RICORSO AL TAR CONTRO IL PROGETTO DI ROSSETTO AD ANGIARI

Angiari
Confesercenti denuncia una serie di atti illegittimi rilasciati dal Comune

Tonini: «Il centro commerciale non si farà»

Confesercenti Verona e Liver ricorrono al Tar del Veneto contro la decisione della Regione di concedere al gruppo Rossetto 14 mila metri quadrati ad Angiari. L’obiettivo dell’istanza è quello di fermare il cosiddetto «divertimentificio» e secondo Fabrizio Tonini e Arturo Berardo, rappresentanti delle due associazioni di categoria, ci sono fondate speranze che tutto verrà bloccato dal Tribunale Amministrativo.

Una questione che si trascina da molto tempo, quella del paese della bassa veronese e del progetto, più volte annunciato, della costruzione di un centro commerciale a ridosso della Transpolesana, e che ora Palazzo Balbi ha sbloccato, in cambio del ritiro di alcuni contenziosi dello stesso Rossetto contro la Regione.

Il progetto partì nel 2004, quando il gruppo guidato da Giuseppe Rossetto presentò richiesta al Comune di decine di licenze di media struttura e negozi di vicinato. Le domande furono inoltrate dopo che la metratura destinata dalla Regione alla grande distribuzione, finì interamente nelle mani di Brendolan, titolare della catena «Famila». Il Comune non diede alcun parere sulla questione e per il meccanismo del silenzio-assenso, Rossetto ottenne il via libera. In seguito, grazie alla possibilità di effettuare dall’amministrazione un «atto ricognitorio» che certificasse la presenza di Parchi commerciali sul territorio, l’area assunse quest’ultima denominazione, dando la possibilità di ridistribuire le superfici creando così una grande struttura. Una vicenda di escamotage e liberatorie, su cui il Tar già si espresse in passato, definendo l’«atto ricognitorio» come illegittimo, dato che sull’area interessata non gravitava nessun edificio: «Si trattava di una sanatoria preventiva – spiega Fabrizio Tonini, direttore di Confesercenti Verona – così come sono infondate le licenze rilasciate dal Comune, visto che non c’è nessun indirizzo e nessun immobile in cui si possano esercitare queste licenze. Su questi punti si fonda il nostro ricorso al Tar, su degli atti illegittimi che il Comune ha rilasciato con troppa leggerezza». Confesercenti si esprime contro un sistema che da tempo sta avvelenando il commercio, quello delle sanatorie e dei lassismo: «Proprio in questi giorni – prosegue Tonini – è stata approvata la finanziaria regionale, al cui interno è stata messa una modifica di legge poco chiara, che permetteva ai centri commerciali dei comuni confinanti con quelli a economia turistica, di evitare le chiusure domenicali previste dalla legge. Un altro escamotage che avrebbe favorito i soliti noti, cioè la Grande Mela, l’Auchan e il Grand’Affi, che da tempo stanno cercando il modo di tenere sempre aperto, in barba alla libera concorrenza».

 

ID 643, ut 1, pubblicato il 13/03/2007