Marcia straordinaria Perugia-Assisi per la Pace in Medio Oriente

"Contro la guerra infinita costruiamo la pace in Medio Oriente"
Due popoli, due stati, pari dignità, stessi diritti, pari sicurezza - dal nostro inviato

il corteo

"Una manifestazione è sempre un momento di grande umanità, dove l'intrecciarsi dei sentimenti, delle aspirazioni e degli ideali dei partecipanti con la vicinanza fisica, il guardarsi negli occhi, ti fa sentire comunità, grande comunità, ti fa sentire la forza della comunità. Ti riempie di speranza per il futuro e ti fa intravedere la possibilità di modificarlo o meglio la speranza di poter modificare le tendenze in atto e che oggi stanno preparando il futuro."
un marciatore

 

Cos'è?
L' appello
Chi l'ha promossa e chi vi ha aderito.
Gli interventi.
Gli slogan.
Il concerto.
Testimonianze

 

Cos'è

La marcia della Pace Perugia-Assisi è nata nel 1961 per iniziativa di Aldo Capitini. Viene promossa annualmente dalla "Tavola della Pace" ( www.tavoladellapace.it ) per sollecitare l'attenzione dell'opinione pubblica, delle organizzazioni internazionali e dei governi sulle problematiche della pace. Quella del 12 maggio è stata indetta in forma straordinaria per portare l'attenzione sulla drammatica situazione in Palestina.

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Chi l'ha promossa e chi vi ha aderito

Il comitato direttivo della Tavola della Pace è composto da:
Acli, Agesci, Arci, Francescani del Sacro Convento di Assisi, Volontari del Mondo Focsiv, Legambiente, Cgil, Cisl, Uil, Associazione per la pace, Banca Etica, Cipsi, Ics, Emmaus Italia, Manitese, Pax Christi, Centro per la pace Forlì/Cesena, Peacelink, Lega per i dirtti e la liberazione dei popoli, Fondazione italiana per il volontariato, Forum Trentino per la Pace.

il nostro gruppo Oltre a quelle sopracitate abbiamo notato la partecipazione delle seguenti organizzazioni: Rete Lilliput, Beati i Costruttori di Pace, Mani Tese, Action For Peace, Gsi, Social Forum di varie città(compresa Legnago), Cittadinanza Attiva, Botteghe del Mondo, Comunisti Italiani, Commercio Equo e Solidale, Anarchici, Lista Di Pietro, DS, Verdi, Rifondazione Comunista, Aiab, Sinistra giovanile, Emergency.
(per un elenco completo degli aderenti consulta il sito della "Tavola della Pace")

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Gli interventi (download in formato *.mp3)

Un organizzatore
Presidente della Regione Umbria, M. Lorenzetti
Presidente della Repubblica, C. A. Ciampi (messaggio inviato)
Presidente del Coordinamento degli Enti Locali per la Pace, Giulio Cozzari
Roberto Giudice di "Action For Peace" - reduce dalla Palestina
La direttrice di "Peace Now" - dopo la grande manifestazione pacifista del giorno precedente a Tel Aviv
Il Sindaco di Nablus
Conclusioni

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Gli slogan

Contro guerra e terrorismo globalizzare i diritti umani, la democrazia, la solidarietà "Due popoli, due stati"

"Solo nella ricerca della felicità c'è salvezza per l'umanità"

"Non c'è Pace senza Giustizia"

"Gli ebrei ci piacciono, i palestinesi ci piacciono, il governo Sharon no!"

"La Pace comincia da me"

"Sono ebrea, mi vergogno"

"Not in my name"
La CGIL di Bologna ha portato una bandiera palestinese di 36 m.
Diverse le sovrapposizioni di bandiere Israeliane e Palestinesi.

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Il concerto (download in formato *.mp3 o *.mpg)

Hanno suonato "I NOMADI" e "EDOARDO BENNATO"

Edoardo Bennato ha cantato " L'isola che non c'è" e  "Non è amore", l'ultima sua composizione.

NON E' AMORE

Non è amore
Quello che fa girare il motore
Del volo militare e che importa
Di sotto chi ci stà

Non è amore
Legittima difesa; prima sparo
E dopo chiedo scusa, quel che conta
E' legalità

Ma tra la freddezza e la follia
Ci deve essere una terza via

Non è amore
Quello che fa giocare al mercato
La multinazionale nella gara
A chi venderà

Non è amore
Lo splendido sorriso di chi spiega
Le regole per l'uso, di chi inganna
Cona la pubblicità

Ma tra freddezza e la follia
Ci deve essere una terza via

Non è amore
Il gesto plateale di chi marcia
Spaccando le vetrine del quartiere
Che colpe non ne ha

Non è amore
La guerra della fede di chi è pronto
A uccidere e morire per amore
Di Cristo o di Allah

Seguono  le parole di Bennato fra una canzone e l'altra:

"Credo che se oggi siete arrivati qui [perché] siete dei sognatori. A volte chi sogna viene considerato pazzo, però è meglio correre il rischio di essere considerati dei pazzi che smettere di sognare. "L'isola che non c'è" è dedicata a tutti quelli che non smettono mai di sognare, non smettono mai di lottare, anche se a volte l'obiettivo sembra irrangiungibile, anche se sembrano tempi duri. Però io penso che è una predisposizione mentale, è un atteggiamento completamente diverso anche nello sventolare le bandiere. Nello sventolare le bandiere deve esserci questo atteggiamento disponibile nei confronti di quelli che sventolano una bandiera diversa, accettare un dialogo anche con quelli che in teoria la pensano in un modo diverso da noi. L'obiettivo comune è fare in modo che non ci siano, appunto, più prevaricazioni, violenze, razzismi. Se tutti quanti noi incominciassimo a pensare che veniamo sempre da uno stesso mondo, [e] man mano spostandoci verso il nord del pianeta latitudinalmente, in altre situazioni, abbiamo visto la nostra pelle diventare sempre più chiara sempre più chiara. Veniamo tutti da uno stesso ceppo da una stessa famiglia, quindi l'atteggiamento soprattutto di noi occidentali privilegiati, perchè siamo privilegiati, è [sarebbe] quello di essere più disponibili nei confronti dei nostri "lontani parenti" che vivono in una situazione latitudinale di svantaggio e [dovremmo] fare in modo che tutta questa diversità venga colmata. Sembra una cosa facile da dire da un palco ma poi magari difficile da mettere in pratica, però dal vostro atteggiamento sembra che c'è una parte della comunità più attenta più sensibile e quindi voi giorno per giorno dovete condizionare tutti quanti gli altri."

Sono Israeliana mi vergogno Questo è invece il  commento del cantante de "I NOMADI" ad un cartello presente alla manifestazione.

"Abbiamo visto prima un cartello tenuto da una persona che [su cui] era scritto: "sono una israeliana e me ne vergono" noi diciamo una cosa, credo che sia una signora, noi diciamo una cosa: "non si preoccupi, se lei lavora per la pace essere israeliani, palestinesi, italiani, americani, rossi, non centra niente, nulla, non vergognarsi, sono tutte convenzioni, bandiere [applausi] . L'importante è essere qua, cittadini di qualcosa."

Le canzoni dei Nomadi (*.mp3):
Contro
Ma chi lo dice che il fiore è nero...
Come un fiume
La strada
Dio è morto

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Testimonianze

Alcune impressioni che abbiamo raccolto lungo il tragitto.
 
Andrea è un manifestante di Montebelluna (TV) trentenne, artigiano.
 
Vronline - Che impressione hai della marcia?
 
Andrea -  E' la prima volta che partecipo, sono contento di esserci, dare la mia solidarietà al popolo palestinese e contro tutte le guerre del mondo, contro le guerre del padrone, le guerre infinite, senza fine, medioevali, contro le guerre dei padroni.
 
Vronline - In palestina il problema è un po' più complicato ci sono due popoli e tutti e due vogliono la stessa terra come si può risolvere secondo te?
 
Andrea - Ci sono due popoli, ci vogliono due stati e principalmente il riconoscimento dello stato palestinese cosa che secondo me Israele è proprio quello che non vuole perchè, riconoscendo uno stato, non ci sarebbero più le attenuanti per un'invasione armata come lo stanno facendo da 50 anni spopolando le terre, invadendo le case.
 
 Vronline - Anche perchè sono costretti a mettersi d'accordo tra paesi confinanti o si va all'annientamento di un popolo o va a una certa soluzione che è quella di andare d'accordo 
 
Andrea -  ... certo, ma penso che nel mondo civile, tutte le guerre, siamo appena usciti da una guerra mondiale, dovrebbero averci insegnato la convivenza tra i popoli, poi il diritto ad un popolo di riconoscersi, di avere una terra, un proprio governo, dei rappresentanti che li rappresenti. [Tutto] ciò è sacrosanto e qualsiasi altra forma di strumentalizzazione, vedi come si muove il governo israeliano verso gli attentati terroristici, è solo una scusante per invadere un popolo da 50 anni.



LA CANZONE DELLA PACE  di Ytzhak Rabin
 
Fate che il sole sorga al mattino per illuminare:
la più pura delle preghiere non ci farà ritornare.
Colui il cui nome è spento è stato riposto nella polvere
il pianto amaro non lo sveglierà, non lo farà ritornare qui.
Nessuno ci farà ritornare dalla fossa profonda
e qui non verranno la gioia della vittoria, nè i canti di ringraziamento.
Per questo cantate solo un canto alla pace gridando forte.
Lasciate che il sole penetri attraverso i fiori.
Non guardate indietro, date tregua a coloro che vanno
Sollevate gli occhi con speranza non solo nelle intenzioni;
cantate una canzone all'amore e non alle guerre.
Non dite: "Verrà un giorno", portatelo quel giorno.
E per tutte le piazze portate in alto la pace.
Per questo, cantate solo un canto alla  pace,
non sussurrate una preghiera,
meglio che cantiate un canto alla pace
gridando forte.
 
[Questa preghiera venne pronunciata da YTZHAK RABIN (che fu primo ministro di Israele, Nobel per la pace) il giorno stesso in cui venne ucciso da un ebreo ultraortodosso a Tel Aviv.]  

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APPELLO ALL'EUROPA

Chiediamo pace per Gerusalemme

Lo striscione che raccoglie le scritte dei manifestanti e che verrà portato in Israele per chiedere la pace Da quasi due anni, israeliani e palestinesi sono prigionieri di una terrificante spirale di odio e violenza. Ed ora è guerra aperta. Un impressionante fiume di sangue scorre sotto i nostri occhi alimentando rappresaglie e vendette. Il peggio che tutti dicevano di voler scongiurare è arrivato. Ma al peggio non c'è un limite. Lo deve porre la comunità internazionale, lo deve porre l'Europa, lo dobbiamo porre noi. E' una nostra responsabilità. Per questo abbiamo deciso di promuovere, domenica 12 maggio 2002, una edizione straordinaria della Marcia per la pace Perugia-Assisi.

Tutti sanno che senza un deciso intervento dei responsabili della politica internazionale sarà molto difficile spezzare la catena della morte. Per questo noi cittadini europei, consapevoli delle nostre responsabilità storiche, rivolgiamo un nuovo pressante appello all'Europa: "fermiamo la carneficina".

Insieme al Segretario Generale dell'Onu chiediamo agli israeliani di mettere fine all'illegale occupazione dei territori palestinesi, all'assedio e al bombardamento delle aree civili, agli assassini, all'inutile uso della forza letale, alle demolizioni, agli arresti arbitrari e alle quotidiane umiliazioni dei palestinesi. Insieme al Segretario Generale dell'Onu chiediamo ai palestinesi di fermare tutti gli atti di terrorismo e gli attentati suicidi che colpiscono indiscriminatamente i civili e allontanano ogni possibile soluzione del conflitto. Ma gli appelli a Sharon e ad Arafat non bastano.

Sezione dello striscione che raccoglie le scritte dei manifestanti e che verrà portato in Israele per chiedere la pace. Noi chiediamo all'Europa e all'Onu d'intervenire subito in difesa dei più indifesi, della giustizia e della legalità internazionale. Noi chiediamo all'Europa e all'Onu di inviare una forza di interposizione capace di promuovere l'immediato cessate il fuoco e di assicurare la protezione delle popolazioni civili. Noi chiediamo all'Europa e all'Onu di assumere tutte le misure di pressione e sanzione diplomatica ed economica necessarie per bloccare l'escalation e riprendere la via del negoziato -anche tramite la convocazione di una nuova Conferenza Internazionale- per la costruzione di una pace giusta e duratura. Non è possibile separare la ricerca della sicurezza dalla soluzione dei problemi politici.

I traguardi definiti dalle stesse risoluzioni delle Nazioni Unite sono noti: fine dell'illegale occupazione israeliana del 1967, fine degli insediamenti, piano di "sicurezza comune" per entrambi i popoli, condivisione di Gerusalemme, costruzione dello Stato di Palestina, riconoscimento del diritto di Israele di vivere entro confini certi e sicuri, promozione del dialogo e della convivenza, dell'integrazione e dello sviluppo dell'intera regione.

Tutti sanno che la soluzione del problema sta nel riconoscere ad entrambi i popoli gli stessi diritti: due popoli, due Stati, la stessa dignità, gli stessi diritti, la stessa sicurezza. Chiunque non voglia accettare questa soluzione sceglie di mettersi contro la comunità internazionale e deve subire le sue sanzioni.

Esistono ancora dei valori, esistono dei principi e dei diritti. Sono i valori, i principi e i diritti sui quali diciamo di voler costruire la nostra Europa e un nuovo mondo. In nome di questi stessi valori, principi e diritti, noi chiediamo all'Europa di mettere in campo le migliori energie per porre fine a questa tragedia e per scongiurare lo scoppio di nuove guerre -come quella annunciata dagli Stati Uniti contro l'Iraq- che rischiano d'infiammare il Medio Oriente e il mondo intero.

Il terrorismo non si vince con le bombe. L'Europa riprenda in mano la bandiera delle Nazioni Unite, dei diritti umani, della giustizia e della legalità internazionale. L'Europa s'impegni a costruire nel Mediterraneo una comunità di pace, di sicurezza e di cooperazione alimentata da un dialogo interculturale basato sui diritti umani e sui principi democratici. Diciamo basta alla guerra e al bellicismo, alla violenza e al terrorismo. Assumiamoci le nostre responsabilità. E' in gioco anche il nostro futuro. Dipende da noi.

In questo modo, domenica 12 maggio, intendiamo sostenere e incoraggiare tutte le donne, gli uomini e i gruppi che nella società israeliana e palestinese, riconoscendo le ragioni dell'altro, s'impegnano instancabilmente per la costruzione di una pace giusta e duratura. Dalle città di Aldo Capitini e di Francesco d'Assisi, dove solo due mesi fa su invito di Papa Giovanni Paolo II i rappresentanti delle principali religioni hanno sottoscritto uno straordinario "Impegno comune per la pace", giunga loro il nostro abbraccio di solidarietà e la promessa: a giugno saremo con voi a Gerusalemme, in Israele e in Palestina, per dire insieme "Time for peace".

Tavola della Pace

Perugia, 29 marzo 2002

 

ID 43, ut 1, pubblicato il 12/05/2002