REMONDI E CAPOROSSI A VERONA

Verona
Al Teatro Camploy dal 29 settembre all'8 ottobre
arrivano i due maestri del teatro di ricerca

Fondazione Aida

COMUNICATO


oggetto: LABORATORIO SOTTO L’OMBRELLO ACCANTO AL BASTONE


29 settembre – 8 ottobre - Teatro Camploy - Verona


Fondazione Aida ha invitato l’eccezionale duo Remondi e Caporossi per un
laboratorio intensivo di dieci giorni, ovvero 60 ore di corso rivolto ad attori
professionisti e non e a quanti vogliono conoscere la genesi di uno
spettacolo, la fabbrica della regia o la costruzione dell’improvvisazione
teatrale.

LABORATORIO

Tema del laboratorio sarà il rapporto con gli oggetti nella creazione dello
spettacolo. Oggetti come un ombrello e un bastone che, dicono Remondi e
Caporossi “sostengono e proteggono momenti dei nostri comportamenti e
possono apparire come prolungamenti del nostro corpo; indicano e dicono,
ramificando, le nostre emozioni, le nostre intenzioni. Sono testimoni che
passano di mano in mano avvertendo che passa anche il tempo”. Oggetti
dunque, per imparare a creare immagini fantastiche, surreali, strumenti per
stimolare la fantasia, per produrre un’azione teatrale collettiva e d’insieme.
Il laboratorio sarà quindi un itinerario di creazione, un percorso conoscitivo
che, tenendo conto delle caratteristiche e delle qualità individuali e di gruppo
produrrà una realizzazione pratica. Come già ci hanno abituato i due
geniacci, il percorso che faranno non sarà necessariamente costruito sulla
parola ma sarà azione, il non-detto, il silenzio. “E’ la presenza della persona
che dà verità all’azione; una verità che si nasconde nel comportamento e si
rivela nell’agire della persona. E’ un procedimento che tende ad asciugare,
selezionare la parola, la gestualità in eccesso per lasciare il corpo, con tutte le
sue funzioni (soprattutto quella di ascoltare) nel suo stato di bersaglio: alla
vita che ci circonda alla presenza degli altri, agli oggetti che manipoliamo,
agli sguardi per ricevere stimoli, emozioni, incertezze, dubbi, stupore
lasciandoci trasportare in ambiti misteriosi, imprevedibili”.
Accanto al laboratorio, durante tutte le serate di seminario, si potrà anche
assistere allo spettacolo storico Sacco e allo straordinario Me & Me e
naturalmente a tutta la produzione video accompagnata da conferenze,
incontri e dibattiti.


29 settembre    10.00 – 18.00 laboratorio   21.30 incontro con tutti i
partecipanti
30 settembre   10.00 – 18.00 laboratorio   Spettacolo Sacco
1 ottobre    10.00 – 18.00 laboratorio    21.30 Video e conferenza
Riflessioni
Il video tende a considerare aspetti sociali e di attualità proposti con rapide
ma meditate speculazioni di pensiero che rasentano l’astrazione.

2 ottobre    10.00 – 18.00 laboratorio    21 30 video e conferenza Video
Dedica a Remondi & Caporossi
Realizzata dal teatri Due di Parma febbraio 2004 in occasione della personale.

3 ottobre       10.00 – 18.00 laboratorio    21.00 video- conferenza
Vagabondi
Lungo il pendio di una collina scendono due figure    lontanissime e
minuscole, uno retto, l’altro piegato. I due vagabondi, assorti, si tengono per
mano. Vanno non si sa dove.
4 ottobre    10.00 – 18.00 laboratorio    21.00 video-conferenza Il morso
del lupo
Durante la notte, un gregge di pecore attraversa piazza Venezia a Roma. Le
pecore si disperdono tra le vie e gli slarghi limitrofi. Un lupo in agguato non
tarderà a sgozzarle
5 ottobre    10.00 – 18.00 laboratorio    21.30 video Conferenza Senzafine
Una schiera lunghissima di uomini e donne.Colonne di gente senza meta.La
marcia è inarrestabile.

6 ottobre    10.00 – 18.00 laboratorio    21.30 Spettacolo Me & Me di
Remondi Caporossi
               
7 ottobre    10.00 – 18.00 laboratorio    21.30 video- conferenza
Trucco
Nell’opera video più che sulla scena vengono a germinare le intuizioni di un
artista che sa investigare lo sguardo
8 ottobre    10.00 – 18.00 laboratorio   21.00 spettacolo Performance con i
ragazzi del Laboratorio

VIDEO

Riflessioni
Il video tende a considerare aspetti sociali e di attualità proposti con rapide
ma meditate speculazioni di pensiero che rasentano l’astrazione.
Video Dedica a Remondi & Caporossi
Realizzata dal teatri Due di Parma febbraio 2004 in occasione della personale.
Il morso del lupo
Durante la notte, un gregge di pecore attraversa piazza Venezia a Roma. Le
pecore si disperdono tra le vie e gli slarghi limitrofi. Un lupo in agguato non
tarderà a sgozzarle.
Senzafine
Una schiera lunghissima di uomini e donne.Colonne di gente senza meta.La
marcia è inarrestabile.
Trucco
Nell’opera video più che sulla scena vengono a germinare le intuizioni di un
artista che sa investigare lo sguardo.
Vagabondi
Lungo il pendio di una collina scendono due figure lontanissime e minuscole,
uno retto, l’altro piegato. I due vagabondi, assorti, si tengono per mano.
Vanno non si sa dove.


SPETTACOLI

ME & ME
scritto e diretto da Claudio Remondi e Riccardo Caporossi
Interpreti:
Claudio Remondi
Riccardo Caporossi
Davide Savignano
Una individualità sdoppiata in due persone, opposte e complementari.
Questi due signori si trovano a compiere un’azione che li costringe a
reciproco confronto, accendendosi tra i due non pochi diverbii.
La ragione di questo contrasto è nella loro natura. Uno parla facilmente,
l’altro è taciturno. Il signore in nero, indomito e confusamente ciarliero.
Il signore in bianco più surreale e pragmatico nella definizione dei suoi
pensieri. Uno di fronte all’altro riflettono, ciascuno a suo modo, con ironia
sull’uomo e sugli aspetti delle sue condizioni mentali.
Un terzo personaggio vestito da postino irrompe nel consesso portando una
lettera disputata tra i due.
Presenza di giovane che rivolgendosi loro con un elenco di frasi interrogative
solleva dubbi e critiche.

SACCO
Scritto e diretto da:
Claudio Remondi e Riccardo Caporossi
Interpretato da:
Armando Sanna e Pasquale Scalzi
Imprigionato dentro un corsetto ortopedico, un cerotto sulla bocca, i piedi
ingessati che fanno risuonare i suoi passi, il seviziatore si affaccenda
instancabile, una specie di torturatore a cottimo pieno di risorse. La vittima è
un oggetto informe dentro il suo contenitore miserabile di juta. Il sacco,
passivo e silenzioso, ha qualche sussulto. Il carnefice, indifferente ed
attivissimo, lo seziona, lo colpisce, lo trafora con una batteria di: forche,
uncini, tenaglie,lance, lame coltelli che poi ordinatamente ripone sulla
rastrelliera. Dal sacco escono: segatura, palline colorate, un criceto, due
gambe, una grossa mano. Il rapporto fra le due figure che agiscono è di
violenza….ma questa violenza inferta e subita si articola e si visualizza
attraverso una serie così ricca, fantasiosa e grottesca di gesti e di strumenti
paradossali, Sacco, il personaggio, diventa, nel suo involucro di tela grezza
popolato di trucchi, come la giacca sbilenca a tripla fodera di un clown,
dall’iniziale lacerto sanguinolento o feto, una insopprimibile testimonianza di
vita.

 

ID 713, ut 86, pubblicato il 19/09/2007