''No alla guerra!''

Un grande successo la marcia fiaccolata per la pace del 1° marzo a Legnago con oltre mille partecipanti e dieci sindaci.

Lino Pironato

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"Siamo molto soddisfatti" - dicono gli organizzatori della manifestazione contro la guerra che ha unito le due sponde dell'adige a Legnago sabato 1° marzo - "ma non ci fermeremo qui" - aggiungono - "ora abbiamo in programma nuove iniziative a partire da una serie di incontri pubblici con personaggi del mondo culturale e religioso, perchè il nostro scopo non è solo quello - per quanto possibile - di contrastare la guerra in Iraq, ma anche quello di lavorare per una cultura della pace".

In effetti motivi per essere soddisfatti ce ne sono: da mille a duemila - secondo le stime - i partecipanti; dieci i sindaci del basso veronese presenti con tanto di gonfalone e fascia tricolore; decine di associazioni, movimenti politici e sindacali da tutto il basso veronese; significativa la presenza delle parrocchie sia durante la fase organizzativa (don Pier Giorgio - Legnago) che nel corteo, con suore e sacerdoti (don Emanuele - Porto); notevole anche la presenza di extracomunitari.

Il corteo, partito dal piazzale Madonna della Salute di Porto alle 18.00, era aperto da un cartello - fiancheggiato dalla bandiera della pace e da quella italiana - che citava gli art. 11 e 12 della costituzione: "L'Italia ripudia la guerra" e "La bandiera della repubblica è il tricolore". Subito dietro lo striscione del "Comitato del basso veronese per la pace e contro la guerra in Iraq" (www.vronline.it/pace/) con su scritto un grande "No alla guerra", senza condizioni, perchè comunque "guerra vuol dire, altre vittime innocenti, stragi, terrore, sangue, sofferenza, angoscia, disperazione, disordine, violenza" - come recita il volantino - . Magico è stato l'attraversamento del ponte dove, dalle sue rampe, ognuno ha potuto cogliere le dimensioni del corteo, che marciava nell'oscurità ormai completa, mentre le simboliche luci delle fiaccole sembravano tener accesa la speranza di una pace ancora possibile. Via via è poi sfilato verso piazza Garibaldi dove gli interventi di Silvio Gandini - a nome dei sindaci -, don Emanuele - a nome delle parrocchie - e Simone Pernechele - a nome del comitato - hanno illustrato il significato della manifestazione. Infine il "Duo Khorakhanè" ha concluso la serata con le canzoni di De André.

E pensare che l'idea di un comitato per la pace era partita dal Legnago Social Forum (www.vronline.it/LSF/) che pur avendo sempre lavorato in modo aperto e senza preclusioni, come tutto il movimento dei movimenti ha dovuto scontare gli effetti della trappola mediatica messa in piedi al G8 di Genova. "Ora ci hanno visto in faccia, hanno lavorato insieme a noi, sanno chi siamo e cosa pensiamo" dice M.B. "sono caduti muri e diffidenze, abbiamo dimostrato con il nostro metodo che è possibile dialogare anche se si proviene da realtà anche molto diverse fra loro" - aggiunge -.

Probabilmente l'effetto di questa manifestazione andrà oltre questa bella fiaccolata e ci si può aspettare che influenzerà ancora più profondamente la vita culturale, sociale e politica del basso veronese. Tutto dipende da come si muoverà il "Comitato", se riuscirà a rimanere compatto e aperto al dialogo con le forze che è riuscito a mobilitare.

Sul sito del comitato - www.vronline.it/pace/ - documenti, foto, adesioni, iniziative, rassegna stampa.

 

ID 3, ut 1, pubblicato il 01/03/2003