Possiamo permetterci 5 anni di sterile amministrazione della paura?

Verona
http://www.michelebreveglieri.it/

Michele Breveglieri


Alla fine ce l’hanno fatta. Tosi sarà candidato unico per un centro-destra che, a questo punto, vale la pena definire destra-destra.

Due settimane fa, in seguito alle dichiarazioni di Tosi sulla mia candidatura, chiedevo se si tratta dello stesso Tosi che nel ’95 collegava il diritto al concetto di normalità (sessuale) come costume della maggioranza, o che nel 2003 dichiarava che non esistono atteggiamenti discriminatori nei confronti degli omosessuali (qualche suicidio evidentemente è fisiologico secondo lui), o che nel 2000 proponeva entrate differenziate sugli autobus per italiani e immigrati (cioè l’apartheid in salsa leghista). Chiedevo in sostanza come il candidato sindaco della destra-destra pensa di governare con equilibrio e competenza una città plurale la cui realtà sociale è fatta già oggi non solo di differenze sessuali e nuove famiglie, ma anche di genti che non sono nate a Verona ma che qui onestamente vivono, lavorano e, come tutti gli altri, sudano e sperano. Non ho mai avuto risposta.

Oggi chiedo anche se il partito di Tosi, la Lega Nord, è lo stesso che ha ospitato costantemente a Palazzo Barbieri, nella propria sede, i tradizionalisti cattolici di Ruggero, quel personaggio d’altri tempi che presidiava soddisfatto e occhiuto il Consiglio Comunale quando mesi fa il centro-destra compatto impediva di votare un emendamento dello Statuto a favore del “rispetto concreto e attivo verso tutti gli uomini, indipendentemente (…) dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”. Nemmeno il rispetto, a quanto pare, si può chiedere a questa destra-destra.

Il candidato Tosi, del resto, annuncia già il trionfo di una città col fiato corto, sia dal punto di vista della sicurezza sia dal punto di vista ambientale: parla delle ex Cartiere come se durante le numerose giunte di centrodestra queste non fossero mai esistite e tacendo a proposito dello sterile concorso della Lega al blocco dell’unico progetto finora messo in campo (ma dalla giunta Zanotto) per la riqualificazione urbanistica e sociale dell’intera area Sud (che comprende anche la demolizione delle ex Cartiere); dismette senza alternative valide un progetto che aveva quantomeno il pregio di aggiungere un tassello importante al sistema del trasporto pubblico di massa (la tramvia) per ridare invece via libera al trasporto privato di massa in centro, aggiungendovi tra l’altro qualche parcheggio qua e là (ma non si sa esattamente dove) e fregandosene, promette lui che è un uomo duro, della sovrintendenza.

Ironia della sorte, la destra-destra si presenta con una proposta unitaria, mentre il centro-sinistra lascia fuori qualche fetta di città che sarebbe anche in fondo consonante, dall’ex assessore ai servizi sociali a Rifondazione alla lista di Laurella. E il rischio grosso è questo: cinque anni di pura, sterile, banale e brutale amministrazione della paura. Come dire: recioni, infedeli, non veronesi, siamo tutti avvisati. Possiamo permetterci un finale così?

Il cambiamento sociale è un percorso articolato, complesso, difficile, non lineare e a volte perfino contraddittorio, tuttavia solo affrontandolo direttamente per quello che è si può evitare di subirlo. L’amministrazione della paura che si annuncia, invece, non lavora sul cambiamento, lavora contro il cambiamento: offre ricette miracolose illudendo di poter fermare il tempo e il mondo, separando e cancellando la realtà. Possiamo permetterci di ritrovarci alla lunga in una città sterilizzata, murata viva, ripiegata su se stessa, miope e divisa?

Scegliere il centro-sinistra, a questo punto, significa scegliere un progetto di convivenza civile e di fiducia, sicuramente ancora inadeguato e perfettibile, ma di questo si tratta. Scegliere la destra-destra, al contrario, significa scegliere una banale amministrazione della paura: questa sì, perfetta e semplice col suo carico di illusioni, rifiuto e sfiducia, ma altrettanto inadeguata e soprattutto non perfettibile proprio perché fondata su cecità e illusione.

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ID 661, ut 201, pubblicato il 05/05/2007