Clonazione

L'umanità sta raggiungendo il bivio, da cui si dipartirà o un'ulteriore evoluzione o una specializzazione involutiva

Filippo Zaccaria

Un segnale ulteriore che l’umanità sta raggiungendo il bivio, da cui si dipartirà o un’ulteriore evoluzione o una specializzazione involutiva, è la clonazione umana da cellule adulte, già specializzate.
Presentata come un avanzamento della scienza, è in realtà, un ritorno all’indietro di milioni di anni. Il semplice fatto che ciò che è possibile in natura è già connaturato nella storia biologica, non ci dà la certezza che l’ulteriore manipolazione sia giusta e utile e senza conseguenze negative.
Certamente in un lontano passato, quando la personalità individuale non esisteva, l’avere lo stesso sangue era sinonimo di identità, se non personale almeno tribale. L’età mitica di Adamo, Matusalemme o Noe che avrebbero raggiunto o superato circa mille anni, indicano questo processo di identità: di padre in figlio la personalità di Matusalemme, portata da una purezza del sangue, durò per novecento anni, prima di morire. Se fosse di questo tipo l’immortalità vagheggiata dai propugnatori della clonazione sarebbe cosa amara e triste vedere l’annullamento di centinaia di migliaia d’anni di lenta e difficile, a volte drammatica, evoluzione verso una coscienza individuale.
Ora ogni cellula del nostro corpo è potenzialmente un membro di una tribù che porta il nostro nome, dominata da un tiranno onnipotente che fa e disfa, impone vita e morte, il nostro Io. L’idea di individualizzare le nostre cellule affinché divengano copie conformi a chi? Al tiranno o allo schiavo?
Mi par di capire che l’ideologia sia sempre quella che dominava la cultura ottocentesca: la tecnologia risolverà ogni cosa, non c’è da preoccuparsi, la tecnologia è sempre buona è l’uso che la cambia.
Come un martello è fatto per colpire con forza, la sua ideologia sarà "colpire con forza" indifferente se colpirà un chiodo, un dito o una testa. Non direi che il martello è cosa buona, il fatto deve essere portato a coscienza, non usiamo cose buone, ma pericolose, la tecnologia è sempre pericolosa usatela con prudenza, attenzione, se non serve non usatela, ci impigrisce e ci degrada.
L’umanità è arrivata a scoprire che, contrariamente agli animali, l’uomo non si riproduce, ma nasce, con un atto riproduttivo animale, per sviluppare una propria singolare personalità. Per cui non nascono più schiavi. Questo credo sia il motivo recondito per cui si tenta la via della clonazione. Si tenta di non far più nascere uomini, ma cloni.

Da Biolcalenda, Febbraio '03

www.labiolca.it - labiolca@greenplanet.net

 

ID 35, ut 1, pubblicato il 09/03/2003