AUTOSTRADA NOGARA MARE. LA REGIONE TAGLIA FUORI I TERRITORI DALLE SCELTE.

Lino Pironato

La scelta di imporre a quest’opera la Legge obiettivo impedisce di fatto di riflettere con calma sull’impatto che inevitabilmente essa avrà sul territorio. I 20 giorni di tempo che ormai rimangono per produrre le osservazioni al progetto, con le festività pasquali e la campagna elettorale di mezzo, rendono bene l’idea delle vere intenzioni della Regione: non avere intralci!
Quest’autostrada che nasce dichiaratamente per alleggerire l’A4, diverrà un attrattore di traffico. Più traffico e maggiore velocità dei veicoli produrranno un aumento dell’inquinamento e non una riduzione, come risibilmente vuole far passare la Regione.
Ma le criticità sono pesanti per il territorio. Due paesi con problematiche simili sono Pontecchio Polesine e Villa Bartolomea, qui l’autostrada passerebbe a ridosso dei centri abitati. C’è il problema di un patrimonio pubblico, la SS 434, che verrà alienato e del pedaggio che poi dovranno pagare i cittadini. C’è il pericolo che le Valli Grandi Veronesi, rimaste ormai l’ultima vasta area della pianura padano-veneta priva di urbanizzazione – un bene raro: il vuoto – subiscano l’attacco dello “sviluppo”. Preoccupa, a questo riguardo, l’inoltrarsi nelle Valli del casello di Casaleone, ma anche il pericolo che l’autostrada si integri con il porto di Torretta e con la zona industriale di supporto che ivi si vorrebbe costruire. Diventerebbe un doppione rispetto al polo intermodale di Nogara collegato al porto di Ostiglia con ben altre potenzialità. Tanto vale allora trasformare Torretta in un porto turistico e valorizzare definitivamente le Valli Grandi verso nuove frontiere agro-naturalistiche a servizio di un turismo eco-sostenibile, limitando il più possibile la contaminazione urbanistica.

Lino Pironato
Legambiente, Comitato contro l’Autostrada Nogara Adria

 

ID 816, ut 1, pubblicato il 25/03/2008