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Verona
Progetto pilota di miglioramento ambientale del "Parco delle Mura" di Verona tramite l'inserimento di animali domestici

Sono simpatici giardinieri a quattro zampe quelli che a partire da oggi raseranno i prati scoscesi dei bastioni del Parco delle Mura nella zona di San Zeno. Si tratta di tre pecore e una capra, il cui compito sarà quello di provvedere a mantenere in ordine le zone più impervie, semplicemente pascolando. Il progetto sperimentale nasce da Legambiente, che da tempo pensava ad adottare una tecnica di taglio più ecologica ma anche meno rischiosa, poiché si tratta di un'area caratterizzata da una forte pendenza e quindi pericolosa da lavorare con il decespugliatore. La soluzione è stata trovata grazie all'impiego di questi, che un tempo erano animali domestici ma ora sono inusuali da vedere, almeno per i bambini di città.
Quindi l'inserimento degli ovini avrà un duplice scopo: quello di adottare una forma di manutenzione che, a differenza delle macchine a motore, non produce inquinamento acustico e scarichi gassosi, e quello di valorizzare il bastione di San Zeno con l'introduzione di animali docili e gradevoli, che possono fungere da attrattori per i visitatori del parco, in particolar modo famiglie con bambini piccoli. Inoltre l'iniziativa coinvolgerà i giovani volontari del progetto "Parco delle Mura" in un'attività interessante come il governo di animali domestici.
La scelta è caduta sugli ovini perché sono animali rustici, che si cibano di una grande varietà di specie vegetali, si adattano con facilità alle condizioni climatiche e di buon carattere. Inoltre le loro dimensioni ridotte evitano danni da calpestio durante il pascolamento, consentono di ricoverarli in una piccola struttura e li rendono facilmente governabili anche da persone senza particolari esperienze nell'ambito dell'agricoltura. Infatti gli animali non saranno lasciati a se stessi: i volontari di Legambiente si occuperanno di loro variando la zona di pascolo per consentire una rasatura uniforme e ricoverandoli la notte in una stalla realizzata appositamente e ben custodita: la struttura di pietra del magazzino all'interno del bastione di San Zeno, all'interno del quale è stato costruito un paddock. All'interno è stata predisposta un'area di deposito del fieno, del serbatoio dell'acqua e dell'attrezzatura occorrente alla gestione degli animali. Il cancello si apre verso l'interno, per prevenire un'eventuale fuga degli animali, ed è stata rinforzata la griglia già esistente della finestra per scoraggiare danni o intrusioni da parte di malintenzionati. Ogni mattina, alle 8.30, inizia il "lavoro" delle quattro giardiniere.
Si tratta infatti di quattro femmine e va sottolineato che le pecore appartengono ad un'antica razza autoctona per la cui salvaguardia si è pronunciato perfino il Parlamento Europeo. La pecora Brogna è tipica della Lessinia ed era conosciuta nei tempi antichi come "la pecora di Cangrande", perché dava una lana di qualità particolarmente pregiata per cui Verona, con le sue "sgarzerìe" era famosa. Per loro dunque è una specie di ritorno a casa: a pascolare sui quei bastioni che proprio Cangrande volle a difesa della città. E se la capretta è già stata battezzata col nome di Anna, le tre pecore ancora non hanno un nome. Legambiente accetta suggerimenti, soprattutto dai bambini.



comunicato stampa del 03 Maggio 2006
LEGAMBIENTE VERONA
COMUNE DI VERONA Ass. Politiche Ambientali e Agenda 21 - Uff.Animali
AMIA VERONA S.p.A.

 

ID 501, ut 1, pubblicato il 05/05/2006