DIRETTIVA NITRATI: “NON C’E’ PIU’ TERRA”, MA NEANCHE ARIA

Verona
No all’incenerimento. Sì al biogas, meno allevamenti intensivi e di maggiore qualità.

Lino Pironato

La direttiva europea nitrati (91/676/CEE), a protezione delle acque sotterranee e superficiali, impone, ai Paesi ed alle aziende di allevamento, limiti allo smaltimento nei terreni dei reflui organici: massimo 170 kg N per ha. Tali reflui, infatti, contengono grandi concentrazioni di composti azotati che, se ingeriti, possono causare gravi malattie: come il cancro.

La provincia di Verona ed in particolare la Bassa ospita una grande quantità di allevamenti intensivi. Per questo motivo, i limiti imposti dalla direttiva e la limitatezza del territorio vedono gli allevatori in difficoltà a smaltire questo rifiuto, che nell’agricoltura di un tempo, certamente più in sintonia con l’ambiente, era considerato invece una risorsa per l’agricoltura.

La direttiva va rispettata, ma deve essere evitato di spostare i costi sulla collettività. Non si deve ricadere nella solita logica dello sviluppo insostenibile che privatizza gli utili, ma socializza i costi (ambientali, sociali, sanitari).

Il nostro territorio non può sostenere fisicamente lo sversamento sui terreni agricoli di tale enorme quantità di liquami e pollina (24.000 t), ma nello stesso tempo è inaccettabile pensare di ovviare al problema con l’incenerimento, metodo oltretutto non previsto dalla direttiva.

La provincia di Verona è gia satura di polveri, micro e nano particelle e di altre sostanze inquinanti dannose per la salute (NOx, ecc). La costruzione di nuovi impianti di incenerimento aggraverebbe la situazione.

Che fare?

Noi proponiamo:
•   la riduzione del numero di animali allevati in provincia,
•   la riconversione dei consumi e della produzione che privilegi allevamenti non intensivi e più rispettosi degli animali, come avviene ad esempio nelle aziende biologiche,
•   lo smaltimento dei reflui:
o   come ammendante in agricoltura
o   con la produzione di biogas (ottima fonte energetica)
•   lo smaltimento locale, onde evitare la produzione di ulteriori inquinanti col trasporto.

Ricordiamo che gli allevamenti intensivi sono altresì fra i principali responsabili dei cambiamenti climatici, a causa della produzione di un potente gas serra: il metano.

La Regione, la Provincia, diano senso di responsabilità, siano coerenti con gli impegni internazionali e finanzino solo chi si orienta a scelte eco-sostenibili, attente alla salute dei cittadini ed alla riduzione delle sofferenze degli animali.


Lino Pironato                     
Legambiente Legnago, Verdi Legnago

 

ID 794, ut 1, pubblicato il 15/02/2008