PM10 NEL VENETO

Veneto
DOSSIER DI LEGAMBIENTE: IN 4 ANNI NESSUN MIGLIORAMENTO

"ECCO PERCHE' LA REGIONE NON PUO' CHIAMARSI FUORI"

E IL PM2,5 CONFERMA IL QUADRO NEGATIVO

LEGAMBIENTE VOLONTARIATO VERONA
n.59/05 - 13 Ottobre

comunicato stampa del 11/10/05
LEGAMBIENTE VENETO

PM10 NEL VENETO

DOSSIER DI LEGAMBIENTE: IN 4 ANNI NESSUN MIGLIORAMENTO

"ECCO PERCHE' LA REGIONE NON PUO' CHIAMARSI FUORI"

E IL PM2,5 CONFERMA IL QUADRO NEGATIVO

Il conto alla rovescia verso il 15 ottobre, data entro cui l'Assessore regionale all'ambiente Conta ha promesso di dare indicazioni a Province e Comuni sui provvedimenti da prendere contro il Pm10 è ormai agli sgoccioli. Legambiente è allarmata dall'immobilità della Regione verso il problema dell'inquinamento atmosferico.
Spiega Lucio Passi, responsabile per Legambiente Veneto, delle politiche "anti smog".
"Abbiamo analizzato i dati degli ultimi mesi e li abbiamo confrontati con quelli degli anni precedenti. Ebbene, in questi 4 anni, cioè da quando le micropolveri vengono regolarmente monitorate nel Veneto, non c'è stato alcun miglioramento." Questo per due motivi.
Il primo. A causa dei ritardi e delle ambiguità della legge regionale antismog, cioè del Piano di risanamento dell'Aria, questa battaglia è stata lasciata combattere praticamente ai soli comuni capoluogo, quando invece tutti i gli esperti, e tutti i dati a disposizione, concordano nel far ritenere la pianura veneta omogeneamente inquinata dal particolato. (Va ricordato che per l'ARPAV sono già 82 i comuni che nel Veneto superano i limite di legge per il Pm10, e per cui ha chiesto l'inserimento in "fascia A". La fascia A è quella, secondo il Piano di risanamento dell'Aria della regione Veneto, i cui l'inquinamento è decisamente oltre i limiti di legge e in cui vanno presi provvedimenti, anche drastici, per riportarlo entro i limiti stabiliti dal DMA60/02. E via via che aumentano le campagne di monitoraggio che ARPAV effettua con i laboratori mobili, aumentano i numeri dei Comuni da inserire in questa fascia.)
Risultato: grazie all'atteggiamento pilatesco della Regione i provvedimenti antismog fin qui presi, oltre ad essere stati spesso incoerenti tra loro hanno riguardato circa il 2% del territorio regionale, cosa che li ha praticamente vanificati.
Il Secondo. E' stato sottovalutata la responsabilità del traffico rispetto al problema. Il trasporto su gomma non è solo la fonte principale di emissioni di micropolveri, ma ne provoca anche il continuo risollevamento in atmosfera, qualsiasi ne sia la fonte. In questo modo contribuisce ad aumentare le concentrazioni di Pm10 nell'aria. Non c'è stato nemmeno quel miglioramento che molti si aspettavano grazie alla progressiva modernizzazione del parco automobilistico: auto catalizzate, nuovi diesel… Anche perché i mezzi in circolazione aumentano ogni anno. La politica nazionale degli incentivi per il rinnovo del parco automobilistico portata avanti negli anni scorsi ha fatto flop. Questo soldi sarebbero stati investiti meglio nel rilancio del trasporto pubblico."
"In attesa delle misure strutturali, - avverte Michele Bertucco, Vicepresidente Regionale di Legambiente Veneto - se da subito e per i prossimi sei mesi non saranno presi provvedimenti periodici di limitazione del traffico riguardanti tutta la pianura veneta, la Regione sarà nei fatti responsabile del danno alla salute dei cittadini, che è scientificamente provato. Il Pm10 è causa di numerose malattie e decessi.
D'altra parte - continua Bertucco - il piano di Risanamento dell'aria della Regione è stato definito «inadeguato» da parte di un funzionario veneziano della Direzione generale ambiente della Commissione, Marco Gasparinetti. E' probabile che l'Unione Europea, dopo aver aperto una prima procedura d'infrazione a causa dei superamenti dei limiti in Lombardia, ne apra una seconda per il superamento dei limiti in Veneto."

Unione Europea a parte, le valutazioni di Legambiente sono basate su dati certi: nel Veneto dal 2002 ad oggi l'inquinamento da Pm10 non è diminuito, e resta a livelli altissimi.
E' quanto emerge dall'ultimo rapporto sulle micropolveri diffuso oggi da Legambiente.

A illustrarlo è Michela Esposito, dottoressa in Scienze Ambientali, volontaria di Legambiente. "L'analisi dei dati rilevati dall'ARPAV dal primo gennaio al 30 giugno 2005, riguardanti la presenza di PM10 nell'aria delle città venete, se confrontata con gli stessi periodi degli anni precedenti preoccupa subito: per un semplice evidente motivo. Il primo semestre del 2005 in tutto il Veneto registra un aumento dei giorni di superamento e delle medie semestrali rispetto allo stesso periodo del 2004. Ed anche se il 2003 resta l'anno più inquinato, il primo semestre del 2005 supera anche i valori del 2002."
 

Tabella 1 - PM10. RAFFRONTO DEL NUMERO DI GIORNI DI SUPERAMENTO DEL LIMITE GIORNALIERO NEL PRIMO SEMESTRE DEGLI ANNI 2002/2003/2004/2005

CITTA'2005 2004 2003 2002
Padova 102 81 112 82
Vicenza 102 90 91 ND
Treviso 72 65 47 43
Belluno 19 41 78 ND
Verona 110 87 115 74
Mestre (Venezia) 80 57 82 62
Rovigo 74 59 86 ND

Fonte: Dipartimenti provinciali e Osservatorio Regionale Aria di ARPAV. Elaborazione Legambiente. Limite di legge giornaliero: 50 microgrammi per metro cubo, con tolleranza. La legge, il DMA 60/02 nell'arco di in un anno, consente al massimo il superamento di tale limite per non più di 35 giorni.
 

"E' estremamente chiaro il grave stato di inquinamento atmosferico della nostra Regione," - continua la Dottoressa Esposito - "I 35 giorni annui in cui il limite di legge giornaliero poteva essere superato sono stati ampiamente consumati, già nei primi sei mesi dell'anno, in tutti i capoluoghi. La legge (il D.M.A. 60/02), infatti, stabilisce il limite giornaliero in 50 microgrammi per metro cubo e prescrive che non debba essere superato per più 35 giorni in un anno. Già nel primo semestre dell'anno i giorni avvelenati sono risultati 102 a Vicenza, 110 a Verona, 102 a Padova, 72 a Treviso, 74 a Rovigo, 80 a Mestre, 19 a Belluno (con Feltre, nella provincia bellunese che totalizza il triplo dei superamenti del capoluogo: 60).
 

Tabella 2 - PM10. NUMERO DI GIORNI DI SUPERAMENTO DEL LIMITE GIORNALIERO NEL PRIMO SEMESTRE 2005

  VERONA PADOVA VICENZA MESTRE
N. giorni
superamento
limite giornaliero
110 102 102 80
  ROVIGO TREVISO Mogliano TV Castelnuovo RO
N. giorni
superamento
limite giornaliero
74 72 71 64
  Feltre BL Conegliano TV Schio VI BELLUNO
N. giorni
superamento
limite giornaliero
60 49 45 19

Fonte: Dipartimenti provinciali e Osservatorio Regionale Aria di ARPAV. Elaborazione Legambiente. Limite di legge giornaliero: 50 microgrammi per metro cubo, con tolleranza. La legge, il DMA 60/02 nell'arco di in un anno, consente al massimo il superamento di tale limite per non più di 35 giorni.
 

"La tendenza è confermata anche dall'analisi del Pm2,5, la frazione più pericolosa del Pm10", conclude Esposito. Per la prima volta in questo primo semestre 2005 Arpav ha monitorato (anche se attualmente soltanto in tre province: Padova, Treviso e Venezia), la concentrazione di Pm2,5. Come ci si poteva aspettare anche per il Pm2,5 i dati non sono per niente rassicuranti. Difatti solo nel primo semestre i giorni di superamento del valore indicato dal Clean Air For Europe (CAFE), il gruppo di lavoro dell'Unione Europea su questo tema, come valore massimo consigliabile sono stati 89 a Padova, 68 a Treviso, 103 a Malcontenta (VE) e 112 a Venezia-Via Lissa.

Potete scaricare il rapporto semestrale sul PM10 redatto da Legambiente Veneto (.pdf - 188kb) all'indirizzo: target=_blank>www.legambienteverona.it/doc/ href="../../doc/PM10venetoIsem05.pdf" target=_blank>PM10venetoIsem05.pdf

 

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ID 403, ut 1, pubblicato il 13/10/2005