Emergenza Niger: pagare o morire

Medici senza frontiere

Migliaia di vittime in Niger: dove sono gli aiuti? Senza soldi, nessun aiuto alimentare! Questa è la realtà attuale per le famiglie che sono state colpite dalla grave crisi nutrizionale del Niger. Il governo e i paesi donatori hanno annunciato, lo scorso ottobre, che un quarto della popolazione (circa 3,5 milioni di persone) sarebbe stato minacciato da questa grave crisi. Nove mesi più tardi, nonostante i magazzini siano pieni, il miglio è ancora inaccessibile per le persone più colpite dalla mancanza di cibo. Nove mesi più tardi, nessuna distribuzione gratuita di cibo è stata effettuata e le famiglie non hanno più risorse per procurarsi l'alimento di base: il miglio. Quand'è che verranno prese misure eccezionali ed efficaci per rispondere a quest'urgenza? MSF rivolge un appello al governo del Niger, ai paesi donatori e alle altre organizzazioni umanitarie ad avviare azioni di soccorso alle popolazioni che vivono nei villaggi più colpiti e ad avviare azioni di distribuzione gratuita di cibo, garantendo l'accesso alle cure gratuite per i bambini di età inferiore ai 5 anni. Decine di migliaia di vite in pericolo Decine di migliaia di bambini soffrono do malnutrizione in Niger. Migliaia si trovano in condizioni gravi e sono in pericolo di vita se non dovessero trovare assistenza. La soglia d'emergenza per la mortalità dei bambini di età inferiore ai cinque anni è stata oltrepassata. Quest'inchiesta nutrizionale ha rilevato tassi di mortalità superiori alla soglia d'emergenza di 2 morti al giorno per 10.000 bambini. Nei centri nutrizionali terapeutici di MSF, la presenza dei medici permette di ridurre il tasso di mortalità al 6%. Ma, data la gravità della situazione, vuol dire che MSF registra tra i 10 e i 15 decessi a settimana nei reparti di terapia intensiva dove sono ricoverati i bambini gravemente malnutriti. Secondo un'inchiesta nutrizionale realizzata da MSF e Epicentre ad aprile nei villaggi a nord delle province di Maradi e Tahoua, un bambino su cinque soffre di malnutrizione. I tassi di mortalità grave sono del 2,4% (nord di Maradi) e del 2,9% (nord di Tahoua) tra i bambini di meno di cinque anni. In alcuni villaggi del dipartimento di Keita, il tasso di malnutrizione grave si aggira intorno al 6%. Al 28 giugno 2005, nei centri nutrizionali di MSF (province di Maradi e Tahoua) sono stati ricoverati più di 9.000 bambini gravemente malnutriti. Più del triplo rispetto all'anno prima. MSF prevede un nuovo picco di malnutrizione nel perido critico prima del raccolto. Da giugno a ottobre, i due principali fattori di malnutrizione (alimentazione povera in quantità e qualità e/o le malattie), raggiungono i livelli più alti in Niger : la fine delle scorte alimentari quando invece i raccolti sono solo a ottobre e l'apice delle malattie portate dalla stagione delle piogge, come la diarrea e la malaria. Nel solo mese di giugno 2005, più di 1.000 sono stati ammessi ogni settimana nei centri nutrizionali di Maradi, Dakoro, Keita e Tahoua. A questo ritmo di ammissioni, MSF prevede che saranno 20.000 i bambini presi in carico nei centri nutrizionali da qui all'autunno 2005. La reazione del sistema di assistenza: una risposta inefficace, incapace di rispondere all'emergenza Lontano dall'essere una catastrofe naturale, questa grave crisi alimentare era prevedibile. La politica di sviluppo priva sempre una parte della popolazione di risorse vitali. Parallelamente, le cure mediche sono a pagamento e i beni alimentari di basi sono fuori della portata delle popolazioni più vulnerabili. Sebbene il sistema di sicurezza alimentare, co-gestito dal governo e i paesi donatori, si sia impegnato, sulla carta, a fornire assistenza a queste popolazioni, si rivela oggi incapace di rispondere a quest'emergenza. Inchiesta nei villaggi del dipartimento di Keita Durante un'inchiesta nutrizionale in quattro villaggi del dipartimento di Keita, condotta a fine maggio 2005, MSF ha constatato che l'aiuto alimentare non arrivava alle persone che più ne avevano bisogno. Mentre il dipartimento di Keita (provincia di Tahoua) avrebbe dovuto ricevere 300 tonnellate di cereali al mese a partire da novembre 2004, all'inizio di maggio erano arrivate solo 700 tonnellate, dunque tre volte meno del previsto. In questi quattro villaggio, tra il 60 e il 100% delle famiglie non avevano potuto acquistare il miglio a prezzi accessibili, per due motivi : la mancanza di mezzi (circa il 45%) o la lontananza dei punti di vendita. Quanto a quelli che sono riusciti a comprare qualcosa, una o due volte al massimo, hanno ottenuto tra i 20 e i 70 chili di miglio per famiglia, quantità che coprono il fabbisogno nutrizionale per un periodo che và dai quattro ai 14 giorni. Alle scarse quantità di cibo, si aggiunge il problema della qualità nutrizionale molto povera. Durante quest'inchiesta nutrizionale, più della metà delle famiglie intervistate hanno dichiarato di non fare più di un solo pasto al giorno, a base di acqua e miglio. Quest'anno, il consumo di latte, fagioli e olio vegetale è fortemente diminuito mentre quello di alimenti provenienti dai raccolti è aumentato. L'alimentazione povera di nutrimenti fornisce un apporto calorico insufficiente ai bambini in piena crescita e agli adulti che lavorano nei campi. Assenza di un aiuto alimentare gratuito I paesi donatori e il governo del Niger si rifiutano di cambiare strategia e di utilizzare le risorse disponibili per effettuare distribuzioni gratuite di cibo nei villaggi più colpiti dalla malnutrizione per non destabilizzare un mercato che è già fortemente falsato dalla speculazione. Pertanto riconoscono che le misure adottate non sono efficaci e che tutta una parte della popolazione non ha accesso agli aiuti alimentari a pagamento. La crisi alimentare è ufficialmente riconosciuta ma negata nei fatti poiché l'unica azione urgente, la distribuzione gratuita di cibo, non è stata ancora presa in considerazione. Il governo e i paesi donatori lasciano le Ong da sole ad occuparsi di questo " approccio appropriato di distribuzione gratuita mirata" mentre loro si preoccupano di proteggere il mercato. Ciò non ha impedito all'ambasciatore francese in Niger (la Francia è il principale paese donatore del Niger) di rivolgere un appello alla generosità dei francesi che vivono in Niger per abbassare i prezzi. Dal sito di Medici senza frontiere www.msf.it/msfinforma/comunicati_stampa/28062005.shtml (28/06/2005)

 

ID 345, ut 1, pubblicato il 04/07/2005