OGM: cosa sono?
dr. R. Amari
Prescindendo da valutazioni critiche in un senso o nell’altro è necessario fare il punto della situazione sugli alimenti OGM poiché si possono trovare sulle tavole ed entrare conseguentemente nel ciclo della nostra alimentazione.
Non è semplice chiarire le perplessità causate dall’introduzione sul mercato di alimenti transgenici soprattutto per due ragioni:
- lo stato attuale delle conoscenze e la complessità dell’argomento non consentono di rispondere in modo certo a tutte le domande, soprattutto a quelle riguardanti le conseguenze sulla nostra salute in seguito ad ingestione di alimenti transgenici, gli effetti potrebbero essere cumulativi ed evidenti dopo parecchio tempo dall’ingestione,
la discussione sugli OGM ha creato due fazioni contrapposte: i biotecnologi da un lato e i consumatori insieme agli ambientalisti dall’altro.

Per cercare di chiarire come si ottengono OGM, consideriamo i diversi aspetti del problema partendo proprio dal definire il DNA.
DNA: STRUTTURA E FUNZIONI
Il DNA è un’abbreviazione di acido desossiribonucleico che è un’entità biologica in grado di riprodursi contenente tutte le informazioni fornite da entrambi i genitori al nuovo individuo.
La struttura del DNA è a doppia elica simile ad una scala a chiocciola dove sono identificabili i geni.
I geni contengono le informazioni caratteristiche della specie insieme a quelle più specifiche tipiche di quell’individuo (la sua personalità, i suoi caratteri fisici, ecc.).
I geni non sono fissi e stabili nel tempo, ma sono soggetti a modifiche dovute a :
cause naturali o "mutazioni spontanee" che hanno casualmente prodotto dei cambiamenti in specifiche regioni del DNA, così si ritiene si siano potute evolvere le differenti forme viventi sulla terra;
selezione naturale indotte dall’uomo per migliorare determinate caratteristiche di un animale o vegetale come nel caso di OGM, oppure ottenere nuovi organismi, ad esempio ottenere fiori di diverse colorazioni tramite incroci tra organismi naturalmente presenti in natura.
INGEGNERIA GENETICA
La tecnica che ha consentito la produzione di OGM è la ingegneria genetica, una delle tecniche biotecnologiche che modifica il DNA di un organismo vegetale o animale in modo mirato, ad esempio facendo riferimento al DNA come "scala a chiocciola" sostituendo un piolo di legno di frassino con uno di legno di noce, quindi una parte specifica del DNA in modo da non avere eguali in natura pur mantenendo al sua struttura di base; tal organismo viene chiamato "transgenico o geneticamente modificato".



Con questa tecnica è anche possibile introdurre caratteristiche nuove in tempi molto brevi modificando l’organismo vegetale o animale in modo diverso da quanto si verifica in natura, per questo chiamato "trangenico".
PRODOTTI DELL’INGEGNERIA GENETICA
Non bisogna pensare che le biotecnologie siano nate da poco, al contrario sono decenni che gli studiosi stanno lavorando in questo modo per cercare di migliorare le condizioni di vita dell’uomo riuscendo ad ottenere:
microrganismi geneticamente modificati in grado di produrre farmaci quali l’insulina iniettata in modo regolare ai pazienti diabetici, i vaccini che consentono di superare malattie altrimenti anche letali, ormoni quali l’interferone, ecc.;
animali transgenici che in seguito alle modificazioni introdotte possono diventare delle "banche di organi" da poter trapiantare nell’uomo in caso di bisogno, evitando, nel migliore dei casi, gli interminabili tempi di attesa una volta trovato l’organo umano compatibile di cui si ha necessità;
piante geneticamente modificate che esprimono caratteristiche innovative: la resistenza agli erbicidi o ai parassiti evitando così il loro impiego che comunque risulta dannoso per la salute dell’uomo (la soia o il mais), migliori caratteristiche nutrizionali (OGM di nuova generazione) o la maggiore conservabilità (il pomodoro che resiste agli urti).
PRODOTTI E MERCATO
ITALIA
In Italia, non essendo state concesse autorizzazioni alla produzione, l’importazione della soia e del mais transgenici è autorizzata solo per la immediata trasformazione (alimenti e mangimi) e non per uso sementiero.
Attualmente sono state inoltrate agli organi competenti europei richieste di autorizzazione per l’immissione sul mercato di altre piante oltre alla soia e al mais (pomodoro, patata, ecc.) ma tutt’ ora non sono state concesse autorizzazioni.
MONDO
EUROPA
I vegetali transgenici commercializzati sono principalmente: L’Europa importa circa 16 milioni di tonnellate
soia 40% di semi di soia provenienti da USA, Brasile,
mais 25% Argentina in cui si coltiva soia transgenica
colza 10% non separata da quella tradizionale.
tabacco 13%
cotone 11%
in misura minore patata, pomodoro, zucchino e riso.


ETICHETTATURA
In USA e Canada le etichette dei prodotti alimentari non indicano la presenza di materie prime derivanti da piante transgeniche.

Nella Comunità europea è previsto che gli alimenti transgenici devono avere una etichetta con la frase "prodotto con soia/granoturco geneticamente modificato" quando questi sono presenti in quantità superiori al 1%.
IL CONTROLLO

E’ di competenza delle USL effettuare i controlli ufficiali: Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente (ARPA) e Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS). Oltre ai controlli ufficiali vengono eseguiti da privati controlli sulla merce che ritirano e che successivamente lavorano presso laboratori privati competenti.
SALUTE
La tecnologia impiegata per produrre OGM non è pericolosa e l’inserimento dei nuovi geni avviene in laboratori, sotto controllo, per evitare contaminazioni indesiderate da materiale genetico estraneo. Per ciò che riguarda gli alimenti transgenici la loro produzione è autorizzata in seguito ad una fase di sperimentazione che ne esclude la tossicità acuta e cronica negli animali da laboratorio.
Per ciò che concerne la tossicità sull’uomo tutt’ora si conosce molto poco, a tale riguardo sono state fatte alcune ipotesi sui danni indiretti:
- se in una pianta viene trasferito un gene di un organismo che determina la produzione di una particolare proteina, una persona allergica nei confronti di questa proteina potrà andare incontro ad una reazione allergica consumando un alimento prodotto impiegando la pianta modificata;
- per indicare che l’inserimento del gene apportatore della modifica sia avvenuto correttamente si impiegano i "geni marcatori" ossia geni batterici che codificano la resistenza ad un particolare antibiotico, quando l’alimento modificato con questi geni è ingerito è possibile che si abbia il trasferimento di questi geni ai batteri che costituiscono la flora batterica intestinale e da questi a germi patogeni, conferendo agli ultimi la capacità di resistere agli antibiotici.
ASPETTI LEGISLATIVI
L’obiettivo più importante delle leggi Italiane ed Europee è conoscere e tenere controllati gli effetti degli organismi geneticamente modificati sull’ambiente, sulla salute animale e sulla salute umana.
A questo scopo l’autorizzazione ad emettere un OGM viene concessa in un primo tempo nella fase sperimentale in campo, solo successivamente nella fase di immissione sul mercato.
Chiunque intenda emettere un OGM deve sottostare ad una serie di procedure previste dal legislatore nazionale:
- deve presentare una notifica al Ministero della Sanità e trasmetterne una copia al Ministero dell’Ambiente
- deve fornire nella notifica informazioni di carattere operativo e scientifico corredate da dati bibliografici,
- tutte le notifiche vengono sottoposte ad un’istruttoria preliminare in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e con esperti del settore designati dal Ministero dell’Ambiente e delle Politiche Agrarie,
- i risultati dell’istruttoria sono sottoposti alla valutazione della Commissione Interministeriale per le Biotecnologie (CIB),
- la CIB effettua una valutazione scientifica del rilascio autorizzandolo con prescrizioni o rifiutandolo se le informazioni fornite non danno sufficienti garanzie di sicurezza.
Sperimentazione
La sperimentazione nell’Unione Europea ha portato a 1500 autorizzazioni per vegetali transgenici, in Italia ad esempio si sperimentano una decina di diverse specie transgeniche come il pomodoro, il mais, la cicoria, la patata, la barbabietola, lo zucchino; la sperimentazione comporta la coltivazione in aree specifiche e limitate ma non l’utilizzazione del prodotto che viene quindi distrutto.
Autorizzazione al commercio
In Italia non sono ancora state concesse autorizzazioni alla produzione anche se sono in corso sperimentazioni su diverse specie. In caso si decida di emettere sul mercato un OGM la decisione viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea.
AMBIENTE
L’introduzione nell’ambiente di geni non selezionati naturalmente può comportare effetti apprezzabili solo dopo parecchio tempo: ad esempio eventuali interazioni con l’ecosistema difficilmente prevedibili ed effetti a breve/medio tempo, tra i quali è stato ipotizzato:
la selezione di insetti resistenti ai caratteri inseriti nella pianta transgenica, soprattutto se il gene trasferito proviene da un batterio che produce una proteina con effetto letale nei confronti di insetti parassiti dei vegetali;
la maggior resistenza a trattamenti chimici quali impiego di pesticidi o erbicidi indotta in seguito all’inserimento di un gene può portare ad un maggior utilizzo di questi prodotti dannosi per la salute dell’uomo.
la selezione di ibridi ottenuta dalla diffusione, grazie al trasporto del polline delle piante transgeniche, del carattere modificato a piante della stessa specie o di specie affini non modificate;
la diminuzione della biodiversità degli organismi in seguito al massiccio utilizzo di pochi tipi di semi transgenici uguali in tutto il mondo, con la conseguente scomparsa di specie esistenti attualmente;
SICUREZZA
Al fine di adottare comportamenti maggiormente cautelativi sarebbe buona cosa essere in possesso di:
- un controllo sulla filiera produttiva rintracciando l’origine delle materie prime che costituiscono un certo prodotto;
- una maggiore informazione per il consumatore fornita da una adeguata etichettatura;
- un controllo ancor più approfondito durante la fase di sperimentazione, in particolare modo in relazione alle prove di tossicità cronica che si manifestano in tempi più lunghi;
- un approccio che privilegi l’inserimento di geni utili nelle piante e provenienti da specie affini.
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ID 78, ut 1, pubblicato il 11/06/2001