Il Consiglio Comunale di Legnago è contro la guerra in Iraq.

Legnago
ESTRATTO DEL VERBALE DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 OTTOBRE 2002.

"Il Consiglio Comunale

riaffermando la convinta adesione ai principi e ai fini della Carta delle Nazioni Unite e della Costituzione Italiana che escludono la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e che impegnano il nostro paese e tutte le sue istituzioni ad operare per la pace e la giustizia nel mondo;

allarmato per il rischio che la comunità internazionale si ritrovi presto coinvolta in una nuova drammatica guerra annunciata dal governo degli Stati Uniti contro l'Iraq;

respingendo il principio della "guerra preventiva", in base al quale la guerra all'Iraq con azioni militari unilaterali rischia di creare un precedente oggi degli Stati Uniti e in futuro di altri Stati;

convinto che una strategia così destabilizzante mette fine al tabù della guerra e infligge un durissimo colpo al diritto, alla pace e alla sicurezza del mondo;

sottolineando come la guerra comporti sempre maggiori perdite di vite umane e di beni materiali, calpesti ogni diritto umano, produca immani sofferenze a popolazioni inermi, provochi la distruzione indiscriminata e sovente deliberata di monumenti di inestimabile valore per la storia e l'identità civile e religiosa dei popoli coinvolti nella guerra;

consapevole del fatto che una nuova guerra di queste proporzioni rappresenterebbe un pericolo anche per l'Italia e per l'Europa, ci esporrebbe al pericolo di violenze e azioni terroristiche, accrescerebbe i sentimenti di odio verso gli americani e i loro alleati allargando il fossato che separa l'occidente e il mondo islamico, allontanerebbe ancora di più la possibilità di mettere fine al conflitto arabo-israeliano e di costruire una pace giusta e duratura in Medio Oriente, che è la vera priorità dell'ONU e dell'Europa, indebolirebbe i cosiddetti regimi arabi moderati e bloccherebbe ogni possibile evoluzione democratica di quei paesi;

ritenendo che il regime di Saddam Hussein, come tutti quelli che nel mondo si rendono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, vada contrastato dalle Nazioni Unite e dall'intera comunità internazionale con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale già oggi disponibili e da perfezionarsi ancora in futuro, per una più incisiva applicazione della giustizia, necessaria a perseguire tali gravissimi crimini;

esprimendo piena soddisfazione per il successo diplomatico ottenuto dalle Nazioni Unite che ha portato il governo iracheno ad accettare la ripresa incondizionata delle ispezioni sul proprio territorio;

sottolineando l'urgenza di rafforzare e democratizzare l'Organizzazione delle Nazioni Unite (unica casa comune di tutti i popoli del mondo) e tutte le altre istituzioni internazionali attraverso le quali occorre finalmente mettere in funzione un sistema di sicurezza collettiva dotato di tutte le risorse necessarie;

ribadendo la necessità di operare per la costruzione di un'Europa che sia strumento di pace e di giustizia nel mondo;

richiamando i principi contenuti nell'art. 2, comma 6, del nostro Statuto Comunale;

richiamando il solenne impegno di pace pronunciato ad Assisi lo scorso 24 gennaio dal papa Giovanni Paolo II e dai capi di tutte le religioni: "Mai più violenza. Mai più guerra. Mai più terrorismo";

CHIEDE

al Parlamento e al Governo italiano, all'Europa, all'ONU e a tutti i responsabili della politica nazionale e internazionale di:

 

F.to MAURO SALDI, GIUSEPPE MASIN, LELIO LIMONI"

 

Nella discussione che segue prendono la parola: i Consiglieri Saldi, Masin, il Sindaco Gandini, Bocchi e Rettondini.

L'ordine del giorno viene messo a votazione col seguente risultato:

PRESENTI: N. 17
VOTANTI: N. 17
ASTENUTI: NESSUNO
FAVOREVOLI: N. 12 (maggioranza + Masin)
CONTRARI: N. 5 (Bocchi, Persona, Rettondini, Groppello, Bruschetta)

 

 

ID 8, ut 1, pubblicato il 20/10/2002