La logica assurda del debito (3)

Domenico de Simone

I monetaristi hanno fatto una bella scoperta di cui siamo tutti debitori. Hanno dimostrato che in un'economia sana è necessaria una massa monetaria sufficiente alla quantità ed alla qualità delle attività economiche di quella società. Sembra la scoperta dell'acqua calda, ma non è proprio così. Gli economisti classici, fino a Keynes, ritenevano che il denaro fosse assolutamente marginale nella realizzazione degli scambi, un mezzo come un altro, una merce come un'altra, l'oro come il tabacco o il sale o il rame. Tutti concordavano con Jean Baptiste Say, un economista francese che alla fine del settecento aveva formulato una legge che fu ritenuta per oltre 130 anni, assolutamente ineccepibile. Per Say ogni produzione trova la sua collocazione e, ai fini dello scambio è irrilevante il metro adottato, basta darsi da fare per trovare l'acquirente giusto. Insomma tutte le merci alla fine trovano un acquirente ovvero, detta in termini macroeconomici, ogni offerta crea la sua domanda. Di conseguenza, il sistema di mercato libero tende alla piena soddisfazione di tutti gli agenti del mercato. Per inciso, poiché anche il lavoro è una merce, la legge di Say comporta che chi vuole trovare lavoro alla fine lo trova. J.M. Keynes dimostrò che la legge di Say era infondata e che il sistema trovava equilibrio anche con tassi di disoccupazione elevati, con ciò sfatando la credenza che la disoccupazione dipenda solo dalla cattiva volontà dei disoccupati. Dimostrò anche, che per creare nuova ricchezza era necessario introdurre moneta nel sistema economico e che, in mancanza di oro o argento, si poteva ovviare per mezzo dell'indebitamento dello Stato.
Quanta sia la moneta necessaria in un sistema non lo sa nessuno, per la verità. Quello che si sa è che quando ce n'è troppa i prezzi salgono (perché c'è più gente che compra), e quando ce n'è poca i prezzi scendono (perché c'è meno gente che compra). Quindi, monitorando i prezzi, l'autorità monetaria espande o contrae la massa monetaria, manovrando i tassi di interesse che favoriscono o scoraggiano l'indebitamento. Infatti, nel sistema attuale, la moneta viene creata ogni volta che qualcuno chiede un prestito ad una banca. Se qualcuno mi presta dei soldi, diciamo mille euro, non c'è alcuna creazione di moneta, poiché la disponibilità del prestatore diminuirà esattamente dei mille euro che mi ha prestato. Se, però, me li presta una banca nessuno dei correntisti avrà alcuna diminuzione della propria disponibilità, poiché creando quel debito la banca ha creato la somma ad esso corrispondente. Insomma, ogni volta che una banca presta denaro a qualcuno, si verifica un incremento netto della massa monetaria esattamente della misura del prestito erogato. Questa moneta creata dalle banche in questo modo si chiama la moneta bancaria. E' quella dei depositi, che circola tramite assegni e bonifici. Il suo ammontare è arrivato a decine di volte il totale di tutte le banconote e monete in circolazione. Se ci fosse una crisi di fiducia nei confronti delle banche, e la gente si precipitasse agli sportelli per trasformare il proprio deposito in banconote, le banche potrebbero soddisfare solo una frazione risibile dei depositanti e poi dovrebbero chiudere gli sportelli. E' quello che è avvenuto in Argentina, dove la gente ha perduto fiducia nel sistema finanziario ed ha assalito le banche per pretendere i sui soldi. Soldi che, però, non c'erano, come non ci sono in Italia, in Germania e tanto meno negli USA. La cosa assurda è che le banche pretendono la restituzione non solo della moneta che esse stesse hanno creato con il debito, ma anche - e soprattutto - degli interessi. Sono soprattutto le imprese a prendere denaro in prestito dalle banche. Quando estinguono il debito, il denaro creato con esso scompare. Restano però gli interessi che vanno alla banca, e non come remunerazione del servizio prestato, poiché per quello ci sono le spese. E per mezzo degli interessi la ricchezza delle banche cresce in continuazione, anche se molte imprese non restituiscono il debito. In questo caso, la banca mette in passivo il debito e poi procede al recupero della somma tramite l'escussione delle garanzie il che significa che spesso si impadroniscono a poche lire di beni immobili e di aziende il cui valore è di gran lunga superiore al loro credito. Adesso capite la ragione per cui nel vostro paese le banche crescono come funghi e aprono sedi sempre più numerose e lussuose. Capite anche la ragione per cui la Fiat, così come la maggior parte delle grandi aziende del mondo, siano nelle mani delle banche.
Semplice, fabbricano i soldi. E si capisce anche la ragione per cui il debito complessivo sia cresciuto in maniera esponenziale fino ad assorbire la maggior parte del prodotto di un paese. Alla fine del 2001, il debito interno degli USA sommava ad oltre 31 mila miliardi di dollari e costava oltre settemila miliardi di dollari ogni anno poco più del 70% del PIL americano. Insomma, il 70% di tutto quello che fanno gli americani in un anno se ne va per pagare rate, interessi e spese sul debito.
Il denaro bancario si giustifica in un sistema economico se da esso scaturiscono attività tali da giustificarne l'esistenza. Appunto la legge che hanno scoperto i monetaristi e di cui parlavo all'inizio. Altrimenti, l'incremento della massa monetaria si risolve in un aumento dei prezzi. Ogni volta che un'impresa o un privato non ce la fa a ripagare il suo debito, ovvero la ricchezza che egli ha creato, pur restituendo il debito, non giustifica gli interessi che egli ha pagato, si genera una pressione sui prezzi. Questo spiega, in maniera un po' semplificata, la ragione per cui l'inflazione è endemica in questo sistema economico. E spiega anche il perché la gente sia sempre più povera nonostante il PIL cresca praticamente senza soluzione di continuità. La ricchezza che viene creata se ne va per la maggior parte in banca, viene tradotta in strumenti finanziari e sottratta, tramite il meccanismo degli interessi alla gente che l'ha prodotta. Insomma, è questa l'origine e la fonte del potere finanziario. Questo sistema mortifica.



* Domenico de Simone, avvocato e controeconomista, autore di tre saggi sull'alternativa in economia, “Un milione al mese a tutti: Subito!” (1999), “Dove andrà a finire l'economia dei ricchi” (2001) e “Per un'economia dal volto umano” (2002), tutti editi dalla Malatempora.
Nel suo sito, all'indirizzo http://it.geocities.com/domenicods sono pubblicati interamente due libri ed ampi stralci degli altri tre, nonché articoli, dialoghi ed altri scritti. Tiene corsi e conferenze di contro economia in tutta Italia.


Biolcalenda, marzo 2003

www.labiolca.it
labiolca@greenplanet.net
labiolca@libero.it

 

ID 51, ut 1, pubblicato il 30/03/2003