Scompare un Grande della sinistra italiana

Veneto

si chiude una stagione della sinistra italiana con la scomparsa di Vittorio Foa, sindacalista, socialista, antifascista, padre della repubblica e della Costituzione

pietro ancona



Non ho condiviso la scelta della famiglia di fare annunziare la morte da Walter veltroni di Vittorio Foa.Non ho condiviso se non l'adesione sostanziale di Vittorio Foa al PD l'assenza di critica e di allarme per la sua nascita frutto della liquefazione dell'esperienza comunista ed anche della sinistra cattolica.Foa non aveva colto la tragedia legata alla formazione del PD, la tragedia di una nomenclatura che per salvare se stessa abbandona al suo destino la classe operaia ed abiura il socialismo sperando di cancellarlo dall'orizzonte e dal futuro.il PD è la degenerazione dell'Ulivo che almeno vibrava di buoni sentimenti di solidarietà, di giustizia sociale anche se lontano da un progetto socialista. Mi piace ricordare Vittorio Foa irriducibile antifascista in galera per otto anni, Foa segretario della CGIL, Foa una mente che non si fermava neppure per un istante di riflettere, soppesare, studiare... Lo ricordo come Maestro nella CGIL accanto a Santi che era il suo esatto contrario e con il quale tuttavia costituiva una coppia formidabile.Vittorio Foa era il dirigente della sinistra all'apice della corrente socialista della CGIL. E' superfluo dire che la sua figura era di gran lunga straripante dal suo ancoraggio interno e spaziava come grande costruttore della repubblica e della democrazia-.Quando si vive cosi a lungo si finisce con il sopravvivere a se stessi. L'ultimo pensiero di Foa cosi apprezzato da Mirian Mafai non posso e non voglio condividerlo. Non mi piace l'atteggiamento pensoso ma passiva rispetto la società liberista e la sua assenza dalla lotta pacifista contro la guerra. Aveva condiviso la guerra del Golfo e non capiva le ragioni antiamericane ed antiisraeliane dei popoli del mediooriente. Eppure, nonostante tutto questo, piango la fine di un uomo e con lui di un'epoca della storia in cui si andava in galera e per molti anni per una idea di libertà e di liberazione dell'umanità. Rimpiango Foa e Pertini,Nenni e i grandi leaders che fecero grande il socialismo italiano. Rimpiango la scomparsa del grande dibattito ideologico sul socialismo nel quale da Anna Kuliscioff a Riccardo Lombardi si sono sviluppate le idee fondamentali del movimento operaio italiano oggi del tutto ignorate da epigoni mediocri e avidi di potere.

Pietro Ancona

socialista

già membro dell'esecutivo della CGIL










Caro professore,
ho scritto (per il manifesto ma non so se pubblicherà) queste righe su Vittorio Foa.
Hai un blog?
Pietro
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Caro Manifesto,

Non ho condiviso la scelta della famiglia di fare annunziare la morte da Walter veltroni di Vittorio Foa.Non ho condiviso se non l'adesione sostanziale di Vittorio Foa al PD l'assenza di critica e di allarme per la sua nascita frutto della liquefazione dell'esperienza comunista ed anche della sinistra cattolica.Foa non aveva colto la tragedia legata alla formazione del PD, la tragedia di una nomenclatura che per salvare se stessa abbandona al suo destino la classe operaia ed abiura il socialismo sperando di cancellarlo dall'orizzonte e dal futuro.il PD è la degenerazione dell'Ulivo che almeno vibrava di buoni sentimenti di solidarietà, di giustizia sociale anche se lontano da un progetto socialista. Mi piace ricordare Vittorio Foa irriducibile antifascista in galera per otto anni, Foa segretario della CGIL, Foa una mente che non si fermava neppure per un istante di riflettere, soppesare, studiare... Lo ricordo come Maestro nella CGIL accanto a Santi che era il suo esatto contrario e con il quale tuttavia costituiva una coppia formidabile.Vittorio Foa era il dirigente della sinistra all'apice della corrente socialista della CGIL. E' superfluo dire che la sua figura era di gran lunga straripante dal suo ancoraggio interno e spaziava come grande costruttore della repubblica e della democrazia-.Quando si vive cosi a lungo si finisce con il sopravvivere a se stessi. L'ultimo pensiero di Foa cosi apprezzato da Mirian Mafai non posso e non voglio condividerlo. Non mi piace l'atteggiamento pensoso ma passiva rispetto la società liberista e la sua assenza dalla lotta pacifista contro la guerra. Aveva condiviso la guerra del Golfo e non capiva le ragioni antiamericane ed antiisraeliane dei popoli del mediooriente. Eppure, nonostante tutto questo, piango la fine di un uomo e con lui di un'epoca della storia in cui si andava in galera e per molti anni per una idea di libertà e di liberazione dell'umanità. Rimpiango Foa e Pertini,Nenni e i grandi leaders che fecero grande il socialismo italiano. Rimpiango la scomparsa del grande dibattito ideologico sul socialismo nel quale da Anna Kuliscioff a Riccardo Lombardi si sono sviluppate le idee fondamentali del movimento operaio italiano oggi del tutto ignorate da epigoni mediocri e avidi di potere.

Pietro Ancona

socialista

già membro dell'esecutivo della CGIL


















 

ID 892, ut 261, pubblicato il 21/10/2008