SALUTE EQUIVALE AD ARMONIA

Bianca Braggio

La cura della psiche non può prescindere dalla cura del corpo e la cura del corpo non può prescindere dalla cura della psiche. L'uno e l'altra sono unità indivisibili.
Il benessere si realizza quando c'è armonia (questo concetto lo troviamo espresso presso molti filoni di pensiero che vanno dalla filosofia orientale, alla filosofia occidentale del passato, alle credenze di molte culture tribali fra cui gli indiani nativi americani).
Essere in armonia significa essere in armonia con se stessi e con tutto ciò che ci circonda (persone - animali - piante - minerali ecc.)
Gli indiani Sioux prima di iniziare una qualsiasi cerimonia religiosa pronunciano la seguente frase:"Mitakuie O iasin" che significa: "Tutte le mie relazioni".
Questa frase sta a indicare che noi siamo in relazione con tutti gli esseri dell'universo.
Se siamo in relazione con tutti gli esseri dell'universo siamo anche più in relazione con
noi stessi, perché viviamo un senso di appartenenza al cosmo, perchè ci percepiamo come un elemento del pianeta e cioè siamo un componente della vita!
Essere coscienti della sacralità della vita equivale ad essere coscienti delle altre vite che ci circondano. Quindi vivere un rapporto d'amore con noi stessi e con ciò che è intorno a noi (questo non significa rinunciare ad esprimere la propria rabbia se siamo arrabbiati o altri sentimenti che proviamo).
Se noi siamo più consapevoli diventiamo più amorevoli, se siamo più amorevoli siamo più consapevoli.
Ci sono intorno a noi altri esseri che hanno una struttura corporea molto simile alla nostra. Ad esempio il nostro patrimonio genetico ci distingue da una scimmia solo per poco più del 1%, cioè meno di quello che distingue un cavallo da una zebra, ciò nonostante classifichiamo il cavallo e la zebra fra il genere equini e l'uomo e la scimmia come appartenenti a due famiglie completamente diverse. Ma anche ciò che ci differenzia da altri animali non sono molti geni. Molti animali hanno una composizione corporea molto simile alla nostra, hanno un fegato, dei reni, un cuore ecc. molto simili ai nostri organi.
Talvolta, quando vengono rinvenuti i resti di un corpo in stato di decomposizione può essere difficile, a una prima indagine, distinguere se è la "carcassa" di un vitello o il "cadavere" di un uomo, o il corpo di un cane o di un bambino.
Un animale, oltre a un corpo, ha anche delle emozioni molto simili all'uomo. Un animale soffre come un uomo quando viene rinchiuso in una gabbia.
Un vitello può soffrire come un uomo quando viene legato a un palo per giorni e giorni senza potersi mai coricare allo scopo di impedirgli di leccare il ferro, un istinto che nasce dalla costrizione a una dieta anemizzante a cui viene sottoposto dalla nascita per rendere bianca la sua carne. La differenza è che un uomo può protestare, un vitello può solo subire silenziosamente.
Soffre l'anitra con le zampe inchiodate per essere nutrita a forza con un tubo affinché il suo fegato scoppi per poter essere successivamente servito sotto forma di "patè de foie" su tavole elegantemente imbandite.
I"bovini" soffrono quando vengono stipati nei vagoni dei treni per essere sottoposti a lunghi viaggi senza poter nè mangiare né bere.
Soffrono i polli e i tacchini quando schiacciati nelle gabbie con le ali spezzate vengono trasportati sui camion della morte da una città all'altra.
Soffrono i cavalli e gli animali esotici quando arrivano in Europa morti o agonizzanti nelle stive delle navi dopo un lungo viaggio di oltre oceano.
Provate ad entrare in un macello e vedrete se anche gli animali non sperimentano la paura e il dolore. Terrorizzati dall'odore del sangue dei loro compagni uccisi urlano e arretrano, pertanto vengono bastonati e pungolati con dei punteruoli per essere spinti verso il luogo della morte. Anche loro vogliono vivere come noi!
Vogliono vivere anche i conigli immobilizzati in gabbie strettissime sui cui occhi vengono testati i prodotti cosmetici che saranno poi acquistati dalle signore che sono disposte a sborsare parecchi soldi per la .loro immagine. Quegli occhi (dei conigli) spesso scoppiano, spappolati dal prodotto usato volutamente in grande quantità.
Urlano per il terrore anche i piccoli di foca, quando vedono le loro madri uccise a bastonate per essere derubate del loro vestito. Quei brandelli di carne, sangue e pelo poi rinsecchiti (conciate) saranno successivamente indossate dalle signore che seguono la moda.
Certo qualcuno potrebbe dire: "Noi non siamo gli artefici diretti di tali crudeltà", ma questa affermazione è ipocrita, perché siamo in realtà i complici indiretti e silenziosi di tali assassini e atrocità.
Non è facile identificarsi in un animale come non è facile identificarsi con un'altra persona, con un uomo che ha un colore diverso della pelle o con un handicappato, perché noi siamo abituati all'egocentrismo e all'utilitarismo.
* Noi consideriamo che l'uomo è al centro dell'universo e il pianeta al suo servizio, anziché specie vivente che convive con altre specie viventi e non viventi (il nostro pianeta ha 4,5 miliardi di anni, le prime forme di vita sulla terra iniziarono 35O milioni di anni fa mentre l'homo sapiens comparve solo un milione di anni fa). Questa presunzione sta portando l'uomo verso una progressiva distruzione del pianeta. Ogni giorno scompaiono migliaia di specie di piante e di animali. Responsabile di tutto ciò è in gran parte l'inquinamento provocato in gran quantità anche dagli allevamenti.
* Gli allevamenti intensivi dei paesi industrializzati sono anche in parte responsabili della fame nel mondo per due ragioni: una, perché vengono incentivati i paesi poveri a produrre prevalentemente granaglie da esportare nei paesi ricchi per nutrire gli animali, a discapito delle coltivazioni di prodotti di uso locale; due, perché si ha un grosso spreco di risorse: per far sopravvivere un uomo sono necessari circa due etti di cereali - per avere 1/2 kg di carne ci vogliono circa 7 kg di cereali.
Ogni anno migliaia di ettari di foresta vengono bruciati per creare nuovi pascoli. In quei roghi muoiono migliaia di animali e di piante. Le aree riservate a popolazioni etniche tribali si restringono sempre di più e così stanno scomparendo anche culture più primitive ma più rispettose della natura.

Ciò che dobbiamo sviluppare è il sentimento dell'empatia . Questo richiede uno sforzo emotivo, ma allarga il proprio orizzonte e libera dall'angustia della solitudine: l'unico modo per vincere la solitudine è la partecipazione. Partecipare significa comunicare, comunicare significa esprimere il proprio sentire e anche la propria incapacità a sentire.
Chi impara a riconoscere negli animali la dignità di esistere impara a riconoscere anche la sua dignità ad esistere come essere umano e diventa anche meglio predisposto verso gli altri esseri umani. L'empatia infatti è un sentimento univoco, è l'abitudine a non discriminare e a provare il sentimento della compassione.
Riconoscere agli animali il loro diritto ad essere rispettati come esseri viventi equivale anche a riconoscere alla nostra parte animale il diritto di esistere e ad esprimersi. Spesso, nel linguaggio comune, usiamo impropriamente il termine bestiale per definire un comportamento perverso, anomalo. In realtà la "bestia", rispettata nel suo habitat, non manifesta comportamenti "bestiali", ma consoni alla nicchia ecologica che occupa. Invece è proprio l'uomo che adotta comportamenti "bestiali" cioè perversi, quando non vive in armonia con se stesso. Non vive in armonia quando relega nella gabbia la sua parte animale, l'equivalente quindi di ciò che opera all'esterno con la segregazione degli animali. Non vive in armonia quando tortura la sua parte animale, l'equivalente all'esterno della tortura praticata sugli animali di laboratorio. Non è in armonia quando, per puro divertimento, con un colpo di fucile sostituisce alla piacevolezza di un cinguettio allegro, alla pienezza di un fremito di ali, un corpo inerte, un vuoto, il silenzio della morte, senza interrogarsi su che cosa ha ucciso dentro di lui con quello sparo.
Sicuramente in questi ultimi anni l'uomo ha compiuto passi da gigante sul piano dello sviluppo tecnologico e scientifico, ma per quanto riguarda l'etica, il rispetto della vita siamo per alcuni aspetti al livello dell'età della pietra prova ne è la perversione sessuale, la violenza praticata sui più deboli, lo sfruttamento ecc. Il tutto spesso nascosto dietro una facciata di perbenismo, di belle case, di belle macchine, di bei vestiti, di ricchezza esteriore a discapito della ricchezza interiore.
L'uomo, rispetto all'animale, possiede una qualità in più: la coscienza. Quale uso facciamo di questo dono che ci è stato dato?
L. Da Vinci preconizzò a suo tempo:" Verrà un giorno in cui l'uccisione di un animale sarà considerato un delitto contro l'umanità". Cosa stiamo facendo per avvicinarci a quella data?
Ripeto, salute significa armonia:armonia del corpo, della mente e dello spirito e significa anche impegno ad essere e ad esserci nella propria evoluzione personale e collettiva.




Poesia dedicata a chi non ha ancora alcun diritto:


Un cuore che batte, polmoni che respirano,
occhi che implorano e che ti interrogano.
Bastoni che percuotono, mani che prendono e stritolano.
Gabbie che rinchiudono.
Dolore, sofferenza che non ha verbo.
Un urlo disperato che si affievolisce
a mano a mano che il coltello si affonda nella carne.
Sentenza: frutto di una condanna di delitti mai commessi.
Ultimo fremito, ultimo esalare della vita ormai tolta.
Ultimo bagliore negli occhi ormai spenti che domandano: "Perché?



Uomo: Interrogati!


Uomo, dov'è finito il tuo cuore?
Uomo, dov'è finita la tua anima?
Guarda, osserva la bellezza del sole che nasce all'orizzonte,
guarda, osserva la leggiadria del volo di un uccello,
guarda, osserva la dolcezza che c'è nello sguardo di un cane,
guarda, osserva la mitezza che c'è negli occhi di un bovino,
guarda, osserva l'eleganza di un cavallo che galoppa,
guarda, osserva le sfumature delle fronde di un albero,
guarda, osserva il mistero che c'è nelle movenze di un felino,
guarda, osserva l'impeto dell'onda dell'oceano,
guarda, osserva la maestosità della roccia che sta sopra di te,
guarda, osserva la delicatezza del fiore che ti sta accanto,
guarda, osserva il colore della terra che calpesti.
Ascolta,
ascolta la soavità del canto dell'usignolo nel bosco,
ascolta il fischio del vento che soffia fra gli alberi,
ascolta il fruscio della lucertola nel fogliame,
ascolta il ticchettio della pioggia sul selciato,
ascolta il fragore del temporale in lontananza.
Assapora,
assapora l'odore dell'aria all'imbrunire,
assapora il profumo di una mela appena raccolta da un ramo,
assapora la freschezza della resina che cola dalla corteccia del pino,
assapora la fragranza dell'erba bagnata di rugiada.
Chiediti:
Perché voglio dominare tutto questo?
Perché voglio depredare tutto questo?
Perché voglio distruggere tutto questo?
Hai forse dimenticato che tu sei natura e che fai parte di essa?
Dove hai seppellito il rispetto per le altre vite che chiami animali?
Dove hai seppellito il rispetto per i tuoi simili?
Dove hai seppellito il rispetto per te?
Dove hai seppellito il rispetto per la terra che ti ha partorito e accolto?
Fermati uomo: guarda, ascolta, assapora e interrogati.

 

ID 458, ut 1, pubblicato il 03/02/2006