Dietro lo scenario della guerra in Medio Oriente

Veneto
Scenario di guerra in medio Oriente. Il disegno USA e Israeliano di un nuovo Medio Oriente, strategie di intervento passo passo per ammaestrare Siria, Iran, Libano ed Hezbolla.

Tarcisio Bonotto

Gli USA, secondo Michel Chossudovsky, nell'articolo in calce, The Next Phase of the Middle East War, hanno sponsorizzato la guerra la Libano, come parte integrante di un loro piano di guerra all'IRAN, passando per la Siria.
L'obiettivo di demolire le infrastrutture libanesi era fondamentalmente di preparare un corridoio ad Israele per il Nord-Est della Siria. E' stato chiarito anche chi muove le pedine sullo scacchiere medio orientale: Bush, durante il G8 2006 di Sanpietroburgo, asserì, rispondendo al presidente Shirac, che voleva intervenire in Libano: "La guerra la conduco io, attraverso Israele! Le truppe ONU di stanza in Libano rispondono direttamente, in definitiva, anche se non lo vogliono, agli interessi di Israele...
La Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ha dato mandato alle truppe non della sola NATO, e questo segna il punto a favore della militarizzazione del Libano...preparazione di tutta una serie di eventi previsti dagli USA Secondo fonti ufficiali americane, USa e Inghilterra si preparano alla guerra contro IRAN e Syria. John Bolton Ambasciatore USa presso l'ONU ha già disegnato i piani di tale processo. Rifiuto delle risoluzioni da parte dell'Iran, attacco aereo degli USA e Britannici, in barba alle risoluzioni ONU e al veto di Russia e Cina. (Sembra questo un passo decisivo verso una probabile estensione del conflitto visto che Cina e Russia si troverebbero alleate, contro gli USA e Inghilterra e di seguito i paesi occidentali. Un inizio di terza guerra mondiale come affermano i Radicali, non tanto per la mancata annessione di Israele alla UE, processo non certamente voluto del governo in carica, quanto per la estremizzazione della polarizzazione geo-politica).
Infatti vi sono notizie di ammassamenti di truppe inglesi alle frontiere Iraniane. Il giorno dopo l'arrivo dei primi militari italiani in Libano giunge la notizia, riportata dai giornali, la politica israelinana cambia corso: Olmert non ritirerà le colonie dalla Cisgiordania come previsto dal piano Sharon e come da programma con cui si è insediato l'attuale governo, creando un'altra situazione di violazione degli accordi con i palestinesi, segno forse di una strategia di lungo corso, alla quale la UE non ha ancora saputo opporre chiare posizioni. Nasceranno infatti altri insediamenti, 400 abitazioni attorno a Gerusalemme per isolarla dal mondo arabo e vi saranno altri 300 appartamenti costruiti in altre località. Allo stesso tempo Olmert ora è disponibile a trattare con Abu Mazen. Strano che Olmert voglia occupare territori palestinesi e chieda un colloquio con Mazen...
Nella sua strategia espansionistica Olmert si è assicurato una difesa da eventuali attacchi degli Hezbolla, con il contingente ONU. Se gli Hezbolla intervenissero per contrastare tale violazione le truppe ONU dovrebbero intervenire, avvallando così il progetto illegale degli Israeliani. Una trappola per il contingente ONU e per i militari italiani.
E' di questi giorni infatti la dichiarazione di Bush, che "Hahmadinejad è un tiranno e l'Iran è come Al Quaeda". Nella strategia dei neocons americani ciò significa preparare il terreno per un altro intervento militare in Iran, come lo è stato per l'Iraq.
Il Prof. Ismael Hossein-Zadeh, riporta nel suo articolo in calce, Behind the Plan to Bomb Iran, 'Dietro i piani del bombardamento in Libano', la seguente considerazione:
'Le linee guida dietro ai piani di guerra dei 'neocons' americani non devono essere cercate nel grande discorso della difesa della democrazia o degli interessi nazionali ma negli interessi particolari e nefandi, camuffati attentamente dietro la denominazione di interessi nazionali. Questi interessi speciali sono affari lucrosi e dividendi stratosferici provenienti dalla guerra e dal militarismo. Essi includono sia gli interessi economici (famosi come alleanza militare-industriale) sia gli interessi geopolitici (associati fortemente ai gruppi Sionisti che programmano il "Grande Israele" nel Medio Oriente, o lobby israeliane).
…Come i potenti beneficiari dei dividendi di guerra vedono la pace e la stabilità internazionale ostile ai propri affari ed interessi, così anche gli estremisti Sionisti proponenti la linea-dura del "Grande Israele" percepiscono la pace tra Israele ed i suoi vicini arabi pericolosissima per il controllo della "Terra promessa di Israele." La ragione di questa paura della pace è che, secondo un numero notevole di risoluzioni ONU, per pace si intenderebbe il ritorno di Israele ai confini pre-1967; ovvero, il loro allontanamento dalla West Bank e dalla striscia di Gaza.
Crediamo fortemente che gli italiani siano coscienti dello scenario in cui vanno ad operare e le strategie remote dell'alleanza USA-Israele, che da tempo, sin dall'11 settembre 2001, sta pianificando un progetto per un 'proprio Medio Oriente', come affermato da Condoleza Rice nel suo recente viaggio in Europa.
In questi frangenti e per i nuovi sviluppi strategici il contingente militare in Libano si troverebbe ad avvalorare il lavoro di Israele, piuttosto che mantenere l'equilibrio per la pace e la ricostruzione del Libano. Vedremo come si svilupperanno i prossimi eventi, alla luce delle valutazioni esposte.
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The Next Phase of the Middle East War by Michel Chossudovsky September 4, 2006
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=CHO20060904&articleId=3147
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Behind the Plan to Bomb Iran by Prof. Ismael Hossein-zadeh September 1, 2006
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=HOS20060901&articleId=3120

 

ID 548, ut 62, pubblicato il 11/09/2006