Delta del Po: un paradiso da visitare!

Il Sito: Il Delta del Po

Tra i parchi naturali, il delta del Po è la più grande zona umida d'Italia, caratterizzata da grandi estensioni di acque dolci e salmastre, lagune, valli da pesca, fiumi, canali e golene che si aprono all'improvviso nel bel mezzo delle campagne; un luogo dove il confine tra terra ed acqua non è mai ben definito ma sempre mutevole ed in continua evoluzione.

Il nostro viaggio parte da Mesola dove gli Estensi, la famiglia che governava la città di Ferrara, costruì alla fine del '500 la più imponente delle delizie estensi. Il castello di Mesola, un enorme fabbricato dall'aspetto austero dove la nobile famiglia veniva a trascorrere periodi di vacanza dedicandosi principalmente alla pesca e alla caccia nei boschi che, rigogliosi, sorgevano in queste zone. Il castello ospita al suo interno il Centro di Educazione Ambientale una mostra particolarmente indicata alle scolaresche, ma non solo, dove è possibile apprendere ed approfondire le proprie conoscenze sull'evoluzione del Delta, sugli aspetti geo-morfologici e sui diversi ambienti del Delta del Po, la spiaggia con la vegetazione costiera, le valli d'acqua dolce e quelle salmastre con la vegetazione alofila ed il bosco con i suoi abitanti.

Poco distante da Mesola sorge, isolata in mezzo alla campagna la Torre dell'Abate, antico manufatto del XVII secolo che regolava, con un sistema di porte vinciane, il deflusso delle acque raccolte dai canali della grande bonifica estense.

E proprio la bonifica, con il prosciugamento di molte lagune, valli da pesca e zone acquitrinose con lo scopo di ottenere terreni coltivabili, ha contribuito in modo determinante alla trasformazione del paesaggio.

All'interno della torre una bella mostra fotografica sulle "chiuse" e sull'evoluzione del territorio del Delta.

Il polmone verde del Delta è sicuramente il Gran bosco della Mesola, più di mille ettari di fitta vegetazione, costituita dalla tipica macchia mediterranea: lecci, farnie, ontani, carpini e pioppo bianco che si alternano seguendo il saliscendi delle dune.

Nel sottobosco è possibile trovare lungo i sentieri meno battuti, il ginepro, il biancospino, la fillirea, il pungitopo, oltre alle piante tipiche delle zone palustri quali la cannuccia palustre e la tifa.

Il bosco della Mesola ospita al suo interno anche un buon numero di daini e una sessantina di cervi oltre a lepri, donnole, volpi, tartarughe d'acqua e di terra. Il bosco, gestito dal corpo forestale dello Stato, è visitabile liberamente il sabato la domenica ed i giorni festivi, mentre per gruppi autorizzati, previa autorizzazione, si può entrare anche il martedì ed il venerdì.

Guide esperte vi accompagneranno, a piedi, in bicicletta o su un carro appositamente attrezzato per la visita, lungo i comodi sentieri che attraversano il bosco.

In alternativa si può visitare il bosco di Santa Giustina o della Fasanara, dove il sottobosco presenta una varietà di specie ancora maggiore.

 

ID 48, ut 1, pubblicato il 24/03/2001