COMUNI RICICLONI 2005

Veneto
IL PRIMATO È TUTTO VENETO
RONCADE (TV) È IL COMUNE PIÙ VIRTUOSO D'ITALIA

IN PROVINCIA DI VERONA AL PRIMO POSTO SOMMACAMPAGNA,
A SEGUIRE SANT'AMBROGIO DI VALPOLICELLA E FUMANE

TUTTE ESCLUSE LE GRANDI CITTÀ

COMUNI RICICLONI 2005

IL PRIMATO È TUTTO VENETO
RONCADE (TV) È IL COMUNE PIÙ VIRTUOSO D'ITALIA

IN PROVINCIA DI VERONA AL PRIMO POSTO SOMMACAMPAGNA,
A SEGUIRE SANT'AMBROGIO DI VALPOLICELLA E FUMANE

TUTTE ESCLUSE LE GRANDI CITTÀ

E' Roncade, comune agricolo di 12.649 abitanti in provincia di Treviso, il "Comune Riciclone" 2005. Un risultato raggiunto grazie all'ottima organizzazione della raccolta differenziata e a all'intensa e proficua attività di sensibilizzazione rivolta ai ragazzi delle scuole. La premiazione dell'undicesima edizione di Comuni Ricicloni, il riconoscimento ai Comuni per la migliore gestione dei rifiuti organizzato ogni anno da Ecosportello (lo sportello informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate) è avvenuta il 7 luglio a Roma al Centro Congressi Cavour, alla presenza del Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli e del presidente di Legambiente Roberto Della Seta, al termine del convegno "Novità e prospettive nella gestione dei rifiuti", a cui hanno preso parte Roberto De Santis, presidente del CONAI, Enzo Favoino, della Scuola Agraria Parco di Monza, Massimo Ferlini, presidente dell'Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, Nicola Nascosti, rappresentante dell'ANCI, Andrea Poggio, vice-direttore nazionale di Legambiente, Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, e Lucia Venturi, della Segreteria Nazionale di Legambiente.
Roncade vince e scalza dal 1° gradino del podio Fumane (VR), precipitata al 11° posto, che guidava la classifica assoluta dello scorso anno. Al 2° posto si piazza Torre Boldone (BG) e al 3° Quinto di Treviso. Comuni del trevigiano sono anche Carbonera (4°), Preganziol (5°), Maserada sul Piave (6°) e San Biagio di Callata (7°). All'8° posto si trova un comune piemontese, Marene (CN), mentre al 9° e 10° chiudono la top ten ancora due trevigiane, Arcade e Nervesa.

Il Veneto, con questi risultati, supera in classifica la Regione Lombardia che aveva guidato negli ultimi anni le classifiche di Legambiente.
Nel veronese si confermano i comuni della Valpolicella, che insieme a Sona e Sommacampagna rappresentano da anni l'avanguardia più avanzata nella raccolta differenziata, ma a differenza delle altre province del Veneto manca completamente il ruolo di traino della Provincia di Verona, che non ha ancora approvato definitivamente il proprio piano rifiuti provinciale (unica provincia nel Veneto).

I RISULTATI DEI COMUNI VERONESI

Nei comuni con più di 10.000 abitanti si classificano:

Classifica Comune Abitanti Indice % Rac.Dif.
7 SOMMACAMPAGNA 13.799 79,3 73,7
11 SANT'AMBROGIO VALP. 10.656 77,9 72,8
22 CEREA 15.389 71,7 65,4
24 NEGRAR 16.634 69,3 68,3
27 SAN PIETRO IN CAR. 12.633 68,6 73,6
42 SONA 15.020 64,5 60,8
69 SAN MARTINO B.A. 13.231 56,6 55,4

Nei comuni sotto i 10.000 abitanti si classificano:

Classifica Comune Abitanti Indice % Rac.Dif.
7 FUMANE 3.908 80,3 70,2
98 BUTTAPIETRA 6.195 67,2 67,8
170 COLOGNA VENETA 8.210 61 59,0
292 VILLA BARTOLOMEA 5.500 54,1 54,1


"I Comuni Ricicloni - ha dichiarato il presidente di Legambiente Verona, Michele Bertucco - sono un esempio per tutto il Paese, l'avamposto di un'Italia più moderna e più pulita: hanno imparato a trattare bene i rifiuti, collaudando servizi di qualità che danno risultati, economia e lavoro. Insomma hanno saputo trasformare i rifiuti da problema a risorsa.

Comuni Ricicloni: vince la qualità.

Già dalla scorsa edizione del premio, visti gli alti livelli di differenziazione che in alcuni comuni arrivano a sfiorare l'80%, Legambiente ha deciso di valutare la qualità più che la quantità. Misurando cioè, oltre alla percentuale di raccolta differenziata, anche aspetti fondamentali quali la riduzione della produzione, la percentuale destinata al recupero di materia, l'attivazione di un sistema tariffario al posto della tassa, l'introduzione del compostaggio domestico, gli acquisti verdi (GPP-Green Public Procurement) da parte delle amministrazioni pubbliche, la sicurezza dello smaltimento e l'efficacia generale del servizio. Una serie di parametri che, fissate le soglie d'ingresso sulla base del "vecchio" criterio della percentuale (50% per i comuni sotto i 10mila abitanti e 35 per quelli over 10mila al nord, 25% per i comuni del centro e del sud), va a comporre un "indice di gestione" che decide vincitori e classifica.

Nella classifica generale, come abbiamo visto, è dunque il Veneto la regione campione di qualità, dove la provincia di Treviso fa la parte del leone con 8 comuni ai primi dieci posti: se Roncade è il riciclone assoluto nazionale, il primo posto nella classifica dei comuni del nord sopra i 10mila è appannaggio di Carbonera (TV) e per gli under 10mila vince invece Torre Boldone (BG), storico leader di tante edizioni di Comuni Ricicloni.
Solo grazie alle ottime performances della provincia di Salerno (Bellizzi stravince la classifica sopra i 10mila abitanti, seguita da altre otto cittadine targate SA, e San Cipriano Picentino guida quella degli under 10mila) il sud quest'anno batte il centro.
Stazionari i comuni toscani, storicamente i più virtuosi, intorno al 35% di raccolta differenziata e senza nessuna novità sotto il profilo della gestione di qualità. Leader della classifica del centro Italia sopra i 10mila è Martinsicuro (TE), ma la vera nota positiva per le regioni centrali è quella della provincia di Chieti, che allinea ben 9 comuni, capitanati da Orsogna, nella classifica under 10mila abitanti.
Un discorso a parte va fatto per le grandi città. Nessuna supera ancora la fatidica soglia del 35% fissata dal Decreto Ronchi. Milano, la prima ad avere introdotto la raccolta differenziata, è ferma da otto anni sotto il 30%, non vuole saperne di separare la frazione umida (che da sola costituisce circa il 35% del totale dei rifiuti urbani) e vuole autorizzare un nuovo forno inceneritore. Roma, salendo da un misero 7% al 13,4, va incoraggiata e fa ben sperare per il futuro. Napoli, nonostante emergenze, commissari straordinari e piani a non finire, non riesce ad andare oltre il 4,8%, pur avendo esperienze di segno positivo in alcuni comuni della provincia.
Insomma, quello che vale, salvo eccezioni, per i piccoli e medi comuni, vale anche per le grandi città: c'è ancora un'Italia a due velocità, con un nord che vede la Lombardia e il Veneto al 40% di raccolta differenziata e un sud ancorato al 5% della Sicilia.

 

 

ID 361, ut 1, pubblicato il 20/07/2005