SI SPOSTA AL TAR LA BATTAGLIA SUL VERONA UNO

San Giovanni Lupatoto
Confesercenti prepara il ricorso contro la decisone dell’ampliamento

Confesercenti Verona

«La nostra battaglia proseguirà al Tar del Veneto». Queste sono le parole con cui Fabrizio Tonini, direttore di Confesercenti Verona, ha accolto la delibera di ampliamento del centro commerciale «Verona Uno» da parte della conferenza dei servizi tenutasi venerdì scorso a San Giovanni Lupatoto. Una decisione che arriva dopo mesi di braccio di ferro tra l’associazione di categoria e l’amministrazione comunale, rea, secondo Tonini, di non aver tenuto conto delle innumerevoli problematiche che porterà il raddoppio della struttura già esistente: «I dati pubblicati nell’ultimo periodo sull’inquinamento dell’aria di Verona parlano chiaro, convogliare altro traffico in una zona già satura non può che peggiorare la situazione». Molto discutibile anche il metodo con cui si è arrivati alla decisione di ampliare la struttura. La Maxi Di, infatti, proprietaria del terreno e della struttura, si è garantita i favori dell’amministrazione comunale promettendo, tra le altre cose, la costruzione della caserma dei carabinieri: «E’ naturale che al Comune faccia gola una proposta di questo tipo – prosegue Tonini - ma in questo modo sui crea un sistema per cui il facoltoso imprenditore può promettere alle amministrazioni delle infrastrutture per poi arrivare ai propri interessi. Così si elimina, di fatto, ogni forma di concorrenza e si permette a questi imprenditori di decidere sul futuro del territorio». Ora, dunque, la Confesercenti passa al contrattacco e richiederà tutta la documentazione e le verifiche necessarie per procedere contro la decisione in sede amministrativa. «Le giunte comunali parlano continuamente di far rivivere i centri storici e di rendere vivibili le città, ma di certo non è questa la strada, favorendo la crisi dei piccoli negozi che mantengono in vita le vie centrali. Per gli esercizi di San Giovanni, già intaccati dall’attuale struttura, l’ampliamento sarà un colpo decisivo, che non porterà a nient’altro che alla chiusura di quelli che resistono. Servono regole precise, vigilanza su queste e fermare i favoritismi verso chi può permettersi di “fare un regalo” al Comune».

 

ID 623, ut 1, pubblicato il 09/01/2007