SAHAJA YOGA E MEDICINA

Verona
SI PUO’ GUARIRE SENZA MEDICINE ?

Rocco



Quando si parla di medicine il nostro pensiero corre automaticamente alla medicina ufficiale e alla farmacia. Tuttavia la medicina ufficiale è in grado di ottenere la guarigione di determinate malattie anche senza l’uso di medicine. Basti pensare alla chirurgia, alla psicoterapia, alle terapie fisiche (che comprendono anche l’impiego di ultrasuoni, laser, radiazioni), ecc. Viceversa la stessa medicina ufficiale mette in guardia dall’abuso delle medicine, che può addirittura provocare malattie cosiddette "iatrogenetiche" o "iatrogeniche". Dunque la risposta è : "sì, in determinati casi è possibile ottenere la guarigione senza medicine". In realtà il titolo ha un senso più profondo e ci si dovrebbe chiedere piuttosto : "si può guarire con metodi diversi da quelli riconosciuti dalla medicina ufficiale ?"
Entriamo così nel vastissimo campo delle terapie alternative, alcune delle quali, come la fitoterapia, la medicina Ayurvedica e l’omeopatia, fanno uso anch’esse di medicine o di rimedi di erboristeria. Tuttavia la maggior parte delle terapie alternative comprende una serie di tecniche che prescindono più o meno completamente dall'impiego di medicine. Alcune di queste, come l’agopuntura e la chiropratica, hanno conquistato diritto di cittadinanza anche nei paesi più civilizzati, mentre altre stentano ad affermarsi. Senza alcuna pretesa di completezza vanno citate per lo meno la ditopressione (basata sui medesimi principi dell’agopuntura), nota anche come Shiatsu, l’autoterapia Zilgrei (che è una combinazione di chiropratica e respirazione yoga), l’elettroterapia, la magnetoterapia, i fiori di Bach, l’ipnosi clinica, la chinesiologia (trqattamento volto a ripristinare il flusso energetico che alimenta determinati muscoli), l’osteopatia (simile alla chiropratica), la terapia neurale (trattamento di un segmento cutaneo per rimuovere disturbi che affliggono l’organo corrispondente a tale segmento), la riflessologia (massaggio di determinate zone dei piedi che corrispondono a determinati organi), la cromoterapia, la cristalloterapia, la terapia musicale, l’idroterapia, la talassoterapia, la pranoterapia, ecc.
Quali sono le principali differenze tra la medicina ufficiale e le terapie alternative ? La medicina ufficiale affronta i sintomi delle malattie e cerca di sopprimerli con antiinfiammatori, analgesici, ecc., oppure, nella migliore delle ipotesi rimuovendo la loro causa organica. Essa si occupa prevalentemente del corpo umano e delle sue anomalie di funzionamento, su cui tende a intervenire per via medicamentosa o chirurgica. L’organismo umano viene dunque considerato come una specie di macchina da riparare. Solo recentemente, con la nascita della psicosomatica, la medicina ufficiale ha rivolto il suo interesse alla natura più sottile dell’uomo, rendendosi conto ad esempio che molte malattie hanno cause psichiche. Per contro le terapie alternative hanno generalmente una visione globale dell’uomo, che considerano nel suo insieme, formato da strati fisici, emotivi, energetici e spirituali e perciò amano definirsi terapie "olistiche" (cioè del tutto). L’idea è che, riequilibrando le correnti energetiche dell’uomo, gli organi riprendano a funzionare correttamente e la malattia debba recedere. In questo senso la chiropratica e l’osteopatia sono più vicine alla medicina classica, in quanto esse mirano a ristabilire l’equilibrio fisico del corpo, mediante manipolazioni, soprattutto della colonna vertebrale.
Tutte le terapie esaminate, comprese quelle della medicina ufficiale, hanno però in comune, in misura minore o maggiore, le seguenti caratteristiche :
•   La necessità di una diagnosi effettuata da un medico o da un operatore esperto, ove la medicina ufficiale si serve ampiamente di macchine e sistemi analitici sempre più complessi, costosi e a volte invasivi
•   Il ricorso ad un medico o ad un operatore o insegnante esperto, che conosca il corpo umano, le malattie, i rimedi e le controindicazioni del caso
•   Quando non sono basate sull’assunzione di medicine e/o sull’impiego di apposite apparecchiature, richiedono un impegno spesso gravoso e prolungato nel tempo dell’operatore o del paziente o di entrambi
•   Comportano sovente una spesa non irrilevante
L’ammalato si trova dunque a operare scelte non facili. A parte eccezioni, il medico tende a sconsigliare le terapie alternative anche nei casi in cui la medicina ufficiale non dà risultati soddisfacenti. Soprattutto in casi del genere l’ammalato guarda con sempre maggiore diffidenza alla medicina ufficiale, ma solo raramente ha la competenza necessaria per scegliere una valida terapia alternativa. Perciò egli finisce generalmente per ascoltare i suggerimenti di conoscenti e amici che hanno fiducia nell’una o nell’altra terapia alternativa per averne tratto beneficio di persona o per averne sentito parlare in modo positivo. A forza di provare l’una o l’altra terapia il paziente fortunato può imbroccare quella giusta, mentre quello sfortunato finisce per rassegnarsi a sopportare la sua malattia.
Si scopre così che la domanda iniziale : "si può guarire con metodi diversi da quelli riconosciuti dalla medicina ufficiale ?" ha tutta una serie di implicazioni, come : "La medicina ufficiale è in grado di curare i miei disturbi con buone probabilità di successo e senza interventi devastanti ? In caso contrario, quali sono le mie possibilità di guarigione al di fuori della medicina ufficiale ? Come posso scegliere la terapia più adatta per guarire ? Posso aspettarmi risultati migliori dalla medicina ufficiale o da una terapia alternativa ? Quanto mi costerà ? L’impegno che comporterà sarà compatibile con le mie possibilità ? Come faccio a sapere se posso fidarmi ?"
Domande di questo tipo si affacciano spesso anche alla mente dei medici più illuminati, che hanno veramente a cuore il benessere dei loro pazienti. Uno di questi è il prof. Umesh Rai, già direttore del Dipartimento di fisiologia dell’Università di New Delhi. Nei suoi frequenti contatti con ambienti scientifici occidentali (università e centri di ricerca di Oxford, Londra, Zurigo, ecc.) come visiting professor egli ebbe modo di rendersi conto della superiorità di un approccio terapeutico che tenesse conto dell’uomo nella sua totalità, invece di considerare il corpo umano alla stregua di una macchina da riparare. Pertanto egli si rivolse allo yoga, profondamente radicato nella cultura del suo paese, alla ricerca degli elementi per una concezione globale di spirito e corpo e di un processo non solo di guarigione ma anche di mantenimento della salute psicofisica e di prevenzione delle malattie. Infatti, lo yoga ( che significa unione, collegamento, dell’energia primordiale presente in ogni essere umano con l’Energia Creatrice Universale) si occupa proprio del benessere spirituale e fisico dell’uomo. Purtroppo però i primi approcci furono deludenti, perché non solo non sembrava possibile trovare parametri scientifici in grado di misurare gli effetti benefici dello yoga nelle sue varie forme conosciute, ma non esisteva nemmeno la possibilità di capire se tale collegamento trascendente, meta finale di ogni yoga, veniva effettivamente conseguito.
La svolta nella ricerca del prof. Rai si verificò quando egli ebbe la fortuna di incontrare Shri Mataji Nirmala Devi, che gli fece conoscere Sahaja Yoga, un tipo di yoga "spontaneo", che non richiedeva né ascetismi, né ginnastiche più o meno intorcinate, né particolari attitudini o sacrifici. Egli apprese da Shri Mataji che il collegamento con l’Energia Universale si manifesta in modo obiettivo, in forma di una brezza fresca che, attuando lo yoga, la persona percepisce sul palmo delle mani e sulla sommità del capo. A questa sensazione corrisponde una diminuzione misurabile della temperatura cutanea. Grazie a Shri Mataji, il prof. Rai aveva dunque trovato un parametro di controllo scientifico e uno yoga fino ad allora quasi sconosciuto, che ha come punto di partenza quello che per gli altri tipi di yoga è un punto di arrivo : il risveglio dell’energia primordiale dell’uomo, nota in India come Kundalini. Inoltre tale risveglio era riproducibile in modo semplice per qualsiasi essere umano che avesse il desiderio di compiere questa esperienza. Partendo da questi presupposti il prof. Rai condusse con rigore scientifico una ricerca approfondita che gli consentì di individuare ulteriori parametri legati a detto risveglio, e precisamente la resistenza galvanica della pelle, la concentrazione di acido lattico nel sangue, la concentrazione di adrenalina nel sangue, la frequenza cardiaca e l’elettroencefalogramma. Gli studi del prof. Rai sono pubblicati nel libro Medical Science Enlightened e le sue ricerche dimostrano l’efficacia di Sahaja Yoga nella cura dell’ipertensione, dell’asma bronchiale, di cardiopatie ischemiche, di cefalee, dell’epilessia idiopatica, del diabete mellito di primo tipo, dell’insonnia, delle malattie psicosomatiche in genere, nonché in alcuni casi di malattie considerate incurabili, come certi tipi di cancro. Se si pensa che secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità il 20% della popolazione adulta americana soffre di ipertensione, e che questa può aprire la strada ad altre patologie come l’infarto, è facile comprendere l’importanza anche sociale di un sistema come Sahaja Yoga, in grado di riportare la pressione a valori normali senza l’uso di medicine. Per contro, con le terapie della medicina ufficiale l’impiego delle medicine antiipertensive deve essere continuato vita natural durante. A seguito dei suoi studi il prof. Rai accettò di andare a dirigere il Centro Internazionale di Ricerca e Terapia Sahaja Yoga di New Bombay, voluto da Shri Mataji, per dedicarsi completamente alla cura dei malati con le tecniche di Sahaja Yoga.
In effetti Sahaja Yoga è molto più di una terapia. Sahaja Yoga è uno stato più elevato dell’essere e rappresenta per l’uomo una scelta di vita : la scelta di intraprendere la strada dell’ascesa verso il Divino. La salute fisica è in un certo senso un sottoprodotto di questa ascesa che trasforma la vita di un uomo portandolo ad un livello più elevato. La psicologia moderna da Jung a Maslow, da Fromm ad Assagioli, da Frankl a Rogers, per non citarne che alcuni,. ha messo in discussione il concetto di "normalità" dell’uomo e il compito della psicologia di riportare alla normalità le persone meno che normali. La psicologia transpersonale, nata da questa corrente di rinnovamento, si è posta come obiettivo quello di aiutare non solo l’uomo "subnormale" ma anche l’uomo normale o eccezionale a sviluppare pienamente le proprie potenzialità portandolo a vivere quelle che Maslow ha definito "peak experiences", cioè vette estremamente appaganti che egli può raggiungere realizzando i propri ideali. Ebbene, Sahaja Yoga offre proprio questo : la Realizzazione del Sé, attraverso il risveglio dell’energia primordiale che riposa nell’osso sacro di ogni essere umano. Il risveglio di questa energia, lo Yoga, l’illuminazione, è sempre stato la meta di tutte le dottrine esoteriche, dei vari tipi di iniziazione, dello yoga, ecc. ma in passato poteva essere attuato soltanto da pochissimi iniziati, dopo vite di ascetismo. La venuta di Shri Mataji ha cambiato radicalmente questa situazione. Infatti Essa è nata con il potere di donare ai suoi discepoli il collegamento con l’Energia Onnipervadente, risvegliando l’energia primordiale Kundalini in ogni persona che desidera ascendere e migliorarsi. Essa dice : "Non potete conoscere il significato della vostra vita finchè non siete connessi al potere che vi ha creati", e ancora : "Non potete pagare per questo, come non potete pagare madre terra per far nascere una pianta da un seme", "Il risveglio della Kundalini è un processo naturale che è già predisposto in ogni essere umano". Ogni essere umano che ha avuto la Realizzazione del Sé può darla agli altri, come una candela accesa può accendere altre candele.
Per comprendere come funziona Sahaja Yoga è necessario rifarsi al modello dell’uomo come ci è stato tramandato dalle Incarnazioni e dai veggenti. Il mondo è pieno di opere d’arte che rappresentano la Kundalini e il sistema sottile dell’uomo. La Kundalini è l’energia primordiale materna che dorme nell’osso sacro di ogni essere umano e che può essere risvegliata negli altri solo da chi ha già avuto questo risveglio. Quando si sveglia, essa sale lungo la colonna vertebrale, "illuminando" il sistema sottile dell’uomo, che è costituito dai cosiddetti "chakras". I chakras sono "vortici di energia" che nutrono il sistema nervoso dell’uomo. Ogni chakra corrisponde a un plesso nervoso, che da esso riceve la sua energia vitale. I chakras vibrano a frequenze altissime, in armonia con le correnti energetiche che permeano l’Universo. La malattia si manifesta quando uno o più chakras vanno fuori sintonia, per cause spirituali o fisiche. Ristabilendo il corretto funzionamento dei chakras la malattia recede (a meno che l’organismo non abbia già subito una mutilazione o un danno irreversibile).
Il sistema sottile è illustrato nella figura Tra sistema sottile e sistema nervoso esistono le seguenti corrispondenze :
•   MULADHARA : PLESSO PELVICO : innerva prostata, deferenti, tube uterine, collo dell’utero, genitali esterni
•   SWADISTHAN : PLESSO AORTICO : innerva parte del pancreas, della milza, del fegato, dell’utero, del colon, i reni e i surreni e si dirama nei subplessi spermatico, colico, sigmoideo, emorroidario superiore, mesenterico inferiore e ipogastrico
•   NABHI : PLESSO SOLARE : innerva parte del fegato, della milza e del pancreas, parte dell’utero, intestino tenue, parte del colon
•   ANAHATA (CUORE) : PLESSO CARDIO-POLMONARE : innerva cuore, polmoni, pleura e pericardio, seni e costole
•   VISHUDDHI : PLESSO CERVICALE (O CERVICO-BRACHIALE) : controlla un settore molto vasto, che comprende il collo e la parte anteriore della testa, cioè il volto, gli arti superiori e la tiroide
•   AGNYA : CHIASMA OTTICO : si trova tra l’ipofisi (anteriormente) e l’epifisi (posteriormente), e controlla l’ipotalamo
•   SAHASRARA : SISTEMA LIMBICO : area dell’integrazione, dove confluiscono tutte le terminazioni nervose

Mentre da un lato i chakras sono collegati con il sistema nervoso, dall’altro essi sono collegati con la personalità spirituale dell’uomo, e rappresentano dunque un ponte tra spirito e materia. Quando essi funzionano perfettamente l’uomo manifesta determinate "qualità", che rappresentano diversi aspetti del Divino riflessi nell’uomo. Ad esempio, nel Muladhara risiede la nostra innocenza, la nostra purezza, nello Swadisthana la creatività e la pura conoscenza, nel Nabhi il benessere e la generosità, nel Cuore la gioia, la sicurezza e l’amore, nel Vishuddhi il nostro modo di comunicare, ad esempio la simpatia, nell’Agnya il perdono e nel Sahasrara la nostra integrazione. Il funzionamento dei chakras viene disturbato o addirittura compromesso quando l’uomo si comporta in contrasto con le loro qualità. Ad esempio se un artista saccheggia la propria creatività esclusivamente a scopo di lucro, lo Swadisthana ne risente e a lungo andare provoca in quella persona disturbi al fegato, ai reni, ecc. Analogamente se una persona conduce una vita molto pericolosa, mettendo continuamente in pericolo la propria sicurezza, rischia di danneggiare le proprie coronarie, governate dal chakra del cuore.
La persona non realizzata non è in grado di percepire il funzionamento dei propri chakras. Dopo la Realizzazione del Sé l’uomo diventa invece consapevole della propria vera natura e del collegamento del proprio Spirito con quello che gli indiani d’America chiamano il "Grande Spirito", cioè con l’energia onnipervadente del Divino. Inoltre egli comincia a percepire i propri chakras sulle dita delle mani. Infatti, ogni chakra è collegato con un punto preciso della mano (vedi fig. …). Se un chakra va fuori sintonia il dito o il punto della mano che vi corrisponde comincia a sentire calore, o prurito, o dolore. In questo modo l’Uomo Realizzato può capire quali dei suoi chakras hanno bisogno di cure e può ristabilire la loro piena funzionalità mediante le semplici tecniche insegnate da Sahaja Yoga. Quando i chakras dell’uomo riprendono a funzionare correttamente, anche gli organi che dipendono dagli stessi vanno a posto e la malattia recede. Il Sahaja Yogi, cioè la persona che ha ottenuto la Realizzazione del Sé, non ha dunque bisogno di uno specialista per diagnosticare una malattia, né ha bisogno di cure complesse. Se riesce soltanto a riequilibrare il proprio sistema sottile con la tecniche di Sahaja Yoga, il suo corpo ritrova automaticamente lo stato di salute. Ma non basta : se la persona Realizzata porta la propria attenzione su un’altra persona, essa riesce a percepire sulle proprie mani anche i chakras dell’altra persona e la può aiutare a ritrovare l’equilibrio del suo sistema sottile. Dunque la consapevolezza del Sahaja Yogi si allarga, penetra nell’inconscio collettivo, ed egli fa l’esperienza di essere una cellula del grande organismo che siamo abituati a chiamare l’Universo. Questa è l’esperienza che le dottrine esoteriche chiamano "illuminazione" e cercano di ottenere mediante le cosiddette "iniziazioni". Questo è lo stato che i Rosacroce hanno definito "coscienza cosmica" e i Vangeli la "seconda nascita", la nascita nello spirito. In tale stato l’uomo percepisce l’illusorietà di tutte le divisioni di razza, di casta, di colore di pelle, di credo religioso, ecc. perché si trova immerso nell’oceano di vita che accomuna tutti gli esseri umani. Egli diventa incapace di odiare, come il dito di una mano non può odiare un altro dito. Anzi, se un altro essere umano è in difficoltà, egli sente il bisogno di andare in suo aiuto. L’esperienza dell’illuminazione non è una folgorazione sconvolgente, che sovverte completamente il modo di sentire dell’uomo, ma è una crescita graduale e progressiva che lo avvicina sempre più al suo Creatore. Man mano che egli si immerge nell’energia onnipervadente, che è il potere dell’infinito amore del Divino, l’uomo comprende sempre meglio l’Universo e realizza gradualmente la sua piena identità. Ogni essere umano Realizzato può dare la Realizzazione a migliaia di altre persone. E’ una svolta storica per l’umanità, perché mai come ora tante persone Realizzate sono vissute contemporaneamente. Se ognuna di esse donerà agli altri ciò che ha ricevuto da Shri Mataji, il mondo avrà veramente modo di uscire da tutti i problemi che minacciano la sopravvivenza stessa dell’umanità.

 

ID 302, ut 61, pubblicato il 23/02/2005