“PREAPERTURA DELLA CACCIA”
IN VENETO SI SPARA DAL 1 SETTEMBRE 2008

Veneto
Calpestata l'esigenza di tutela della fauna selvatica, regione Veneto succube del mondo venatorio

“Anche quest'anno la volontà dei politici veneti di esaudire i desideri più estremisti del mondo venatorio ha prevalso su qualsiasi logica di tutela della fauna e di corretta gestione ambientale. Eclatante dimostrazione di questo è l'approvazione da parte della Regione Veneto dell'apertura anticipata della caccia al 1 settembre.“ – lo dichiarano Michele Bertucco, Presidente di Legambiente Veneto e Francesco Di Grazia, Delegato Regionale della LIPU – Infatti, grazie alle previsioni del calendario venatorio, sarà possibile nella nostra regione sparare nelle giornate 1, 3 e 4 settembre 2008 da appostamento alla specie Tortora (Streptopelia turtur) e nelle giornate 6, 7, 13, 14 e 20 settembre 2008 si sparerà da appostamento ad esemplari di fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie: Merlo (Turdus merula), Tortora (Streptopelia turtur), Ghiandaia (Garrulus glandarius), Gazza (Pica pica), Cornacchia nera (Corvus corone) e Cornacchia grigia (Corvus corone cornix).
Non sarà solo il Veneto a consentire la preapertura della caccia. Sono 15 regioni che consentiranno di sparare nei primi giorni di settembre Secondo i dati della Lega italiana protezione uccelli (Lipu), a sparare per primi rispetto alla partenza ufficiale del calendario, il 21 settembre, saranno i cacciatori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, diverse province in Emilia Romagna e Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto. Tra le specie nel mirino delle doppiette si trovano gazze, tortore, allodole, quaglie, cornacchie grigie, merli, ghiandaie, cinghiali, conigli selvatici, ma anche caprioli e camosci.
Fortemente critici nei confronti della preapertura – Bertucco e Di Grazia -, secondo i quali ''ogni anno ci si ritrova di fronte lo stesso scenario: e' stato deciso qualche giorno di caccia in più' a carico di alcune specie, che già' versano in uno stato precario di conservazione''.
Insomma, le date vengono fissate ''senza alcuna considerazione scientifica dell'impatto sugli animali''.
La preoccupazione di Legambiente e LIPU è che questo atteggiamento delle regioni possa essere l'anticamera della modifica della legge sulla caccia voluta ''da una parte estremista del mondo venatorio''.
“La logica della tutela della fauna e dell'ambiente – concludono Bertucco e Di Grazia – ancora una volta però ha perso. I nostri politici evidentemente preferiscono seguire la logica (del tutto opposta) della rincorsa al voto dei cacciatori, esaudendo qualsiasi loro desiderio a scapito della conservazione della vita selvatica e del diritto di tutti i cittadini a un ambiente integro ed in violazione a tutte le direttive europee che prevedono che la tutela della fauna sia prioritaria rispetto all’esercizio venatorio”.

Verona, 30 Agosto 2008

LEGAMBIENTE VENETO
LIPU VENETO

 

ID 867, ut 1, pubblicato il 31/08/2008