GLI OGM SEMPRE PIU' NEL NOSTRO PIATTO

dr. R. Amari

Gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sono sempre più presenti sulle nostre tavole. A rivelarlo è un'indagine del Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino condotta tra il dicembre 2000 ed il settembre di quest'anno su un campione di 300 prodotti.

Obiettivo della ricerca, nell'ambito del Progetto "CAMPAGNA INFORMATIVA MANGIARE SANO, MANGIARE SICURI", in collaborazione con Federconsumatori, era quello di tracciare un quadro della diffusione degli OGM nei prodotti alimentari, presenza legata soprattutto all'uso di mais e soia trasgenici. Dalle analisi emergono tendenze preoccupanti che fanno dire agli estensori della ricerca che "il problema della presenza di OGM appare ad oggi ancora sottovalutato o ignorato da molti operatori del settore agro-alimentare, con il risultato di una non corretta informazione del consumatore."

Per quanto riguarda i risultati della ricerca, tra le più approfondite ed aggiornate nel nostro Paese, 53 campioni sui 257 analizzabili (negli altri il DNA era o assente o troppo degradato) sono risultati positivi (20,6% del campione), contenendo cioè OGM (27 con mais e 26 con soia). Dieci i casi in cui il valore percentuale di OGM nel prodotto supera la soglia di contaminazione accidentale consentita dell'1%, senza riportare in etichetta alcuna indicazione supplementare. Da rilevare, inoltre, come 9 dei 10 campioni sopra elencati contengano soia geneticamente modificata.

Farine di mais e preparati per polenta precotti. Il test qualitativo ha consentito di accertare la presenza di OGM in 10 dei 40 campioni (25%) di farina di mais per polenta o preparati per polenta istantanea, privi di aromi o variamente aromatizzati. In 4 è stata accertata la possibilità da parte del Produttore di dimostrare l'accidentalità di tale contaminazione, ma i restanti 6 campioni contengono varietà di mais ad oggi non autorizzate in Italia e non risultano idonei all'immissione in commercio.

Fiocchi, snack ed estrusi di mais. Il test qualitativo ha consentito di accertare la presenza di OGM in 12 dei 49 campioni (24.5%). Il grado di contaminazione dei prodotti è risultato nella quasi totalità dei casi molto contenuto, con l'eccezione di un prodotto, corn chips, che è risultato notevolmente contaminato (66.4%).

Prodotti da agricoltura biologica. Su 47 prodotti analizzabili (dei 51 provenienti da agricoltura biologica di cui 29 a base di mais e derivati e 22 a base di soia e derivati) quelli positivi al test qualitativo sono stati 7 (percentuale di positivi riferita al totale dei prodotti biologici analizzabili: 15.5%). Di questi 4 erano a base di mais e derivati e tre a base di soia e derivati. I casi in cui la contaminazione è decisamente più rilevante riguardano un campione di biscotti al mais: gallette di riso e soia 100% e bistecche di soia: 4.1%. In merito alla provenienza dei campioni, 14 dei 51 campioni biologici analizzati risultano di importazione da paesi europei: nessuno di questi è risultato positivo. Peraltro 6 dei 7 prodotti positivi rilevati sono di produzione italiana, mentre il restante campione (bistecche di soia) è di provenienza israeliana.

Prodotti per l'alimentazione dei neonati e bambini fino a tre anni. Sono stati analizzati 15 referenze di cui 2 risultate positive. Le determinazioni quantitative eseguite hanno messo in evidenza livelli di contaminazione molto differenti: infatti, mentre nel caso dei biscotti il valore percentuale rilevato risulta molto contenuto (0.04%), nel caso del latte di soia la contaminazione è più consistente, pari a 4.2%. Da rilevare, inoltre, come sulla confezione del latte di soia in polvere fosse indicata la presenza di proteine di soia provenienti da soia geneticamente modificata, indicazione in contrasto con le disposizioni di legge.

Prodotti "OGM-free". Sono stati presi in considerazione 12 prodotti che riportano in etichetta l'indicazione volontaria di assenza di OGM nel prodotto. Di questi, uno è risultato non analizzabile. Dei campioni rimanenti, 2 sono risultati positivi: entrambi i campioni sono bistecche di soia disidratate. Le analisi quantitative eseguite hanno consentito di determinare una quantità di soia rispettivamente pari a 1.3% ed a 4.1%. Un campione, è inoltre, un prodotto da agricoltura biologica, importato da Israele.

Prodotti di importazione extraeuropea. Sono stati sottoposti ad analisi 10 prodotti di importazione extraeuropea: 5 importati dagli USA, 2 dal Canada, 2 da Israele ed 1 dalla Cina. Sei degli 8 campioni analizzabili sono risultati positivi. I 3 prodotti di importazione statunitense positivi hanno presentato livelli di contaminazione da OGM molto elevati, dal 66.4 dei corn chips, al 100% dei restanti due prodotti, entrambi mangimi per animali domestici. Da rilevare inoltre la diffusione della soia transgenica in Israele, paese di provenienza dei due campioni di bistecche di soia risultati positivi.

Prodotti per l'alimentazione degli animali domestici. Su 6 campioni analizzabili 4 sono risultati positivi: in 2 prodotti, entrambi di importazione dagli USA, la percentuale di soia geneticamente modificata è pari al 100%. I rimanenti due prodotti contengono rispettivamente 1.5% e 17% di soia transgenica.

Come sottolinea il Presidente di Federconsumatori Piemonte Diego Calabrese "i risultati del monitoraggio "L'OGM nel piatto" sono molto preoccupanti. Tracce di OGM sono state riscontrate anche in prodotti biologici contenenti soia. Non è la sede né il nostro compito, discutere se gli alimenti geneticamente modificati siano o meno dannosi per l'uomo, ma dobbiamo garantire la trasparenza dell'informazione che è un diritto del consumatore". - ha detto Diego Calabrese, Presidente Federconsumatori Piemonte. Oltre a ribadire la necessità che vengano rispettate le norme riguardanti l'etichettatura degli alimenti contenenti OGM, Diego Calabrese ha invitato le associazioni di produttori e di commercianti a effettuare test di screening qualitativo e, quando necessario, quantitativo, sui prodotti. " Federconsumatori - ha concluso Calabrese - propone a Confesercenti, Ascom e alle associazioni interessate di creare un BOLLINO di GARANZIA, per certificare l'assenza di OGM dai prodotti messi in vendita. Sarebbe bene iniziare proprio dai prodotti per l'infanzia e da quelli biologici, che dovrebbero essere i più controllabili in tutte le fasi della filiera produttiva".



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GLI OGM NEL MONDO
Le specie maggiormente interessate da manipolazioni genetiche sono ad oggi quelle di elevato interesse dal punto di vista industriale, quali mais, soia, pomodoro, patata, cotone, colza, barbabietola da zucchero, tabacco. Le principali modificazioni riguardano la tolleranza agli erbicidi, la resistenza a parassiti (insetti, batteri, funghi, virus), la maschio-sterilità per la produzione di ibridi, la durevolezza dei frutti.

A livello mondiale gli organismi geneticamente modificati (OGM) autorizzati per la coltivazione ed il consumo umano sono attualmente più di 50. Numerosi OGM potrebbero quindi essere potenzialmente utilizzati nel settore agroalimentare e risultare presenti in molti alimenti.

In un decennio la produzione di piante transgeniche è quasi decuplicata: già nel 2000 il 36% dei 72 milioni di ettari coltivati a soia, il 7% dei 25 milioni di ettari coltivati a mais ed il 16% delle piantagioni di cotone nel mondo erano geneticamente modificati.

Il ruolo dell'America del Nord continua ad essere preminente, ma anche Paesi come l'Argentina e soprattutto la Cina costituiscono un mercato emergente molto dinamico, che rappresenta il 25% della superficie mondiale coltivata con OGM.

L'andamento delle vendite di OGM è esponenziale: si è passati dai 75 milioni di dollari del 1995, ai 3.000 dello scorso anno, per arrivare ai 25.000 previsti per il 2010.

Tabella 1 - I dati principali dello studio

Campioni analizzati -> 300
Campioni con esito dell'estrazione DNA positivo -> 257
Campioni con DNA assente o degradato -> 43
Campioni contenenti MAIS E DERIVATI -> 190
Campioni contenenti SOIA E DERIVATI -> 104
Campioni contenenti MAIS E DERIVATI con esito dell'estrazione DNA positivo -> 169
Campioni contenenti SOIA E DERIVATI con esito dell'estrazione DNA positivo -> 90
Campioni positivi al test PCR qualitativo = -> 53

CONTENENTI OGM
Percentuale campioni positivi sul totale campioni con esito dell'estrazione positivo (257 campioni) -> 20.6%
Campioni mais positivi al test PCR qualitativo -> 27
Percentuale campioni MAIS positivi sul totalecampioni con esito dell'estrazione DNA mais positivo (169 campioni) -> 15.9%
Campioni soia positivi al test PCR qualitativo ->26
Percentuale campioni SOIA positivi sul totale campioni con esito dell'estrazione DNA soia positivo (88 campioni) -> 29.5%

 

ID 72, ut 1, pubblicato il 20/04/2002