Ballarò di Rai 3 - Martedì 6 giugno 2006

Ad Antonio Di Pietro vorrei dire
A Di Pietro e a quanti al governo la pensano come egli ha dichiarato nel corso di Ballarò di ieri sera. Fonte : www.reportonline.it

E bravo l’onorevole Di Pietro.
Ieri sera a Ballarò ho potuto sentire la sua trovata sulla risoluzione del problema dei lavori delle “Grandi Opere” che rischiano di essere fermati per mancanza di fondi.

Cosicché in particolare per le opere stradali, per lei la soluzione sarebbe di far pagare agli utenti delle autostrade italiane un piccolo aumento, per carità non indiscriminato, ma in percentuale sul costo della tratta percorsa, come si è ben affrettato a precisare, e destinato unicamente e specificamente al pagamento del particolare lavoro per il quale verrebbe richiesto.

Devo confessare onorevole che quando l’ho sentita fare quella dichiarazione, guardando lo schermo del televisore, non vedevo più la sua faccia, ma quella del mitico Solone. Si onorevole lei assomigliava proprio a Solone, uno dei tanti che la politica italiana ci ha regalato, specie negli ultimi cinque anni.

Come cittadino, prima ancora che come osservatore delle cose e dei fatti sociali, devo confessare che ho votato per la coalizione di centro sinistra perché ho creduto di leggere, pur tra le righe del programma di governo presentato dalla coalizione che ha vinto le elezioni, la ferma determinazione di voltare pagina con un metodo di governo del paese che privilegiando certi interessi (quelli delle classi ricche e da sempre benevolmente benefciate), a scapito di altri (quelli delle cosiddette classi medie), gente comune senza voce in capitolo, aveva, come ha, ridotto il paese in rovina.

Per questi semplici motivi desidero qui rappresentare i sentimenti e sono certo, anche le aspettative, anche a nome della maggioranza degli italiani, quelli di destra perché si affretteranno a dire, ahinoi giustamente, che loro lo avevano detto; quelli di sinistra perché, pur tra le righe, come prima accennavo, sembrava che il centrosinistra volesse reintrodurre nella politica italiana, quei criteri di sana e soprattutto onesta e giusta amministrazione, unici principi in grado di risollevare le sorti di questo nostro tormentato e bastonato paese.

E lei onorevole, proprio lei che ha fatto della giustizia il suo principale argomento, il suo punto di forza, può mai pensare che un simile balzello possa essere giusto?
Chi crede che sarà ulteriormente danneggiato dal prelievo di qualche euro in più su ogni tratta autostradale?
I cittadini comuni, quelli intendo per i quali “alla fine dei soldi vi è sempre troppo mese” ; oppure quelli che considerano il pedaggio autostradale niente altro che una seccatura per doversi fermare qualche minuto!!!!

Possibile che pochi giorni di governo le abbiano fatto dimenticare dei buoni propositi di abbattimento dei privilegi, di corretta amministrazione, di redistribuzione equa e solidale delle risorse, con tutto ciò che l’applicazione di questi sani propositi comporta?
Onorevole Di Pietro!
Tenga conto che il successo che ha conseguito in termini di consenso elettorale, derivano certamente da voto di opinione, stante che fortunatamente lei non ha potuto, concretamente e realisticamente parlando, usufruire del pur legittimo, benché assolutamente meno significativo, voto di “gratitudine” per atti di governo, di qualsiasi natura.

Tenga presente che il comune sentire della gente valuta gli sprechi della pubblica amministrazione (locale e nazionale) in almeno il 50% della spesa globale e che è in quella direzione che vanno trovate le risorse per il finanziamento di tutte le dovute ed inprocrastinabili urgenze del paese.

Se la valutazione della percentuale di spreco le sembra eccessiva, caro Di Pietro cercherò di esemplificare.

Al giorno d’oggi un edificio pubblico, mettiamo una scuola tipo, con 13 aule, più un laboratorio di informatica e due aule speciali, costa complessivamente, come riportato nelle tabelle del genio civile, allo stadio di progetto, che poi lieviterà nel tempo come tutti sappiamo e tolleriamo, circa 2.500.000 euro.
Vale a dire, considerando una superficie coperta di circa 800 metri quadri (2400 metri cubi), poco più di 3.000 euro al metro quadro.

Tutti sappiamo anche che, sempre al giorno d’oggi, il costo effettivo di un fabbricato avente le caratteristiche (scadenti) delle costruzioni di tale tipologia,
ha un prezzo effettivo (volendo abbondare) di non più di 5/600 euro per metro quadro.
Tanto premesso mi chiedo se non sia possibile ad uno stato che ovviamente ha il potere di farlo, recuperare (risparmiare) i 2400 euro per metro quadro (molti di più in effetti se si considera il costo effettivo finale dell’opera) e così, per ogni opera pubblica di questo tipo non dico i circa 2.000.000 di euro, teoricamente possibili, ma almeno 1.000.000 (un milione di euro).
Se si pensa a quante scuole, (pur nelle attuali ristrettezze) si costruiscono comunque in un anno in Italia, si vede bene quante risorse si potrebbero trovare e facilmente.
Va ovviamente posto in evidenza il fatto che ogni anno in Italia si costruiscono migliaia di opere pubbliche per ogni più svariata necessità e che una buona legge che sottraesse a chi finora a goduto di privilegi immensi, (sul come e sul perché di tali privilegi bisognerebbe anche scrivere, ma si tratta di altra materia che qui non posso trattare) di continuare ad arricchirsi a crepapelle, come finora avvenuto, bensì di guadagnare ciò che è giusto, basterebbe a coprire la maggior parte, ma in verità credo tutti, gli attuali bisogni.

Voglio anche aggiungere che la mia attenzione si è soffermata sul settore descritto, ma che in Italia la gente ha consapevolezza che la quasi totalità dei rapporti economici della pubblica amministrazione ha un andamento del tipo esemplificato.
Non parlo ovviamente delle molteplici situazioni di evidente patologia dei rapporti, ma voglio portare qualche esempio anche di questo tipo.
Lei sa certamente che ultimamente il precedente governo ha finanziato due siti web, internetculturale.it ed italia.it con circa 82 milioni di euro.

Si penserà che si tratta di due megasiti con chi sa quali servizi, ma che!
Sono due sitacci (formalmente belli e ovviamente ben fatti, costo poche migliaia di euro) che di loro non mettono nulla o quasi, se non una pletora di “funzionari” presidenti e quant’altro, tutti “mangiapane a tradimento”.
Se ad esempio un cittadino navigatore volesse reperire musica o opere letterarie o altro non deve far altro che collegarsi ad uno dei due siti citati dove troverebbe……………. un link che lo porta seduta stante su un qualche sito dove effettivamente potrà reperire ciò che cerca.

Cosa si aspetta a confiscare, come si fa per i beni mafiosi, tutto quanto illegittimamente loro devoluto?

Lei onorevole, è anche certamente al corrente dell’avvenuto finanziamento con una dotazione annua di circa 100 milioni di euro di un inesistente fantomatico “ISTITUTO DI RICERCA” con spiccata propensione per le tecnologie avanzate, che ha sede e relativi “funzionari” al completo a Genova, mentre tutta la RICERCA italiana, quella che lavora davvero (ed in quali miserrime condizioni) gode di un finanziamento per una somma praticamente uguale.
Cosa si aspetta a metter almeno all’indice l’autore (Giulio Tremonti) di questa brillante operazione e devolvere alla ricerca vera quanto non ancora ingurgitato dai beneficiari dell’operazione descritta?

Infine ancora caro onorevole.
Lei conosce il vero stato degli uffici pubblici italiani.

Il presidente del consiglio infatti qualche giorno fa ha fatto cenno alla circostanza secondo la quale (Prodi ha letteralmente detto) che in Italia ogni cinque anni, un anno di lavoro non viene svolto, rispetto agli Stati Uniti.
Sappia onorevole che siamo consapevoli che Prodi ha parlato in termini eufemistici.

La verità è che i partiti non hanno mai smesso di cercare ed ottenere consenso con la malapratica del nepotismo e delle clientele.
Nelle pubbliche amministrazioni per ogni 1000 addetti (particolarmente ai livelli più alti) in realtà ne lavorano realmente meno della metà e tanto la dice lunga sulla correttezza dei politici che “governano” le pubbliche amministrazioni.
Se avessero la coscienza pulita perché mai dovrebbero consentire un tale evidente, macroscopico lassismo?

La verità é che una mano lava l’altra e tutt’è due lavano il viso (che se ne rallegra)
Sappia infine che “la gente” vi ha premiati, ma che, ancora una volta, è consapevole e convinta che se proprio è così (male) che le cose devono andare, tanto varrà riportare al governo Silvio Berlusconi, del quale si potrà dire tutto ciò che si vuole, ma che alcune delle cose di cui ho parlato le aveva ben capite e se pur sommessamente aveva cominciato a porle all’ordine del giorno

Fra l’altro il suo sarebbe un provvedimento tipo pannicello caldo che non risolverebbe che una porzione piccolissima di un problema che ha ben altra genesi e natura e che quindi richiede ben altri inerventi.

Infatti fra i motivi alla base del declino italiano vi è la drasticamente ridotta capacità di spesa delle famiglie taglieggiate da tutte le direzioni.
Eccone alcune:

E’ di pche ore fa la notizia che Il gup del tribunale di Palmi (Reggio Calabria) Carlo Alberto Indellicati ha disposto il rinvio a giudizio del presidente di Capitalia Cesare Geronzi, del presidente della Bnl Luigi Abete e dell'ex presidente della Banca Antonveneta, Dino Marchiorello, assieme ad altri otto tra funzionari e dirigenti bancari per il reato di usura. Nel decreto di rinvio a giudizio, si legge tra l'altro che banchieri e dirigenti sono accusati a diverso titolo di aver applicato tassi di interesse superiori a quelli fissati per legge e di aver aggirato volontariamente le norme che impongono di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari.

Bella gente non c’è che dire.
Ma l’elenco é lungo:

Gli italiani sono taglieggiati anche da:

Enel che pratica senza alcuna giustificazione che non sia il guadagno tariffe superiori mediamente del 40% rispetto alle tariffe europee.
Telecom Italia che non solo tiene prezzi altissimi rispetto agli altri operatori, ma non innova e fornisce ai propri clienti un servizio nettamente inferiore rispetto ai cittadini di altri stati che godono così di vantaggi che si traducono, per le aziende, in vantaggi di competitività.
Gli industriali farmaceutici che anziché investire salassano i cittadini vendendo a prezzi maggiorati medicinali che comprano all’estero.
I fornitori di acqua potabile che oltre a praticare prezzi altissimi, si stanno preparando a “privatizzare” l’acqua con evidenti catastrofici danni per i consumatori.
Le Banche come esemplificato e di più.
Le Assicurazioni che continuano ad aumentare i premi, sfacciatamente, in assoluto dispregio delle diminuzioni dovute per la ridotta incidentalità.
I fornitori di gas naturale (metano) che vendono il gas a prezzi più alti del dovuto anche con artifizi da codice penale.
I professionisti (avvocati, notai, farmacisti, ingegneri, commercialisti e quanti altri riuniti in anacronistici ordini che vanno assolutamente aboliti)
I commercianti che hanno approfittato dell’introduzione dell’euro per aumentare ingiustificatamente i prezzi, spesso nella misura del 100%
Le autostrade che pretendono pedaggi di livello europeo in una situazione che consentirebbe invece l’abbattimento di tali costi per uno dei pochi primati italiani:
Le autostrade italiane sono nate ben prima delle autostrade europee e quindi i costi di costruzione che per noi sono stati ampiamente ammortizzati consentono un dimezzamento dei pedaggi che invece restano a livello di quelli europei.

Altro che sovrapprezzo sui pedaggi autostradali

 

ID 520, ut 144, pubblicato il 11/06/2006