche delle popolazioni colpite". <<L'onda anomala>>, continua Rolf, <<ha trasformato e stravolto la vita e l'assetto sociale delle popolazioni e CBM è, doverosamente, intervenuta per alleviare le sofferenze e i traumi psicologici subiti soprattutto dai bambini e dai disabili>>.
La maggior parte delle persone affette da disturbi psicologici, infatti, sono bambini dai 5 a 11 anni.
Le loro più grandi paure, ci dice Rolf, sono dovute all'ansia della separazione dai loro genitori scomparsi, al terrore di essere abbandonati nuovamente dalle persone delle associazioni umanitarie che si sono prese cura di loro. Molti bambini diventano aggressivi, si difendono sfidando le persone che li avvicinano per aiutarli. Rolf parla di disturbi notturni e di comportamenti antisociali, riferendo come il Dr. Pattai, attivo in prima linea in Indonesia, abbia rilevato casi di bambini che hanno tentato il suicidio e di adolescenti che si sono avvicinati a sostanze stupefacenti e agli alcolici per stordirsi e allontanare il dolore e la solitudine.

Si calcola che mediamente circa il 40% delle persone sopravvissute ad un disastro soffra o soffrirà nel tempo di disturbi psicologici post traumatici. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità circa 1 milione di persone in Indonesia, Filippine, Sri Lanka e India saranno interessate da questo fenomeno e, se non aiutate, potrebbero diventare disabili permanenti.

Rolf ci spiega come in questi casi sia importante essere presenti nel territorio, essere credibili da un punto di vista scientifico e riabilitativo, perché gli interventi più utili saranno quelli a lungo periodo e ben strutturati da un punto di vista organizzativo ed economico.
A questo scopo, Rolf, i partner locali e il team CBM hanno pianificato e stanziato cifre molto importanti per un programma di riabilitazione quadriennale a favore delle persone che hanno subito traumi e shock psicologici in seguito allo tsunami. Il progetto di supporto psicologico ai sopravissuti è stato elaborato sulla base delle necessità emerse durante la Conferenza Asiatica dei paesi colpiti dallo tsunami, che si è tenuta a Bangkok dal 18 al 20 gennaio 2005, cui ha partecipato anche Rolf.
Il programma in questione sarà attivato in Indonesia, Sri Lanka, India e Filippine. Quest'ultimo paese (che non rientra nella lista degli stati colpiti dallo tsunami), all'inizio di dicembre è stato colpito da un tifone che, nonostante i danni e i morti prodotti, è passato subito in secondo piano a causa dello shock internazionale innescato dallo tsunami.
Il progetto di supporto psicologico durerà almeno fino al 2008 e coinvolgerà il personale locale, i partners e il personale tecnico di supporto psicologico locale già formato.

Inizialmente, verranno formati in ogni paese 80 collaboratori che si specializzeranno in traumi psicologici e riabilitazione post trauma. Questi inizieranno il loro lavoro di riabilitazione, dedicando alcuni mesi a formare a loro volta 20 persone ciascuno. Si arriverà così ad avere circa 1600 persone formate nella riabilitazione psicologica posta traumatica. Ogni esperto avrà il compito di occuparsi di un gruppo di circa 600 persone per i prossimi quattro anni, arrivando così a coprire le necessità di circa un milione di persone, che rappresentano le persone bisognose di cure calcolate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

CBM Italia partecipa a questo progetto e in favore delle vittime dello tsunami ha attivato una raccolta fondi che in un mese ha già raggiunto oltre 13.000 euro.
La nostra volontà è quella di aiutare le popolazioni asiatiche ad emergere dalla tragedia e riacquistare fiducia, dignità, stabilità mentale e autonomia.

Altre informazioni sono disponibili sul sito: http://www.cbmit.org

 

ID 296, ut 1, pubblicato il 19/02/2005