OGM: fatti e misfatti, 1°

dr. Rossana Amari

Gli agricoltori possono essere ritenuti responsabili in caso di danni causati dagli Ogm all'ambiente e ai consumatori.
Fonte: Institute for Agriculture and Trade Policy, USA, Press Release.
Secondo la recente documentazione presentata dall' Institute for Agriculture and Trade Policy and Genetically Engineered Food Alert, gli agricoltori che decidono di utilizzare sementi transgeniche potrebbero trovarsi di fronte al serio rischio di essere ritenuti responsabili in caso di impollinazione incrociata tra le piante gm, in particolare granturco e ravizzone, e le varietà tradizionali coltivate nei campi limitrofi. Gli stessi agricoltori che hanno stipulato contratti di fornitura di soli raccolti non-gm potrebbero essere perseguibili legalmente nel caso di danni causati da quegli stessi raccolti che hanno subito fenomeni di contaminazione.

In Quebec le tossine rilasciate nell¹'ambiente dal granturco Bt hanno contaminato i sedimenti di un fiume.
Fonte: Genet.
I risultati di un recente studio compiuto in Quebec da Jean-Francois Narbonne, docente di tossicologia presso l'Università di Bourdeaux hanno rivelato pesanti livelli di contaminazione dei sedimenti del fiume Saint Laurence ad opera delle tossine rilasciate dal granturco Bt. Gli scienziati hanno prelevato campioni dei sedimenti vicini ai campi coltivati a granturco Bt siti nei pressi del fiume.Tali sedimenti pare contengano concentrazioni della tossina Bt cinque volte superiori a quelle presenti nelle acque di irrigazione e nei sedimenti del terreno agricolo. Tale spaventoso accumulo di tossine Bt nel Saint Laurence porta a credere che le radici delle piante di granturco Bt trasferiscono le proprie sequenze geniche ad altri batteri del suolo che a loro volta producono l'insetticida Bt. Il professor Narbonne ha aggiunto che le vittime di tali elevatissimi livelli di inquinamento ambientale sono innanzitutto i lombrichi, particolarmente vulnerabili agli effetti tossici dell'insetticida Bt.

STOP A SOIA E MAIS GM
Le associazioni dei caseifici del Trentino (Concast) e le latterie dell'Alto Adige, che raccolgono la quasi totalità del latte prodotto nella regione, hanno deciso di autoregolamentarsi imponendo ai propri soci il divieto di utilizzare mangimi contenenti Organismi Geneticamente Modificati nell'allevamento delle bovine da latte. Lo ha reso noto l'Associazione nazionale disidratori foraggi verdi (Andfv), precisando che allo stesso tempo il Consorzio agrario di Bologna e Modena ha deciso di distribuire solo mais e soia certificata Ogm free. Le decisioni dalle associazioni trentine ed altoatesine e del Consorzio di Bologna e Modena, confermano la volontà da parte dei produttori agricoli, di salvaguardare la salute dei consumatori. Dall'altra parte, sottolinea l'Andfv, tali decisioni mettono in luce che nel sistema di produzione degli alimenti italiano ed europeo possano entrare, più o meno consapevolmente, delle componenti transgeniche. Nel 2001 l'Italia ha importato 900.000 tonnellate di soia, provenienti per il 98% da Brasile, Usa ed Argentina, cioè dai paesi che basano la loro produzione sull'utilizzo di colture geneticamente modificate. "In Europa - continua l'Andfv - si vive una situazione paradossale: mentre è vietata l'importazione di soia transgenica per la semina e la sua coltivazione, è invece consentita l'importazione di soia transgenica destinata al consumo". (Alto Adige)

Dott. Rossana Amari - www.biogenlab.it - Biogenlab s.r.l.

 

ID 74, ut 1, pubblicato il 04/04/2002